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Buskashì

Viaggio dentro la guerra

Di

Editore: Feltrinelli

4.1
(1223)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 178 | Formato: Altri

Isbn-10: 8807170698 | Isbn-13: 9788807170690 | Data di pubblicazione:  | Edizione 7

Disponibile anche come: Paperback , Copertina rigida

Genere: History , Political , Travel

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Descrizione del libro
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  • 4

    Il racconto della guerra fatto da chi la guerra l'ha vissuta e la vive dalla parte delle vittime, di chi non decide di farla, bensì la subisce e ne paga le conseguenze, è qualcosa che oltre a commuov ...continua

    Il racconto della guerra fatto da chi la guerra l'ha vissuta e la vive dalla parte delle vittime, di chi non decide di farla, bensì la subisce e ne paga le conseguenze, è qualcosa che oltre a commuovere fa anche molto riflettere. E fa crescere in maniera smisurata la stima e il rispetto per chi ha scelto di fare della sua vita un dono per gli altri, anziché mettersi semplicemente su un piedistallo a predicare...
    Mai retorico, questo libro non ci mostra eroi senza paura, ma persone che con la paura e il dolore convivono ogni giorno, e ogni giorno mettono in discussione se stessi per amore degli altri. Da leggere.

    ha scritto il 

  • 5

    L'altra faccia della medaglia

    Questo libro rappresenta un presa di coscienza pagine dopo pagina. Una lezione sul mondo, sulla guerra, sul terrorismo, su quella parte del mondo che prima dell'11 settembre 2001 era stata ignorata e ...continua

    Questo libro rappresenta un presa di coscienza pagine dopo pagina. Una lezione sul mondo, sulla guerra, sul terrorismo, su quella parte del mondo che prima dell'11 settembre 2001 era stata ignorata e che abbiamo imparato a conoscere solo dal punto di vista dell'occidente. Gino Strada descrive la guerra in tutto il suo orrore, ci insegna che non esistono guerre "buone" o "giuste", ci insegna ad assumere un atteggiamento critico nei confronti di chi fa la guerra proclamandosi salvatore del mondo, esportatore di democrazia e garante dei diritti umani. La guerra, infatti, è la più grande violazione dei diritti umani, primo fra tutti il diritto alla vita. Le vicende dell'ospedale di Kabul gestito da Emergency, il lavoro dello staff medico con i prigionieri, ce lo dimostrano. Non a caso Gino Strada ha inserito in appendice al suo libro il testo integrale della "Dichiarazione Universale dei Diritti dell'Uomo". Nonostante l'importanza del tema trattato, la narrazione non è per nulla pesante. È emozionante in ogni sua parte. Minuziosa cura dei dettagli, quasi sembra di essere lì presenti. Alla fine del libro non si è più la stessa persona della prima pagina e si guarderà il mondo con occhi diversi. Consigliata, e vorrei dire quasi obbligatoria (almeno una volta nella vita) la lettura.

    ha scritto il 

  • 3

    Un'altra storia

    Un'altra storia è proprio quella che racconta Strada in questo libro, una storia che ai Tg non è riportata, che sui libri di storia non è scritta. La storia di chi subisce da anni i soprusi dei potent ...continua

    Un'altra storia è proprio quella che racconta Strada in questo libro, una storia che ai Tg non è riportata, che sui libri di storia non è scritta. La storia di chi subisce da anni i soprusi dei potenti, di quelle terre ormai teatro di conquiste da decenni, contese come una carcassa nel gioco del "buskashì". Il filo storico-politico, che è nascosto dalle pagine del libro ha del grottesco/complottistico, ma è un filo che parte da pagine di storia ben più remote e che vede la guerra come fonte di danaro e come soluzione alla crisi economica. A farne le spese sono sempre i più deboli. Certo Busakshi rispetto a Pappagalli Verdi è forse più macchinoso da leggere, ma altrettanto formativo e illuminante, un report dall'altro lato della barricata. Bello nelle ultime pagine il parallelismo sui diversi tipi di terrorismo, perchè il relativismo è il modo migliore per rileggere la storia.

    ha scritto il 

  • 4

    Dell'altra gente è possibile

    Ne avevo sempre rimandato la lettura, ben sapendo che non era 'un pranzo di gala'. E in effetti l'orrore della guerra, di chi la fa e cadi chi la riceve, è il framework sul quale è costruito l'episodi ...continua

