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Burning Chrome

By

Publisher: HarperCollins Publishers

4.0
(975)

Language:English | Number of Pages: 224 | Format: eBook | In other languages: (other languages) Spanish , French , Italian , Japanese , Dutch , Czech , Hungarian

Isbn-10: 0007378696 | Isbn-13: 9780007378692 | Publish date: 

Also available as: Paperback , Hardcover , Mass Market Paperback , School & Library Binding , Audio CD

Category: Computer & Technology , Fiction & Literature , Science Fiction & Fantasy

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Book Description

Ten brilliant, seminal, hard-edged, nerve-enhancing stories from the most influential science fiction writer of our time.

Ten brilliant, seminal, hard-edged, nerve-enhancing stories from the most influential science fiction writer of our time. Since they were first published in the 1980s, Gibson’s vision has become a touchstone – his lapidary prose seethes with buzz-phrases newly minted yet destined to be current well in to the future.

Lowlife characters, ghosts and hallucinations haunt the malls and plazas of an intensely realized holographic world, a name-brand society, with cloned Ninja bodyguards, retro fashions, stunning ideas.

Gibson in the year 2000 is the unchallenged guru, prophet and voice of the new cybernetic world order and virtual reality.

Sorting by
  • 2

    Il "particolare" confonde...

    Serie di racconti breve ambientate in un futuro quasi cyberpunk.
    Tecnicismi ostentati e descrizioni dettagliate ad alto contenuto di terminologie fantascientifiche servono a dare la dimensione della realtà in cui tutto si ambienta. Tuttavia l'effetto è quello di non capire spesso neanche la trama ...continue

    Serie di racconti breve ambientate in un futuro quasi cyberpunk. Tecnicismi ostentati e descrizioni dettagliate ad alto contenuto di terminologie fantascientifiche servono a dare la dimensione della realtà in cui tutto si ambienta. Tuttavia l'effetto è quello di non capire spesso neanche la trama e gli intrecci son difficili da metabolizzare. A parte un paio di racconti ("Johnny Mnemonic" e "La razza giusta") c'è poca sostanza a parer mio... Personalmente credo di non aver "capito" l'autore...

    said on 

  • 5

    William Gibson

    Col suo cyberpunk lirico e visionario, William Gibson proietta il lettore in un universo noir e disperato dove l’economia e la tecnologia si sono fuse in un solo gigantesco leviatano capace di infilarsi sotto pelle alla natura umana. Distopia del capitalismo, la raccolta descrive un mondo dominat ...continue

    Col suo cyberpunk lirico e visionario, William Gibson proietta il lettore in un universo noir e disperato dove l’economia e la tecnologia si sono fuse in un solo gigantesco leviatano capace di infilarsi sotto pelle alla natura umana. Distopia del capitalismo, la raccolta descrive un mondo dominato da una globalizzazione tecnocratica e biomedicale, abitata da fantasmi semiotici e pirati informatici. I protagonisti soli e senza speranza vivono isolati in città-ghetto clandestine, bassifondi di megalopoli tentacolari. Sono bari cinici e variopinti che affollano la metafora di un mondo post-industriale sovrappopolato e angosciante: il corpo incontra la macchina, il sistema nervoso dell’uomo entra in rete, la droga catalizza tutte le esperienze. E al cuore di questi racconti troviamo sempre la stessa preoccupazione ecologista affiancata alla disillusione nei confronti del nostro sistema economico-sociale. Si rileva un certo calo di tensione nei brani scritti a 4 mani (con Bruce Sterling, John Shirley e Michael Swanwick), mentre gli altri raggiungono vertiginose vette fantascientifiche. I film Johnny Mnemonic e New Rose Hotel sono tratti da questa raccolta.

    said on 

  • 2

    La notte che bruciammo Chrome

    <La notte che bruciammo Chrome>
    di William Gibson (1986)


    Quando iniziai a leggere per la prima volta questa raccolta di racconti francamente non sapevo cosa aspettarmi, data l’ambiguità narrativa dell’autore. Lasciando stare i primi due racconti (<Johnny Mnemonico> e <La not ...continue

    <La notte che bruciammo Chrome> di William Gibson (1986)

