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C'era due volte il barone Lamberto

ovvero I misteri dell'isola di San Giulio

Di

Editore: Einaudi

4.2
(1131)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 180 | Formato: Tascabile economico | In altre lingue: (altre lingue) Spagnolo , Catalano , Inglese

Isbn-10: 8806115456 | Isbn-13: 9788806115456 | Data di pubblicazione: 

Disponibile anche come: Copertina rigida , Paperback , Altri , Copertina morbida e spillati

Genere: Children , Fiction & Literature , Humor

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Descrizione del libro
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  • 4

    «Credo che le fiabe, quelle vecchie e quelle nuove, possano contribuire a educare la mente.»
    —— Gianni Rodari

    Meravigliata sin da piccola dalle sue squisite filastrocche ho voluto "rispolverare" quest ...continua

    «Credo che le fiabe, quelle vecchie e quelle nuove, possano contribuire a educare la mente.»
    —— Gianni Rodari

    Meravigliata sin da piccola dalle sue squisite filastrocche ho voluto "rispolverare" questo suo racconto.
    In "C'era due volte il barone Lamberto", Gianni Rodari, insegnante elementare e poi giornalista e scrittore, fonde alla perfezione il fantastico con il tema delle parole e dell'importanza del linguaggio a livello pedagogico.
    Partendo da un'antica leggenda Egiziana dove "L'Uomo il cui nome viene pronunciato resta in vita", si snodano le mirabolanti avventure dell'eccentrico barone a cui il bizzarro maggiordomo Anselmo non fa che ricordare le sue ben ventiquattro malattie, e della sua stramba corte.
    Tra affascinanti misteri (il ringiovanirsi del protagonista) intrighi polizieschi e commoventi metafore (la rinascita di Lamberto), il lettore viene catturato dalla prima all'ultima pagina, per poi scoprire che c'è ancora una sorpresa in serbo lui.
    Rodari, lascia il finale "aperto", ora tutti i lettori possono sentirsi un po' autori e "completare" a proprio piacimento la storia, arricchendola, perchè no, di nuove avventure.
    Geniali i "postscritti" mini gioiellini incastonati in un'opera perfetta.
    Elegante, talentuoso e comico. Tornate a far studiare Rodari a scuola!

    ha scritto il 

  • 0

    ...e da piccola ripetevo: "Lamberto, lamberto, lamberto...."

    Ah beh...che dire? Insieme ad altre piccole perle questo libro ha accompagnato la mia infanzia. Rodari è uno di quegli scrittori che amo definire "dalla penna felice". Il suo è uno scrivere quasi gioi ...continua

    Ah beh...che dire? Insieme ad altre piccole perle questo libro ha accompagnato la mia infanzia. Rodari è uno di quegli scrittori che amo definire "dalla penna felice". Il suo è uno scrivere quasi gioioso, tranquillo, lineare semplice senza cadere nel banale. E' un bambino adulto dotato di grande espressività e immaginazione. Non troppo diverso dal mio amatissimo norvegiese Dahl.

    ha scritto il 

  • 4

    "Sempre pensare con la propria testa".

    Non c'è nulla che non mi piaccia di Rodari: la fantasia, le invenzioni linguistiche, l'umorismo sagace, le strategie narrative…
    E' un tipo di "letteratura per l' ...continua

    "Sempre pensare con la propria testa".

    Non c'è nulla che non mi piaccia di Rodari: la fantasia, le invenzioni linguistiche, l'umorismo sagace, le strategie narrative…
    E' un tipo di "letteratura per l'infanzia" che, secondo me, fa bene a tutti.
    Anche in questo caso il suo principio del "fare diverso", non funziona solo in rapporto alla fiaba, ma anche nell'uso del linguaggio, perché la parola, come c'insegna, contiene di per se stessa spunti creativi e fantasiosi; basta uscire dai binari dell'abitudine e dell'uso comune e le soluzioni inconsuete…sono lì.

    ha scritto il 

  • 2

    Ostinazione

    Mi ostino a leggere le "favole alternative" quando so benissimo che non mi fanno impazzire.
    Tutti gridano al capolavoro quando si parla di Rodari, beh, a me non piace, seppur possa apprezzarne alcune ...continua

    Mi ostino a leggere le "favole alternative" quando so benissimo che non mi fanno impazzire.
    Tutti gridano al capolavoro quando si parla di Rodari, beh, a me non piace, seppur possa apprezzarne alcune qualità e la vena ironico-grottesca.
    C'è chi sostiene che libri del genere si apprezzano anche da adulti, forse soprattutto da adulti, ma non è il mio caso, è un libro che non mi ha lasciato niente di niente e mi ha annoiata, sono solo felice della sua brevità.

    ha scritto il 

  • 5

    leggere e divertirsi

    ho letto questo libro più o meno 25 anni fa e anche l'altro giorno mi è ritornato in mente...questo significa certamente che non un libro tanto banale... è un libro per ragazzi ma lo consiglio vivamen ...continua

    ho letto questo libro più o meno 25 anni fa e anche l'altro giorno mi è ritornato in mente...questo significa certamente che non un libro tanto banale... è un libro per ragazzi ma lo consiglio vivamente a chiunque.. perchè ad ogni età si può leggere qualcosa di diverso nel suo significato

    ha scritto il 

  • 5

    "Non tutti saranno soddisfatti della conclusione della storia. Tra l'altro non si sa bene che fine farà Lamberto e cosa diventerà da grande. A questo, però, c'è rimedio. Ogni lettore scontento del fin ...continua

    "Non tutti saranno soddisfatti della conclusione della storia. Tra l'altro non si sa bene che fine farà Lamberto e cosa diventerà da grande. A questo, però, c'è rimedio. Ogni lettore scontento del finale può cambiarlo a suo piacere, aggiungendo al libro un capitolo o due. O anche tredici. Mai lasciarsi spaventare dalla parola".

    Gianni Rodari è sempre stato una grande fonte d'ispirazione. Aveva ragione: tutto è iniziato proprio così.

    ha scritto il 

  • 0

    ma il fastidio che dici di avere all'occhio
    esattamente com'è?

    ma sai, mi dice, quella pagina di hegel dove
    si parla di quella notte in cui tutte le vacche sono

    nere, hai presente?
    quindi, gli faccio ...continua

    ma il fastidio che dici di avere all'occhio
    esattamente com'è?

    ma sai, mi dice, quella pagina di hegel dove
    si parla di quella notte in cui tutte le vacche sono

    nere, hai presente?
    quindi, gli faccio

    e lui "ecco, io non le vedo nere".
    dunque, cerco di stringere e lui

    "non c'è un dunque, deficiente, altrimenti non
    starei qui a perdere tempo con te"

    allora l'ho mandato a cagare, e gli ho detto che
    la smettesse di rompere i coglioni e con stoccarda

    e con gli occhi e che io non le bevo più le sue
    fregnacce

    qui mi ha tirato delle madonne in tedesco ma io mi sono
    messo a canticchiare il rinaldo di haendel e ho vinto

    io
    deficiente, gli ho detto però, nel colmo della vittoria

    e lui zitto, conscio della mia superiorità impenetrabile
    come dice la cavarero di penelope, ma non starò qui a dare le

    coordinate che tanto
    [per il libro ringrazio la disponibilità di silvia]

    ha scritto il 

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