Buonanotte, signor Lenin

Di

Editore: Tea

4.2
(1409)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 428 | Formato: Altri | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Polacco

Isbn-10: 8850217153 | Isbn-13: 9788850217151 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Disponibile anche come: Paperback , Copertina rigida , Tascabile economico

Genere: Narrativa & Letteratura , Storia , Viaggi

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Descrizione del libro
Nell'agosto del 1991 Tiziano Terzani si trova lungo il corso del fiume Amur, in Siberia, aggregato a una spedizione sovietico-cinese, quando apprende la notizia del golpe anti-Gorbacev che ha appena avuto luogo a Mosca. Decide di intraprendere subito, questa volta da solo, un lungo viaggio che in due mesi lo condurrà, attraverso la Siberia, l'Asia centrale e il Caucaso, fino alla capitale. Un'esperienza eccezionale, fissata negli appunti, nelle riflessioni e nelle fotografie che compongono questo libro, una testimonianza in presa diretta di un evento epocale, una galleria di individui e popoli diversi, un panorama di città leggendarie, di luoghi sconosciuti e abbandonati ai margini della storia, di vestigia del passato e di segnali del nuovo che avanza. Un viaggio, e un libro, che riprende la fotografia istantanea del tramonto definitivo dell'impero sovietico.
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  • 3

    Come al solito Terzani ha una scrittura scorrevolissima che permette di leggere quasi qualunque cosa senza alcun peso. Qui, l'autore, viaggia attraverso l'Asia Centrale e il Caucaso mentre l'URSS cade ...continua

    Come al solito Terzani ha una scrittura scorrevolissima che permette di leggere quasi qualunque cosa senza alcun peso. Qui, l'autore, viaggia attraverso l'Asia Centrale e il Caucaso mentre l'URSS cade a pezzi e il libro si fa estremamente interessante su due versanti; il passato e il presente. Le informazioni (di base) circa la storia delle repubbliche ex sovietiche attraversato è il primo motivo di fascino; il secondo è il raccontare quel mese e mezzo di storia recente a partire dal colpo di stato in Russia con l'effetto domino successivo e tutte le tensioni e le palpitazioni di quei giorni, un pezzo di giornalismo magnifico.
    Infine ci sono anche numerosissime supposizioni sul futuro; realistiche, verosimili e comprensibili, ma, con il senno di poi, interessano solo per vedere come il mondo si è mosso in direzione quasi opposta.

    ha scritto il 

  • 3

    viaggio nell'urss in disgregazione

    Adoro Tiziano Terziani riesce sempre a portarti con lui nei suoi viaggi alla scoperta e alla conoscenza di posti e situazioni. Anche questo libro ti porta nell'Urss in disgregazione con il mondo mussu ...continua

    Adoro Tiziano Terziani riesce sempre a portarti con lui nei suoi viaggi alla scoperta e alla conoscenza di posti e situazioni. Anche questo libro ti porta nell'Urss in disgregazione con il mondo mussulmano che fa il suo ingresso sulla scena. L'unica pecca è che alla fine diventa un pò ripetitivo.

    ha scritto il 

  • 3

    L'isteria della realtà, ovvero di come la realtà superi anche la realtà stessa.

    Non un gran libro, sicuramente un libro interessante.
    Il problema è la monotonia e la ricorsività degli eventi: arrivo, visito, conosco, mi sposto, punto e a capo, punto e al capo e fine. Alla lunga è ...continua

    Non un gran libro, sicuramente un libro interessante.
    Il problema è la monotonia e la ricorsività degli eventi: arrivo, visito, conosco, mi sposto, punto e a capo, punto e al capo e fine. Alla lunga è un po' noioso e ripetitivo, troppo diario e troppo poco racconto, pensiero, commento.
    Sicuramente è stato un'ottima preparazione al mio viaggio in Russia, mi ha dato modo di capire meglio come è funzionato il disgregamento dell'Unione Sovietica e cosa ha innescato i processi di transizione che hanno prodotto lo stato in cui ho viaggiato.

