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Bullet park

Di

Editore: Feltrinelli (Universale Economica)

3.7
(212)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 232 | Formato: Paperback | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Spagnolo , Russo , Tedesco

Isbn-10: 8807723581 | Isbn-13: 9788807723582 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Traduttore: De Simone V.

Disponibile anche come: Copertina rigida , Altri

Genere: Fiction & Literature , Mystery & Thrillers , Social Science

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Descrizione del libro
Eliot Nailles e Paul Hammer: due uomini, due archetipi prigionieri della cabala del loro cognome (nail e hammer sono, in inglese, rispettivamente chiodo e martello). Uno è un marito innamorato e un padre affettuoso, l'altro un bastardo psicotico, perduto in un mondo che non sa che farsene di tipi come lui. La culla del loro dramma magnetico e irresistibile è il sobborgo di Bullet Park, ancora una volta un nome simbolico (bullet, proiettile) che ospita un'ossessione - quella di Hammer per il "sacrificio" di una vittima predestinata - e allo stesso tempo è la culla di quella media borghesia, americana ma non solo, che Cheever ha ritratto come nessun altro. Un romanzo compatto, feroce, comico e straziante da uno dei maestri della narrativa americana del Novecento.
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  • 3

    Un bel romanzo, nel complesso, meno schematico di quanto si potrebbe supporre (anche dalla quarta di copertina): Nailles non è il buono che soffre perché non riesce ad integrarsi del tutto, nonostante ...continua

    Un bel romanzo, nel complesso, meno schematico di quanto si potrebbe supporre (anche dalla quarta di copertina): Nailles non è il buono che soffre perché non riesce ad integrarsi del tutto, nonostante gli sforzi, in un mondo che non contempla le dafaillances; Hammer non è il signor Hyde; c'è del Cheever, e dell'America borghese, in entrambi, ovviamente (lo dice lui stesso nei Diari); l'ottusità amabile e l'irrequietezza paranoide si colgono in tutti e due i personaggi (e anche in quelli femminili di contorno: a proposito, perché la moglie di Nailles si chiama, cacofonicamente, proprio Nellie?), e così l'attitudine a risolvere i dilemmi con un atto di violenza (Nailles ne prova spesso l'impulso, Hammer tenta di metterlo in atto).
    Il romanzo soffre però come di un eccesso di simbolismo e sembra essere stato troppo pensato, ma è ricco di trovate, prima fra tutte quella psichedelica della stanza gialla: sarà anche figlia del proprio tempo (il libro è del 1969, e il primo figlio di Cheever stava nel movimento di contestazione al Vietnam), ma rimane un'imprevista variazione nell'immaginario cheeveriano che non si può dimenticare.
    Tre stelline e mezza.

    ha scritto il 

  • 3

    In a cafard mood

    Un Cheever tronco e amaro, che taglieggia l'attenzione del lettore con picchi calibrati di cinismo, ma la cui prosa sembra vittima dello stesso cafard che avvolge il ricco e depresso Paul Hammer. C'è ...continua

    Un Cheever tronco e amaro, che taglieggia l'attenzione del lettore con picchi calibrati di cinismo, ma la cui prosa sembra vittima dello stesso cafard che avvolge il ricco e depresso Paul Hammer. C'è un mood stagnante, alcolico, autodistruttivo senza requie, che annacqua inevitabilmente i personaggi rendendo i contorni della storia troppo grossolani. Rimane tuttavia il sentore di una fiamma segreta, la potenza indiscutibile dello scrittore qui forse lasciata un po' a mollo, che emerge tra un'invenzione e l'altra.
    Nota (molto) a margine: sulla scorta delle mie speculazioni sul pallino olfattivo di Cheever (v. recensione agli Wapshot), qui c'è un gustoso passaggio legato al "trasporto di odori" del gatto Schwartz che fa la spola tra due padroni.

    ha scritto il 

  • 2

    L'efficacia del martello, la sua capacità di infiggere un chiodo in un muro, in un'asse di legno, in una lastra di vetro, di riuscire a piegare, storcere, spezzare quel chiodo, dipende marginalmente d ...continua

    L'efficacia del martello, la sua capacità di infiggere un chiodo in un muro, in un'asse di legno, in una lastra di vetro, di riuscire a piegare, storcere, spezzare quel chiodo, dipende marginalmente dalla forza con la quale il colpo viene vibrato. Ben più importanti sono la precisione del gesto compiuto dalla mano che lo impugna e l'intenzione che ha giustificato l'atto e l'ha reso reale.

    ha scritto il 

  • 4

    Sotto la sottile buccia della normalità.

