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Burned Children of America

Publisher: Penguin

3.9
(323)

Language:English | Number of Pages: | Format: Others | In other languages: (other languages) Italian , German , Spanish

Isbn-10: 014101217X | Isbn-13: 9780141012179 | Publish date: 

Curator: Marco Cassini , Martina Testa

Also available as: Paperback

Category: Fiction & Literature

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Book Description
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  • 4

    Senz'altro ne vale la pena

    Questa non è una raccolta "meravigliosa" e non è uno di quei libri "perfetti", ma ci sono molti buoni racconti, tante idee valide, qualche personaggio azzeccato(quelli in effetti un pò mancano, ma è d ...continue

    Questa non è una raccolta "meravigliosa" e non è uno di quei libri "perfetti", ma ci sono molti buoni racconti, tante idee valide, qualche personaggio azzeccato(quelli in effetti un pò mancano, ma è dura creare un personaggio forte in 5 pagine), e le storie raccontate sono tutte molto forti, strane, particolari, parlano di persone sfigurate, di rabbia, d'alienazione e tante (forse troppe) sono ambientate in un ipoteticamente vicino futuro, sempre diverso, ma sempre schifosamente triste.
    Tutti i racconti sono di facile lettura, il più lungo ha venti pagine,
    Coi voti forse sono stato un pò generoso perchè alcuni scritti non sono così "belli" nel complesso, ma hanno delle belle "cose" dentro.

    Il protagonista: 3 stelle
    Appuntamento al buio: 3 stelle
    I giorni del cane: 4 stelle
    Faith 4 stelle
    "Lettere di Steven ,un cane.." 4 stelle
    "Multiproprietà" 2 stelle
    "Test di comprensione" 2 stelle
    Una vera bambola 4 stelle
    Sonno 4 stelle
    Centri commerciali invisibili 2 stelle
    Dovrebbero dargli un nome 3 stelle
    Videoappartamento 1 stella
    Il braccio che non andava 3 stelle
    Circolazione 3 stelle
    Gli uomini primitivi 4 stelle
    PARLO ANCH'IO 4 stelle
    Odontofilia 4 stelle
    Incarnazioni di bambini bruciati 4 stelle

    said on 

  • 0

    http://www.scratchbook.net/2015/05/burned-children-of-america.html

    Burned children of America è nato da un lavoro di ricerca di Martina Testa e Marco Cassini. Non è stata una traduzione a un'antologia ...continue

    http://www.scratchbook.net/2015/05/burned-children-of-america.html

    Burned children of America è nato da un lavoro di ricerca di Martina Testa e Marco Cassini. Non è stata una traduzione a un'antologia esistente, ma un progetto tutto italiano. L'idea era quella di raccogliere, in quella proiezione americana di sogni e illusioni, testimonianze di verità. Voci che dessero il senso di quell'America fatta di persone in antitesi con il circostante. Persone un po' più sole delle altre, un po' più presenti nella loro solitudine. Quei bambini bruciati che urlavano di dolore a dispetto di una comunità, una nazione, una patria, che a loro non ci aveva pensato.

    said on 

  • 2

    Ora, non avevo mai letto un pezzo di narrativa di David Foster Wallace, solo un saggio contenuto nella raccolta "Considera l'aragosta", e precisamente quello in cui demolisce la scrittura di John Updi ...continue

    Ora, non avevo mai letto un pezzo di narrativa di David Foster Wallace, solo un saggio contenuto nella raccolta "Considera l'aragosta", e precisamente quello in cui demolisce la scrittura di John Updike (l'avevo letto più per interesse per Updike che per Wallace; quanto al saggio sull'aragosta, avevo pure pensato di leggerlo, ma poi vi venne in mente una puntata dei Simpson in cui Homer adotta una piccola aragosta, la nutre a bacon fritto nel burro, ci instaura un rapporto più intenso di quello che ha coi figli, ed infine se la mangia piangendo disperato: chissà se sono i Simpson a essersi ispirati a Wallace, o il contrario; sono plausibili entrambe le ipotesi, oltre a quella, più ovvia, che non si sia alcun legame). In questa raccolta c'è un brevissimo racconto di Wallace ("Incarnation of burned children"), che credo dia il titolo al libro, nel quale accidentalmente viene versata una pentola d'acqua bollente su un neonato; la vicenda sarebbe già "ustionante" così, ma l'Autore riesce ad aggravarla ancora di più, rendendo assolutamente insopportabile immaginarsela (almeno per un padre, almeno per me). A questo punto, dalla prospettiva del padre del povero bambino, prova a trarne osservazioni - per così dire - di portata generale.
    Per quanto riguarda la mia esperienza di lettura, prima di tutto, ho dovuto farmi forza per terminare il (brevissimo) testo, e per non risparmiarmi nemmeno qualche pezzo di frase, che tendevo a saltare. Poi, mi sono chiesto se sia davvero necessario, per parlare più o meno di paternità, infliggere al lettore un simile strazio. Infine, con più calma, ho osservato che in questo racconto non c'è riga che non riservi una sorpresa, un rilievo inconsueto, un'osservazione chiarificatrice: in sostanza, una cospicua manifestazione di intelligenza e di accurata osservazione della realtà. Ma, premesso che nel mio cervello tutto ciò non può starci o rimanerci a lungo, cosa mi rimarrà? una senzazione sgradevolissima e disturbante. Comunque, questa rimarrà.
    Il racconto di Safran Foer (in tema di punteggiatura nella conversazione orale) è invece, commovente pur all'interno di uno schema quasi saggistico: schema che viene utilizzato anche da altri Autori della raccolta (dev'essere stata una moda del periodo).
    Per il resto, storie che, bandendo ogni possibile gradevolezza, richiamano ambienti, immagini, topoi (ben noti allo scrivente, e non troppo apprezzati) degli anni 90, piuttosto datati.