    Piccola nota di costume: Terzani aveva paura che rimuovessero all'istante la mummia di Lenin dalla piazza Rossa e per questo ha accelerato il suo arrivo a Mosca. Venticinque anni dopo si trova ancora lì (e visitarla è un'esperienza isterica)

    ha scritto il 

  • 5

    Conoscevo Terzani solo di fama, è stata la mia passione per il mondo russo a farmi capitare questo libro tra le mani. E' bellissimo, ed è uno dei migliori reportage di viaggio nei territori dell'ex-ur ...continua

    Conoscevo Terzani solo di fama, è stata la mia passione per il mondo russo a farmi capitare questo libro tra le mani. E' bellissimo, ed è uno dei migliori reportage di viaggio nei territori dell'ex-urss che io abbia letto. Inoltre, fatta eccezione ovviamente per Mosca ma anche per Baku, le parole di Terzani potrebbero esser state scritte ieri. Lui ha avuto la fortuna di ritrovarsi quasi per caso a viaggiare in quelle zone in quel preciso momento storico, ma noi russofili (parola che oggi sta tristemente assumendo un nuovo significato, ma che io uso nel senso pre-putiniano del termine) abbiamo la fortuna di avere, come compagno in questo viaggio intellettuale, un rappresentante di quella generazione di giornalisti la cui capacità di osservazione, analisi e descrizione mi lascia sempre a bocca aperta.

    ha scritto il 

  • 5

    Inestimabile valore

    Terzani si trova nell'URSS proprio quando il gigante inizia a scricchiolare prima della caduta. Intraprende un viaggio dove, alla fine, riesce a tracciare un quadro molto interessante dell'universo so ...continua

    Terzani si trova nell'URSS proprio quando il gigante inizia a scricchiolare prima della caduta. Intraprende un viaggio dove, alla fine, riesce a tracciare un quadro molto interessante dell'universo sovietico. Parla con politici, gente comune, attivisti e disillusi. Questo libro è un documento storico da leggere con attenzione, soprattutto se siete interessati alla storia dell'Unione Sovietica.

    ha scritto il 

  • 3

    Forse un po' troppo diario

    Un bel ritratto di un'epoca andata e che ormai sembra lontana anni luce. Però mi aspettavo più pathos da questo primo approccio con Tiziano Terzani. Un diario davvero molto ben fatto, testimonianza di ...continua

    Un bel ritratto di un'epoca andata e che ormai sembra lontana anni luce. Però mi aspettavo più pathos da questo primo approccio con Tiziano Terzani. Un diario davvero molto ben fatto, testimonianza di un'esperienza avventurosa, di quando ancora non c'erano internet e i telefonini. Le repubbliche asiatiche dell'ex-URSS, nei giorni della caduta di Gorbacev, sono lo scenario sul quale l'autore insiste per spiegarci che la Russia ha sempre sfruttato questi territori ricchi di materie prime, così come ha sempre cercato di cancellare le radici di questi popoli puntando alla loro "russificazione". Però per 4/500 pagine ci dice sempre e solo questo e soprattutto lo fa senza cercare di coinvolgere emotivamente il lettore ma solo puntando sulla fredda cronaca. Peccato perché la materia prima sulla quale lavorare è davvero molto molto sostanziosa.

    ha scritto il 

  • 5

    Avventura, riflessioni e storia

    Terzani si trova in una anonima spedizione all'estremità orientale della russia, quando accade un evento storico: il colpo di stato a gorbachev. Il grande giornalista capisce subito il significato di ...continua

    Terzani si trova in una anonima spedizione all'estremità orientale della russia, quando accade un evento storico: il colpo di stato a gorbachev. Il grande giornalista capisce subito il significato di quegli avvenimenti e decide di fare un viaggio attraverso gli stati dell'URSS, per testimoniare la caduta di quell'impero comunista. Questo viaggio permette di fare la cronaca di un recente passato, ma fa capire che, come spesso succede ai grandi imperi, la caduta era iniziata molto tempo prima.

