Lingua: Italiano | Numero di pagine: 250 | Formato: Copertina morbida e spillati | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Tedesco , Spagnolo

Isbn-10: 8887765405 | Isbn-13: 9788887765403 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Traduttore: Laura Pugno , Edoardo Nesi , Christian Raimo , Tommaso Pincio , Matteo Colombo ; Curatore: Marco Cassini , Martina Testa

Disponibile anche come: Paperback

Genere: Narrativa & Letteratura

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Descrizione del libro
Il volume raccoglie una quindicina di racconti scritti da autori americani under 40. Alcuni autori sono già noti al pubblico italiano: Dave Eggers, RickMoody, Jonatham Lethem, David Foster Wallace. Altri invece non sono ancora pubblicati in Italia e questa antologia vuole proporli al pubblico in forma di assaggio. La ricerca dei due curatori, durata più di un anno, è stata quasi maniacale. Un anno di viaggi negli Stati Uniti, di incontri con quasi tutti gli scrittori, di fax e telefonate, di navigazione in mare aperto fra centinaia di libri, riviste, antologie, recensioni, siti letterari, fiere del libro internazionali. Alcuni racconti sono stati suggeriti da altri autori, creando così un "circolo virtuoso".
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    Ho trovato questi racconti talmente brutti, incomprensibili, insignificanti… in una parola talmente alieni che mi sono posta seriamente il problema se fossi io a non averli capiti. E forse è proprio ...continua

    Ho trovato questi racconti talmente brutti, incomprensibili, insignificanti… in una parola talmente alieni che mi sono posta seriamente il problema se fossi io a non averli capiti. E forse è proprio così.

    Sono frammenti, perlopiù surreali, quando non addirittura nonsense, spesso pervasi (questa è l’unica cosa che ho potuto captare) di un forte senso di dolore esistenziale e di alienazione, che ovviamente non contribuisce a renderli più accattivanti. Insomma alla fine di ogni racconto mi dicevo “che boiata!” oppure “che vorrà dire?!?”.

    Gli autori sono evidentemente intrisi di riferimenti culturali completamente diversi dai miei, oppure si esprimono tramite metafore al di fuori della mia portata. Se i loro romanzi sono nella stessa linea di questi racconti, sarà dura leggerli. Troppo sofisticati per i miei mezzi, troppo autoreferenziali, o troppo autenticamente brutti? In ogni caso non è il genere di racconti che preferisco.

    ha scritto il 

  • 4

    Senz'altro ne vale la pena

    Questa non è una raccolta "meravigliosa" e non è uno di quei libri "perfetti", ma ci sono molti buoni racconti, tante idee valide, qualche personaggio azzeccato(quelli in effetti un pò mancano, ma è d ...continua

    Questa non è una raccolta "meravigliosa" e non è uno di quei libri "perfetti", ma ci sono molti buoni racconti, tante idee valide, qualche personaggio azzeccato(quelli in effetti un pò mancano, ma è dura creare un personaggio forte in 5 pagine), e le storie raccontate sono tutte molto forti, strane, particolari, parlano di persone sfigurate, di rabbia, d'alienazione e tante (forse troppe) sono ambientate in un ipoteticamente vicino futuro, sempre diverso, ma sempre schifosamente triste.
    Tutti i racconti sono di facile lettura, il più lungo ha venti pagine,
    Coi voti forse sono stato un pò generoso perchè alcuni scritti non sono così "belli" nel complesso, ma hanno delle belle "cose" dentro.

    Il protagonista: 3 stelle
    Appuntamento al buio: 3 stelle
    I giorni del cane: 4 stelle
    Faith 4 stelle
    "Lettere di Steven ,un cane.." 4 stelle
    "Multiproprietà" 2 stelle
    "Test di comprensione" 2 stelle
    Una vera bambola 4 stelle
    Sonno 4 stelle
    Centri commerciali invisibili 2 stelle
    Dovrebbero dargli un nome 3 stelle
    Videoappartamento 1 stella
    Il braccio che non andava 3 stelle
    Circolazione 3 stelle
    Gli uomini primitivi 4 stelle
    PARLO ANCH'IO 4 stelle
    Odontofilia 4 stelle
    Incarnazioni di bambini bruciati 4 stelle

    ha scritto il 

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    http://www.scratchbook.net/2015/05/burned-children-of-america.html

    Burned children of America è nato da un lavoro di ricerca di Martina Testa e Marco Cassini. Non è stata una traduzione a un'antologia ...continua

    http://www.scratchbook.net/2015/05/burned-children-of-america.html

    Burned children of America è nato da un lavoro di ricerca di Martina Testa e Marco Cassini. Non è stata una traduzione a un'antologia esistente, ma un progetto tutto italiano. L'idea era quella di raccogliere, in quella proiezione americana di sogni e illusioni, testimonianze di verità. Voci che dessero il senso di quell'America fatta di persone in antitesi con il circostante. Persone un po' più sole delle altre, un po' più presenti nella loro solitudine. Quei bambini bruciati che urlavano di dolore a dispetto di una comunità, una nazione, una patria, che a loro non ci aveva pensato.

