Crea la tua biblioteca Iscriviti

Insieme troveremo i libri migliori

[−]
  • Cerca Conteggio caratteri ISBN valido ISBN non valido Codice a barre valido Codice a barre non valido loading search

Bukowski

La vita ribelle dello scrittore che ha raccontato l'altra America

Di

Editore: TEA

4.0
(70)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 329 | Formato: Altri

Isbn-10: 885020549X | Isbn-13: 9788850205493 | Data di pubblicazione: 

Traduttore: S. Viviani

Disponibile anche come: Paperback

Ti piace Bukowski?
Iscriviti ad aNobii per vedere chi dei tuoi amici lo ha letto, e scopri libri simili!

Registrati gratis
Descrizione del libro
Bukowski il ribelle, lo sboccato, il vagabondo, incapace di controllo e misura, che passa il suo tempo alle corse dei cavalli con la bottiglia in mano; Bukowski l'aggressivo, l'ingrato, che offende e schernisce il pubblico durante gli incontri di lettura, che perde i posti di lavoro, che tradisce chi lo ama e chi lui stesso ha amato; ma anche il Bukowski più intimo e timido, il ragazzo infelice e l'adulto geloso e insicuro, capace d'instancabile affetto nei confronti della figlia Marina. Il libro di Sounes, oltre a tracciare un profilo autentico di un grande outsider della letteratura contemporanea, s'impone come testo per la comprensione della sua opera, in cui la vicenda personale diventa racconto.
Ordina per
  • 0

    Ho quest’immagine fissa nella mente di un vecchio sporcaccione seduto ad una lisa poltrona intento a scolarsi una birra dietro l’altra con lo sguardo perso nel vuoto senza uno straccio d’ infinito al di là di una qualsiasi cazzo di siepe, muro o finestra. Perso e con i pensieri che si rincorro ...continua

    Ho quest’immagine fissa nella mente di un vecchio sporcaccione seduto ad una lisa poltrona intento a scolarsi una birra dietro l’altra con lo sguardo perso nel vuoto senza uno straccio d’ infinito al di là di una qualsiasi cazzo di siepe, muro o finestra. Perso e con i pensieri che si rincorrono come un cane che tenta di mordersi la coda.
    L’ unica soluzione a tutti i mali è nella leggerezza della bottiglia vuota, nel mito del maledetto scrittore americano che se ne frega di essere maledetto e se ne frega di essere scrittore.
    Perché non è niente e non è nessuno se non il brufoloso ragazzetto che non sarà mai il campione della squadra con la biondina sottobraccio, ma è solo il timido, asociale e ghettizzato figlio di nessuno. È l’ adolescente che frequenta i neonazisti perché tutti gli altri sono patriottici e perché è più facile scroccar loro da bere.
    Non è niente. Solo il postino scalcagnato che suda su lungo le salite dei quartieri bene e che si trascina dietro borsoni da venticinque chili e cani tignosi. Che s’impantana quando nell’assolata California è ora che piova e che le pazze capitano tutte a lui.
    È il tizio che racconta di come dodici anni alle poste degli Statiuniti ti spaccano la schiena e il cervello…e il fegato. E di come gli ubriaconi del bar ti spaccano le ossa nel retro. È lo sfigato che s’è trovato una donna (finalmente!) solo a ventitre anni. Il tipo che la prima donna con cui ha dormito era dieci anni più vecchia. È quel panzone con un bel paio di gambe che ha davvero creduto che quel suo amico fosse in realtà una sua amica e…vabbè lasciamo stare che può anche capitare se si è ubriachi da tre giorni!!!
    È quel cazzone antipatico che vedi sempre giù all’ippodromo di Santa Monica che così si alza due soldi se gli va bene. E che a sentir lui gli va sempre bene perché ha trovato il sistema. Il disoccupato che fa il buffone così gli offrono da bere e che si fotte una tipetta di quarant’ anni più giovane così fotte anche la morte.
    Quel tale che abita nel condominio in fondo alla strada e che ha lasciato un impiego sicuro alle poste perché si è messo in mente di fare il poeta. Si il poeta!!!
    E ve lo ricordate quel tale sempre sbronzo che scriveva quelle schifezze su una rivista, che diceva di essere un duro, sempre con quelle puttanelle che lo andavano a trovare e che pensava solo a bere e che i genitori si dannavano? Che le donne non lo volevano e il lavoro non lo voleva e le donne poi lo pregavano? Ve lo ricordate quell’omone che una volta faceva il postino e adesso è finito su un francobollo?
    È un poeta adesso!
    Lo chiamerebbero il figlio dimenticato d’ America se non fosse che per lui sarebbe fin troppo romantico! È quello che il sogno americano se l’è dimenticato all’ appello o forse se n’è ricordato tardi! Che si comprava sempre una confezione da sei e una bottiglia di whisky e all’ anagrafe un nome e cognome ce l’aveva anche se non era niente e nessuno. Anche se era un po’ stronzo e veniva alle mani facile quando era bevuto. Che i poliziotti spesso lo fermavano e lo mettevano dentro.
    Fa niente, che intanto su quel francobollo c’era scritto: Bukowski, postino e poeta.
    Ed è tutto vero! La storia del duro, gli anni alle poste, le corse dei cavalli, le sbronze e gli amici che diventano amiche. O le amiche che diventano amici, ma forse è uguale. È tutto vero perché solo il sette per cento è finzione! E quasi tutta la sua produzione è un’ immensa opera autobiografica.
    No, torniamo indietro, non è proprio tutto vero! Ok, siamo cresciuti con la leggenda di Bukowski il duro, il grande bevitore che non doveva chiedere mai. Niente e a nessuno. Che le ragazze partivano dalla Germania per andare a bussare alla sua porta e lui, il grande amatore seduto in poltrona ad ascoltare la classica e bere birra.
    Bukowski ha un po’ esagerato nel descrivere Bukowski.
    Raccogliendo informazioni dagli archivi istituzionali e intervistando editori e compagni di bevute sale a galla un profilo meno conosciuto del poeta, un lato che lo stesso Bukowski celava a difesa del personaggio.
    Il lavoro di Sounes ripercorre la vita dello scrittore originario di Andernach, Germania, non cronologicamente ma in sezioni divise per argomenti, senza lasciarsi cadere in facili critiche o altrettanto facili esaltazioni. Lentamente, con l’avanzare delle pagine si ammorbidisce, si umanizza quasi, l’idea del Bukowski/Duroadognicosto. Esiliata dalla mente l’ immagine di Chinaski/L’ alter ego difatti si realizza l’ uomo dietro il mito letterario.
    È l’ uomo che prende a calci la moglie, ma che ancora piange la compagna morta. Il padre che adora la figlia e si preoccupa di non scialacquare i propri risparmi. Il cittadino che acquista una BMW nera, che non è un ‘auto da duri ma un modo come un altro di aggirare il fisco. Che si ubriaca per paura e aggredisce per difendersi.
    La biografia di Sounes non è un’ introduzione all’opera bukowskiana. Tantomeno al personaggio Bukowski. È solo un ultimo dettagliato tassello utile a conoscere le intime sfumature di Bukowski/Padre,Compagno,Amante, perché come tutte le biografie -buone!- è uno sguardo oggettivo gettato dove non ci è stato permesso di guardare.

