Breviario mediterraneo

Di

Editore: Garzanti Libri (Nuova biblioteca Garzanti, 13)

4.0
(199)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 318 | Formato: Copertina rigida | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Spagnolo , Sloveno

Isbn-10: 8811683106 | Isbn-13: 9788811683100 | Data di pubblicazione:  | Edizione 2

Traduttore: Silvio Ferrari ; Prefazione: Claudio Magris

Disponibile anche come: Altri , Paperback

Genere: Storia , Non-narrativa , Viaggi

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Descrizione del libro
"Trattato poetico-filosofico", "romanzo post-moderno", "portolano", "diario di bordo", "libro di preghiere", "midrash", "raccolta di aforismi", "antologia di racconti-saggio", "cronaca di un viaggio": sono queste alcune delle definizioni che hanno accolto "Breviario mediterraneo". In queste pagine, Predrag Matvejevic ricostruisce la storia di una parola - "Mediterraneo" - e rievoca gli infiniti significati che essa include, guidando il lettore verso mille scoperte: lo stile dei porti e delle capitanerie, l'addolcirsi dell'architettura sul profilo della costa, i concreti saperi della cultura dell'olivo e il diffondersi di una religione, le tracce permanenti della civiltà araba ed ebraica, le parlate che cambiano nel tempo e nello spazio.
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    Ogni pagina è profumo di mare, storia, geografia, racconti, paesaggi, sensazioni, immagini, luci e tanto altro. Un viaggio fantastico a cavallo fra storia e leggenda, natura e viaggi. Un "portolano" d ...continua

    Ogni pagina è profumo di mare, storia, geografia, racconti, paesaggi, sensazioni, immagini, luci e tanto altro. Un viaggio fantastico a cavallo fra storia e leggenda, natura e viaggi. Un "portolano" della vita sulle sponde di un mare che unisce e che apre alla vita.

    ha scritto il 

  • 3

    IL "CATALOGO DELLE NAVI"

    a parte qualche folgorante intuizione, la cosa più interessante di questo libro mi sembra il TONO in cui è scritto: un "catalogo delle navi" tra l'affabile, il didascalico e il recitativo famigliare, ...continua

    a parte qualche folgorante intuizione, la cosa più interessante di questo libro mi sembra il TONO in cui è scritto: un "catalogo delle navi" tra l'affabile, il didascalico e il recitativo famigliare, più evocazione che poesia. di certo non il libro straordinario che il panegirico di Magris farebbe presagire.

    ha scritto il 

  • 4

    Il breviario accoglie tutto, le infinite molecole di cui è fatto il Mediterraneo. Dalla geografia alla geologia, dalle migrazioni ai popoli, dalla navigazione alla cartografia. Dalle città note a quel ...continua

    Il breviario accoglie tutto, le infinite molecole di cui è fatto il Mediterraneo. Dalla geografia alla geologia, dalle migrazioni ai popoli, dalla navigazione alla cartografia. Dalle città note a quelle soltanto immaginate o scomparse. Cosa sia il Mediterraneo Predrag Matvejevic lo declina attraverso la triplice analisi del breviario, cartografia e glossario. Opera inconsueta e forse opinabile, coglie impreparati coloro che come me avevano pensato ad un trattato organico, ad un viaggio sincrasico che unisse sinotticamente storia e geografia di un bacino che da sempre è incubatore di ogni fermento. Eppure è proprio nella infinita frammentazione e talora mantrica reiterazione che Matvejevic riesce con una tecnica divisionistica o puntinistica a restituire l'esatto opposto di quanto avevo in testa: la estrema parcellarizzazione che rende unica questa area, che spiega la follia utopistica di volerla comprendere in modo univoco e di voler vedere attraverso pochi elementi unificanti un senso ultimo ed una speranza, quella stessa speranza che questi giorni estremi crudelmente disattendono.
    Ma è nelle piccole cose, nei ciottoli tenuti in mano, nell'inciampare nei particolari, nelle bizzarrie linguistiche, nel patrimonio etimologico delle terminologie tutte che affiora nei giorni del Mediterraneo che si percepisce un afflato, come se la dissonanza delle infinite diversità avesse una sua misterica armonia.
    La lettura volutamente episodica e lenta lascia il tempo (che sia questa in effetti la chiave?) per accogliere le suggestioni, gli spunti, un pruriginoso bisogno di sfogliare le fonti antiche, di raggiungere testi non più disponibili ed a stento consultabili. Ed è così che, faticosamente, insperatamente, misteriosamente, l'essenza eterea del Mediterraneo giunge dopo, con quella decantazione che richiama gli antichi mestieri e la pazienza, l'ostinazione dei popoli e delle genti. Quelle che sul Mediterraneo sono nate o nel Mediteraneo sono sprofondate.
    La splendida prefazione di Claudio Magris dovrebbe essere letta circolarmente, anche al termine della intera lettura.

