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Buio. My land

Di

3.3
(507)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 416 | Formato: Altri

Isbn-10: 8850226519 | Isbn-13: 9788850226511 | Data di pubblicazione: 

Disponibile anche come: Copertina rigida

Genere: Mystery & Thrillers , Science Fiction & Fantasy , Teens

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Descrizione del libro
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  • *** Attenzione: di seguito anticipazioni sulla trama (SPOILER) ***

    3

    2 Stelline che potrebbero essere benissimo 3 se aNobii non ce n'avesse affibbiate solo 4 per i voti


    Non lo volevo questo libro, non so perchè ma l'idea di un'ennesima triologia mi scatenava il voltastomaco. Ho seria necessità di una bel fantasy autoconlusivo. Si accettano consigl ...continua

    2 Stelline che potrebbero essere benissimo 3 se aNobii non ce n'avesse affibbiate solo 4 per i voti

    Non lo volevo questo libro, non so perchè ma l'idea di un'ennesima triologia mi scatenava il voltastomaco. Ho seria necessità di una bel fantasy autoconlusivo. Si accettano consigli!.

    A parte questo devo dire che per la prima metà del libro (fino a pagina 200 più o meno) la storia si sussegue lenta e poco coivolgente. E' come se la scrittrice intendesse darci una panoramica del palco su cui intende far muovere i suoi personaggi. Ho faticato un po' ad entrare nella storia francamente, ma forse questo è dovuto principalmente all'inesperienza della scrittrice.

    La trama è interessante e le idee buone ce ne sono, spesso un po' scontate come la storia della zia di Aghata, ma sono buone.

    I personaggi sono caratterizzati in maniera poco umana a mio avviso. All'inizio sono state appiccicate delle etichette a tutti i personaggi: la vamp (Alma), l'allegra (Noemi), la musona (Aghata), il chiuso e incazzato con il mondo (il fratello), angioletto (la sorellina)... E per tutta la durata del romanzo questi personaggi si sono comportati proprio come ci aspettavamo che si comportassero date le premesse iniziali. Giusto le ultime 50 pagine hanno dato una 'svegliata' all'intero cast dei personaggi. Alma sembra più vulnerabile e, appunto, umana ad esempio.

    L'unico personaggio veramente degno di nota è per l'appunto Morgan che, per la gioia dei miei occhi NON fa mai quello che ci si aspetterebbe da lui. In ultimo? Fare fuori l'assassino catturato dalla polizia. Non era dei buoni?

    Ripeto nel complesso la storia mi intriga e i personaggi verso la fine perdono quell'aria di 'burattini' diventando leggemente più dinamici. Una grossa pecca? Non ci ha detto nulla! E' una triologia, e va bene qua lo sappiamo, ma come ogni triologia che si rispetti devi dare un po' di informazioni per volta per non annoiare/snervare il lettore. 400 pagine di introduzione pura e semplice? Non sono un po' troppe?

    A mio avviso questo è sempre da imputare alla scarsa esperienza dell'autrice ma, il servizio editing non dovrebbe servire a forza al romanzo? A che serve se non vengono segnalati queste macroscopici chiamiamoli errori, o comunque imperfezioni? Bah!

    Cercherò di procurarmi anche il secondo, magari in prestito.

    ha scritto il 

  • 5

    Le cose perdono i loro contorni e si mescolano le une alle altre. Diventano un'unica macchia nella quale tutto si confonde. Anche il bene e il male.