    ha scritto il 

  • 2

    Ora, non avevo mai letto un pezzo di narrativa di David Foster Wallace, solo un saggio contenuto nella raccolta "Considera l'aragosta", e precisamente quello in cui demolisce la scrittura di John Updi ...continua

    Ora, non avevo mai letto un pezzo di narrativa di David Foster Wallace, solo un saggio contenuto nella raccolta "Considera l'aragosta", e precisamente quello in cui demolisce la scrittura di John Updike (l'avevo letto più per interesse per Updike che per Wallace; quanto al saggio sull'aragosta, avevo pure pensato di leggerlo, ma poi vi venne in mente una puntata dei Simpson in cui Homer adotta una piccola aragosta, la nutre a bacon fritto nel burro, ci instaura un rapporto più intenso di quello che ha coi figli, ed infine se la mangia piangendo disperato: chissà se sono i Simpson a essersi ispirati a Wallace, o il contrario; sono plausibili entrambe le ipotesi, oltre a quella, più ovvia, che non si sia alcun legame). In questa raccolta c'è un brevissimo racconto di Wallace ("Incarnation of burned children"), che credo dia il titolo al libro, nel quale accidentalmente viene versata una pentola d'acqua bollente su un neonato; la vicenda sarebbe già "ustionante" così, ma l'Autore riesce ad aggravarla ancora di più, rendendo assolutamente insopportabile immaginarsela (almeno per un padre, almeno per me). A questo punto, dalla prospettiva del padre del povero bambino, prova a trarne osservazioni - per così dire - di portata generale.
    Per quanto riguarda la mia esperienza di lettura, prima di tutto, ho dovuto farmi forza per terminare il (brevissimo) testo, e per non risparmiarmi nemmeno qualche pezzo di frase, che tendevo a saltare. Poi, mi sono chiesto se sia davvero necessario, per parlare più o meno di paternità, infliggere al lettore un simile strazio. Infine, con più calma, ho osservato che in questo racconto non c'è riga che non riservi una sorpresa, un rilievo inconsueto, un'osservazione chiarificatrice: in sostanza, una cospicua manifestazione di intelligenza e di accurata osservazione della realtà. Ma, premesso che nel mio cervello tutto ciò non può starci o rimanerci a lungo, cosa mi rimarrà? una senzazione sgradevolissima e disturbante. Comunque, questa rimarrà.
    Il racconto di Safran Foer (in tema di punteggiatura nella conversazione orale) è invece, commovente pur all'interno di uno schema quasi saggistico: schema che viene utilizzato anche da altri Autori della raccolta (dev'essere stata una moda del periodo).
    Per il resto, storie che, bandendo ogni possibile gradevolezza, richiamano ambienti, immagini, topoi (ben noti allo scrivente, e non troppo apprezzati) degli anni 90, piuttosto datati.

    ha scritto il 

  • 0

    È difficile assegnare le stelline a questa raccolta perché la qualità dei racconti è molto disomogenea. Quelli di David Foster Wallace e Georges Saunders (e altri due o tre) valgono però il prezzo del ...continua

    È difficile assegnare le stelline a questa raccolta perché la qualità dei racconti è molto disomogenea. Quelli di David Foster Wallace e Georges Saunders (e altri due o tre) valgono però il prezzo del libro.

    ha scritto il 

  • 5

    La maggior parte delle persone non ama i racconti perché non c'è tempo, non c'è abbastanza spazio per potersi affezionare ai personaggi. Io, anche in questo, sono una pecora nera. Mi piacciono molto i ...continua

    La maggior parte delle persone non ama i racconti perché non c'è tempo, non c'è abbastanza spazio per potersi affezionare ai personaggi. Io, anche in questo, sono una pecora nera. Mi piacciono molto i racconti, trovo che alcune storie, se raccontate come romanzo, stuferebbero, deluderebbero lascerebbero l'amaro in bocca. E poi di solito leggo i racconti quando è un periodo molto intenso in cui il tempo per leggere è molto molto risicato, oppure quando ho un po' di cose per la testa e quindi riesco a rimanere concentrata solo per poche pagine.

    Burner children of America è una raccolta di racconti di scrittori contemporanei americani che racconta la società odierna.
    Punti di vista differenti, stili narrativi variegati e messaggi trasmessi sotto forma di pugni in faccia e allo stomaco.
    Ogni storia lascia un taglio, un livido più o meno grosso e visibile che lascia una cicatrice a monito di ogni lettura.
    Confesso che quando ho chiuso il libro ero davvero stremata, nel mio animo si agitavano tante emozioni e la mia testa era piena di nuove riflessioni.

    Quello che voglio dirvi, a conclusione di questo sproloquio, è che se non amate i racconti e non provate nemmeno a dare una possibilità a questa raccolta, vi perdete davvero una lettura meravigliosa e amara.

    ha scritto il 

  • 4

    Antologia fondamentale

    In questa raccolta ci sono dei gioielli: i racconti di Eggers, di Klam, di David Foster Wallace sono imperdibili, ma a scrivere così si farebbe uno sgarbo a - praticamente - tutti gli altri lavori con ...continua

    In questa raccolta ci sono dei gioielli: i racconti di Eggers, di Klam, di David Foster Wallace sono imperdibili, ma a scrivere così si farebbe uno sgarbo a - praticamente - tutti gli altri lavori contenuti.

    ha scritto il