Brooklyn Follies

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Publisher: Editorial Anagrama, S.A.

4.1
(3780)

Language: Español | Number of Pages: 320 | Format: Paperback | In other languages: (other languages) English , Chi traditional , Catalan , Italian , French , Portuguese , Galego , Dutch , German , Swedish , Chi simplified , Slovenian

Isbn-10: 8433973347 | Isbn-13: 9788433973344 | Publish date: 

Also available as: Hardcover , Others , Mass Market Paperback

Category: Family, Sex & Relationships , Fiction & Literature , Philosophy

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Book Description

Nathan Glass ha sobrevivido a un cáncer de pulmón y a un divorcio después de tres décadas de matrimonio, y ha vuelto a Brooklyn, el lugar donde pasó su infancia. Hasta que enfermó era un vendedor de seguros; ahora que ya no tiene que ganarse la vida, piensa escribir El libro del desvarío humano. Contará todo lo que pasa a su alrededor, todo lo que le ocurre y lo que se le ocurre. Comienza a frecuentar el bar del barrio y está casi enamorado de la camarera. Y va también a la librería de segunda mano de Harry Brightman, un homosexual culto que no es quien dice ser. Y allí se encuentra con Tom, su sobrino, el hijo de su amada hermana muerta. El joven había sido un universitario brillante. Y ahora, solitario, conduce un taxi y ayuda a Brightman a clasificar sus libros... Poco a poco, Nathan irá descubriendo que no ha venido a Brooklyn a morir, sino a vivir.

«El Auster más espléndido, donde los esfuerzos de la escritura se convierten en una prosa maravillosamente fluida. Y todo el libro es una poderosa meditación sobre la felicidad, y los años que nos acorralan. Esta soberbia novela sobre la locura humana resulta ser muy sabia.» (Alastair Sooke, New Statesman).

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  • 4

    01-2016

    Inizio il 2016 con un autore newyorkese contemporaneo, lettura adatta in vista di un ormai prossimo viaggio nella Grande Mela. Di Auster avevo letto recensioni non proprio benevole della Trilogia di N ...continue

    Inizio il 2016 con un autore newyorkese contemporaneo, lettura adatta in vista di un ormai prossimo viaggio nella Grande Mela. Di Auster avevo letto recensioni non proprio benevole della Trilogia di New York e avevo quindi aspettative basse. Follie di Brooklyn invece si è rivelato un ottimo libro, ben scritto e di piacevole lettura. Narra di Nathan Glass, ormai vecchio e disilluso, che torna ai natii quartieri di Brooklyn senza progetti né attese, e che invece si trova ad avere un ruolo importante per molte persone a lui vicine. Mi ha a lungo ricordato il buon vecchio Bukowski\Chinaski in versione liberal progressista da East-Coast, quindi depurato da stravizi, parolacce ed esagerazioni, con una bellissima New York di piccoli quartieri e brownstones sullo sfondo. Bravo.

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  • 0

    dal blog Giramenti

    https://gaialodovica.wordpress.com/2016/02/10/follie-di-brooklyn-di-paul-auster-tradotto-da-massimo-bocchiola-per-il-reading-challenge-2016-e-con-lormai-immancabile-recensione-facciale/

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  • 3

    看完此書我沒有多大感觸,但我很同意書背面封面"舊金山紀事報"對此書的描述:
    奧斯特想藉著本書說的是:
    只要我們願意看見自己的缺失與愚昧,
    讓生命成為可以重新來過的機會,
    人與人之間仍有互信互愛的可能。

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  • 5

    Il libro di cui avevo bisogno in questo momento. Dopo le cocenti delusioni delle ultime letture, finalmente una trama e uno scritto che mi ha preso dall'inizio alla fine!! Particolare, ma decisamente ...continue

    Il libro di cui avevo bisogno in questo momento. Dopo le cocenti delusioni delle ultime letture, finalmente una trama e uno scritto che mi ha preso dall'inizio alla fine!! Particolare, ma decisamente merita. E pensare che ho sempre guardato un po' male i libri di Auster perché in libreria tolgono spazioalla Austen..

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  • 2

    Non mi è piaciuto questo Auster. Ho trovato la storia poco coinvolgente e talvolta poco naturale. E soprattutto -- non so dire se sia una questione di traduzione -- mi ha quasi infastidito la lingua, ...continue

    Non mi è piaciuto questo Auster. Ho trovato la storia poco coinvolgente e talvolta poco naturale. E soprattutto -- non so dire se sia una questione di traduzione -- mi ha quasi infastidito la lingua, che mi sembra poco curata, quasi sciatta. Lontani anni luce dalla trilogia.

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  • 4

    Straordinaria commedia umana. Toccante profondità dello sguardo di Auster sulla condizione umana. L'inafferrabilità e bellezza della vita. E come sempre si ha la sensazione che nessun altro capisca Ne ...continue

    Straordinaria commedia umana. Toccante profondità dello sguardo di Auster sulla condizione umana. L'inafferrabilità e bellezza della vita. E come sempre si ha la sensazione che nessun altro capisca New York (e qui in particolare la specificità di Brooklyn) come lui.

