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Buzz marketing nei social media

Come scatenare il passaparola on-line

Di ,,,

Editore: Fausto Lupetti Editore

3.4
(64)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 136 | Formato: Paperback

Isbn-10: 8895962370 | Isbn-13: 9788895962375 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Genere: Business & Economics , Computer & Technology , Textbook

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Descrizione del libro
Social Network e community, tutti ne parlano e tutti vorrebbero utilizzarle come strumento per forme innovative di comunicazione e marketing. Sono la nuova forma di comunicazione interattiva per la creazione di valore, una nuova frontiera.
Ma qual è il segreto del successo? Come si possono pianificare attività in modo strutturato e misurabile? Quale migliore strategia per generare buzz e passaparola? Cosa rende davvero un contenuto virale?

Quattro professionisti del digital marketing spiegano, raccontando case history reali, quali siano alcuni dei segreti del mondo che ruota attorno al web 2.0.

Un terreno in parte ancora inesplorato ma con enormi potenzialità di sviluppo perchè tutto fa credere che il valore attivo maggiore sarà sempre più nella condivisione, nella conversazione tra brand e potenziali consumatori, nell’interpretazione dei feedback e delle emozioni.
Il testo espone alcune delle strategie di maggiore successo grazie alle quali aziende hanno operato e operano in un contesto dove le persone commentano, descrivono, scambiano idee e contenuti, discutono, si confrontano su forum, blog e social media.

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  • 4

    Appunti di una novizia del social media marketing

    Nato dall’esperienza di PromoDigital il libro è una summa, ma anche un work-in-progress perché non si smette mai di imparare e sperimentare, su questa nuovissima forma di marketing che coinvolge attraverso il passaparola i social network, seguendo le ragioni dell’etica con quelle del business. ...continua

    Nato dall’esperienza di PromoDigital il libro è una summa, ma anche un work-in-progress perché non si smette mai di imparare e sperimentare, su questa nuovissima forma di marketing che coinvolge attraverso il passaparola i social network, seguendo le ragioni dell’etica con quelle del business.
    Oggi tutti parlano di social media marketing o anche marketing 2.0; è una moda come ce ne sono state altre prima (prima la new economy, poi il SEO e il SEM): non voglio dire che sia una bolla di sapone, al contrario, è quanto di più concreto e tangibile stia avvenendo sul web, però non tutti quelli che si riempiono la bocca lo fanno con cognizione di causa. I blog e i social network (specialmente Twitter e il bestione Facebook) sembrano la miniera d’oro sulla quale tutti vorrebbero puntare… ma chi primo arriva, meglio alloggia. E da queste parti gli autori del libro sono stati gli apripista sin da tempi un po’ meno sospetti: hanno captato le potenzialità di business, inventato un metodo (ispirandosi, com’è ovvio, a società statunitensi) e aperto il mercato. Ora possono vantare l’esperienza di cui le grandi aziende hanno bisogno per fidarsi di un investimento pubblicitario. Certo, il discorso del “meglio alloggia” non può significare (come diceva il caro “vecchio” Steve Jobs: “Don’t settle!“) che ci si possa fermare: l’innovazione e l’aggiornamento devono essere costanti perché i social media stessi, che sono il territorio di lavoro, sono estremamente cangianti, mobili, in continua evoluzione.
    Ora, dopo tutto questo preambolo userò due classifiche dal sapore vagamente hornbyano per raccontarvi cinque cose interessanti che ho scoperto leggendo questo libro e cinque motivi per cui dovreste leggerlo.
    Cinque cose interessanti che non sapevo (o che ho capito meglio grazie a questo libro):
    Qualità e quantità nel web 2.0: la prospettiva orizzontale rovescia la logica del broadcasting e ritorna al naturale passaparola comunitario. Perciò, per esempio, non contano solo i top blogger, ma anche quelli più piccoli che fanno parte della la lunga coda e che hanno una propria fedele community di follower. Creare conversazione significa creare interesse, facendo leva sull’effetto tam-tam piuttosto che sull’idea dei grossi numeri: meglio quindi coinvolgere poche decine di persone che si sentano promotrici di un brand che migliaia di persone colpite dal famoso ago ipodermico.
    L’etica del WOMM in pratica: visitando il sito dell’associazione per il word-of-mouth marketing (WOMMA, appunto) troverete una serie di principi etici del marketing basato sul passaparola. Nel concreto, però, risulta difficile immaginare di poter veramente mettere d’accordo lo spirito anarchico e disinteressato delle reti sociali e l’esigenza degli obiettivi commerciali delle aziende. Inoltre un’azione di passaparola è apparentemente più aleatoria nei risultati, nel senso che si ha meno controllo dell’output. Attraverso alcune case history si può capire meglio cosa succede ai principi quando vengono applicati e come le aziende possano inserirsi nella conversazione online in modo etico e trasparente.
    Buzzabilità: alcuni prodotti, semplicemente, si prestano meglio. Questo dipende da una serie di fattori intrinseci, ma l’esperienza (seppur breve nel mio caso) mi insegna che c’è sempre un modo per destare interesse… e qui entra in gioco anche l’estro markettaro.
    Generazione Y: l’avevo incontra sui libri di sociologia, ma forse ero troppo acerba, forse troppo presa dallo studio per guardarci attraverso; finalmente sono consapevole della mia appartenenza alla categoria dei giovani tecnosessuali.
    Memetica. Nel periodo in cui è uscito questo libro, ma anche prima (intorno al 2007/2008) la blogosfera era piena di chiacchiere sui memi e sulla memetica. Ora grazie a Dario Caiazzo ho avuto una esaustiva ma sintetica spiegazione di cosa siano.
    Cinque motivi per leggere questo libro (e cinque categorie di persone che dovrebbero leggerlo):
    Per markettari old-school è l’opportunità di capire un altro paradigma. Il passaggio dalla logica verticale a quella orizzontale è un trauma che va allegramente superato, vedendo opportunità e rischi del porsi sullo stesso piano del proprio target.
    Per i blogger è un riconoscimento di potere. Noi blogger siamo i ragazzi della porta accanto, ma abbiamo in mano un megafono. Finalmente qualcuno si è accorto della nostra voce e ci sta offrendo una possibilità di guadagnare facendo quello che ci riesce meglio: dire la nostra opinione.
    Per chi investe in pubblicità è l’opportunità di capire come arrivare dritti al target. Con i media tradizionali si spara a pioggia un messaggio sperando di colpire nel mucchio persone interessate, con i social media il getto è apparentemente più ridotto, ma la direzione è quella giusta. Le persone che partecipano alla conversazione (e anche i lurker che si limitano a leggerla), lo fanno quasi certamente perché interessate al prodotto. Insomma: minor spesa, miglior resa.
    Per le aziende che non godono di una buona brand reputation online è l’occasione per capire come capovolgere il trend. Uno dei motti del WOMM è: i consumatori stanno già parlando, l’unica cosa che puoi fare è partecipare. In alcuni casi conversare è vitale, come quando gli utenti del web stanno già parlando male del brand: si può scegliere se lasciare che il buzz negativo cresca fino a danneggiare pesantemente l’immagine oppure se intervenire e sgonfiare il buzz negativo presentando il proprio punto di vista.
    Per gli scettici è l’occasione di scoprire un marketing dall’approccio etico che si basa sul coinvolgimento. Sarà la matrice religiosa della nostra cultura, ma si tende sempre a pensare che il marketing intacchi la genuinità delle opinioni. Niente di più sbagliato. Le opinioni sono preziose, anche le critiche se costruttive.

