C'è silenzio lassù

Di

Editore: Iperborea

3.8
(98)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 312 | Formato: Paperback | In altre lingue: (altre lingue) Olandese , Inglese , Francese , Spagnolo , Catalano , Chi semplificata , Tedesco

Isbn-10: 887091173X | Isbn-13: 9788870911732 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Traduttore: Elisabetta Svaluto Moreolo

Disponibile anche come: eBook

Genere: Narrativa & Letteratura , Gay & Lesbo , Rosa

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Descrizione del libro
Attraverso il minimalismo poetico di una prosa lenta e inesorabile, Gerbrand Bakker ci conduce, in punta di piedi, al cuore di una felicità minima. Un romanzo sulla possibilità o sull’impossibilità di prendere la vita tra le mani e cambiarla. Una storia dolce e suggestiva su un mondo che ancora resiste alla modernità.
Accolto dalla critica internazionale come un miracolo di understatement e di laconico umorismo, C’è silenzio lassù è un romanzo minimale che brucia lentamente: nei suoi campi umidi, nei suoi cieli tersi dove volano stormi di uccelli inquieti aleggiano echi delle strade riarse di Cormac McCarthy.
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  • 4

    C’È SILENZIO LASSÙ

    Helmer è un cinquantenne solitario. Morta la madre e il fratello gemello, reclude in una stanza l’odiato padre, ormai anziano e non più autosufficiente, mettendo in esecuzione una non violenta ma spie ...continua

    Helmer è un cinquantenne solitario. Morta la madre e il fratello gemello, reclude in una stanza l’odiato padre, ormai anziano e non più autosufficiente, mettendo in esecuzione una non violenta ma spietata forma di parricidio. Unici compagni sono i suoi animali, ai quali si aggiungono saltuariamente personaggi marginali: una curiosa vicina di casa e i suoi giovani figli, l’uomo del latte, il figlio dell’ex fidanzata del fratello defunto.
    Helmer vive nell’innaturale silenzio di una natura arcaica, rimuginando scomodi ricordi, isolato in una vecchia fattoria immobile nel tempo. “Potrebbe benissimo essere il 1967 o il 1930”. Appoggiato con la fronte sul fianco della mucca che sta mungendo, così riflette sulla sua esistenza senza scampo: “qui ci sarà sempre un carrello di mungitura che va avanti e indietro, e un letamaio che diventa ogni giorno più alto, finché non porto via il letame con la mia carriola traballante; qui non ci sarà mai una donna che traffica ogni giorno in cucina o che stende il bucato due o tre volte alla settimana sul filo teso sulla striscia d’erba accanto all’orto. Qui tutto è sicuro e protetto, la mia testa oscilla al ritmo del respiro delle vacche. Ma è anche vuoto”.
    La prosa di Bakker scorre piana e pigra, seguendo i ritmi di una natura antica e immutabile e la passiva ignavia del protagonista. Bellissimo romanzo, sconsigliabile alle persone inclini alla depressione.

    ha scritto il 

  • 4

    nórdica, fría, rural y varonil

    un granjero en la edad madura ve cambiar su día a día por la enfermedad de su padre, la venida de un joven a casa y otros elementos que le hacen rememorar su pasado. Conocemos así detalles de su vida ...continua

    un granjero en la edad madura ve cambiar su día a día por la enfermedad de su padre, la venida de un joven a casa y otros elementos que le hacen rememorar su pasado. Conocemos así detalles de su vida y la de su familia. Bien escrita, personajes bien definidos. Algún pasaje sorprendente.

    ha scritto il 

  • 4

    Pur nella sua lentezza, ti coinvolge la storia di Helmer, di quello che è, di quello che sarebbe potuto essere. Bellissimo, a mio avviso, il rapporto con il gemello che via via esce fuori dal racconto ...continua

    Pur nella sua lentezza, ti coinvolge la storia di Helmer, di quello che è, di quello che sarebbe potuto essere. Bellissimo, a mio avviso, il rapporto con il gemello che via via esce fuori dal racconto. Durissimo il suo atteggiamento col padre.
    Non so perché ma alla fine mi è rimasta addosso una sensazione di amarezza, di mancanza di speranza.
    Romanzo da leggere.

    ha scritto il 

  • 4

    Le brume del Nord

    Romanzo d'esordio, nel quale Bakker sceglie la narrazione in prima persona per raccontarci la storia di Helmer, contadino olandese che ha sacrificato sogni ed ambizioni per sottostare ai voleri di un ...continua

