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Brucia la città

By Giuseppe Culicchia

(391)

| Hardcover | 9788804584384

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Book Description

Allegra è sparita, e Torino non c'è più. O meglio c'è ancora, ma è così cambiata che si stenta a riconoscerla. E Iaio? Forse sta ancora con Allegra, e dovrebbe mettersi a cercarla sul serio, anche se a dire la verità non ne ha troppa voglia. È un mondo fatuo e paradossale, quello che sciama attraverContinue

Allegra è sparita, e Torino non c'è più. O meglio c'è ancora, ma è così cambiata che si stenta a riconoscerla. E Iaio? Forse sta ancora con Allegra, e dovrebbe mettersi a cercarla sul serio, anche se a dire la verità non ne ha troppa voglia. È un mondo fatuo e paradossale, quello che sciama attraverso il Quadrilatero Romano della città dove gli operai di un tempo sembrano essere stati rimpiazzati da una tribù di creativi, modelle e giovani smaniosi di estasi a buon mercato; un circo a cielo aperto, un mondo alla rovescia, dove le bionde si tingono di nero, le ville al mare sono arredate come baite di montagna e gli adulti, incapaci di assolvere il loro ruolo, restano voci fuori campo, come nelle strisce dei Peanuts. Così non suona implausibile che Iaio e i suoi amici dj Zombi e Boh, strafatti di bamba a ogni ora del giorno e della notte, possano farsi testimonial della campagna "La Droga Ci Fa Schifo", in un contesto popolato da improbabili assessori alle Notti Bianche, palazzinari assatanati e pubblicitari costretti a inventarsi sempre nuove iniziative di marketing. Tra conversazioni surreali, allucinazioni private e feste indimenticabili, i nostri tre eroi vagano per le strade di una Torino notturna, sporca, a tratti torbida e "proibita", alla ricerca di un irraggiungibile equilibrio: perché sotto lo scintillio superficiale di tante vite si nascondono ferite profonde, dissimulate dai comportamenti indecifrabili di giovani uomini disorientati.

5 Reviews

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  • Con "Brucia la città" Culicchia forza la mano: sceglie di trattare di un gruppo di giovani completamente bruciati, devastati e devastanti, e lo fa senza troppi sentimentalismi e senza fornire giustificazioni a chi ha deciso di vivere la propria vita premendo solo sull'acceleratore e facendo raro uso ... (continue)

    Con "Brucia la città" Culicchia forza la mano: sceglie di trattare di un gruppo di giovani completamente bruciati, devastati e devastanti, e lo fa senza troppi sentimentalismi e senza fornire giustificazioni a chi ha deciso di vivere la propria vita premendo solo sull'acceleratore e facendo raro uso del cervello. Ho sempre apprezzato Culicchia per la sua scrittura diretta e chiara; in questo caso, però, utilizza troppo l'arma della ripetizione, risultando spesso stucchevole. Troppi elenchi inutili e frasi scritte col copia e incolla senza alcun apparente significato (vogliamo parlare della maledetta scritta "POVERINI" sui muri??). Nel complesso libro interessante e ambizioso anche se sconsigliabile agli over 30-35 (troppi riferimenti ggiovani)e ai residenti fuori Torino e provincia. In più qualche personaggio "normale" non avrebbe guastato.

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    V@le said on Jan 24, 2012 | Add your feedback

  • Nel complesso si legge bene (ad eccezione degli elenchi infiniti che ogni tanto ritornano, e che per lo più ho saltato) e l'ossessiva riproposizione dei soliti temi, personaggi, situazioni rende bene l'idea di una società avvitata su se stessa e priva di sbocchi. Però, alla fine resta la sensazione ... (continue)

    Nel complesso si legge bene (ad eccezione degli elenchi infiniti che ogni tanto ritornano, e che per lo più ho saltato) e l'ossessiva riproposizione dei soliti temi, personaggi, situazioni rende bene l'idea di una società avvitata su se stessa e priva di sbocchi. Però, alla fine resta la sensazione di un libro che si adagia troppo su questa forma e finisce per essere a sua volta inconcludente. Avrei auspicato qualche pagina in meno e un po' di incisività e di concretezza in più.