    ha scritto il 

  • 4

    La vertigine della Lista …

    Ogni paragrafo è un fotogramma di quell’immenso, meraviglioso film che è la vita sulle rive (e non solo) del … Mare Nostrum.
    per quelli che … ogni faro è l’isola alessandrina,
    per quelli che … la spia ...continua

    Ogni paragrafo è un fotogramma di quell’immenso, meraviglioso film che è la vita sulle rive (e non solo) del … Mare Nostrum.
    per quelli che … ogni faro è l’isola alessandrina,
    per quelli che … la spiaggia e il cielo stellato,
    per quelli che … e che minchia di lingua parli?
    per quelli che … quella notte a Itaca …
    per quelli che … all’alba … i calamari,
    per quelli che … l'ombrellone e la parmigiana ...
    per quelli che … mai presa la dissenteria!
    per quelli che … passa quella cima!
    per quelli che … ah, ma il mare visto da Gibilterra …
    per quelli che … l’asino merita rispetto …
    per quelli che … hanno il loro Getzemani,
    per quelli che … i monasteri, le isole, la sciara del fuoco, le tonnare, le saline, i Bronzi, i venti, il mare ‘vecchio’, le religioni, le dominazioni, Atene, Cartagine, i Fenici, il Nilo, le carte nautiche, l’al manakh, l’astrolabio … e ancora, ancora, ancora … questo è un libro per loro,
    per tutti l’artri … astenersi …
    «Il mare è una lingua antichissima che non riesco a decifrare.» [Borges]

    ha scritto il 

  • 0

    Una piccola summa, che l'autore definisce giustamente breviario che va a toccare qualsiasi aspetto riguardante il Mediterraneo, senza approfondirne nessuno.

    Non è l'obiettivo del libro essere trattato ...continua

    Una piccola summa, che l'autore definisce giustamente breviario che va a toccare qualsiasi aspetto riguardante il Mediterraneo, senza approfondirne nessuno.

    Non è l'obiettivo del libro essere trattato di storia, geografia, climatologia, agricoltura, pesca, arte della navigazione... eppure riesce a essere tutto questo. Rimandando, ovviamente, a una letteratura molto più ampia per chi vuole approfondire gli argomenti preferiti.

    Toponomastica, storie di popoli, i prodotti del mare e del litorale, l'olio il suo valore e i suoi significati, l'etimologia delle parole, il senso delle isole, la diffusione delle religioni monoteiste e il monachesimo, le feste, la devozione popolare e le bestemmie marinare, la cartografia, le invenzioni... difficile trovare un argomento che non sia almeno accennato in questo volumetto.

    Partendo dalle coste dalmate della sua Croazia, Matvejević viaggia fisicamente e con i libri, con i miti e con i testimoni, per cercare di definire un'identità mediterranea; per trovare i confini della mediterraneità, che sono ben lontani dai litorali - si accenna a Salisburgo, all'Ungheria, a Praga, a Belgrado, all'apparentemente atlantica Lisbona.

    Un viaggio alla scoperta della molteplicità, delle diverse declinazioni di tutte le possibilità che vi erano in partenza, sempre vissute in una grande sintesi che, anche nei periodi di guerra, a impedito che si creassero territori stagni, popoli completamente diversi da altri popoli.

    Matvejević insiste di più su ciò che accomuna, questo mare che, per secoli, è stato il baricentro della civiltà occidentale e che, perdendo di rilievo quando Colombo varcò le colonne d'Ercole, esportò oltre il suo perimetro un patrimonio di cui siamo ancora eredi.

    ---

    Nella prefazione di Claudio Magris, si trova questa curiosa provocazione intellettuale.

    "Questo libro mediterraneo è un racconto, che fa parlare la realtà e innesta perfettamente la cultura nell’evocazione fantastica. Probabilmente oggi questo è il genere più vivo e fecondo della letteratura, almeno di quella narrativa; tanto più vivo e poetico dei “romanzi” che ci raccontano come e perché il signor X ha fortuna o sfortuna con la signorina Y."

    ha scritto il 

  • 4

    "Navigando sul Dodekanesos, chiamavo il pane, secondo la vecchia usanza ellenica, artos, i marinai lo chiamavno psomi, per acqua dicevo hydor, essi dicevano nero, io davo al vino il nome ecumenico di ...continua

    "Navigando sul Dodekanesos, chiamavo il pane, secondo la vecchia usanza ellenica, artos, i marinai lo chiamavno psomi, per acqua dicevo hydor, essi dicevano nero, io davo al vino il nome ecumenico di oinos, essi lo indicavano con krassi. Ma il mare aveva mantenuto la stessa voce: thalassa".
    Un libro in cui perdersi e trovare tutto quello che più del Mediterraneo si ama

    ha scritto il