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  • 5

    La scoperta di un autore di un livello altissimo mi porta solo un'immensa gioia perché ho molto da leggere.
    Una scrittura bellissima, una costruzione dei personaggi complessa con mille risvolti ed un ...continue

    La scoperta di un autore di un livello altissimo mi porta solo un'immensa gioia perché ho molto da leggere.
    Una scrittura bellissima, una costruzione dei personaggi complessa con mille risvolti ed un linguaggio diretto, senza fronzoli o giri di parole.
    Paul Auster mi farà compagnia per questo prossimo inverno.

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  • 4

    Altro libro di Auster che mi è piaciuto perchè l'ho trovato "complicato" nel senso che riesce a tracciare bene la mente dei personaggi e gli intrecci della vità; entrambe cose intrinsecamente complica ...continue

    Altro libro di Auster che mi è piaciuto perchè l'ho trovato "complicato" nel senso che riesce a tracciare bene la mente dei personaggi e gli intrecci della vità; entrambe cose intrinsecamente complicate! Essenzialmente ,è la storia di Nath un pensionato separato e reduce da un cancro che decide di ritornare a vivere (o meglio l'intenzione era di morire) a Brooklyn. In questo quartiere ritroverà suo nipote Tom, un ex studente brillante diventato praticamente "apatico". I due saranno coinvolti da eventi dominati dal caso (altra caratteristica di Auster che mi attira molto) che cambieranno radicalmente la loro vita. Il linguaggio in qualche punto è anche abbastanza crudo ma, fondamentalmente, questo imprime "realismo" alle vicende narrate.

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  • 2

    Beautiful, Dynasty, Dallas, Centovetrine.

    A Paul Auster deve essere giunta voce delle mie perplessità su "Trilogia di New York" e si deve essere detto: Mo' ti scrivo una bella soap, così non ti poni tutte quelle domande e non mi scassi la ual ...continue

    A Paul Auster deve essere giunta voce delle mie perplessità su "Trilogia di New York" e si deve essere detto: Mo' ti scrivo una bella soap, così non ti poni tutte quelle domande e non mi scassi la uallera.
    Detto fatto, ecco qui: la ciofeca è servita.
    Due stelle solo perché scritta bene, pur se ciofeca, ma...ragazzi, che delusione!
    Il noiosissimo protagonista delle follie, Nathan Glass, è un sessantenne divorziato e pensionato. Decide di tornare a vivere a Brooklyn, dove è nato ed ha vissuto i primi tre anni di vita. E' reduce da una guarigione da cancro polmonare, fa una vita da tramonto dell'esistenza e inizia a scrivere appunti sulle "follie" commesse o viste nella sua lunga attività di assicuratore. Due palle mostruose, meglio andare a guardare i cantieri edili, come fanno tutti gli anziani, dico io.
    Gira che ti rigira per Brooklyn, capita in una libreria, dove ritrova il molto amato nipote Tom, perso di vista da anni. Nathan e Tom iniziano una routine fatta di chiacchiere, aggiornamenti sui vari membri della famiglia, dei quali non hanno notizie da tempo. A loro si unisce l'eccentrico proprietario della libreria, gay, che ha uno spasimante di colore e sieropositivo. E via di seguito con la soap. Arriva una bambina a bussare alla porta di Tom. Chi è? La figlia della sorella di quest'ultimo, Rory. E la mamma dov'è? Nelle grinfie di un predicatore fanatico che la tiene segregata. E avanti così, riportiamo la bambina dalla mamma, pensano zio e nipote, ma, strada facendo, si fermano a dormire in un B&B gestito da padre e figlia e...? Sì, Tom e la figlia iniziano una storia e credo che vi siate annoiati a morte come me, perciò la chiudo qui. Ciao, Paul, se vedemu.

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  • 3

    La Narrativa per la Narrativa

    Ciò che più mi appassiona in Auster (oltre al suo amore per la narrativa, per la citazione letteraria dei grandi autori da lui letti e amati e con cui si è dichiaratamente forgiato) è il suo amore per ...continue

    Ciò che più mi appassiona in Auster (oltre al suo amore per la narrativa, per la citazione letteraria dei grandi autori da lui letti e amati e con cui si è dichiaratamente forgiato) è il suo amore per la "peripezia", l'avvenimento imprevisto di Aristotelica memoria, il mutamento da uno stato allo stato contrario. I suoi personaggi passano a ritrovarsi da una vita da benestanti, borghesi, o comunque da una vita considerata "normale", condotta in un "normale" è accettabile stato di cose, inaspettatamente alla vita di una persona fallita, disperata, senza più affetti, in solitudine, o con la salute minata, magari senza più denaro, per poi ritrovare d'improvviso ancora una nuova possibilità di esistenza, un nuovo stato di cose, perchè la ruota della fortuna dona una nuova occasione, a volte per riemergere e migliorarsi. Il "Caso" in Auster è legato senza dubbio a chi incontriamo lungo la strada, a che valore diamo a questi incontri, fortuiti e magari decisi dal destino, perché prima o poi era proprio da lì che dovevamo passare per imparare a ritrovare noi stessi. È l'incastro con la vita degli altri che segna le nostre vite, i nostri passaggi obbligati, il nostro perderci, mollare la presa, ritrovarci, e alla fine per alcuni anche: scegliere.

    said on 

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