C'era una volta l'amore ma ho dovuto ammazzarlo

Di

Editore: Feltrinelli (Universale Economica; 2047)

3.6
(1882)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 173 | Formato: Paperback | In altre lingue: (altre lingue) Spagnolo

Isbn-10: 8807720477 | Isbn-13: 9788807720475 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Traduttore: Gina Maneri

Disponibile anche come: Tascabile economico , Copertina morbida e spillati , Altri

Genere: Famiglia, Sesso & Relazioni , Narrativa & Letteratura , Musica

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Descrizione del libro
Rep è una specie di eroe perseguitato dal destino, in fuga dalla realtà immobile di Cartagena. Vuole cominciare una nuova vita, non importa quale, ma intanto vuole dimenticare la ragazza che lo ha lasciato. Scappa per inconcludenti soggiorni nella metropoli, Bogotà, zigzagando fra le bombe degli attentati politici, le risse notturne, le sbornie e la noia.
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  • 3

    Carino...certo dai 30 anni in giu

    Non capisco perchè qualunque personaggio che abbia a che fare con una vita sregolata, alcool e problemi con le donne venga paragonato a Bukowski.
    In questo libro c'è molto di più che l'elenco di sborn ...continua

    Non capisco perchè qualunque personaggio che abbia a che fare con una vita sregolata, alcool e problemi con le donne venga paragonato a Bukowski.
    In questo libro c'è molto di più che l'elenco di sbornie o situazioni inverosimili, c'è l'amore che non vuole morire per punto preso, perchè non c'è niente di più grande di una grande passione (scusate il gioco di parole). La frustrazione del personaggio è trasmessa molto bene al lettore, si avverte è palpabile.
    Scorrevole, carino, forse fa solo tenerezza per chi ha superato lo shock del primo, grande e forse unico amore questo si, ma Bukowski non c'entra niente

    ha scritto il 

  • 3

    Testo brioso, schietto, aggressivo e brutale. Mi ha riportato indietro nel tempo, a canzoni di David Bowie e Lou Reed, per il miscuglio di sesso, droga e Rock'n roll. E' la rievocazione del mito ameri ...continua

    Testo brioso, schietto, aggressivo e brutale. Mi ha riportato indietro nel tempo, a canzoni di David Bowie e Lou Reed, per il miscuglio di sesso, droga e Rock'n roll. E' la rievocazione del mito americano e da un autore colombiano non me lo sarei mai aspettata. John Wayne, Marilin Monroe, Charlie Parker, Miles Davis, Jimi Hendrix e Michael Jackson accennando Woody Allen. La vicenda si svolge però tra Cartagena e Bogotà e gli USA conquistano anche questi posti, come il resto del mondo. Hanno esportato il loro rock, ci hanno colonizzati culturalmente col loro modo di pensare, con la loro lingua dalla grammatica semplicissima e dalla pronuncia impossibile, ci hanno ormai imposto i loro modelli finanche nel modo di divertirsi e di suonare … In parte, ma solo in parte, lo stesso Medina Reyes non si sottrae a questo gioco. Difficile negare sia nella tecnica narrativa che nei temi prescelti l'inevitabile influenza di Jack Kerouac che col suo celeberrimo “On the road” ha fatto scuola alle generazioni successive introducendo nel romanzo il ritmo narrativo incalzante, l'atmosfera claustrofobica, la quotidianità più spicciola e vergognosa, il flusso di (in)coscienza delle generazioni eternamente insoddisfatte. Ricordate ? “ Dobbiamo andare, dobbiamo andare.... dove ? Non so... ma dobbiamo andare!”. Medina Reyes alla Beat Generation sostituisce la Generazione X, quella che trova i propri portavoce nei Nirvana e nei Sex Pistols. In 8 succinti capitoli (173 pagine in formato tascabile, ed. Feltrinelli) l'autore tratteggia con rapide, incisive, graffianti pennellate le avventure di un vero e proprio antieroe, Reptil, in arte “Rep”, un irriverente, sarcastico, spudorato mitomane divorato dalla fine di una relazione amorosa che non ha saputo gestire bene e che cerca disperatamente di dimenticare, annegandola in altre avventure sessuali, in divagazioni, in finzioni cinematografiche. “L'amore che provo ferisce me, per una certa ragazza non esiste. Voglio uccidere quest'amore perché è inutile, perché non può toccarla né far sì che la sua vita abbia nostalgia della mia. Non importa quanto mi sia lontana o vicina, la magia è finita (p. 123).” Superato l'impatto del linguaggio scurrile, sotto la superficie convulsa e trasandata degli accadimenti più raccapriccianti narrati col sottofondo rock e grunge, si scopre il nervo vivo, l'animo vibrante, il cuore pulsante, generoso e tenero di questo antieroe un po' decadente ed un po' machista: la delusione amorosa, l'abbandono, la solitudine, l'incapacità di rimarginare la ferita sanguinante del ricordo sempre vivo e tormentoso, il doloroso tentativo di spegnere per sempre nel dimenticatoio una storia seria finita male e finita per sempre. Sotto la scorza dura ed irriguardosa, il Rep nasconde un animo sensibile. Vedasi la toccante ricostruzione degli ultimi giorni di vita del cantante e chitarrista Kurt Cobain, celebrato con una delicatezza ed una partecipazione sorprendenti. Non mancano, nel corso della narrazione, gli accenni fortemente polemici nei confronti del paese natio ed, in particolare, dell'immagine costantemente falsa e sciropposa che dell'America latina danno gli scrittori “ufficiali”, da Garcia Marquez a Borges, quelli pluririconosciuti, pluripremiati nel mondo ma che nessuno legge in patria. La critica sagace di Rep non risparmia neppure i registi e gli sceneggiatori cinematografici. È mai possibile “uccidere l'amore”? Ucciderlo materialmente forse no, ma perderlo o trascurarlo sino a lasciarlo spegnere per interiore consunzione, ahimé, sì! Medina Reyes lascia in sospensione questo interrogativo, ricordandoci ancora una volta – se ce ne fosse bisogno – che senza amore non si può vivere e che questo, a sua volta, si realizza pienamente solo in una relazione stabile e duratura, fatta di comprensione, affetto, capacità di mettersi in discussione e di ascoltare l'altro senza dare nulla per scontato, senza “mettere spazio” tra i due poli, senza lasciare che l'inerzia sentimentale eriga uno steccato di incomunicabilità, steccato che diventa un recinto, recinto che diventa un muro invalicabile con la fossa piena d'acqua e i cani intorno a guardia di un cuore prigioniero ormai soltanto del proprio dolore.