    Tornare in un luogo che già si conosce, per quanto questo possa essere sgradevole e spaventoso, consegna a chi lo visita un immediato senso di familiarità che ne mitiga almeno in parte gli aspetti negativi. Così come il mondo di My Land non mi appare di certo più accogliente o diverso dalla prima ...continua

    Tornare in un luogo che già si conosce, per quanto questo possa essere sgradevole e spaventoso, consegna a chi lo visita un immediato senso di familiarità che ne mitiga almeno in parte gli aspetti negativi. Così come il mondo di My Land non mi appare di certo più accogliente o diverso dalla prima volta, ma più accessibile si, ora che conosco i meccanismi. Sono intorno a me, nei volti pallidi e privi di vita dei Mai nati, nel tetro carcere minorile in cui è rinchiusa la psicopatica Agatha, persino nelle lenti scure del professor K. A volte basta riconoscere qualcuno di loro pur di sentirci a casa. Anche se questa non lo sarà mai. Perché, pur quanto io possa essermi riconosciuta nella storia di Alma, nel suo percorso - spesso accidentato -, che ognuno di noi, a modo suo, ha compiuto o dovrà compiere per arrivare al punto che si era prefissato, non sono stata altro che una spettatrice attenta che, passo dopo passo, ha seguito scrupolosamente le vicissitudine di una ragazza come tante altre. Un'adolescente di soli diciassette anni che, a poco a poco, vedrà rovesciarsi il suo universo personale. Io chiamo casa quel luogo caldo e accogliente, dove posso scorgere qualche traccia della mia personalità. Un libro dalla copertina logora e consumata; uno zaino color cobalto, ormai annerito dall'incuria del tempo; un set di penne e matite rigorosamente in ordine, secondo un certo criterio. Qualcosa in cui posso riconoscermi. Accertare il mio grado di appartenenza. Ma, considerare la mia casa un mondo vuoto e inconsistente, inutile e privo d'importanza, come quello in cui è circondata la protagonista Alma, mi sembra a dir poco riduttivo. Eppure, leggendo di questa Città avvolta nel mistero - sotto un perenne cielo grigio - , preda di una serie di efferati omicidi, che si pensa immediatamente alla scenografia all'interno della quale agiscono i personaggi. Una squadra di fantocci vestiti da una stilista pazza, o semplicemente daltonica, che appaiono dal nulla di un malfamato vicolo della zona e nel nulla scompaiono, come se non avessero nessun'altra esistenza se non quella all'interno di questo vuoto cosmico. Fantocci che vomitano un copione prestabilito, sempre uguale a se stesso, e che incutono l'aspetto negativo del romanzo. Che non sono altamente buoni o cattivi, ma riescono ad avere la possibilità di riscattarsi, e redimere la propria anima di peccatore. Non conoscono l'amore, l'amicizia. Non gli attribuiscono nulla di certo o scontato. Ma li scoprono e conquistano pian piano perché velati dal buio. Lontani dalla luce che conoscono. E la bellissima Alma lo sa bene. Sa che, ad esempio, sull'argomento professori, ci sarebbe materiale sufficiente a scrivere la sceneggiatura di un film grottesco. Sa che, se fosse dipeso da lei, si troverebbe in uno di quei lussuosi edifici immersi nel verde che si vedono nei film, anziché in una scatola bianca simile a un capannone, con i pavimenti di linoleum verdi incrostati di cicche masticate e le pareti annerite da anni di risse, spintoni e insulti. Tuttavia, questa è la sua condanna. Sa di dover scontare la pena per un altro anno scolastico, in questo luogo in cui è impossibile poter godere di una sana e tranquilla solitudine, affollato di corpi in movimento, che non dà mai un attimo di respiro. Per lei, le giornate trascorrono come mille altre. Indolori. Piatte. Con la perenne speranza che la noia della scuola, con le solite facce e le solite lezioni, siano più sopportabili specie se c'è un obiettivo da raggiungere. Qualcosa per cui vale la pena alzarsi la mattina, e affrontare la giornata con un sorriso stampato sulle labbra. Se, poi, quest'obiettivo prefissato si trasforma in qualcosa di spiacevole e orripilante, impossibile da ignorare o sopportare, allora si che le cose su cui credevi - avevi nutrito profonde speranze - si sciolgono come neve al sole. Tutto ciò in cui credeva, ormai non ha più importanza. La carta vincente della bellezza, che giocava a suo modo per costruirsi un muro di cinta - in cui vi sono nascoste le sue insicurezze, la sua fragilità -, sembra