    ha scritto il 

  • 4

    'me l'hai donato,
    quando lo porterai via
    fallo lentamente e con dolcezza
    fallo come se io stessi morendo nel sonno
    (the shower - dedicata a linda king e all'amore perduto)'

    ottima biografia del buk. non è una celebrazione, ma anzi vuole, attraverso una dettagliata d ...continua

    'me l'hai donato,
    quando lo porterai via
    fallo lentamente e con dolcezza
    fallo come se io stessi morendo nel sonno
    (the shower - dedicata a linda king e all'amore perduto)'

    ottima biografia del buk. non è una celebrazione, ma anzi vuole, attraverso una dettagliata documentazione e una serie di testimonianze, chiarire le differenze tra le sue opere di "vita romanzata" (come lui stesso le definiva) e la sua esistenza (pensieri, comportamenti, passioni). esemplificative a questo proposito le interviste alle figure femminili tratteggiate dal buk nel suo romanzo "donne".

    ha scritto il 

  • 4

    Una lettura molto piacevole e ben documentata.
    Ha confermato l'idea che mi ero fatta di Bukowski leggendo la sua prosa e l'ha arricchita di tutta una serie di episodi e caratteristiche dello scrittore, soprattutto inerenti all'ultima parte della sua vita, di cui sapevo ben poco.
    Lo co ...continua

    Una lettura molto piacevole e ben documentata.
    Ha confermato l'idea che mi ero fatta di Bukowski leggendo la sua prosa e l'ha arricchita di tutta una serie di episodi e caratteristiche dello scrittore, soprattutto inerenti all'ultima parte della sua vita, di cui sapevo ben poco.
    Lo consiglio a tutti gli appassionati di Bukowski.

    ha scritto il 

  • 4

    Un'opera necessaria

    Per chi ama davvero Bukowski E' un ottimo libro che ti aiuta a "quadrare" il cerchio per quanto riguarda le opere del vecchio Hank, e la vita stessa. Eh la peppa

    ha scritto il 

  • 5

    Grande Book e grande Buk..

    Mi è stato di grande aiuto per la mia tesi di laurea..Sounes è un attento conoscitore di Bukowski e in questo libro, che più che toccare cronologicamente la vita di Buk, la analizza per temi, viene fuori bene l'immagine del nostro caro scrittore maledetto..

    ha scritto il 

  • 4

    Quando faceva freddo indossava una giacca sportiva stazzonata.


    In genere girava con un sacchetto di carta marrone con dentro due confezioni da sei birre.


    Il fatto che tutti fumassero spinelli o prendessero LSD non lo turbava in alcun modo.


    ``A lui suonava tutto un po' falso'' ...continua

    Quando faceva freddo indossava una giacca sportiva stazzonata.

    In genere girava con un sacchetto di carta marrone con dentro due confezioni da sei birre.

    Il fatto che tutti fumassero spinelli o prendessero LSD non lo turbava in alcun modo.

    ``A lui suonava tutto un po' falso'' dice Richmond. ``Timothy Leary e gli hippy. E per certi versi aveva anche ragione''.

    In una lettera a Richmond, Bukowski scrisse: ``LSD, sì, la scoperta del secolo: tutti lo prendono, adesso. Se prendi l'LSD sei un poeta, un intellettuale. Che banda di deficienti. Sto costruendo una mitragliatrice per farne fuori più che posso prima che loro facciano fuori me.''

    ha scritto il