    Ne avevo sempre rimandato la lettura, ben sapendo che non era 'un pranzo di gala'. E in effetti l'orrore della guerra, di chi la fa e cadi chi la riceve, è il framework sul quale è costruito l'episodio di un viaggio avventuroso. Un viaggio proprio mentre tutti gli organismi governativi abbandonavano il nuovo luogo mondiale del male, deputato dagli sceriffi americani, che ne hanno permesso prima lo sviluppo, addestrando migliaia di terroristi e poi bombardandolo con un quantitativo tale di di esplosivo da far impalliodire statistiche sulla guerra del Vietnam e Corea insieme. . Ma un libro che racconta anche di gente fantastica, di posti stupendi, di medici che invece di sposare una vita dedita al profitto la dedicano all'attenzione verso le sofferenze altrui. Ma non in nome della pura e mera carità, ma come canalizzazione di una rabbia verso l'ingiusto, per disarticolare il disegno della finanza capitalista che sposta tutti gli equilibri in nome di quel 10% che governa il mondo. Altra gente, lontana googolplex da quelli che gli schermi TV mostrano con più alta frequenza. Libro da leggere, ben scritto, molto documentaristico e politico, scritto con un amore per il giusto. Grazie a Gino Strada di aver posto in appendice quella Carta dei Diritti Universali dell'Uomo, per ricordarci come sia lontanissima la sua applicazione da parte dei governi.
    Gino Strada, a lui il premio Nobel della Pace attribuito da noi umani.

    ha scritto il 

  • 4

    Pappagalli verdi è notevolmente superiore, ma non si può non apprezzare il libro per la geniale idea di inserire nel finale la Dichiarazione universale dei diritti umani. E poi la frase "Sarò sempre c ...continua

    Pappagalli verdi è notevolmente superiore, ma non si può non apprezzare il libro per la geniale idea di inserire nel finale la Dichiarazione universale dei diritti umani. E poi la frase "Sarò sempre contro la guerra, perché non sarei capace di vivere pensando a te in mezzo all'orrore" che Gino dedica alla figlia Cecilia, almeno per me, rappresenta una delle più belle dichiarazioni di sempre.

    ha scritto il 

  • 5

    Un libro che avrei letto in due ore, ne sono servite molte di più, giorni, l'argomento è talmente toccante e straziante che ho dovuto prenderlo a piccole dosi. Stessa storia per "Pappagalli verdi", se ...continua

    Un libro che avrei letto in due ore, ne sono servite molte di più, giorni, l'argomento è talmente toccante e straziante che ho dovuto prenderlo a piccole dosi. Stessa storia per "Pappagalli verdi", sempre del grande Gino Strada.

    ha scritto il 

  • 5

    Le mie Cecilia

    Adesso ce li ho anche io quei libri con le pagine ingiallite, profumate di polvere, che mi affascinavano tanto da bambina. Solo che non riposano negli scaffali della libreria di casa, viaggiano con me ...continua

    Adesso ce li ho anche io quei libri con le pagine ingiallite, profumate di polvere, che mi affascinavano tanto da bambina. Solo che non riposano negli scaffali della libreria di casa, viaggiano con me, sempre persi in qualche valigia, sempre pronti ad essere ritrovati, sempre pronti a riaffiorare in qualche angolo della memoria.
    Come questo indimenticabile viaggio in un Afghanistan sconvolto e sconvolgente, in un'umanità che lotta per non essere negata, in molte vite che non chiedono che d'essere amate.
    Questo è stato un libro da studiare, da imparare a memoria, fino all'ultima parola. Fino a quella indimenticabile "lettera a Cecilia"...fino a leggere come per incanto quella risposta a tanti miei perché "Sarò sempre contro la guerra perché non sarei capace di vivere pensando a te in mezzo all'orrore. Ti voglio bene".

    ha scritto il 

  • 4

    Questo libro andrebbe letto per due ragioni fondamentali.
    La prima: perchè per leggerlo bisogna acquistarlo, e quindi, sostenere la causa. Che non è cosa da poco.
    La seconda: è un libro che, oltre ad ...continua

    Questo libro andrebbe letto per due ragioni fondamentali.
    La prima: perchè per leggerlo bisogna acquistarlo, e quindi, sostenere la causa. Che non è cosa da poco.
    La seconda: è un libro che, oltre ad essere di facile lettura, è pieno di rocambolesche avventure, viaggi, montagne e freddo, odori, sapori, costumi, amore, determinazione, guerra, dolore, paura, speranza e molto altro ancora.
    Ultima parte, ma non meno importante, è la "Dichiarazione universale dei diritti umani".
    Chiaro esempio che tra il dire e il fare c'è di mezzo sempre un mare.

    ha scritto il 

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