    Devo dire che mi è piacito di più rispetto ai libri del periodo spirituale. Una piacevole lettura estiva.

    ha scritto il 

  • 5

    Grazie, Tiziano

    Era da tempo che non leggevo qualcosa di Tiziano Terzani, giornalista e scrittore che ammiro tantissimo e di cui, già in passato, ho apprezzato diverse pubblicazioni, compresa una postuma. Mi mancava ...continua

    Era da tempo che non leggevo qualcosa di Tiziano Terzani, giornalista e scrittore che ammiro tantissimo e di cui, già in passato, ho apprezzato diverse pubblicazioni, compresa una postuma. Mi mancava la sua scrittura, semplice, appassionata, sincera, e, dal momento che di recente è caduto l’anniversario della sua scomparsa, la lettura di questo libro è stato il mio modo di ricordare il grande personaggio che lui era.
    In verità, in Italia – intendo a livello ufficiale – le commemorazioni non si sprecano. Ricordo ancora quando, alla fine del luglio del 2004, uno scarno comunicato al telegiornale diede la notizia della sua morte; i vippetti televisivi di turno, in vacanza presso qualche rinomata località estiva, ebbero senz’altro più spazio tra le notizie di quei giorni. Credo che in Germania, Paese per il quale Terzani lavorò per tre ben decenni come corrispondente dall’Asia di “Der Spiegel”, il suo nome non sia invece finito nel dimenticatoio. Fortuna che, a dispetto dello snobismo nei suoi confronti da parte dei piani alti, un vasto pubblico di affezionati lettori e ammiratori pure qui da noi non gli è mai mancato. Già, perché il grande pregio del nostro giornalista toscano, secondo me, è sempre stato quello di farsi capire da tutti, tanto dall’accademico quanto da chi non può vantare alti titoli di studio, anche se parlava degli uiguri dello Xinjiang o del marxismo-leninismo in salsa cinese fino alla sterzata capitalistica del pur sempre comunistissimo Deng, dell’antica spiritualità indiana o della dissacrante modernità giapponese.
    Nemmeno in “Buonanotte, Signor Lenin” il suo modo di raccontare si smentisce, regalandoci, praticamente in diretta, una preziosa testimonianza sul disfacimento dello sconfinato impero sovietico. Partendo dalla Siberia più estrema, dove già si trovava proprio nei giorni del golpe ai danni di Gorbaciov (agosto 1991), Terzani affronta un lungo e improvvisato viaggio attraverso le repubbliche di quella che stava diventando ormai la ex Unione. Chilometri e chilometri di Storia, storie, popoli, culture, religioni, timori, speranze, illusioni, fino a raggiungere Mosca dopo circa un mese e mezzo dall’inizio di quel viaggio. Da una parte all’altra, a cadere non sono soltanto le colossali statue in bronzo di Lenin, padre della Rivoluzione, ma anche le poche certezze che quelle genti avevano da settant’anni, sostituite in quel momento dalla prospettiva di un futuro pieno di incognite. E mentre i comunisti di un tempo si riciclano e con un’abile “operazione cosmetica”, magari ribattezzandosi socialdemocratici, restano un po’ ovunque al potere, in molti iniziano a preoccuparsi di come fare in fretta i tanto agognati dollari, segno evidente del completo fallimento del sistema. Molto interessante, tra l’altro, la parte relativa alle repubbliche dell’Asia Centrale, quelle di tradizione musulmana e non etnicamente russe, che mi ha ricordato varie cose studiate a suo tempo e fatto scoprire tante di nuove; così come ho trovato degno di nota il capitolo dedicato all’Armenia, dove una pesante tristezza finisce per permeare luoghi e persone che ancora oggi portano il peso incancellabile del genocidio ad opera dei turchi di un secolo fa.
    Per nulla superflue le considerazioni dell’autore sul comunismo e il suo crollo: se è vero che “come sistema di potere, fondato sull’intolleranza e sul terrore, il comunismo doveva finire”, è innegabile tuttavia che “là dove non era al potere, ma restava come un’alternativa d’opposizione – nei paesi dell’Europa Occidentale, per esempio – il comunismo […] ha contribuito al progresso sociale della gente” e che al principio esso “era una grande forza, una ispirazione”. Al di là di tutto questo sistema in dissoluzione ci sono milioni di persone, sovietici che, di colpo, si riscoprono kazaki, tagiki, azeri, uzbeki etc., in un risveglio improvviso di nazionalità che intimorisce non poco. Ecco, la gente… Terzani amava scriverne, forse perché le singole storie di pochi raccontano un intero territorio meglio di tanti discorsi di facciata dei suoi capi di turno (politici o religiosi): dai portieri e le donne di servizio degli hotel per turisti agli operai delle fabbriche, dalle hostess e piloti della disastrata compagnia di bandiera sovietica a coloro ancora perseguitati dal KGB, questo libro è pieno di piccole storie, quelle che più colpiscono e restano impresse.
    E allora grazie, Tiziano, grazie per queste bellissime pagine e tutte le altre indimenticabili che hai scritto! Pagine che, negli anni, mi hanno fatto viaggiare, pur restando tra le mura di casa o lungo brevi itinerari fissi a bordo di un treno, fino ai piedi dell’Himalaya oppure tra le strade di Saigon del ’75 come tra quelle di Hong Kong del ’97, poco prima del ritorno della città alla madrepatria cinese; stavolta addirittura tra quelle delle leggendarie Bukhara e Samarcanda, al cospetto di antichi caravanserragli e incantevoli minareti e cupole di moschee. Grazie, perché, personalmente, ti devo molto più della semplice buona riuscita di un paio di esami universitari preparati in parte sui tuoi libri. Chissà quante tue nuove opere ci siamo persi nel corso di questi undici anni in cui non ci sei più, di certo ne avresti pubblicato. Grazie per il tuo sguardo sul mondo, sempre curioso e mai superficiale, grazie per il cuore che mettevi nello scrivere, pregio di pochi rispetto alla professionale asetticità delle cronache di molti fra coloro che svolgono il tuo mestiere. Grazie, perché i tuoi pensieri e le tue parole risuonano come uno splendido inno alla vita e alla pace in un mondo allo sbando che, purtroppo, non ha ancora compreso che la propria bellezza sta nell’altissimo valore della sua diversità.