    http://www.cupofbrain.info

    ha scritto il 

  • 3

    Un punto di partenza

    Lettura non entusiasmante, mi aspettavo meno teoria e più pratica, qualche strategia concreta da applicare a piccoli Brand sarebbe stata ottimale. Nel complesso lo considero un interessante punto di partenza che permette di entrare nell'ottica dell Buzz/Viral marketing.

    ha scritto il 

  • 4

    Un discreto punto di partenza

    E' vero, sembra scritto in tutta fretta, è pieno di refusi e a volte si ripete, ma è una buona lettura per chi si vuole avvicinare al tema. Fornisce qualche link interessante per iniziare un approfondimento personale.

    ha scritto il 

  • 1

    Passate parola: fa cagare!

    Uno dei peggiori libri usciti in Italia sul tema, (il che è tutto dire), sciatto e irrispettoso dell'intelligenza del lettore. Quattro concetti buttati lì tanto per riempire il brodo. Infografica irritante e totalmente oziosa. Oggi su questo tema chiunque può davvero dire qualsiasi cosa. Brava Lu ...continua

    Uno dei peggiori libri usciti in Italia sul tema, (il che è tutto dire), sciatto e irrispettoso dell'intelligenza del lettore. Quattro concetti buttati lì tanto per riempire il brodo. Infografica irritante e totalmente oziosa. Oggi su questo tema chiunque può davvero dire qualsiasi cosa. Brava Lupetti, complimenti

    ha scritto il 

  • 4

    La frontiera della comunicazione interattiva per la creazione di valore

    Social Network e community: tutti ne parlano e tutti vorrebbero utilizzarle per forme innovative di marketing e comunicazione.
    I quattro autori, professionisti del digital marketing, spiegano - con linguaggio chiaro e esauriente, attraverso case history reali - quali siano alcuni dei segret ...continua

    Social Network e community: tutti ne parlano e tutti vorrebbero utilizzarle per forme innovative di marketing e comunicazione.
    I quattro autori, professionisti del digital marketing, spiegano - con linguaggio chiaro e esauriente, attraverso case history reali - quali siano alcuni dei segreti e le strategie di maggiore successo del mondo che ruota attorno al web 2.0.

    ha scritto il 

  • 5

    Testo interessante che finalmente unisce in modo chiaro e completo pratica e teoria!

    Lettura veloce, snella che presenta in modo sintetico ma esauriente gli elementi più importanti del Web 2.0.
    Spiega in modo chiaro il BuzzM e il WOMM riportando esempi concreti di esperienze vissute e di come poter operare oggi nel mercato.
    Lo consiglio vivamente.

    ha scritto il 

  • 2

    Peccato!

    Dà l'idea di un libro poco curato. Alcune tesi interessanti però soffre al contempo di difetti di gioventù (sembra una prima edizione fatta un pò in fretta) e di vecchiaia (alcune tesi e alcuni numeri sono già vecchi...).

    ha scritto il