    said on 

  • 0

    È difficile assegnare le stelline a questa raccolta perché la qualità dei racconti è molto disomogenea. Quelli di David Foster Wallace e Georges Saunders (e altri due o tre) valgono però il prezzo del ...continue

    È difficile assegnare le stelline a questa raccolta perché la qualità dei racconti è molto disomogenea. Quelli di David Foster Wallace e Georges Saunders (e altri due o tre) valgono però il prezzo del libro.

    said on 

  • 5

    La maggior parte delle persone non ama i racconti perché non c'è tempo, non c'è abbastanza spazio per potersi affezionare ai personaggi. Io, anche in questo, sono una pecora nera. Mi piacciono molto i ...continue

    La maggior parte delle persone non ama i racconti perché non c'è tempo, non c'è abbastanza spazio per potersi affezionare ai personaggi. Io, anche in questo, sono una pecora nera. Mi piacciono molto i racconti, trovo che alcune storie, se raccontate come romanzo, stuferebbero, deluderebbero lascerebbero l'amaro in bocca. E poi di solito leggo i racconti quando è un periodo molto intenso in cui il tempo per leggere è molto molto risicato, oppure quando ho un po' di cose per la testa e quindi riesco a rimanere concentrata solo per poche pagine.

    Burner children of America è una raccolta di racconti di scrittori contemporanei americani che racconta la società odierna.
    Punti di vista differenti, stili narrativi variegati e messaggi trasmessi sotto forma di pugni in faccia e allo stomaco.
    Ogni storia lascia un taglio, un livido più o meno grosso e visibile che lascia una cicatrice a monito di ogni lettura.
    Confesso che quando ho chiuso il libro ero davvero stremata, nel mio animo si agitavano tante emozioni e la mia testa era piena di nuove riflessioni.

    Quello che voglio dirvi, a conclusione di questo sproloquio, è che se non amate i racconti e non provate nemmeno a dare una possibilità a questa raccolta, vi perdete davvero una lettura meravigliosa e amara.

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  • 4

    Antologia fondamentale

    In questa raccolta ci sono dei gioielli: i racconti di Eggers, di Klam, di David Foster Wallace sono imperdibili, ma a scrivere così si farebbe uno sgarbo a - praticamente - tutti gli altri lavori con ...continue

    In questa raccolta ci sono dei gioielli: i racconti di Eggers, di Klam, di David Foster Wallace sono imperdibili, ma a scrivere così si farebbe uno sgarbo a - praticamente - tutti gli altri lavori contenuti.

    said on 

  • 3

    Chiudi gli occhi, e l'avrai già dimenticato

    Una raccolta ben fatta, ma poco incisiva, dove la maggior parte dei racconti si dimenticano in un batter di ciglia, e non lasciano traccia. L’ho appena finita, e cosa ricordo? “Una vera bambola” di A. ...continue

    Una raccolta ben fatta, ma poco incisiva, dove la maggior parte dei racconti si dimenticano in un batter di ciglia, e non lasciano traccia. L’ho appena finita, e cosa ricordo? “Una vera bambola” di A.M. Homes, “Parlo anch’io!” Di G. Saunders, “Odontofilia” di J. Slavin e, questo sì che è bellissimo, “Manualetto di punteggiatura dei disturbi cardiaci” di J.S. Foer. Un po’ poco, ma già qualcosa.

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  • 4

    Da non perdere l'inedito di J.Safran Foer (e non solo )

    Lo sto ancora leggendo,ma un consiglio gia' lo posso dare, di sicuro:
    prendete l'edizione uscita nel 2009,della collana I Quindici,senno' vi perdete una chicca ,
    il racconto di Jonathan Safran Foer,su ...continue

    Lo sto ancora leggendo,ma un consiglio gia' lo posso dare, di sicuro:
    prendete l'edizione uscita nel 2009,della collana I Quindici,senno' vi perdete una chicca ,
    il racconto di Jonathan Safran Foer,sui pilastri della punteggiatura nella comunicazione familiare...
    [ah ,i punti di silenzio! :) ]
    In effetti ci sono cose che non ci si dice mai, soprattutto in famiglia e ,fateci caso, questa difficolta'(o incapacita')di comunicare capita proprio con le persone a cui si è piu' legati
    Forse si pensa che non ce n'è bisogno,o che si puo' farlo domani o che basta la vicinanza o che tanto chi ti vuole bene lo sa come sei fatto,e ti capisce al volo...
    Ma, dico io, e se ogni tanto si facesse un piccolo sforzo per dirsele certe cose,con le parole, mica farebbe male... no?

    said on