ormai sembrare solo una tattica. Adesso, invece, non c'è più nulla. Non vede più niente. La bellezza, il vento, non le appartengono più. Solo ciò che è contenuto in un involucro perfetto è suo. La sua arma è anche una condanna, perché nessuno riesce a guardare al di la di questo. Nessuno riesce a vederla in realtà. Si soffermano tutti sull'apparenza: su due grandi occhi verdi, lucidi capelli neri e labbra strappa baci. Ma esiste qualcuno che riesce a capirla veramente? A capire come tutte le sue certezze di un tempo, che pensava fossero tornati al loro posto come tanti soldatini obbedienti, fossero state frantumate da un apparentemente innocuo quaderno dalla copertina viola? Comprato in una strana cartoleria del centro pochi giorni prima, quando tutto ebbe inizio e la sua vita cominciò a scivolare in un assurdo incubo senza fine? Dinanzi a una serie di efferati omicidi che, in un'inspiegabile stato di trance, trasformano in realtà i racconti che lei scrive di notte? Pagine in cui serpeggia la paura, i deliri e le violenze di un folle che, in quel quaderno, anticipano le mosse dell'assassino? A quanto pare si: Morgan, - ghiaccio che ustiona, riscalda e si perde in profondità - il ragazzo più sfuggente e misterioso della scuola che, con i suoi incredibili occhi viola leggerà nel suo cuore come nessun altro. Le fornirà le risposte sulle sinistre presenze che le si addensano intorno. Gli permetterà di andare al di là dei singoli avvenimenti per trovare il legame tra loro, individuare quel filo sottilissimo che pian piano le si avvolge attorno. E, soprattutto, non la farà più sentire sola. Isolata, alle prese con qualcosa di più grande di lei, nell'incessante lotta fra il Bene e il Male. Pur quanto ami e abbia amata la saga di Elena P. Melodia, mi sia appassionata alla storia di questa strana e apparentemente normale ragazza e fatta travolgere dalla sua forza e dal suo discutibile cinismo, i miei buoni propositi d'immergermi nuovamente sullo scenario di questa fosca e metropolitana cittadina erano pari a zero. Volevo perdermi tra le pagine di una storia ancora non letta e vissuta, la mattina successiva all'ultima intensissima lettura, ma durante la notte è successo qualcosa che non accadeva da tempo e che mi tolse del tutto impreparata. Ero seduta sul mio morbido letto con un paio di morbide ciabatte ai piedi penzoloni e, mentre i miei occhi vagavano sugli scaffali delle mie due immense librerie, sulle coste nuove e fresche di romanzi ancora per me sconosciuti, li vidi immediatamente: i tre volumi della fortunata saga di My Land che fecero la sua autrice una certezza nel panorama dell'urban fantasy. La prima trilogia fantasy nostrana che, impregnata di mistero e suspense, atmosfere fantasy e dark, fece parlare molto di se e che, ogniqualvolta m'immergevo con foga tra le sue pagine, mi sentivo entusiasta. Felice di sentire nuovamente sulla pelle il brivido della paura, di respirare il tanfo putrescente della casa di conchiglie incastonate nel cemento della psicopatica Agatha o, di assistere, in prima persona, ai deliri o alle violenze di un folle assassino. Sebbene abbia ormai perso il conto di quante volte ho letto i romanzi della trilogia, ogni anno accoglievo, con l'ennesima lettura, Alma e la sua tragica storia nel mio cantuccio personale. Rimpiangevo di poter nuovamente entrare a far parte di questo meraviglioso scenario, desideravo esser risucchiata dalla sua insolita storia e di esser catapultata nell'impenetrabile e oscura Città. Queste alcune delle ragioni che m'indussero a divorare l'intera trilogia della Melodia senza pensarci due volte. Immergermi tra le sue pagine ed essere spettatrice del percorso formativo e catartico della bella Alma, che scardina certezze e falsi miti per ricostruirsi su basi più vere e solide. Sull'affermazione dell'individuo come valore unico e assoluto, messo in crisi dalla scoperta dell'emozioni e dei sentimenti o, sulla complessità della mente umana. Sulla sicurezza che l'individuo le attribuisce per dominarla, sebbene sia lei a controllarci, e a indurre in noi meccanismi di comportamento che vanno spesso al di la del nostro interesse. Ragioni che affondano le loro radici in un passato lontano, in cui non si ha coscienza, archiviati nella parte più difficile da sondare, e che portano alla follia, a mettere in discussione persino la parte più nascosta della nostra anima.

