Cabeza de Perro

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Publisher: Salamandra

3.8
(438)

Language: Español | Number of Pages: 384 | Format: Softcover and Stapled | In other languages: (other languages) Italian , English , Chi traditional , Danish , German , Slovenian

Isbn-10: 8498381533 | Isbn-13: 9788498381535 | Publish date: 

Category: Family, Sex & Relationships , Fiction & Literature , Travel

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Book Description
Esta divertida y originalísima novela sobre una saga familiar escandinava constituyó el acontecimiento editorial del año 2005 en Dinamarca, donde además de obtener un notable éxito de público —más de cien mil ejemplares vendidos— fue galardonada con los premios más importantes, entre ellos Autor del Año, Libro del Año y el Golden Laurel, concedido por los libreros de aquel país.Después de pasar unos años en Ámsterdam intentando abrirse camino como pintor, Asger regresa a Dinamarca para despedirse de su abuela Bjørk, que está a punto de morir. De esta manera, el joven se convierte en depositario y narrador de la riquísima historia familiar de los Eriksson, un mosaico de relatos que se extienden desde los años treinta del siglo pasado hasta el presente. Así pues, la historia de este curioso clan de personajes de marcado carácter y espíritu desinhibido comienza en una llanura helada de Alemania oriental, en marzo de 1944, cuando Askild Eriksson, abuelo del narrador, ingeniero naval y contrabandista, logra escapar del campo de concentración de Sachsenhausen, episodio que marcará de tal forma su vida que proyectará sobre la familia una sombra de remordimiento y culpa que, por otra parte, no hará mella en su exuberante vitalidad.Con una voz cautivadora que aúna lo tierno y lo grotesco, Morten Ramsland mantiene con pulso firme el trepidante ritmo de la narración, cautivando al lector con una sucesión de episodios disparatados que van conformando un soberbio fresco sobre el devenir de una familia, y de un país, en el marco de la historia reciente del norte de Europa.Morten Ramsland nació en Copenhague en 1971 y se licenció en Literatura Danesa e Historia del Arte. En 1993 se inició como escritor con una colección de poemas y, desde entonces, ha publicado una novela y varios libros para niños. Cabeza de Perro, su segunda novela, ha sido uno de los libros más aclamados de la literatura escandinava reciente, comparado con novelas tan importantes como Cien años de soledad, Hijos de la medianoche, de Salman Rushdie, o El mundo según Garp, de John Irving. En la actualidad, Morten Ramsland vive en Aarhus.
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  • *** This comment contains spoilers! ***

    3

    Testa di cane

    Un libro scoperto per caso (al recente Salone del Libro mi aveva colpito la copertina… e l’avevo acquistato sulla base di quest’unico impulso).
    Questa lieve ed originalissima saga familiare, capace di ...continue

    Un libro scoperto per caso (al recente Salone del Libro mi aveva colpito la copertina… e l’avevo acquistato sulla base di quest’unico impulso).
    Questa lieve ed originalissima saga familiare, capace di suscitare la passione del lettore come pochi altri libri sono in grado di fare, è stata per il sottoscritto una gradevolissima sorpresa.
    Muovendosi attraverso tre diverse generazioni, Ramsland racconta la storia di una strampalata famiglia: una casata decisamente “sopra le righe”, che fa pensare un poco a Pennac ed al suo signor Malaussene. Assistiamo così alle vicende del nonno Askild, della moglie Bjork, dei tre figli Niels “Orecchie a sventola”, Anna Katrine e Knut, fino ad arrivare al nipote Asger (che svolge la funzione di voce narrante del racconto).
    Andando avanti e indietro nel tempo, l’autore svela a poco a poco i segreti di questo bizzarro nucleo familiare: i ricordi diventano le stampelle che supportano un presente pieno di incognite, il passato è spesso fonte di dolore ma altre volte è il collante che tiene insieme persone destinate a partenze ed a repentini ritorni.
    La trama bizzarra ed allo stesso tempo piena di poesia, supportata da una bellissima scrittura, è la struttura portante di una storia ricca di pathos ed emozioni.
    Ci si arrabbia, ci si diverte, ci si commuove, rimanendo spesso coinvolti nelle dinamiche di questa famiglia norvegese trapiantata in Danimarca: alla fine del racconto, il sorriso rimane sulle labbra a combattere contro una furtiva lacrima di commozione.

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  • 3

    Viaggio incantato nel Nordland

    Per certi versi questo romanzo mi ha ricordato la famiglia Malaussène di Daniel Pennac. Sembra una lettura leggera ed invece affronta argomenti anche difficili (come alcolismo, handicap, bullismo e me ...continue

    Per certi versi questo romanzo mi ha ricordato la famiglia Malaussène di Daniel Pennac. Sembra una lettura leggera ed invece affronta argomenti anche difficili (come alcolismo, handicap, bullismo e metodi educativi brutali) con la levità che solo lo sguardo di un bambino può avere, senza prendere inoltre posizioni o dare giudizi.

