Breviario del caos

Di

Editore: Adelphi (Piccola biblioteca, 411)

3.9
(131)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 128 | Formato: Paperback | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Spagnolo

Isbn-10: 8845913821 | Isbn-13: 9788845913822 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Traduttore: Tea Turolla

Genere: Casa & Giardinaggio

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Descrizione del libro
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  • 4

    Fulminante

    Un nichilismo assoluto e pervasivo permea questo cupissimo saggio, denso di cruda verità ed implacabile disillusione. Ogni singolo periodo merita una riflessione, una rilettura, un esame di coscienza ...continua

    Un nichilismo assoluto e pervasivo permea questo cupissimo saggio, denso di cruda verità ed implacabile disillusione. Ogni singolo periodo merita una riflessione, una rilettura, un esame di coscienza approfondito. L'estrema coerenza dell'Autore/Profeta è inscritta nella sua biografia.

    ha scritto il 

  • 5

    Caraco si ritiene un profeta, e forse in effetti lo è: il profeta del misantropismo, del nichilismo e del pessimismo assoluto; al suo confronto Cioran appare un allegrone e Ceronetti un faceto barzell ...continua

    Caraco si ritiene un profeta, e forse in effetti lo è: il profeta del misantropismo, del nichilismo e del pessimismo assoluto; al suo confronto Cioran appare un allegrone e Ceronetti un faceto barzellettiere.
    Ho trovato una visione così intimamente tragica del mondo solo nella mitologia delirante di Lovecraft o in certi eretici malteisti. "Elevo un canto di morte e saluto il caos che sale dall'abisso e il terrore antico riemerso dal profondo dei tempi" non pare una citazione del Necronomicon?

    Per Caraco, nel mondo c'è solo una cosa certa: la morte: "noi tendiamo alla morte, come la freccia al bersaglio, e mai falliamo la mira, la morte è la nostra unica certezza".
    "Se c'è un Dio, il caos e la morte figureranno nel novero dei Suoi attributi, se non c'è, non cambia nulla, poiché il caos e la morte basteranno a se stessi fino alla consumazione dei secoli. Non ha importanza quello che si incensa, si è vittime della caducità e della dissoluzione, qualsiasi cosa si adori non si eviterà nulla, i buoni e i cattivi hanno un solo destino, un unico abisso accoglie i santi e i mostri, l'idea di giusto e di ingiusto non è mai stata altro che un delirio, al quale ci appigliamo per ragioni di convenienza. In verità, l'origine delle idee religiose e morali è nell'uomo, cercarla fuori dell'uomo è un nonsenso, l'uomo è un animale metafisico, il quale vorrebbe che l'universo esistesse solo per lui, ma l'universo lo ignora, e l'uomo si consola di questa indifferenza popolando lo spazio di dei, dei fatti a sua immagine. Sicché riusciamo a vivere accontentandoci di princìpi vuoti, ma questi princìpi così belli e così consolanti cadono nel nulla quando ci si aprono gli occhi sulla morte e sul caos da cui viviamo avvolti, in costante pericolo. La fede non è che una vanità tra le altre e l'arte di ingannare l'uomo sulla natura del mondo."

    L'umanità è una massa di sonnambuli e di automi, "colpevoli perché innumerevoli".  Nessuno comprende che la morte è l'unica verità e che siamo solamente un mucchio d'atomi destinato un giorno a sparire. Anzi: l'uomo crede addirittura d'essere libero e di poter raggiungere la felicità. Una cosa ridicola, perché alla morte i conti tornano sempre, mentre a noi non tornano mai.

    La nostra ignoranza non viene solo dalle nostre idee ingenue. Siamo ignoranti anche per colpa di filosofi, scienziati, politici e religiosi. Ci hanno infatti convinti che la vita ha un senso e che possiamo essere felici. In realtà, ci hanno mentito. L'hanno fatto perché hanno il potere e lo vogliono mantenere. Ma avranno la loro punizione: moriranno come tutti. Anche di loro non rimarrà più nulla: "moriranno con noi, i reggenti e gli impostori e gli scienziati." "Rotoleremo tutti insieme nelle tenebre da cui non si ritorna, e il pozzo buio ci accoglierà, noi e i nostri dei assurdi, noi e i nostri valori criminali, noi e le nostre speranze ridicole."

    Capire che nessuna fede religiosa o politica può dare una risposta ci evita false speranze e ci permette di mantenere un minimo di dignità.
    "L'ora degli esorcismi e delle congiure è trascorsa; qualunque cosa accada, è trascorso il tempo della preghiera. Le nostre religioni non ci servono più a nulla e i credenti non hanno più motivo di esistere, giacché le prime ci ingannano sulla nostra evidenza e i secondi non ripenseranno il mondo."
    "La carità è solo un raggiro e coloro che me la vogliono insegnare sono i miei avversari, la carità non salva un mondo pieno di insetti, che sanno soltanto divorarlo imbrattandolo con il loro lerciume: non si deve prestar loro assistenza né ostacolare le malattie che li decimano, più ne muoiono e meglio sarà per noi, giacché non avremo bisogno di sterminarli."

    Cercare di dare un ordine al mondo è impossibile, perché il mondo non ha un ordine, non ha un senso. "Noi siamo all'Inferno, e la sola scelta che abbiamo è tra essere i dannati che vengono torturati o i diavoli addetti al loro supplizio".

    "In verità l'uomo non ha cuore, da sempre la sua carità non è che un esercizio, per non essere violento egli deve farsi violenza, e l'ordine che si instaura si fonda sul delitto." Di conseguenza: "L'unico rimedio alla miseria consiste nella sterilità dei miserabili, ma l'ordine per la morte, l'ordine dei bottegai e dei preti, ci vieta persino di parlarne."