    Chi agisce nell'ombra finisce come me. Quando si ha il male dentro, è difficile liberarsene. Qualunque cosa si faccia, lui è li.

    Tra zie pietrificate, ragazzi misteriosi dai volti pallidi e gli occhi vacui, riti satanisti, atti di violenza e molto altro, la saga di Elena P. Melodia altro non è che il percorso formativo e irregolare di una semplice ragazza come tante altre in cui tutti possono riconoscersi. In tre volumi della serie, attraverso tre tappe formative del suo percorso, Alma, riuscirà a distinguere ciò che aveva valore e ciò che invece non l'aveva. Fa un grande esame di coscienza e, per la prima volta in vita sua, si trova a mangiare la polvere. Due sono le possibilità: lasciarsi andare e soccombere o cercare di reagire andando avanti? Come un impavida eroina della letteratura classica riesce a riprendersi dalla caduta e agire con una consapevolezza nuova. Scopre chi è e cosa è la sua natura e, una volta scoperta, cercherà di affrontarla. Una voragine che inghiotta nel suo nero tutti i colori. Tutto il dolore. Le sofferenze. Solo quando giungerà al punto più difficile della sua avventura, - quello in cui si perdono gli affetti, tutti i punti fermi, per giocarsi la battaglia finale - capirà come la sua vita non è stata altro che un'alternanza di bene e male, di sofferenza e gioia. In cui, inconsapevolmente, ha capito che esistono sentimenti come l'amore o il perdono. La consapevolezza che ognuno di noi sbagli, e la speranza di poter venire fuori da questo caos che è più forte della voglia di combattere. Di combattere costantemente, pur di riuscirci. Leggere di Alma e della sua strana ma appassionante storia è stato davvero bello e affascinante. Assieme alla nostra Alma cresce l'autrice che, scrivendo in prima persona, è passata dal buio all'ombra. E, dunque, da una scrittura più di superficie e velata d'ansia, ch genera confusione e smarrimento, a una più consapevole e distesa. La saga della Melodia è un thriller psicologico che esamina una parte più nascosta di noi: l'anima. Come in ogni thriller che si rispetti il finale aperto, con ancora alcune domande in sospeso, ci lascerà con uno strano senso di vuoto e con la consapevolezza che di Alma, Morgan, Agatha, Adam, non ne avrò mai abbastanza. Pungente, cupo, suggestivo, misterioso, la trilogia My Land è un po' di tutto questo. Dal carattere forte, avvolgente e intenso è un urban fantasy tetro e insidioso che lascia col fiato sospeso, che toglie il sonno e la lucidità. Un soprannaturale scritto magistralmente a cui fanno da sfondo atmosfere favolosamente descritte e un continuo susseguirsi di misteri foschi e torbidi inganni che riescono coinvolgere del tutto il lettore in una storia ambigua, sfuggente e imprevedibile proprio come questa.

    ha scritto il 

  • 3

    Appassionante e ben scritto, ma un poco troppo adolescenziale. Si salva perchè riesce a prevalere l'intreccio del mistero, ma in molti punti è lento e, considerando che è un fantasy, l'elemento fantastico stenta ad arrivare nella narrazione, ed è nell'insieme poco presente. Tuttavia l'ho letto in ...continua

    Appassionante e ben scritto, ma un poco troppo adolescenziale. Si salva perchè riesce a prevalere l'intreccio del mistero, ma in molti punti è lento e, considerando che è un fantasy, l'elemento fantastico stenta ad arrivare nella narrazione, ed è nell'insieme poco presente. Tuttavia l'ho letto in un soffio ed ho subito cominciato il successivo!

