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Burned Children of America

By

Publisher: Penguin

3.9
(315)

Language:English | Number of Pages: | Format: Others | In other languages: (other languages) Italian , German , Spanish

Isbn-10: 014101217X | Isbn-13: 9780141012179 | Publish date: 

Curator: Marco Cassini , Martina Testa

Also available as: Paperback

Category: Fiction & Literature

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Book Description
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  • 2

    Ora, non avevo mai letto un pezzo di narrativa di David Foster Wallace, solo un saggio contenuto nella raccolta "Considera l'aragosta", e precisamente quello in cui demolisce la scrittura di John Updike (l'avevo letto più per interesse per Updike che per Wallace; quanto al saggio sull'aragosta, a ...continue

    Ora, non avevo mai letto un pezzo di narrativa di David Foster Wallace, solo un saggio contenuto nella raccolta "Considera l'aragosta", e precisamente quello in cui demolisce la scrittura di John Updike (l'avevo letto più per interesse per Updike che per Wallace; quanto al saggio sull'aragosta, avevo pure pensato di leggerlo, ma poi vi venne in mente una puntata dei Simpson in cui Homer adotta una piccola aragosta, la nutre a bacon fritto nel burro, ci instaura un rapporto più intenso di quello che ha coi figli, ed infine se la mangia piangendo disperato: chissà se sono i Simpson a essersi ispirati a Wallace, o il contrario; sono plausibili entrambe le ipotesi, oltre a quella, più ovvia, che non si sia alcun legame). In questa raccolta c'è un brevissimo racconto di Wallace ("Incarnation of burned children"), che credo dia il titolo al libro, nel quale accidentalmente viene versata una pentola d'acqua bollente su un neonato; la vicenda sarebbe già "ustionante" così, ma l'Autore riesce ad aggravarla ancora di più, rendendo assolutamente insopportabile immaginarsela (almeno per un padre, almeno per me). A questo punto, dalla prospettiva del padre del povero bambino, prova a trarne osservazioni - per così dire - di portata generale.
    Per quanto riguarda la mia esperienza di lettura, prima di tutto, ho dovuto farmi forza per terminare il (brevissimo) testo, e per non risparmiarmi nemmeno qualche pezzo di frase, che tendevo a saltare. Poi, mi sono chiesto se sia davvero necessario, per parlare più o meno di paternità, infliggere al lettore un simile strazio. Infine, con più calma, ho osservato che in questo racconto non c'è riga che non riservi una sorpresa, un rilievo inconsueto, un'osservazione chiarificatrice: in sostanza, una cospicua manifestazione di intelligenza e di accurata osservazione della realtà. Ma, premesso che nel mio cervello tutto ciò non può starci o rimanerci a lungo, cosa mi rimarrà? una senzazione sgradevolissima e disturbante. Comunque, questa rimarrà.
    Il racconto di Safran Foer (in tema di punteggiatura nella conversazione orale) è invece, commovente pur all'interno di uno schema quasi saggistico: schema che viene utilizzato anche da altri Autori della raccolta (dev'essere stata una moda del periodo).
    Per il resto, storie che, bandendo ogni possibile gradevolezza, richiamano ambienti, immagini, topoi (ben noti allo scrivente, e non troppo apprezzati) degli anni 90, piuttosto datati.

    said on 

  • 0

    È difficile assegnare le stelline a questa raccolta perché la qualità dei racconti è molto disomogenea. Quelli di David Foster Wallace e Georges Saunders (e altri due o tre) valgono però il prezzo del libro.

    said on 

  • 5

    La maggior parte delle persone non ama i racconti perché non c'è tempo, non c'è abbastanza spazio per potersi affezionare ai personaggi. Io, anche in questo, sono una pecora nera. Mi piacciono molto i racconti, trovo che alcune storie, se raccontate come romanzo, stuferebbero, deluderebbero lasce ...continue

    La maggior parte delle persone non ama i racconti perché non c'è tempo, non c'è abbastanza spazio per potersi affezionare ai personaggi. Io, anche in questo, sono una pecora nera. Mi piacciono molto i racconti, trovo che alcune storie, se raccontate come romanzo, stuferebbero, deluderebbero lascerebbero l'amaro in bocca. E poi di solito leggo i racconti quando è un periodo molto intenso in cui il tempo per leggere è molto molto risicato, oppure quando ho un po' di cose per la testa e quindi riesco a rimanere concentrata solo per poche pagine.

