C'Est Egal

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3.7
(894)

Language: Français | Number of pages: 106 | Format: Paperback | En langues différentes: (langues différentes) Chi traditional , Italian , German , Spanish

Isbn-10: 2020787644 | Isbn-13: 9782020787642 | Publish date: 

Aussi disponible comme: Others

Category: Family, Sex & Relationships , Fiction & Literature , Mystery & Thrillers

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Description du livre
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  • 3

    A volte sono davvero troppo brevi per apprezzarli.

    - La scure (●●●)
    - Un treno per il Nord (●●●)
    - Casa mia (●●●●)
    - Il canale (●●)
    - Morte di un operaio (●●●)
    - Non mangio più (●)
    - I professori (●●) ...continuer

    A volte sono davvero troppo brevi per apprezzarli.

    - La scure (●●●)
    - Un treno per il Nord (●●●)
    - Casa mia (●●●●)
    - Il canale (●●)
    - Morte di un operaio (●●●)
    - Non mangio più (●)
    - I professori (●●)
    - Lo scrittore (●●)
    - Il bambino (●●)
    - La casa (●●)
    - Sorella Line, fratello Lanoé (●●)
    - Fa lo stesso (●●)
    - La cassetta delle lettere (●●●●)
    - Numeri sbagliati (●●●●)
    - La campagna (●●●)
    - Le strade (●●●●)
    - La grande ruota (●●●)
    - Il ladro di appartamenti (●●●)
    - La madre (●●●)
    - L'invito (●●●)
    - La vendetta (●●)
    - Di una città (●●)
    - Il Prodotto (●●●)
    - Penso (●●●●)
    - Mio padre (●●●●)

    dit le 

  • 4

    Difficile da giudicare: i racconti sono spesso brevissimi, storie appena abbozzate, surreali e crudeli. Ne esce fuori un libretto di "poesie in prosa", che a volte lasciano a bocca aperta, altre volte ...continuer

    Difficile da giudicare: i racconti sono spesso brevissimi, storie appena abbozzate, surreali e crudeli. Ne esce fuori un libretto di "poesie in prosa", che a volte lasciano a bocca aperta, altre volte lasciano un po' di senso di incompiuto. Ma ci sono un paio di perle ("La grande ruota" su tutte) che valgono il prezzo.
    Si tratta comunque di un'ottima lettura per brevi viaggi in metro!

    dit le 

  • 4

    Il mio volo pindarico

    Potrei far storcere il naso a qualcuno introducendo in questo mio commento una categoria di personaggi che appartengono al mondo di Harry Potter: i dissennatori.
    I dissennatori sono alcuni degli esser ...continuer

    Potrei far storcere il naso a qualcuno introducendo in questo mio commento una categoria di personaggi che appartengono al mondo di Harry Potter: i dissennatori.
    I dissennatori sono alcuni degli esseri di un mondo magico, quando arrivano la luce si abbassa, si sente freddo e sono in grado di assorbire tutta la tua felicità e la speranza fino a portarti alla pazzia o alla morte.

    Ecco i racconti della Kristof, sono scritti da chi ha avuto a che fare con i dissennatori. Non esiste mai la speranza, il sorriso, neanche la pace dopo la morte. Tutto è terribile e angosciante.
    Ho letti i racconti cercando di godermeli ma nello stesso tempo di distanziarmi da loro.Nella pratica psicoterapeutica insegnano che se lo psicologo empatizza profondamente con il paziente ma non è sostenuto e non è supervisionato (cioè seguito da un altro professionista) rischia di riviverne i drammi ad una profondità tale da essere scosso profondamente e di subirne poi le conseguenze.
    Altro volo pindarico per dire che non riesco più ad immergermi nei racconti della Kristof. Sono "oltre" quello che io sono in grado di reggere emotivamente. La scrittura è fredda, secca (forse perché scrive in francese che non è la sua lingua madre), dura, gli argomenti sono bui, i sipari onirici sono incubi.

    Il primo racconto, che inizia con una scura conficcata nella fronte del marito dell'Io narrante, quasi mi ha fatto ridere.
    Forse così va letta la Kristof, apprezzandola ma senza calarsi con lei nei gironi infernali del male e a piccole dosi.

    dit le 

  • 3

    Dopo la rivelazione con Trilogia della città di K. è arrivata una piccola delusione per le successive letture della Kristof e il sapore di già letto che lasciano

    dit le 

  • 5

    "Pessimismo e fastidio" d'autore.

    Pochi riescono a mettere su carta le inquietudini e le amarezze, la Kristof e' tra essi.