    ha scritto il 

  • 4

    Non male

    Per dare un giudizio del libro diciamo che preferirei leggere il seguito, perché questo libro inizia con un mistero, e finisce con il mistero irrisolto. Un po' mi ha incuriosito, però non saprei definirlo bene. Comunque è scritto bene e la storia mi ha coinvolta.

    ha scritto il 

  • 4

    Carino, ma niente di eccezionale

    Premesso che questo libro mi è stato regalato (io onestamente non lo avrei mai scelto) ho trovato la trama carina, anche se inizialmente la protagonista era insopportabile. Mi è piaciuto, però niente di eccezionale. Sicuramente leggerò il seguito perché ci sono troppi interrogativi non chiariti. ...continua

    Premesso che questo libro mi è stato regalato (io onestamente non lo avrei mai scelto) ho trovato la trama carina, anche se inizialmente la protagonista era insopportabile. Mi è piaciuto, però niente di eccezionale. Sicuramente leggerò il seguito perché ci sono troppi interrogativi non chiariti. Sarebbero state tre stelle e mezzo, arrotondate a quattro per l'originalità della trama.

    ha scritto il 

  • 5

    Non demordete

    Libro molto lento. A volte la trama è confusa. Personalmente ha subito colpito come storia e non riuscivo a staccarmi dalla lettura. La trama è e rimarrà sempre intricata e confusa, ma serve per preparare agli avvenimenti degli libri della trilogia. Saga stupenda. Consigliatissima.

    ha scritto il 

  • 3

    http://toccareilcieloconunlibro.blogspot.it/2013/04/recensione-buio-di-elena-p-melodia.html
    Ho letto questo libro in un tempo molto breve,ma purtroppo non mi è rimasto molto.La storia racconta di Alma,una ragazza bellissima,forte,sicura di sè e popolare che vive in una città non adatta a lei.Un g ...continua

    http://toccareilcieloconunlibro.blogspot.it/2013/04/recensione-buio-di-elena-p-melodia.html Ho letto questo libro in un tempo molto breve,ma purtroppo non mi è rimasto molto.La storia racconta di Alma,una ragazza bellissima,forte,sicura di sè e popolare che vive in una città non adatta a lei.Un giorno Alma compra un quaderno viola,il suo colore preferito,e inizia a scrivere nel sonno di omicidi che avvengono realmente due giorni dopo. Tra amicizie che stanno andando in pezzi,sette sataniche e sogni premonitori, il mistero per Alma diventa sempre più fitto: chi è l'assassino? Quando dico che non mi è rimasto molto intendo dire che nel libro non c'era scritto molto.Infatti la storia va avanti molto lentamente e alla fine ci sono ancora parecchie questioni in sospeso,che suppongo verranno chiarite nei due volumi successivi. Inizialmente non riuscivo ad inquadrare bene la protagonista.Non capivo se mi stesse antipatica,cosa pensassi di lei e del suo modo di vivere.Non è che adesso la cosa mi sia più chiara,ma essendo lei la voce narrante di tutto il libro non ho potuto evitare di entrarci in sintonia e seguire ogni suo gesto,così mi sembra di conoscerla un po' meglio.Ho capito che è forte,determinata e desiderosa di apprendere la verità.Non si lascia intimidire facilmente e cerca di affrontare i problemi di petto. Tutti i personaggi sono piacevoli e ben caratterizzati. Oltre alla storia principale vengono introdotte anche molte tematiche giovanili come l'anoressia e le sette sataniche. La storia d'amore è molto marginale,cosa che non mi è dispiaciuta affatto.Anche il fatto che Alma non stia la vita a pensare a Morgan è un punto a favore del libro. Una tra le altre cose degne di nota è lo sfondo su cui passeggiano i personaggi,la Città.Non viene chiamata con altro nome se non questo e viene descritta come grigia e triste.Gli abitanti sono privi di felicità e voglia di vivere. L'autrice è stata capace di creare la giusta suspance in alcuni "punti cruciali",facendomi entrare emotivamente nella storia. Mi è piaciuto il fatto che il titolo abbia un significato all'interno del libro,che appunto è basato anche sul buio. Come ho già detto molte questioni sono ancora in sospeso,così spero di riuscire a leggere il seguito al più presto. Il mio voto è di @@@ stelle e mezzo

