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C'Est Egal

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3.7
(821)

Language:Français | Number of pages: 106 | Format: Paperback | En langues différentes: (langues différentes) Chi traditional , Italian , German , Spanish

Isbn-10: 2020787644 | Isbn-13: 9782020787642 | Publish date: 

Aussi disponible comme: Others

Category: Family, Sex & Relationships , Fiction & Literature , Mystery & Thrillers

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Description du livre
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  • 0

    Ho voluto provare anche con la Kristof, che avevo amato in La trilogia della città di K, ma smbra davvero che il racconto non faccia per me.
    Non so nemmeno dare un voto.
    Ammetto che alcuni mi hanno colpito, il mio preferito, mi ha inquietato, é Di una città.
    Ma la maggior parte mi lasciano incom ...continuer

    Ho voluto provare anche con la Kristof, che avevo amato in La trilogia della città di K, ma smbra davvero che il racconto non faccia per me. Non so nemmeno dare un voto. Ammetto che alcuni mi hanno colpito, il mio preferito, mi ha inquietato, é Di una città. Ma la maggior parte mi lasciano incompleta, o con un punto di domanda.

    dit le 

  • 3

    Interessante

    Interessante, ma quasi un esercizio di stile. La vendetta mette insieme una serie di racconti, alcuni probabilmente incompiuti, di Agota Kristof. Sono veloci, molti senza senso, alcune parti sembrano semplicemente l'inizio di una scena o di un racconto. È un libro in stile "Romanzi in tre righe" ...continuer

    Interessante, ma quasi un esercizio di stile. La vendetta mette insieme una serie di racconti, alcuni probabilmente incompiuti, di Agota Kristof. Sono veloci, molti senza senso, alcune parti sembrano semplicemente l'inizio di una scena o di un racconto. È un libro in stile "Romanzi in tre righe" di Feneon. Bello, ma non imperdibile.

    dit le 

  • 3

    Angosciante

    25 racconti brevissimi, quasi frammenti, che comunque colpiscono per l’angoscia e la brutalità che racchiudono in poche pagine. Non rimane nessuna speranza, nessuna possibilità di capire.


    E’ un libro sulla vendetta, che deriva dal senso di abbandono, dal non sentirsi accettati, come se dov ...continuer

    25 racconti brevissimi, quasi frammenti, che comunque colpiscono per l’angoscia e la brutalità che racchiudono in poche pagine. Non rimane nessuna speranza, nessuna possibilità di capire.

    E’ un libro sulla vendetta, che deriva dal senso di abbandono, dal non sentirsi accettati, come se dovessimo sempre espiare qualche peccato.

    “Credevi che bastasse tenere gli occhi aperti perché la morte non potesse colpirti. Li hai spalancati fino al limite delle tue forze, ma la notte è arrivata, ti ha preso tra le braccia.»

    Angosciante. Forse troppo?

    dit le 

  • 2

    I racconti più tristi che abbia mai letto. Ti lasciano addosso paura, angoscia e malinconia: un groviglio infeltrito di emozioni che non riesci ad affrontare, se non chiedendoti: "perché?". Una stella in più solo per "Numeri sbagliati".

    dit le 

  • 4

    Le parole tagliate con l'accetta, il dolore senza speranza che ingoia tutto, la vita che scorre nella sua crudezzae bellezza, i colori che riprendono i loro nomi, una biografia stretta in poche righe. Questi sono i racconti della immensa Agota Kristof. Sono di una bellezza indefinibile.

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  • 5

    La vendetta
    Adoro questa autrice. Le sue frasi nette, essenziali descrivono con grande esattezza le coscienze che vorrebbero emergere ma che restano incatenate nei corpi e nei luoghi . Le falsità , le necessità, i rancori, i ricordi sono lì ad aspettare per essere letti e ritrovati nelle nostr ...continuer

    La vendetta Adoro questa autrice. Le sue frasi nette, essenziali descrivono con grande esattezza le coscienze che vorrebbero emergere ma che restano incatenate nei corpi e nei luoghi . Le falsità , le necessità, i rancori, i ricordi sono lì ad aspettare per essere letti e ritrovati nelle nostre vite. Sono semplici racconti di due al massimo tre pagine. Che lasciano il segno. Cinque stelline ++++++++++

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  • 2

    Sebbene alcuni tra questi micro-racconti mi abbiano indubbiamente "colpita" (Numeri sbagliati, Il Prodotto, Penso, Mio padre... e quel piccolo gioiello d'inquietudine, fatto di niente, che è Di una città - copiato intero nelle note), proprio non riesco a rintrac ...continuer

    Sebbene alcuni tra questi micro-racconti mi abbiano indubbiamente "colpita" (Numeri sbagliati, Il Prodotto, Penso, Mio padre... e quel piccolo gioiello d'inquietudine, fatto di niente, che è Di una città - copiato intero nelle note), proprio non riesco a rintracciare un senso o un motivo sufficientemente plausibili o una scusa purchessia per tutto questo ossessivo, asfissiante, monotono compiacimento del male fine a sé stesso - qui ancora più distillato e, a mio avviso, sterile di quanto già non fosse nella "Trilogia". Per questo l'indignazione prevale di gran lunga sulla (pur parziale) ammirazione.

    dit le 

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