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    Charlie said on Jan 23, 2012 | Add your feedback

  • Torino, ai nostri giorni. Una città che ormai assomiglia sempre di più a una metropoli d’oltreoceano: all’avanguardia nel panorama artistico e musicale dove tutti sono perennemente in corsa, come mutanti in una città spesso visionaria.
    I protagonisti sono tre ragazzi trentenni, tutti dj e quindi fam ... (continue)

    Torino, ai nostri giorni. Una città che ormai assomiglia sempre di più a una metropoli d’oltreoceano: all’avanguardia nel panorama artistico e musicale dove tutti sono perennemente in corsa, come mutanti in una città spesso visionaria.
    I protagonisti sono tre ragazzi trentenni, tutti dj e quindi famosi, pieni di soldi, con i giri giusti.
    DJ Zombie, dj Iaio e dj Boh attraversano come meteore il cielo di questa Torino in fiamme, dove il tempo scappa senza che qualcuno lo apprezzi ancora; dove la moda e le tendenze sono l’unico credo a cui le generazioni degli adolescenti e dei giovanissimi si rivolgono devoti, complice l’uso (ma soprattutto l’abuso) di alcool e di droghe.
    Vicende contorte, relazioni fugaci e surreali si svolgono e si concatenano mentre emerge pian piano e sempre più forte tra le righe spesso esilaranti (Culicchia davvero sa strappare con la sua vena ironica momenti di assoluta comicità) la denuncia del degrado in cui versano i giovani torinesi, che potrebbero essere benissimo i giovani di qualsiasi altra città.
    Come un tarlo che si insinua e sottilmente inizia a minare i nostri pensieri, così lo sguardo severo di Culicchia penetra sempre più a fondo nella realtà raccontata, per arrivare a mettere in luce una profonda tristezza per la perdita di ciò che ormai non conta più; e quasi questi ragazzi alla fine ci fanno più paura che pena.

    Da sottolineare dunque la maestria di Culicchia che ancora una volta si rivela autore originale (come non citarne “Ambarabà” del 2002, particolarissima raccolta di racconti alla fermata della metro) e capace di far riflettere su una realtà che a tratti assume toni drammatici. E non ultima sorpresa scopriamo la sua vasta cultura musicale, di cui in queste pagine ci regala un assaggio…

    Da leggere, per ridere ma anche un po’ per pensare.

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    Fedepixa said on Dec 22, 2011 | Add your feedback

  • Ho finito questo libro solo per vedere dove voleva andare a parare, e quando ho scoperto che non andava a parare da nessuna parte mi sono dato dell'idiota da solo per aver sprecato tempo a leggerlo.
    Inutile, inconcludente, incomprensibile.
    Non avevo mai letto nulla di Culicchia ed ero curioso di con ... (continue)

    Ho finito questo libro solo per vedere dove voleva andare a parare, e quando ho scoperto che non andava a parare da nessuna parte mi sono dato dell'idiota da solo per aver sprecato tempo a leggerlo.
    Inutile, inconcludente, incomprensibile.
    Non avevo mai letto nulla di Culicchia ed ero curioso di conoscerlo. La curiosità mi è andata via di botto...

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    Tauri41 said on Dec 22, 2011 | Add your feedback

  • "Divertente... Davvero divertente"

    Soli. In un vuoto di plastica. Un vuoto da riempire con locali, sesso, tatuaggi, bamba, jeans, borsette, soldi, sms, frange, Hummer, Myspace, arte, parrucche, maiali, moda, dischi, cadaveri... E poi di nuovo tutto da capo: locali, sesso, tatuaggi, bamba... Guardare senza vedere, sentire senza ascolt ... (continue)

    Soli. In un vuoto di plastica. Un vuoto da riempire con locali, sesso, tatuaggi, bamba, jeans, borsette, soldi, sms, frange, Hummer, Myspace, arte, parrucche, maiali, moda, dischi, cadaveri... E poi di nuovo tutto da capo: locali, sesso, tatuaggi, bamba... Guardare senza vedere, sentire senza ascoltare, scappare senza andare da nessuna parte. Poverini.
    Soli. In un vuoto da Plastikman.

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    Isil said on Dec 18, 2011 about the Paperback edition | Add your feedback

Book Details

  • Rating:
    (391)
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  • Libri Italiani
  • Hardcover 401 Pages
  • Edition: 1
  • ISBN-10: 8804584386
  • ISBN-13: 9788804584384
  • Publisher: Mondadori
  • Pub date: Jan 27, 2009
  • Also available as: Paperback
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