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Breviario mediterraneo

Di

Editore: Garzanti Libri (Nuova biblioteca Garzanti; 13)

4.0
(175)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 318 | Formato: Copertina rigida

Isbn-10: 8811683106 | Isbn-13: 9788811683100 | Data di pubblicazione:  | Edizione 2

Traduttore: Silvio Ferrari ; Prefazione: Claudio Magris Edizione 1. rist Pubblicazione Milano : Garzanti, 2006 Descrizione fisica 318 p. ; 22 cm. Collezione · Nuova biblioteca Garzanti ; 13 Numeri · [ISBN] 9788811683, Err. Traduzione diMediteranski brevijar Nomi · [Autore] Matvejević, Pr

Disponibile anche come: Altri , Paperback

Genere: History , Non-fiction , Travel

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Descrizione del libro
"Trattato poetico-fiIosofico", "romanzo post-moderno", "portolano", "diario dibordo", "libro di preghiere", "midrash", "raccolta di aforismi", "antologia diracconti-saggio", "cronaca di un viaggio": sono queste alcune delledefinizioni che hanno accolto "Breviario mediterraneo". In queste pagine,Predrag Matvejevic ricostruisce la storia di una parola - "Mediterraneo" - erievoca gli infiniti significati che essa include, guidando il lettore versomille scoperte: lo stile dei porti e delle capitanerie, l'addolcirsidell'architettura sul profilo della costa, i concreti saperi della culturadell'olivo e il diffondersi di una religione, le tracce permanenti dellaciviltà araba ed ebraica, le parlate che cambiano nel tempo e nello spazio.
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  • 4

    La vertigine della Lista …

    Ogni paragrafo è un fotogramma di quell’immenso, meraviglioso film che è la vita sulle rive (e non solo) del … Mare Nostrum.
    per quelli che … ogni faro è l’isola alessandrina,
    per quelli che … la spiaggia e il cielo stellato,
    per quelli che … e che minchia di lingua parli?
    ...continua

    Ogni paragrafo è un fotogramma di quell’immenso, meraviglioso film che è la vita sulle rive (e non solo) del … Mare Nostrum.
    per quelli che … ogni faro è l’isola alessandrina,
    per quelli che … la spiaggia e il cielo stellato,
    per quelli che … e che minchia di lingua parli?
    per quelli che … quella notte a Itaca …
    per quelli che … all’alba … i calamari,
    per quelli che … l'ombrellone e la parmigiana ...
    per quelli che … mai presa la dissenteria!
    per quelli che … passa quella cima!
    per quelli che … ah, ma il mare visto da Gibilterra …
    per quelli che … l’asino merita rispetto …
    per quelli che … hanno il loro Getzemani,
    per quelli che … i monasteri, le isole, la sciara del fuoco, le tonnare, le saline, i Bronzi, i venti, il mare ‘vecchio’, le religioni, le dominazioni, Atene, Cartagine, i Fenici, il Nilo, le carte nautiche, l’al manakh, l’astrolabio … e ancora, ancora, ancora … questo è un libro per loro,
    per tutti l’artri … astenersi …
    «Il mare è una lingua antichissima che non riesco a decifrare.» [Borges]

    ha scritto il 

  • 0

    Una piccola summa, che l'autore definisce giustamente breviario che va a toccare qualsiasi aspetto riguardante il Mediterraneo, senza approfondirne nessuno.


    Non è l'obiettivo del libro essere trattato di storia, geografia, climatologia, agricoltura, pesca, arte della navigazione... ...continua

    Una piccola summa, che l'autore definisce giustamente breviario che va a toccare qualsiasi aspetto riguardante il Mediterraneo, senza approfondirne nessuno.

    Non è l'obiettivo del libro essere trattato di storia, geografia, climatologia, agricoltura, pesca, arte della navigazione... eppure riesce a essere tutto questo. Rimandando, ovviamente, a una letteratura molto più ampia per chi vuole approfondire gli argomenti preferiti.

    Toponomastica, storie di popoli, i prodotti del mare e del litorale, l'olio il suo valore e i suoi significati, l'etimologia delle parole, il senso delle isole, la diffusione delle religioni monoteiste e il monachesimo, le feste, la devozione popolare e le bestemmie marinare, la cartografia, le invenzioni... difficile trovare un argomento che non sia almeno accennato in questo volumetto.

    Partendo dalle coste dalmate della sua Croazia, Matvejević viaggia fisicamente e con i libri, con i miti e con i testimoni, per cercare di definire un'identità mediterranea; per trovare i confini della mediterraneità, che sono ben lontani dai litorali - si accenna a Salisburgo, all'Ungheria, a Praga, a Belgrado, all'apparentemente atlantica Lisbona.