    Romanzo d'esordio, nel quale Bakker sceglie la narrazione in prima persona per raccontarci la storia di Helmer, contadino olandese che ha sacrificato sogni ed ambizioni per sottostare ai voleri di un padre-padrone del quale ora attende la morte per sentirsi finalmente sciolto dal vincolo dell'obbedienza.
    L'autore cerca di descriverci il protagonista nella maniera più verosimile possibile (magari "schiacciando" un po' troppo il racconto su di lui e non sviluppando pienamente gli altri personaggi), rifuggendo la scorciatoia del buonismo, senza doverlo rendere per forza simpatico. Helmer ci viene descritto a un punto della vita in cui è necessario cominciare a fare dei bilanci e frugando nelle tasche trova solo sabbia. Ha sempre abbassato la testa, accettando che il padre decidesse per lui senza provare a far valere il suo punto di vista. Se poi lo aveva un punto di vista.
    La sua figura sembra quella di un ignavo, uno per cui questo o quello è indifferente, che preferisce accettare piuttosto che discutere. Ha un rapporto conflittuale con il padre, che tratta male per l'indifferenza e l'anaffettività con cui è stato ripagato negli anni passati, ma nello stesso tempo lo compatisce. Il cambiamento sembra sempre rimandato, allo stato potenziale, immaginato ma mai realizzato completamente per colpa di qualche curva del destino che interviene a mutare il corso delle cose e che il protagonista si limita ad assecondare senza opporsi. I sogni e i desideri non sono sconosciuti ad Helmer, ma sembrano sentimenti tiepidi, come se le brume del Nord li filtrassero, impedendo alla passione di esplodere.
    Un romanzo di piccole cose, di sentimenti trattenuti, di occasioni perse, di rimpianti, di cambiamenti minimi, di decisioni lente, di sogni interrotti e di sogni che riaffiorano, fiammelle che si accendono e bruciano per poco tempo.
    Bakker sceglie una prosa lenta, senza strappi, che scorre piana, proponendosi volutamente di non graffiare troppo la superficie. Una scelta meditata, che restituisce al meglio lo "spazio" che vuole raccontare, intendendo con ciò sia l'ambiente, il paesaggio, che fa da sfondo alla storia, la distesa aperta della campagna olandese, sia lo spazio interiore della voce narrante, fatto di pause, silenzi, pensieri.
    P.S.: nella lettura del libro mi è sfuggita completamente la similitudine con McCarthy cui fa riferimento l'Editore nel commento.

    ha scritto il 

  • 4

    Un libro convincente. Vita di un contadino, il rapporto con gli animali e la natura. Stile essenziale, asciutto, senza troppi monologhi interiori.
    Impietoso nel raccontare il rapporto con il padre – a ...continua

    Un libro convincente. Vita di un contadino, il rapporto con gli animali e la natura. Stile essenziale, asciutto, senza troppi monologhi interiori.
    Impietoso nel raccontare il rapporto con il padre – anche cinico e questo disturba un po’, perché nella lettura abbiamo bisogno di consolazione, di personaggi buoni.
    Sicuramente un libro da leggere.
    Ha vinto il premio IMPAC 2010.

    ha scritto il 

  • 3

    Haig de confessar que m'hi he avorrit en excés. Tot i així, hi reconec bastants mèrits: el modelatge dels personatges, la descripció de l'ambient i el paisatge... El final no m'ha satisfet del tot. N ...continua

    Haig de confessar que m'hi he avorrit en excés. Tot i així, hi reconec bastants mèrits: el modelatge dels personatges, la descripció de l'ambient i el paisatge... El final no m'ha satisfet del tot. No ho sé, el trobo massa de color crema.

    ha scritto il 

  • 3

    impac-winner, summer-2010, published-2006, one-penny-wonder, dutch-root
    Read from July 01 to 05, 2010

    ** spoiler alert ** Translated from the Dutch by David Colmer.

    IMPAC winner 2010

    First line - I'v ...continua

    impac-winner, summer-2010, published-2006, one-penny-wonder, dutch-root
    Read from July 01 to 05, 2010

    ** spoiler alert ** Translated from the Dutch by David Colmer.

    IMPAC winner 2010

    First line - I've put Father upstairs.

    ha scritto il 

  • 4

    La vida en una granja holandesa pot ser molt avorrida. Però també pot ser un refugi quan en la teva vida mai has decidit què vols fer i algú ha decidit per tu. Això és el que li passa a Helmer que als ...continua

    La vida en una granja holandesa pot ser molt avorrida. Però també pot ser un refugi quan en la teva vida mai has decidit què vols fer i algú ha decidit per tu. Això és el que li passa a Helmer que als 55 anys ja es massa tard per canviar res. Voldria trencar amb el passat però el seu pare encara li impedeix i l'aparició de la Riet només servei per trasbalsar-lo encara més i desvetllar-li fantasmes del passat.
    Una novel·la intimista, pausada que tan aviat descriu amb detall la quotidianitat de la vida del granger, com detalla els sentiments mes profunds del protagonista.

    ha scritto il 

  • 2

    Una historia interesante aunque ahí se queda....

    Y es que al principio resulta interesante el planteamiento de la situación del protagonista, Helmer. Su presente en la granja, su pasado y su futuro plantean incógnitas interesantes. La relación de p ...continua

    Y es que al principio resulta interesante el planteamiento de la situación del protagonista, Helmer. Su presente en la granja, su pasado y su futuro plantean incógnitas interesantes. La relación de personajes que aparecen aportan interés al desarrollo de la trama y son decisivos en el devenir de la historia.

    Dicho lo anterior debo decir que el libro no me ha gustado por varias razones. La primera, porque el escritor parece querer hacernos entender que la vida de Helmer es muy monótona a base de repetirnos sus quehaceres diarios. Las vacas, las ovejas, los burros...una y otra vez leemos como las ordeña, las cuenta ó les dá de comer. Aburrido debe ser...desde luego...

    La segunda porque no he visto uns definición clara del cometido de ciertos personajes que acompañan a Helmer a lo largo de la historia. Todos ellos parecen ganar fuerza y protagonismo en la trama pero desaparecen ó se diluyen con la misma facilidad. No llegan a ser determinantes en la vida del personaje.

    En fin, una opinión es una opinión. La mía es que hubiera preferido dedicar mi tiempo a otra historia.

    ha scritto il 

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