    Quando iniziai a leggere per la prima volta questa raccolta di racconti francamente non sapevo cosa aspettarmi, data l’ambiguità narrativa dell’autore. Lasciando stare i primi due racconti (<Johnny Mnemonico> e <La notte che bruciammo Chrome>), due opere degne di nota, il resto della raccolta è stata un po’ una mezza delusione. Tenente conto che io raramente mi dimentico dei libri che leggo o dei film che guardo, tuttavia, a parte i due racconti che ho già citato, più altri due (<Stella rossa, Orbita d’inverno> e <Duello>), se mi dovessero chiedere di raccontare la trama delle rimanenti storie, non saprei nemmeno da dove cominciare. Evidentemente, nonostante io sia un fan del genere cyberpunk, non mi sono lasciato prendere dalle vicende narrate. Però, se dovessi rispondere alla domanda “Quale racconto ti è piaciuto di più?”, direi sicuramente l’ultimo, <Duello>. <Duello> è forse l’unico di tutti i racconti che mi ha veramente preso. Anche il suo stile, uno stile anfetaminico che fa innervosire il lettore fin dalle prime battute, privo di descrizioni dettagliate (come se una telecamera inquadri gli oggetti per pochi istanti in tutta la loro interezza, per poi passare al fotogramma successivo) e con discorsi diretti ridotti al minimo (quasi a rispecchiare la velocità dell’Informazione, la sua impossibilità di perdere tempo). Uno stile che calza a pennello con gli argomenti trattati: battaglie aeree virtuali inserite in un contesto in cui sono le scommesse clandestine e la droga a regnare. Non c’è spazio per l’amore in questo racconto: ognuno è un cane sciolto che pensa solo ed esclusivamente alla propria sopravvivenza, alla propria carriera, alla propria reputazione, utilizzando qualsiasi mezzo disponibile (droghe, corruzione, tradimento, etc…) per rendere possibile la propria autoaffermazione. I personaggi sono monadi accomunati da una condizione esistenziale che si ritrova spesso in molti racconti e romanzi di Philip K. Dick: l’eterna solitudine dell’individuo.

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  • 5

    il Manifesto di un sistemista

    L'ho cercato insistentemente per 3 mesi, scovando l'ultima edizione italiana in un negozio online dell'usato, pagato 40 euro (il libro più caro che abbia mai comprato) ha ripagato le fatiche e i denari regalandomi una finestra sul mondo di cui mi sono innamorato e ha sempre saputo esistere dentr ...continue

    L'ho cercato insistentemente per 3 mesi, scovando l'ultima edizione italiana in un negozio online dell'usato, pagato 40 euro (il libro più caro che abbia mai comprato) ha ripagato le fatiche e i denari regalandomi una finestra sul mondo di cui mi sono innamorato e ha sempre saputo esistere dentro di me. Questi racconti immersi in kilobyte di circuiti freddi e caldi al tempo stesso come una scossa che emette luce agghiacciante, blu terso ma che se ti sfiora ti brucia in un secondo senza darti il tempo di renderti conto che sei un ologramma proiettato su vite diverse.

    said on 

  • 4

    Curioso, va a finire che i racconti che m'han preso di più sono i meno cyberpunk e sponsorizzati del lotto.


    "Hinterlands" clamoroso, uno dei migliori racconti di fantascienza che abbia mai letto e senza alcun dubbio il più inquietante. E così "Red Star, Winter Orbit", scritto con Sterling: ...continue

    Curioso, va a finire che i racconti che m'han preso di più sono i meno cyberpunk e sponsorizzati del lotto.

    "Hinterlands" clamoroso, uno dei migliori racconti di fantascienza che abbia mai letto e senza alcun dubbio il più inquietante. E così "Red Star, Winter Orbit", scritto con Sterling: nessun outcast, nessuna ambientazione bladerunneriana/bassofondo/biotech, semplicemente i canoni della fantascienza da "era spaziale" ripresi con fedeltà e magistralmente ribaltati.

    I celebratissimi "Johnny Mnemonic" e "Burning Chrome" - di contro - risultano oggi un po' datati. Setting fenomenale, certo, ma ormai non stupisce più. Sorprende al limite la capacità predittiva (sono testi degli anni ottanta), ma non è abbastanza per far brillare trame e costruzioni narrative di per sé non eclatanti.

    Più riuscita, anche se forse meno ambiziosa, "The Winter Market", e senz'altro evocativa pur nella sua semplicità anche la quasi-steampunk "The Gernsback Continuum". In ogni caso, una raccolta meritevolissima.

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