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Buskashì

Viaggio dentro la guerra

Di

Editore: Feltrinelli

4.1
(1182)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 178 | Formato: Altri

Isbn-10: 8807170698 | Isbn-13: 9788807170690 | Data di pubblicazione:  | Edizione 7

Disponibile anche come: Paperback , Copertina rigida

Genere: History , Non-fiction , Travel

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Descrizione del libro
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  • 4

    Dell'altra gente è possibile

    Ne avevo sempre rimandato la lettura, ben sapendo che non era 'un pranzo di gala'. E in effetti l'orrore della guerra, di chi la fa e cadi chi la riceve, è il framework sul quale è costruito ...continua

    Ne avevo sempre rimandato la lettura, ben sapendo che non era 'un pranzo di gala'. E in effetti l'orrore della guerra, di chi la fa e cadi chi la riceve, è il framework sul quale è costruito l'episodio di un viaggio avventuroso. Un viaggio proprio mentre tutti gli organismi governativi abbandonavano il nuovo luogo mondiale del male, deputato dagli sceriffi americani, che ne hanno permesso prima lo sviluppo, addestrando migliaia di terroristi e poi bombardandolo con un quantitativo tale di di esplosivo da far impalliodire statistiche sulla guerra del Vietnam e Corea insieme. . Ma un libro che racconta anche di gente fantastica, di posti stupendi, di medici che invece di sposare una vita dedita al profitto la dedicano all'attenzione verso le sofferenze altrui. Ma non in nome della pura e mera carità, ma come canalizzazione di una rabbia verso l'ingiusto, per disarticolare il disegno della finanza capitalista che sposta tutti gli equilibri in nome di quel 10% che governa il mondo. Altra gente, lontana googolplex da quelli che gli schermi TV mostrano con più alta frequenza. Libro da leggere, ben scritto, molto documentaristico e politico, scritto con un amore per il giusto. Grazie a Gino Strada di aver posto in appendice quella Carta dei Diritti Universali dell'Uomo, per ricordarci come sia lontanissima la sua applicazione da parte dei governi. Gino Strada, a lui il premio Nobel della Pace attribuito da noi umani.

    ha scritto il 

  • 4

    Pappagalli verdi è notevolmente superiore, ma non si può non apprezzare il libro per la geniale idea di inserire nel finale la Dichiarazione universale dei diritti umani. E poi la frase "Sarò ...continua

    Pappagalli verdi è notevolmente superiore, ma non si può non apprezzare il libro per la geniale idea di inserire nel finale la Dichiarazione universale dei diritti umani. E poi la frase "Sarò sempre contro la guerra, perché non sarei capace di vivere pensando a te in mezzo all'orrore" che Gino dedica alla figlia Cecilia, almeno per me, rappresenta una delle più belle dichiarazioni di sempre.

    ha scritto il 

  • 5

    Un libro che avrei letto in due ore, ne sono servite molte di più, giorni, l'argomento è talmente toccante e straziante che ho dovuto prenderlo a piccole dosi. Stessa storia per "Pappagalli verdi", ...continua

    Un libro che avrei letto in due ore, ne sono servite molte di più, giorni, l'argomento è talmente toccante e straziante che ho dovuto prenderlo a piccole dosi. Stessa storia per "Pappagalli verdi", sempre del grande Gino Strada.

    ha scritto il 

  • 5

    Le mie Cecilia

    Adesso ce li ho anche io quei libri con le pagine ingiallite, profumate di polvere, che mi affascinavano tanto da bambina. Solo che non riposano negli scaffali della libreria di casa, viaggiano con ...continua

    Adesso ce li ho anche io quei libri con le pagine ingiallite, profumate di polvere, che mi affascinavano tanto da bambina. Solo che non riposano negli scaffali della libreria di casa, viaggiano con me, sempre persi in qualche valigia, sempre pronti ad essere ritrovati, sempre pronti a riaffiorare in qualche angolo della memoria. Come questo indimenticabile viaggio in un Afghanistan sconvolto e sconvolgente, in un'umanità che lotta per non essere negata, in molte vite che non chiedono che d'essere amate. Questo è stato un libro da studiare, da imparare a memoria, fino all'ultima parola. Fino a quella indimenticabile "lettera a Cecilia"...fino a leggere come per incanto quella risposta a tanti miei perché "Sarò sempre contro la guerra perché non sarei capace di vivere pensando a te in mezzo all'orrore. Ti voglio bene".

    ha scritto il 

  • 4

    Questo libro andrebbe letto per due ragioni fondamentali. La prima: perchè per leggerlo bisogna acquistarlo, e quindi, sostenere la causa. Che non è cosa da poco. La seconda: è un libro che, ...continua

    Questo libro andrebbe letto per due ragioni fondamentali. La prima: perchè per leggerlo bisogna acquistarlo, e quindi, sostenere la causa. Che non è cosa da poco. La seconda: è un libro che, oltre ad essere di facile lettura, è pieno di rocambolesche avventure, viaggi, montagne e freddo, odori, sapori, costumi, amore, determinazione, guerra, dolore, paura, speranza e molto altro ancora. Ultima parte, ma non meno importante, è la "Dichiarazione universale dei diritti umani". Chiaro esempio che tra il dire e il fare c'è di mezzo sempre un mare.