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  • 3

    Tra alti e bassi, ci ho messo molto a leggerlo. È la storia tre generazioni di uomini, Askild, Niels e Asger, norvegesi migrati in Danimarca appartenenti alla stessa famiglia, la famiglia Eriksson. Pe ...continue

    Tra alti e bassi, ci ho messo molto a leggerlo. È la storia tre generazioni di uomini, Askild, Niels e Asger, norvegesi migrati in Danimarca appartenenti alla stessa famiglia, la famiglia Eriksson. Per tre quarti della sua lunghezza il libro rapisce, raccontando di avventure assolutamente fuori dalle righe. Poi, la storia diventa faticosa, perdendo tutto il suo fascino. Peccato.

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  • 0

    Storia della famiglia Eriksson dagli anni trenta ai giorni nostri.
    Marinai, commercianti, eroi di guerra, i membri di questo strampalato clan viaggiano tra la Norvegia e la Danimarca, inseguendo l'amo ...continue

    Storia della famiglia Eriksson dagli anni trenta ai giorni nostri.
    Marinai, commercianti, eroi di guerra, i membri di questo strampalato clan viaggiano tra la Norvegia e la Danimarca, inseguendo l'amore o i soldi, legati indissolubilmente dal caso e da un fantomatico tesoro.

    Le vicende ed i personaggi narrati non sono poi così bislacchi come vorrebbe far credere la “quarta”(genere famiglia Malaussène di Pennac) e tranne il flashforward iniziale carico di aspettative, il resto del romanzo ha una struttura narrativa cronologica inframezzata da brevi frasi di anticipazione.
    Questo crea la sensazione di una interminabile saga dove eventi improbabili, ma non troppo, e situazioni divertenti, ma non così spassose, si susseguono senza obbiettivo o importanza.
    Si perdono spesso il filo e l'interesse per la storia e ci si disaffeziona ai protagonisti.

    Tutto sommato un romanzo divertente ma parte di un genere, quello della “epopea famigliare”, che vanta esempi migliori sia dal lato comico(i già citati Malaussène) che da quello emotivo(Middlesex di Eugenides).

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  • 4

    ...

    ci ho dato cinquestelle e giuroggiuro che non mi ricordo una beata fava (volevo dire mazza, ma poi mi è sembrato aggressivo)(e io sono donna pacifica. e visto che mi piacciono i legumi...) (con questa ...continue

    ci ho dato cinquestelle e giuroggiuro che non mi ricordo una beata fava (volevo dire mazza, ma poi mi è sembrato aggressivo)(e io sono donna pacifica. e visto che mi piacciono i legumi...) (con questa dichiarazione mi sto mettendo nei guai...ma...) insomma tutto per dire che insomma ecco non mi ricordo un cazzo! ecco! a parte che forse lui (lui, morten) è danese, lui il testadicane non mi ricordo. ma se ci ho dato pioggiadistelle non devessere male. comunque. per sicurezza ce ne tolgo una. di stella. che giornata. difficile, difficile.

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  • 4

    Saga familiare forse non troppo originale nell'impostazione (ogni letteratura nazionale può vantare almeno due o tre maestri del genere), ma complessivamente piacevole.

    Con uno stile brillante e una b ...continue

    Saga familiare forse non troppo originale nell'impostazione (ogni letteratura nazionale può vantare almeno due o tre maestri del genere), ma complessivamente piacevole.

    Con uno stile brillante e una buona dose di umorismo, vengono raccontate tre generazioni della sgangherata famiglia Eriksson.

    Ci sono gli amori, i tradimenti, i progetti di ricchezza e gli spostamenti tra Danimarca e Norvegia. Ma ci sono, soprattutto, tanti personaggi amabili - forse anche troppi perché non tutti funzionali alla storia (con l'aggravante di questi benedetti nomi nordici impossibili da distinguere!) - che operano in un contesto di povertà e difficoltà, ma senza che la malinconia prenda mai il sopravvento.

    Alcune storie, per quanto sfortunate, sono autentici quadretti familiari in cui tutti potranno trovare, se non identificazione diretta, almeno assonanze con ciò che vediamo nella finestra del vicino. Perché, si sa, i parenti serpenti son sempre quelli degli altri...

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  • 2

    Il tono diseguale del racconto rende l'intera storia squilibrata. Si ha l'impressione che l'autore non sia stato in grado di dare un taglio coerente a tutto il magma narrativo a sua disposizione. ...continue

    Il tono diseguale del racconto rende l'intera storia squilibrata. Si ha l'impressione che l'autore non sia stato in grado di dare un taglio coerente a tutto il magma narrativo a sua disposizione.

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