    Burner children of America è una raccolta di racconti di scrittori contemporanei americani che racconta la società odierna.
    Punti di vista differenti, stili narrativi variegati e messaggi trasmessi sotto forma di pugni in faccia e allo stomaco.
    Ogni storia lascia un taglio, un livido più o meno grosso e visibile che lascia una cicatrice a monito di ogni lettura.
    Confesso che quando ho chiuso il libro ero davvero stremata, nel mio animo si agitavano tante emozioni e la mia testa era piena di nuove riflessioni.

    Quello che voglio dirvi, a conclusione di questo sproloquio, è che se non amate i racconti e non provate nemmeno a dare una possibilità a questa raccolta, vi perdete davvero una lettura meravigliosa e amara.

    said on 

  • 4

    Antologia fondamentale

    In questa raccolta ci sono dei gioielli: i racconti di Eggers, di Klam, di David Foster Wallace sono imperdibili, ma a scrivere così si farebbe uno sgarbo a - praticamente - tutti gli altri lavori contenuti.

    said on 

  • 3

    Chiudi gli occhi, e l'avrai già dimenticato

    Una raccolta ben fatta, ma poco incisiva, dove la maggior parte dei racconti si dimenticano in un batter di ciglia, e non lasciano traccia. L’ho appena finita, e cosa ricordo? “Una vera bambola” di A.M. Homes, “Parlo anch’io!” Di G. Saunders, “Odontofilia” di J. Slavin e, questo sì che è bellissi ...continue

    Una raccolta ben fatta, ma poco incisiva, dove la maggior parte dei racconti si dimenticano in un batter di ciglia, e non lasciano traccia. L’ho appena finita, e cosa ricordo? “Una vera bambola” di A.M. Homes, “Parlo anch’io!” Di G. Saunders, “Odontofilia” di J. Slavin e, questo sì che è bellissimo, “Manualetto di punteggiatura dei disturbi cardiaci” di J.S. Foer. Un po’ poco, ma già qualcosa.

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  • 4

    Da non perdere l'inedito di J.Safran Foer (e non solo )

    Lo sto ancora leggendo,ma un consiglio gia' lo posso dare, di sicuro:
    prendete l'edizione uscita nel 2009,della collana I Quindici,senno' vi perdete una chicca ,
    il racconto di Jonathan Safran Foer,sui pilastri della punteggiatura nella comunicazione familiare...
    [ah ,i punti di ...continue

    Lo sto ancora leggendo,ma un consiglio gia' lo posso dare, di sicuro:
    prendete l'edizione uscita nel 2009,della collana I Quindici,senno' vi perdete una chicca ,
    il racconto di Jonathan Safran Foer,sui pilastri della punteggiatura nella comunicazione familiare...
    [ah ,i punti di silenzio! :) ]
    In effetti ci sono cose che non ci si dice mai, soprattutto in famiglia e ,fateci caso, questa difficolta'(o incapacita')di comunicare capita proprio con le persone a cui si è piu' legati
    Forse si pensa che non ce n'è bisogno,o che si puo' farlo domani o che basta la vicinanza o che tanto chi ti vuole bene lo sa come sei fatto,e ti capisce al volo...
    Ma, dico io, e se ogni tanto si facesse un piccolo sforzo per dirsele certe cose,con le parole, mica farebbe male... no?

    said on 

  • 3

    Bender: 3
    Bradford: 1
    Budnitz: 3
    Davis: 2
    Eggers: 1,5
    Eugenides: 2,5
    Goldberg: 2,5
    Homes: 4
    Jackson: 2
    Kalfus: 4
    Klam: 2
    Lethem: 2,5
    Lipsyte: 1,5
    Moody: 3
    Richter: 1,5
    Saunders: 4
    Slevin: 3,5
    Wal ...continue

    Bender: 3
    Bradford: 1
    Budnitz: 3
    Davis: 2
    Eggers: 1,5
    Eugenides: 2,5
    Goldberg: 2,5
    Homes: 4
    Jackson: 2
    Kalfus: 4
    Klam: 2
    Lethem: 2,5
    Lipsyte: 1,5
    Moody: 3
    Richter: 1,5
    Saunders: 4
    Slevin: 3,5
    Wallace: 3,5

    La media è 2,6; assegno tre stelle solamente perchè questa raccolta mi ha fatto conoscere Kalfus e Saunders.

    said on 

  • 3

    un'idea apprezzabilissima, glielo concedo. ciononostante, come tutte le raccolte di romanzi, è composto di alti e bassi più o meno sopportabili (con alcune piacevoli sorprese, come ken kalfus). un così così, ma consigliato.

    said on