    "L'unica cosa che puo' far paura, che puo' fare male e' la vita, e quella la conosci gia'".

    dit le 

  • 1

    Personaggi senza identità, senza nessuna adesione al mondo in cui vivono, con una percezione distorta e allucinata che li induce a compiere gesti aberranti. Delitti poco esemplari, come quello del rag ...continuer

    Personaggi senza identità, senza nessuna adesione al mondo in cui vivono, con una percezione distorta e allucinata che li induce a compiere gesti aberranti. Delitti poco esemplari, come quello del ragazzo che uccide i professori più amati per salvarli dalla crudeltà dei compagni, o quello della moglie che uccide il marito per farlo smettere di russare. I gesti estremi vengono compiuti senza alcuna estetizzazione, solo con estraneità, con la consapevolezza, o forse l'intuizione che le menzogne non possono essere perdonate, che le soluzioni arrivano e arriveranno sempre tardi. Vite alla deriva che cercano ostinatamente di tornare a casa, di rivedere in faccia il proprio passato.
    Tra tutti i libri della Kristof che ho letto fin ora è quello che ho apprezzato di meno, perché non ha un filo logico, non c’è causalità, ogni azione si dispiega nel suo impeto, senza tante spiegazioni lasciate alla razionalità, ma forse, è proprio questo il punto chiave di questa raccolta di racconti, che però non ha colpito particolarmente il mio interesse.
    Quello che ho apprezzato di più, pur non ritenendolo un capolavoro, è il racconto omonimo che dà il titolo al libro.

    La vendetta

    «Si è voltato a destra, a sinistra, non vede nulla. Ha paura. Forse ha perfino pianto, non ne è sicuro perché la pioggia lo colpiva in viso.
    Sopra di lui, il cielo grigio; sotto, la cosa più vicina era il fango.
    Dice:
    – Perché te ne sei andata? Le tue mani di vetro sono trasparenti come l’acqua limpida dei ruscelli montani. Nei tuoi occhi leggo il silenzio, sul tuo viso il disgusto.
    L’indomani dice:
    – Il tuo viso è nero, piacere dal riso acuto, eppure vorrei raggiungere la montagna bianca, quella che cercano i viaggiatori sporgendosi dai finestrini di treni senza binari, senza speranza. Viaggiatori senza meta, che, giunto il momento, si appendono ai campanelli d’allarme. Si dondolano così, in compagnia di mio padre e, tra le ruote, i nostri figli mai nati piangono e gridano, e un milione di stelle indicano il cammino.
    Il terzo giorno dice:
    – Gli sconfitti hanno incassato i colpi senza restituirli. Ma sono diventati cattivi. A sera hanno attraversato il fiume, per aspettare l’ora dei conti dietro gli sbarramenti.
    Perfino gli innocenti furono abbattuti.
    L’ultimo giorno dice:
    – Non domandarmi, – i capelli al vento, – non domandarmi chi ha cominciato, non domandarmi chi ha finito. Tutto quello che so, è che c’è stato un primo colpo.
    – Ti vendicherò.
    Si è steso accanto a quello che era stato un corpo di donna, ha carezzato i capelli bagnati, o forse era soltanto erba.
    Allora cento uomini uscirono allo scoperto sul campo dilaniato dal fuoco e dissero:
    – Quando finiremo di piangere e di vendicare i nostri morti? Quando finiremo di uccidere e di piangere? Noi siamo i superstiti, i vili, incapaci di combattere, incapaci di uccidere. Vogliamo dimenticare, vogliamo vivere.
    L’uomo nel fango si è mosso, ha alzato l’arma e li ha abbattuti fino all’ultimo».

    dit le 

  • 3

    Raccolta di 25 racconti, in media di due, tre paginette, che vola via in due ore scarse. Inevitabilmente conciso, è un epigrammatico resoconto del male esistenziale, una fugace occhiata ai rimpianti d ...continuer

    Raccolta di 25 racconti, in media di due, tre paginette, che vola via in due ore scarse. Inevitabilmente conciso, è un epigrammatico resoconto del male esistenziale, una fugace occhiata ai rimpianti di una vita, una finestra spalancata sull'adamantino buio, non più luce, dell'animo umano. Alcuni racconti, "Il bambino" o " Sorella Line", sono nettamente fuori fuoco e si crogiolano nel loro pessimismo, ma vale la lettura già solo per "Le strade" e "La casa", il migliore tra tutti, nonché il più malinconico e poetico.

    dit le 

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