    ha scritto il 

  • 1

    Ma la protagonista è INSOPPORTABILE!!! E' un libro scritto con i piedi, davvero. Non c'è trama, non c'è un filo logico, solo una serie di eventi tragici&spaventosi&assurdi random... Alma è come la signora Fletcher: porta sfiga level 100!!
    Sconsigliatissimo anche come libro "leggero", perché in r ...continua

    Ma la protagonista è INSOPPORTABILE!!! E' un libro scritto con i piedi, davvero. Non c'è trama, non c'è un filo logico, solo una serie di eventi tragici&spaventosi&assurdi random... Alma è come la signora Fletcher: porta sfiga level 100!! Sconsigliatissimo anche come libro "leggero", perché in realtà è scritto talmente male che è un mattone pazzesco!

    ha scritto il 

  • 2

    Si fa leggere, nonostante una sintassi talvolta strana. A metà viene la curiosità di sapere come andrà a finire.
    La storia inizia con ampio ritardo e a rilento. L'intreccio è appena interessante e spesso si nota come alcune descrizioni servano solo ad allungare il brodo.
    Molto fastidioso l'uso de ...continua

    Si fa leggere, nonostante una sintassi talvolta strana. A metà viene la curiosità di sapere come andrà a finire. La storia inizia con ampio ritardo e a rilento. L'intreccio è appena interessante e spesso si nota come alcune descrizioni servano solo ad allungare il brodo. Molto fastidioso l'uso della prima persona: un conto è leggere "Alma era bellissima e tutti si giravano a guardarla", altro trovare "Sono bellissima e tutti si girano a guardarmi". Indispettisce. Il libro - l'episodio - termina in sospeso, in vista del secondo volume della trilogia. A me non interessa continuare. Resto con la curiosità di scoprire come andrà a finire.

    ha scritto il 

  • *** Attenzione: di seguito anticipazioni sulla trama (SPOILER) ***

    1

    2/10

    Ti lascia un'incredibile voglia di leggere il seguito... perché il finale di questo non spiega una ceppa!
    Durante tutto il libro si susseguono avvenimenti random - lei che ha i sogni profetici, l'amica ricattata, l'amica preda della setta satanica, gli stalker vestiti da tenente Colombo, la mist ...continua

