Bright, Precious Days

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Publisher: Bloomsbury

3.7
(36)

Language: English | Number of Pages: 397 | Format: Paperback | In other languages: (other languages) Italian

Isbn-10: 1408876590 | Isbn-13: 9781408876596 | Publish date:  | Edition 1

Also available as: Hardcover

Category: Fiction & Literature

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Book Description
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  • 0

    Ha il ritmo di una telenovelas, ma come scrive bene!

    Passate le prime pagine, quando i capitoli hanno un minimo di spessore, presto il libro prende il ritmo narrativo di una telenovelas, con capitoli distanti nel tempo e spesso nemmeno troppo legati. No ...continue

    Passate le prime pagine, quando i capitoli hanno un minimo di spessore, presto il libro prende il ritmo narrativo di una telenovelas, con capitoli distanti nel tempo e spesso nemmeno troppo legati. Nodi narrativi e situazioni delicate vengono così lasciati a metà strada, abbandonati. Il risultato è che questo nuovo affresco sulla vita newyorchese perde completamente profondità, presa. Sostanza, in altre parole.
    Cosa resta? Beh, resta uno stile semplicemente magnifico, una capacità di scrivere dialoghi molto forte ma soprattutto di tratteggiare situazioni umane e caratteri assolutamente da premio Nobel. Ti dici, ma brutta testa di cazzibus, ma non potevi perderci qualche secondo di più e magari veniva fuori in grandissimo libro?
    Nonostante questa superficialità di fondo, ci sono momenti assolutamente di grandissima potenza. Il più bello a mio avviso è quello fondamentale della relazione fra Luke e Corinne. Lì McInerney da il meglio di se stesso, e si tratta di un meglio di grandissimo livello.
    Lettura comunque piacevole, importante. Merita la spesa.

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  • *** This comment contains spoilers! ***

    3

    Che un fulmine colpisca gli uomini che si occupano di cucina.

    Come il protagonista qui. Un fulmine come quello delle strisce del Wizard "ZUT!", ricordate?
    Che spariscano con le loro paturnie, insicurezze, machismo molto mal riposto, se ne vadano a Manhattan, che ...continue

    Come il protagonista qui. Un fulmine come quello delle strisce del Wizard "ZUT!", ricordate?
    Che spariscano con le loro paturnie, insicurezze, machismo molto mal riposto, se ne vadano a Manhattan, che li forse gli dice bene, come al protagonista qui.
    Che in questo 3° capitolo della saga ancora si salva in corner.
    JMcI scrive un buon romanzo, ma azzo il suo moralismo e voglia di lieto fine poi mi annoia. Tutto qui.

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  • 4

    Bel romanzo soprattutto per il racconto della città di New York. Anche l'autore, dai tempi di Le mille luci di New York, ha subito la trasformazione dei suoi personaggi, oggi è un over cinquantenne, i ...continue

    Bel romanzo soprattutto per il racconto della città di New York. Anche l'autore, dai tempi di Le mille luci di New York, ha subito la trasformazione dei suoi personaggi, oggi è un over cinquantenne, intenditore di vini pregiati, immerso in un ambiente letterario ricco e forse con alle spalle tradimenti come quelli descritti. Esempio perfetto del genere romanzo.

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  • 4

    La luce di Jay

    Ho letto due libri di McInerney ed entrambi con la parole "Luce" nel titolo e mentre nel primo (le mille luci di New York) ne ho capito il senso, in questo no. In ogni caso poco importa perchè il libr ...continue

    Ho letto due libri di McInerney ed entrambi con la parole "Luce" nel titolo e mentre nel primo (le mille luci di New York) ne ho capito il senso, in questo no. In ogni caso poco importa perchè il libro mi è piaciuto molto. Mi piace il suo modo di scrivere , mi piace come racconta l'America in generale e New York in particolare. Un romanzo sulla mezza età (e forse per questo l'ho sentito molto giusto)e sulla fragilità del matrimonio e del sogno americano. Mi è stato regalato e ho scoperto in seguito essere il terzo e ultimo di una trilogia, che ovviamente ora andrò a ricercare. Well done, Jay.

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  • 2

    la luce dei giorni

    Il vecchio Jay, acclamato autore minimalista degli anni ottanta, ripropone ciò che pare saper fare meglio, ossia la descrizione dei newyorchesi alle prese, questa volta, con il dopo 11 settembre e il ...continue

    Il vecchio Jay, acclamato autore minimalista degli anni ottanta, ripropone ciò che pare saper fare meglio, ossia la descrizione dei newyorchesi alle prese, questa volta, con il dopo 11 settembre e il fallimento della Lemhan che ha dato la stura a questo sconvolgimento planetario nel quale siamo tutt'ora immersi.
    Avendo letto tutta la sua produzione, mi tocca purtroppo dire che ormai l'autore "si scrive addosso", nel senso che leggendo questo romanzo nn si può fare a meno di rendersi conto come ormai la sua scrittura sia avvitata su se stessa. I luoghi, loft, ville, ristoranti e bar di tendenza, quel continuo bisogno di bere, quel continuo bisogno di drogarsi, parlandone come fosse la norma (ed in qualche anfratto della società evidentemente lo è), i reciproci tradimenti, le coppie disgregate. Un quadro poco incoraggiante ma già letto e riletto in mille altri romanzi. Ho l'impressione che questo autore, così come Bret Ellis nn abbiano più niente da dire e siano in qualche maniera rimasti bloccati negli anni ottanta, quando questo tipo di scrittura e di situazioni era davvero un movimento innovativo. Purtroppo la maggior parte di questi autori nn ha saputo rinnovarsi e leggerli sa tanto di deja vu.