    E quindi, quale resta come soluzione possibile? Caraco si augura che il caos s'impadronisca del mondo e che ci distrugga: "La catastrofe è necessaria, la catastrofe è desiderabile, la catastrofe è legittima, la catastrofe è provvidenziale, il mondo non si rinnova a minor prezzo, e se non si rinnova dovrà scomparire con gli uomini che lo infettano. Gli uomini si sono diffusi nell'universo come una lebbra, e più si moltiplicano più lo snaturano, essi credono di servire i propri dei divenendo sempre più numerosi, i bottegai e i preti approvano la loro fecondità, gli uni perché essa li arricchisce, gli altri, invece, perché li accredita."

    "Non potremo cambiare le nostre città se non distruggendole, fosse pure insieme agli uomini che le popolano, e verrà il giorno in cui plaudiremo a quest'olocausto."

    I pochi che (eventualmente) si salveranno potranno fondare una nuova umanità, basata sul piacere fisico, sulle sensazioni pure. Senza più avere tra i piedi un'istituzione morale, religiosa o politica: "Sarà l’immoralità a salvare il mondo, saranno il rilassamento e la mollezza, sarà il rifiuto dei sacrifici di qualsiasi genere e l’abbandono delle virtù militanti, saranno il disprezzo per tutto ciò che giudichiamo rispettabile e il consenso alla frivolezza, sarà l’effeminamento a liberarci dall’incubo verso cui la virilità ci indirizza e da cui essa non uscirà mai, perché l’uomo è sposo della morte e la morte informa le sue azioni. "

    Coerente con la sua visione del mondo Albert Caraco si suicidò nel settembre 1971, il giorno dopo la morte del padre, tagliandosi la gola, dopo aver assunto dei barbiturici. Tale decisione era stata premeditata e non frutto di una momentanea disperazione; più volte nei suoi diari aveva espresso la volontà di uccidersi; tuttavia questo gesto venne compiuto solo dopo la morte dei genitori, "per cortesia" nei loro confronti, perché anche i nichilisti amano la loro mamma e questa è l'unica nota ironica, simpaticamente stonata, dell'opera e della vita di Caraco

    ha scritto il 

  • 4

    Nichilismo...

    "La catastrofe è necessaria, la catastrofe è desiderabile, la catastrofe è legittima, la catastrofe è provvidenziale, il mondo non si rinnova a minor prezzo, e se non si rinnova dovrà scomparire con g ...continua

    "La catastrofe è necessaria, la catastrofe è desiderabile, la catastrofe è legittima, la catastrofe è provvidenziale, il mondo non si rinnova a minor prezzo, e se non si rinnova dovrà scomparire con gli uomini che lo infettano. Gli uomini si sono diffusi nell'universo come una lebbra, e più si moltiplicano più lo snaturano, essi credono di servire i propri Dei divenendo sempre più numerosi, i bottegai e i preti approvano la loro fecondità, gli uni perché essa li arricchisce, gli altri, invece, perché li accredita."

    Una riflessione sull'uomo molto, molto triste.

    ha scritto il 

  • 1

    Spazzatura intellettuale

    Un mix tra il Nietzsche caro ai nazisti e "2022: i sopravvissuti"; sicuramente lo apprezzeranno i sociofobici misantropi con complessi di superiorità e incattiviti dall'eccessiva attività masturbatori ...continua

    Un mix tra il Nietzsche caro ai nazisti e "2022: i sopravvissuti"; sicuramente lo apprezzeranno i sociofobici misantropi con complessi di superiorità e incattiviti dall'eccessiva attività masturbatoria.

    ha scritto il 

  • 5

    Di un catastrofismo senza eguali. Questo testo è una condanna, è nichilismo allo stato puro, un elogio funebre alla razza umana senza la minima possibilità di redenzione/catarsi.
    Caraco si considera q ...continua

    Di un catastrofismo senza eguali. Questo testo è una condanna, è nichilismo allo stato puro, un elogio funebre alla razza umana senza la minima possibilità di redenzione/catarsi.
    Caraco si considera qui un profeta, e non a torto secondo me... fortunatamente.

    ha scritto il 

  • 4

    Un libro denso e apocalittico. Ogni parola è un macigno.
    Una visione quasi senza speranza di un mondo che si sta auto-distruggendo: ma la distruzione è l'unica cosa che ci permetterà di ricominciare.
    ...continua

    Un libro denso e apocalittico. Ogni parola è un macigno.
    Una visione quasi senza speranza di un mondo che si sta auto-distruggendo: ma la distruzione è l'unica cosa che ci permetterà di ricominciare.
    Caraco ha guardato al di là del suo tempo e forse non troppo lontano...

    ha scritto il 

  • 4

    Abbreviati dal caos

    Un Cioran esacerbato e superato sul suo stesso terreno, che abbraccia la sfera del non umorismo senza concedere mezzo spiffero di compromesso e di ossigeno: apocalittico messianico sputasentenze sever ...continua

    Un Cioran esacerbato e superato sul suo stesso terreno, che abbraccia la sfera del non umorismo senza concedere mezzo spiffero di compromesso e di ossigeno: apocalittico messianico sputasentenze severo e intransigente. Più buio di una notte senza stelle. Un buio che è riflesso dello stato in cui annaspiamo. Pagine che mettono davvero un'atavica paura, e che fotografano spietatamente bene la fine che ci spetta in tutta la sua evidenza.

    Sconsigliato alle anime belle.

    ha scritto il 

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