    Ti lascia un'incredibile voglia di leggere il seguito... perché il finale di questo non spiega una ceppa! Durante tutto il libro si susseguono avvenimenti random - lei che ha i sogni profetici, l'amica ricattata, l'amica preda della setta satanica, gli stalker vestiti da tenente Colombo, la misteriosa cartoleria, l'amica psicopatica che pietrifica la zia, il figo del liceo che la segue, l'anello del drago, l'origami del drago, il figo del liceo che parla con gente mysteriosa,l'incidente della sua infanzia, il professore di chimica che fornisce all'amica psicopatica il kit di pietrificazione, la possessione omicida, la sorella muta, ci manca solo dottor House con mitragliatore e l'assistente vampiro - e il volume termina senza spiegare praticamente niente, così, lasciando tutto a mezzo. Puppa! I casi sono due: o l'autrice ha in mente una spiegazione geniale per tutto questo, oppure la spiegazione è una cagata pazzesca e per questo motivo non è stata data nel primo volume, perché se fosse stata data qui col cappero che uno si comprava il secondo volume (propendo per la seconda). Così come stanno le cose, comunque, mi è rimasta una gran voglia di proseguire con questa storia per vedere dove andrà a parare. A un certo punto del volume viene introdotta un'ipotesi che se fosse vera sarebbe quasi interessante, salvo venire negata con forza dal belloccio di turno qualche capitolo dopo (non sia mai che io mi illuda di avere fra le mani un libro interessante). In generale il libro ha un po' questo problema, cioè che le idee di partenza non sarebbero neanche male ma vengono sviluppate a cazzo di cane. Ad esempio, prendere come protagonista una ragazza "cattiva" non sarebbe una brutta idea ma per come ci viene presentata Alma è - oltre che una Mary Sue - una ridicola caricatura di Regina George dei poveri, tante chiacchiere ma poco cervello, al contrario dell'etichetta che l'autrice le ha appiccicato addosso e in cui vuole disperatamente farci credere: in alcuni punti la cosa diventa addirittura ridicola, come quando Alma ci mette una facciata a dedurre che A, estremamente somigliante a B e che afferma di essersi recato in un certo luogo dove è B per vedere il fratello, è effettivamente il fratello di B (non mi dire); o quando ci viene detto che Alma non ha la più pallida idea di come risolvere un problema di chimica che un ragazzino di terza media potrebbe affrontare in due minuti netti. Melodia, se per te questa è una ragazza brillante... Stesso discorso per la sua amica psicopatica, che sarebbe potuta essere un personaggio interessante se non fosse così irrimediabilmente stupida. In alcuni momenti poi sembra che l'autrice non abbia il coraggio di andare fino in fondo alle sue stesse scelte: crea un gruppo di bullette, ma alla fine sono più mosce del Rio Mare e incapace di fare alcunché; adombra la possibilità che sia la protagonista a uccidere, ma la scarta subito dopo; adombra la possibilità che il figo del liceo abbia ucciso un uomo, e con la stessa velocità la smentisce; tira in ballo tematiche forti come l'anoressia o lo stupro e le liquida il più in fretta possibile; inserisce una bambina muta ma con la quale tutti si comportano come se niente fosse, anche a scuola. Altri personaggi sono invece scadenti in partenza: Morgan l'Edward Cullen della situazione, l'amica grassa e stupida, la sorellastra brutta e kattiva, la sorellina angelica e meraviglioserrima con il trauma infantile e via con la Fiera dello Stereotipo che ci sono i saldi. Come in una puntata di C'è posta per te tutti hanno una storiella lacrimevole, vivono nel degrado, hanno sofferto traumi in passato o cose così. Lo stile è amatoriale: ho letto fanfiction scritte meglio. Soprattutto l'introduzione delle amiche di Alma è qualcosa di vomitevole, un pigerrimo elenco schiaffato lì senza nessuna grazia. La Melodia pare pensare che inserire una secchiata di metafore casuali ovunque faccia "trp poetico e trp Grande Autore", il che è un peccato perché se si sforzasse IMO sarebbe in grado di scrivere decentemente, solo che sembra non aver mai considerato l'idea di dover studiare la materia. Per lo stesso motivo troviamo ovunque delle perle di saggezza degne appunto del diario di una liceale che si crede troppo figa e alternativa, roba che si merita solo una grassa risata in faccia. Ci sono poi le vere e proprie cagate: Alma fa parte di un gruppo di bullette che impone delle prove crudeli per entrare a far parte della cricca, ma poi afferma di detestare i gruppi chiusi in cui solo il capo può decidere chi entra; Alma riesce con la sua sola bella presenza e lingua svelta ad adescare un giornalista E un commissario di polizia che la tengono sempre aggiornata sugli ultimi sviluppi di una serie di omicidi; il commissario di polizia se ne va a prendere un caffé lasciandola sola con un faldone di informazioni super segrete; una minorenne che viene drogata, picchiata e stuprata riesce a non far sapere niente ai genitori né quando viene ricoverata né mentre è in terapia, facendosi coprire da un estraneo che si spaccia per suo fratello e al quale non viene chiesto mezzo documento; la ragazza che tiene vasi di pericolose sostanze chimiche in cucina (NH3? Ossido di rubidio?!), uno accanto all'altro, senza mezza protezione - e il professore che lavora con sostanze altrettanto pericolose con la mascherina ma senza occhiali né cappa.

    ha scritto il 

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