    ha scritto il 

  • 2

    Il libro è di un reportage su un viaggio compiuto dall'autore nelle repubbliche dell'URSS all'indomani (letteralmente) del crollo dell'Unione, partendo dalla Siberia e terminando a Mosca dopo essere p ...continua

    Il libro è di un reportage su un viaggio compiuto dall'autore nelle repubbliche dell'URSS all'indomani (letteralmente) del crollo dell'Unione, partendo dalla Siberia e terminando a Mosca dopo essere passato per tutti gli stati dell'Asia Centrale (Kazakistan, Kirghizistan, etc). Di Terzani avevo già letto "In Asia" e devo dire che mi era piaciuto molto di più. In questo libro mi sono scontrata con la monotonia dello stile giornalistico, qui non controbilanciato dalla brevità degli articoli raccolti in "In Asia", e dei temi trattati. Insomma, possibile che nello girare 7 province dell'ex-URSS dell'Asia Centrale, mi ritrovi sempre a leggere di colonialismo russo, nazionalismo rampante, islamismo che torna di voga? Per carità, interessantissimo avere uno sguardo diretto sulla situazione di questi stati misconosciuti in un periodo di transizione così importante, ma dopo 400 pagine della stessa solfa uno si stufa un po'.
    Voto: 6,5

    ha scritto il 

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