    ha scritto il 

  • 5

    Un libro per la pace e la speranza

    Gino Strada mi ha portato con questo libro dentro la guerra e le atrocità compiute in Afghanistan, ma ne sono uscito pieno di speranza perchè persone come lui e i suoi collaboratori ci indicano ...continua

    Gino Strada mi ha portato con questo libro dentro la guerra e le atrocità compiute in Afghanistan, ma ne sono uscito pieno di speranza perchè persone come lui e i suoi collaboratori ci indicano continuamente la strada per un mondo migliore. Da leggere!

    ha scritto il 

  • 4

    Com'è brutto il mondo...anzi come sono brutti gli esseri umani...e quante menzogne ci raccontano ogni giorno giornali e telegiornali...per aprire gli occhi su verità taciute e per scoprire ke ogni ...continua

    Com'è brutto il mondo...anzi come sono brutti gli esseri umani...e quante menzogne ci raccontano ogni giorno giornali e telegiornali...per aprire gli occhi su verità taciute e per scoprire ke ogni tanto la natura partorisce anke uomini come Gino Strada! Grande!

    ha scritto il 

  • 4

    Per immaginarsi "la guerra"

    Frutto dell'esperienza di Strada (credo quando era ancora delegato della Croce Rossa) questo libro aiuta a realizzare nella nostra mente una visione realistica (e disgustosa) della guerra e delle sue ...continua

    Frutto dell'esperienza di Strada (credo quando era ancora delegato della Croce Rossa) questo libro aiuta a realizzare nella nostra mente una visione realistica (e disgustosa) della guerra e delle sue conseguenze

    ha scritto il 

  • 4

    Quel che resta quando tutti se ne vanno

    A lui ed a tutti quelli che hanno l’onore e il coraggio di lavorare o collaborare con lui non interessa che le cure siano prestate in favore di un civile, piuttosto che di un talebano, e neppure di ...continua

    A lui ed a tutti quelli che hanno l’onore e il coraggio di lavorare o collaborare con lui non interessa che le cure siano prestate in favore di un civile, piuttosto che di un talebano, e neppure di un terrorista o di un mujaheddin. Quel che da sempre i sostenitori di Emergency si propongono è di guardare alla persona, all’uomo, qualunque sia non solo il suo sesso, la sua età, la sua razza, ma anche e soprattutto, il suo colore politico. Per questo “quelli di Emergency” risultano così scomodi, per questo alle volte riscuotono così poca simpatia, per questo, in un momento tra i più drammatici a livello mondiale, in cui tutti si preparano ad evacuare, Emergency è l’unica organizzazione che si presta a percorrere la strada in senso inverso. Andando contro tutti e contro tutto Gino e i suoi (ce ne fossero come la splendida Kate!) decidono che la loro presenza sul territorio afghano è indispensabile e che il loro ingesso a Kabul per la riapertura di quell’ospedale che gli appartiene è un imperativo categorico. A costo di fare il viaggio a piedi. A costo di entrare nel paese senza nessun tipo di appoggio politico, finanche da clandestini. In fondo, si tratta solo di rischiare, ancora una volta, la propria vita, il proprio tutto. Il fatto è che loro lo sanno: non ci sono alternative, perché miserie e lutti quotidiani sono una routine per l’Afghanistan, la sua popolazione convive con questa realtà da sempre, non solo dopo l’11 settembre. È solo ancor di più che, dopo l’11 settembre, di fronte all’imminenza di un attacco militare all’Afghanistan che tutti si attendono, a Kabul c’è bisogno di loro. Come, d’altronde, ci sarebbe bisogno dell’Organizzazione Mondiale della Sanità, del Fondo delle Nazioni Unite per l’Infanzia, dell’Unicef, del Comitato Internazionale della Croce Rossa e di tutte quelle numerose altre organizzazioni umanitarie che proprio in prossimità dello scoppio dell’ennesima guerra hanno straordinariamente deciso che la strategia migliore per attuare i propri scopi umanitari è… lasciare il territorio e salvare la propria pellaccia! È lì che Gino fa la differenza: quando la risposta generale è la fuga e l’abbandono delle popolazioni, lui si appresta a presidiare con ancora più fermezza quei luoghi di dolore e di devastazione umana. E c’è ancora qualcuno che parla di guerra umanitaria! Quella combattuta per scopi tutt’altro che nobili e con finalità lontane da quelle dichiarate. Quella in cui a morire sono per lo più i civili, i deboli, i poveri, le donne e i bambini. Quella durante la quale curare i feriti non è un dovere del medico ma un’opportunità offerta in base alla legge del più forte e quello di essere curati non è più un diritto di tutti ma un privilegio di pochi, spesso legato a fattori del tutto aleatori, alla sola fortuna a volte. Ancora una volta, con questo libro Gino ci prende per mano e ci accompagna in questo viaggio atroce che è solo un piccolo frammento della sua esperienza diretta, e ci consegna, con la sua penna lucida e con il suo personale tono razionalmente sentimentale, le immagini vivide, i ricordi strazianti e le dolorose amarezze che continuamente scaturiscono dagli scenari cui ha deciso coraggiosamente di dedicare la sua vita.

    ha scritto il 

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