    Un viaggio alla scoperta della molteplicità, delle diverse declinazioni di tutte le possibilità che vi erano in partenza, sempre vissute in una grande sintesi che, anche nei periodi di guerra, a impedito che si creassero territori stagni, popoli completamente diversi da altri popoli.

    Matvejević insiste di più su ciò che accomuna, questo mare che, per secoli, è stato il baricentro della civiltà occidentale e che, perdendo di rilievo quando Colombo varcò le colonne d'Ercole, esportò oltre il suo perimetro un patrimonio di cui siamo ancora eredi.

    ---

    Nella prefazione di Claudio Magris, si trova questa curiosa provocazione intellettuale.

    "Questo libro mediterraneo è un racconto, che fa parlare la realtà e innesta perfettamente la cultura nell’evocazione fantastica. Probabilmente oggi questo è il genere più vivo e fecondo della letteratura, almeno di quella narrativa; tanto più vivo e poetico dei “romanzi” che ci raccontano come e perché il signor X ha fortuna o sfortuna con la signorina Y."

    ha scritto il 

  • 4

    "Navigando sul Dodekanesos, chiamavo il pane, secondo la vecchia usanza ellenica, artos, i marinai lo chiamavno psomi, per acqua dicevo hydor, essi dicevano nero, io davo al vino il nome ecumenico di oinos, essi lo indicavano con krassi. Ma il mare ...continua

    "Navigando sul Dodekanesos, chiamavo il pane, secondo la vecchia usanza ellenica, artos, i marinai lo chiamavno psomi, per acqua dicevo hydor, essi dicevano nero, io davo al vino il nome ecumenico di oinos, essi lo indicavano con krassi. Ma il mare aveva mantenuto la stessa voce: thalassa".
    Un libro in cui perdersi e trovare tutto quello che più del Mediterraneo si ama

    ha scritto il 

  • 0

    identità

    antico, sono ubriacato dalla voce
    ch'esce dalle tue bocche quando si schiudono
    come verdi campane e si ributtano
    indietro e si disciolgono.
    la casa delle mie estati lontane,
    t'era accanto, lo sai,
    là nel paese dove il sole cuoce
    e annuvolano l'aria le zan ...continua

    antico, sono ubriacato dalla voce
    ch'esce dalle tue bocche quando si schiudono
    come verdi campane e si ributtano
    indietro e si disciolgono.
    la casa delle mie estati lontane,
    t'era accanto, lo sai,
    là nel paese dove il sole cuoce
    e annuvolano l'aria le zanzare.
    come allora oggi in tua presenza impietro,
    mare, ma non piú degno
    mi credo del solenne ammonimento
    del tuo respiro. tu m'hai detto primo
    che il piccino fermento
    del mio cuore non era che un momento
    del tuo; che mi era in fondo
    la tua legge rischiosa: esser vasto e diverso
    e insieme fisso:e svuotarmi cosí d'ogni lordura
    come tu fai che sbatti sulle sponde
    tra sugheri alghe asterie
    le inutili macerie del tuo abisso.

    montale, con una penna ci ha disegnato il nufragio, la parola che salva, barca di fede che sa sfidare la schiuma e gli schiaffi del mare. non conosceva questo libro di matvejević, avrebbe potuto aggiungere qualche verso a questa poesia, forse l'ultimo verso sarebbe potuto essere: dove poter costruire.
    si questo libro è un libro di architettura sottomarina dove a costruire sono le correnti e dal loro impero gli uomini costruire la loro mitologia.
    il mediterraneo è veramente il mare dove la storia degli uomini si più volte lavato, dall'oriente palestinese a 'dov'ercule segnò li suoi riguardi', un mondo diviso in due, gli uomini e il mare.
    questo libro fa del rigore scientifico, poesia; le navi che lo hanno solcato epifanie di storie infinite. gli ulivi che si nutrono del sapore ventoso e salmastro del mare si contorcono nella prosa come pennellate di van gogh.
    è vera letteratura, quella che ci dovremmo aspettare dagli autori oggi, le pregiere, il viaggio, le cronache, il misticismo si aggrappano ad un pentagramma di suoni che il mare accompagna con i suoi miracolosi accordi aperti, di nona o di settima più.
    la storia, l'arte, i confini, la religione,i destini, i gerghi e le parlate frammenti di un discorso che tinge il nostro destino e invoca a voce alta la non dispersione.
    forse il mediterraneo è la vera europa, quella che non vogliamo vedere perché incerta, perché il mare è instancabile e quando riesce a dialogare concede agli uomini la ricchezza della pace.

    ha scritto il