Eliot Nailles e Paul Hammer: due uomini, due archetipi prigionieri della cabala del loro cognome (nail e hammer sono, in inglese, rispettivamente chiodo e martello). Uno è un marito innamorato e un padre affettuoso, l'altro un bastardo psicotico, ... Continua
Ha scritto il 27/03/17
E' un ritratto spietato dell'America dei sobborghi che gravitano intorno alle grandi città (un po' tipo la nostra Brianza per intenderci). Le persone non hanno problemi economici, ma le loro vite sono vuote, irrisolte. I personaggi riversano le ..." Continua...
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Ha scritto il 21/09/15
noioso e irritante
Mai cognomi più azzeccati. Nailles è un chiodo nel c**o mentre hammer è una martellata sulle dita. Viene voglia di spararsi prima di arrivare alla fine.
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Ha scritto il 20/08/15
Un bel romanzo, nel complesso, meno schematico di quanto si potrebbe supporre (anche dalla quarta di copertina): Nailles non è il buono che soffre perché non riesce ad integrarsi del tutto, nonostante gli sforzi, in un mondo che non contempla le ..." Continua...
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Ha scritto il 06/07/15
In a cafard mood
Un Cheever tronco e amaro, che taglieggia l'attenzione del lettore con picchi calibrati di cinismo, ma la cui prosa sembra vittima dello stesso cafard che avvolge il ricco e depresso Paul Hammer. C'è un mood stagnante, alcolico, autodistruttivo ..." Continua...
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Ha scritto il 04/10/14
Brutto. A volte non servono molte parole o sfumature....per un brutto libro basta e avanza il termine brutto.

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