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  • 3

    solo una ben studiata operazione commerciale

    un insieme di qualche bella pagina, di ovvietà ,di noiosi e continui riferimenti alle marche dei prodotti e dei posti di svago considerati obbligatori per sentirsi VIP,di cronistorie di attività sess ...continue

    un insieme di qualche bella pagina, di ovvietà ,di noiosi e continui riferimenti alle marche dei prodotti e dei posti di svago considerati obbligatori per sentirsi VIP,di cronistorie di attività sessuali (il culmine del ridicolo la descrizione di un tale evento tra la protagonista e il suo amante)...Un mondo effimero fatto di persone superficiali e quasi tutte dedite allo sballo.Mi rifiuto di credere che la società americana sia davvero così

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  • *** This comment contains spoilers! ***

    3

    E' che io ai personaggi mi affeziono

    E Corinne e Russel mi fanno tenerezza da tanto tempo. Figuriamoci con gli anni che passano, la stanchezza della vita e dei figli che iniziano a fare delle domande scomode, che sono belli tutti quando ...continue

    E Corinne e Russel mi fanno tenerezza da tanto tempo. Figuriamoci con gli anni che passano, la stanchezza della vita e dei figli che iniziano a fare delle domande scomode, che sono belli tutti quando hanno sei mesi e non fanno altro che sorriderti.

    McInerney non ha scritto un capolavoro, come non lo era The good life e come forse non sono mai stati i suoi libri, tranne Le Mille luci di New York. Ma ha un modo onesto di raccontare la vita e degli occhi meravigliosi per osservare NewYork. Lo faceva negli anni Ottanta e continua a saperlo fare benissimo. Quindi un pochino ti innamori, di Spring Street con le stagioni che cambiano o dei vini costosissimi da ordinare dei ristoranti che contano; di una coppia che ha un po' di vita da osservare e delle scoperte letterarie di Russel che fanno sempre un po' tenerezza.

    Insomma non è che non ve lo consiglio, ma forse dovete amare un po' NewYork, dovete conoscere già un po' i protagonisti, dovete essere stanchi di questo settembre che sembra agosto e dovete avere magari qualche giorno un po' più libero, dove la mente gira facile. E, soprattutto, dovete aver bisogno di un lieto fine, e crederci un po'.

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  • 4

    «sarà lui (McInerney) a rappresentare l’America di questo mezzo secolo, come è stato lui a studiarla, conoscerla e spiegarla più di chiunque altro».(F.Pivano)

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  • 4

    “It's not the tragedies that kill us; it's the messes.” ― Dorothy Parker

    È una storia d'amore. Una stramaledetta dannatissima stronzissima fottuta storia d'amore.
    Lo scellerato autore insiste a scrivere di coetanei.

    Nonostante abbiano figli presentissimi ed encomiabilment ...continue

    È una storia d'amore. Una stramaledetta dannatissima stronzissima fottuta storia d'amore.
    Lo scellerato autore insiste a scrivere di coetanei.

    Nonostante abbiano figli presentissimi ed encomiabilmente descritti, si occupino di cose lontanissime, siano benestanti (non ricchi e a New York c'è il c.d. benestante povero) abitino quindi in un Grande Altrove circondati da magnati, la loro mentalità attira il rischio d'identificazione come la radioattività i fulmini... entrare con cautela.

    Il disgraziato per di più è brillante, acuto e talvolta facondo e faceto. Nonostante fitzgeraldeggi assai si ferma sempre un'attimo prima di sovrapporsi.

    Lo mascalzone ci recapita il terzo tempo nella vita di Corrine & Russell Calloway. Dopo "Si spengono le luci" (Brightness Falls) "Good Life" e questo "Bright, Precious Days".

    Nonostante questa saga abbia avuto nel precedente capitolo un insuccesso clamoroso ovviamente immeritato, forse voluto perché gli agganci favorevoli ma banali alla storia corrente di New York li ha lasciati volutamente perdere e scordò anche parecchie forti tinte che a NY si trovano per terra.

    Grazie Jay sciagurato che non odii, e sei sempre luminoso anche nei giorni oscuri e che lo schifo lo vedi ma non ti ci rotoli in mezzo. Sono contento che hai fatto i soldi perfida canaglia, così puoi scrivere quello che ti pare senza lontre e alligatori che gli insegnano a nuotare, senza immigrati geniali probi rispettosi e indomiti, senza donne di plastica e uomini de coccio, senza il gay che decide di dirlo al mondo che l'aveva probabilmente già capito dopo sette secondi netti, senza scenette familiari da Teomondo Scrofalo, senza preti in bicicletta sempre in discesa e senza pensare alla prossima rata del tuo loft.

    I do not like my state of mind;
    I'm bitter, querulous, unkind.
         I hate my legs, I hate my hands,
         I do not yearn for lovelier lands.
    I dread the dawn's recurrent light;
    I hate to go to bed at night.
         I snoot at simple, earnest folk.
         I cannot take the gentlest joke.
    I find no peace in paint or type.
    My world is but a lot of tripe.
         I'm disillusioned, empty-breasted.
         For what I think, I'd be arrested.
    I am not sick, I am not well.
    My quondam dreams are shot to hell.
         My soul is crushed, my spirit sore;
         I do not like me any more.
    I cavil, quarrel, grumble, grouse.
    I ponder on the narrow house.
         I shudder at the thought of men....
         I'm due to fall in love again.

    A rileggerci, stronzo.

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