    ha scritto il 

  • 1

    Niente da fare, non fa per me!

    Mi sono lasciata conquistare dal titolo e dai nomi delle mie leggende preferite. Sid, Kurt, gente che ha riempito i miei pomeriggi sonnacchiosi da adolescente e non (anche adesso). Mi sono buttata all ...continua

    Mi sono lasciata conquistare dal titolo e dai nomi delle mie leggende preferite. Sid, Kurt, gente che ha riempito i miei pomeriggi sonnacchiosi da adolescente e non (anche adesso). Mi sono buttata alla cieca, ho desiderato questo libro per poi constatare che del protagonista avevo le balle piene dopo tre pagine. Narcisista, volgare, mi ha ricordato un ragazzo con cui ho litigato tempo fa, forse anche per questo l'ho odiato. La narrazione va di palo in frasca, e io ho bisogno di tranquillità quando leggo un libro e ho notato che, quasi affannosamente, seguivo quei pensieri su carta. Nulla, non mi ha preso.
    Peccato, perché la musica sembrava così viva che quasi risuonava nelle mie orecchie, senza auricolari.

    ha scritto il 

  • 3

    Rock & Roll suicide

    Letteratura dichiaratamente Rock, ma è un rock senza la batteria e giusto qualche assolo di chitarra, ammiccante quanto basta per delineare i contorni di un rebel with a cause, in cui la cause è semp ...continua

    Letteratura dichiaratamente Rock, ma è un rock senza la batteria e giusto qualche assolo di chitarra, ammiccante quanto basta per delineare i contorni di un rebel with a cause, in cui la cause è sempre quella, l'amour.
    Le numerose citazioni musicali, paracule al punto giusto, compiacciono senza conquistare, e alla fine della - tutto sommato orecchiabile - melodia, cambi stazione radio.
    Probabilmente continuerai a canticchiarla per un po', prima di abbandonarla definitivamente nell'oblìo dei tormentoni.

    ha scritto il 

  • 3

    Si fa leggere anche se un po' sconclusionato. Un giovane perso d'amore, si butta in una ribellione fatta per lo più di parole, sogni ed alcool, creandosi una colonna sonora alternativa (niente male). ...continua

    Si fa leggere anche se un po' sconclusionato. Un giovane perso d'amore, si butta in una ribellione fatta per lo più di parole, sogni ed alcool, creandosi una colonna sonora alternativa (niente male).

    ha scritto il 

  • 5

    «Estuvo como media hora sobre mí y luego se fue sin despedirse. No supe qué hacer, me quedé allí acostado sintiendo su cuerpo, con miedo a perderlo una vez más, sintiendo cómo su calor se enfriaba sob ...continua

    «Estuvo como media hora sobre mí y luego se fue sin despedirse. No supe qué hacer, me quedé allí acostado sintiendo su cuerpo, con miedo a perderlo una vez más, sintiendo cómo su calor se enfriaba sobre mí lentamente, cómo la sensación de movimiento se quedaba inmóvil, cómo se esfumaba su figura, cómo me dejaba solo hasta el fin del mundo.»

    ha scritto il 

  • 2

    "Ho smesso di dire bugie perché ho perduto l'immaginazione ma non c'è nulla di affidabile nelle mie verità."

    Di tutto questo romanzo ingarbugliato, incasinato, e inconcludente salvo soltanto l'omaggio al grande e tormentato Kurt Cobain....e poi chi sei tu, Efraim, per maltrattare Garcia Marquez?????

    ha scritto il 

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