    Incudine e martello, dentro e fuori. I due protagonisti Nailles e Hammer sono l'uno di fronte all'altro come in uno specchio. Nailles rappresenta la normalità che copre il pozzo nero dell'inquietudin ...continua

    Incudine e martello, dentro e fuori. I due protagonisti Nailles e Hammer sono l'uno di fronte all'altro come in uno specchio. Nailles rappresenta la normalità che copre il pozzo nero dell'inquietudine e Hammer rappresenta la follia manifesta: ma in fondo i due protagonisti sono fin troppo simili e vicini. Nailles ama moglie e figlio, è un uomo buono ma ha bisogno di un aiuto (chimico, cioè alcol e droga) per tirare avanti, per sopportare la sua vita ripetitiva, il treno che prende ogni mattina alla stessa ora, e ogni sera di ritorno, il suo lavoro (inutile) nel marketing di un noto collutorio, la malattia del figlio. (Come non pensare alla vita di Cheever e ai suoi problemi con l'alcool?)Hammer è stato abbandonato dai genitori fin da piccolo. Dalla madre Hammer prende, unica eredità, l'idea balorda di inchiodare qualcuno al portone della chiesa di un posto come Bullet Park. A un certo momento, senza apparente motivo, Hammer decide di sacrificare all'altare della chiesa di Bullet Park il figlio del povero Nailles. Il finale è mozza fiato.
    Cheever rappresenta benissimo l'inquietudine della società americana, la follia che è nascosta sotto ogni parvenza di normalità e che non è mai troppo lontana dalla normalità.
    Interessante la figura del santone che cura Tony, il figlio di Nailles, santo non grazie alla sua fede in Dio ma al suo rapporto equilibrato e d'amore con il mondo, rapporto che non passa attraverso il denaro e il possesso. In un certo senso danaro e possessi sono identificati come il veleno sociale, ammorbante ogni cosa fino a minacciare la salute mentale e l'equilibrio di ogni personaggio. I valori più sacri, la famiglia, l'amore per i figli non bastano a tirare avanti, schiacciati dal peso delle cose e dell'apparire. Fin dalle prime righe ci viene presentato il protagonista alla ricerca di una casa e la casa è nel romanzo un simbolo oscuro e minaccioso, vera proprietaria dei suoi proprietari sui quali pone un'etichetta sociale strappando loro il diritto a un'anima cioè a una vita interiore. La casa sancisce la supremazia dell'esteriorità sull'interiorità. La casa sembra avere un peso sulla malattia di Toni, sulla stanchezza di Nailles e ha un peso anche sulla malattia di Hammer (il colore delle pareti).
    Il libro è inquietante e fa riflettere su come la società snaturi l'uomo allontanandolo dagli affetti moralmente e materialmente cioè imponendogli ritmi, cadenze, doveri rituali cui non può sottrarsi, non così diversi dal rituale folle che Hammer vorrebbe nella sua pazzia imporre a Tony. L'uomo è in fondo veramente inchiodato all'altare della società moderna dove Dio tace proprio come Hammer vorrebbe inchiodare Tony all'altare della chiesa, vittima sacrificale e simbolica della società-tipo di Bullet Park.

    ha scritto il 

  • 4

    La novela es un retrato ácido y punzante que describe muy bien la vida en los suburbios o barrios residenciales de norteamérica.
    Una crítica aguda, mordaz y tremenda, al falso paraíso en el que vive a ...continua

    La novela es un retrato ácido y punzante que describe muy bien la vida en los suburbios o barrios residenciales de norteamérica.
    Una crítica aguda, mordaz y tremenda, al falso paraíso en el que vive anclada y maravillada la clase media.
    Bajo estas capas gruesas de hipocresía nada más que hay insatisfacción, desesperación ,depresión,y unas conductas a la par absurdas, reprimidas y cruentas.
    Una pesadilla oculta que se bebe trago a trago y sorbo a sorbo, junto al calor y la comodidad de la vivienda.
    Dramática y perversa.

    ha scritto il