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Bunte Steine. Erzählungen

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Verleger: Goldmann

3.3
(6)

Language:Deutsch | Number of Seiten: 304 | Format: Others

Isbn-10: 3442075475 | Isbn-13: 9783442075478 | Publish date:  | Edition N.-A.

Auch verfügbar als: Paperback

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Buchbeschreibung
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  • 5

    "Uno dei narratori più strani, profondi, celatamente arditi e travolgenti della letteratura universale"
    ... disse Thomas Mann di Stifter, il cui lavoro più ricordato e studiato è probabilmente proprio il Bunte Steine. Poco conosciuto fuori da confini deutschsprachig (parola che potrebbe non ...weiter

    "Uno dei narratori più strani, profondi, celatamente arditi e travolgenti della letteratura universale"
    ... disse Thomas Mann di Stifter, il cui lavoro più ricordato e studiato è probabilmente proprio il Bunte Steine. Poco conosciuto fuori da confini deutschsprachig (parola che potrebbe non esistere)(ma diciamocelo: quale crucco pre-'900 è conosciuto davvero, apparte lo zio G?), Stifter è considerato oltralpe tra i maggiori autori nati in terra austriaca - nell' '800 e non.
    Il signor Mann sapeva quel che diceva?

    Strano? Stifter lo è senz'altro, perchè presenta storie d'una quotidianità disarmante, storie che sono il trionfo della banalità, eppure riesce a infilar in ognuna d'esse un tratto di bizzarria, un personaggio ambiguo, un comportamento inspiegabile - e questo, va detto, crea un fascino irresistibile.
    Profondo? Oddio, sembrerebbe di no (la già accennata normalità delle sue storie fa sì che a emergere siano principalmente valori da massimi sistemi/caduta delle braccia, "la guerra è brutta", "collaborare è giusto") - ma troviamo anche, nei suoi racconti, alcuni netti elementi di tristezza, personaggi dal destino terribilmente triste e dall'invidiabile stoicismo, caratteri che fanno dubitare della sostanziale ingenuità del loro autore.
    Celatamente ardito? Ebbene sì, Stifter sfida più volte nei Bunte Steine le credenze religiose più sempliciotte dell'epoca, in un tocco di positivismo scientifico squisitamente ottocentesco. Indimenticabile la fine di Bergkristall:
    "Mamma mamma, sulla montagna ho visto Gesù!".
    "Dai? Che figata. Su su, ora apri i regali di Natale".
    Travolgente? Percaritàdiddio, no! Stifter è tutto ma non è travolgente. E' invece il trionfo della piattezza, in uno stile preciso e pulito ma assolutamente uniforme, in cui si fa seriamente fatica a distinguere quando finiscano le descrizioni e cominci l'azione, uno stile che non ottimizza in alcun modo i momenti di spannung - di cui comunque molti racconti sono assolutamente privi.
    ... Eppure Stifter è piacevole.

    E' piacevole perchè ci ricorda di un mondo che forse non è mai esistito e che sicuramente non esiste più, fatto di saldi valori e di speranza, di bambini educati che fanno merenda sui prati e passeggiano sui monti assieme ai loro nonni. In un affresco pennellato qua e la da salutari, e ridotte, dosi di tristezza, Stifter ci offre un quadro liberatorio, consolatorio della bellezza che può esistere al mondo. A scrivere non è tanto bravo, ma in questo è un vero campione.

    gesagt am