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Cacao

Di

Editore: A. Mondadori (Oscar, 1882)

3.7
(680)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 136 | Formato: Tascabile economico | In altre lingue: (altre lingue) Francese , Spagnolo , Portoghese , Inglese , Olandese , Ceco

Isbn-10: A000181213 | Data di pubblicazione: 

Traduttore: Claudio M. Valentinetti ; Prefazione: Luciana Stegagno Picchio

Disponibile anche come: Altri , Paperback , Copertina rigida

Genere: Fiction & Literature , History , Social Science

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Descrizione del libro
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  • 3

    Il libricino ha un centinaio di pagine e si legge in una giornata. Il problema è che, ad un esile formato corrisponde anche un esile impatto sul lettore. L'ho finito qualche giorno fa e già sta sfumando nell'oblio..
    Me lo hanno consigliato come lettura "leggera" e "allegra", ma non credo di ...continua

    Il libricino ha un centinaio di pagine e si legge in una giornata. Il problema è che, ad un esile formato corrisponde anche un esile impatto sul lettore. L'ho finito qualche giorno fa e già sta sfumando nell'oblio..
    Me lo hanno consigliato come lettura "leggera" e "allegra", ma non credo di essere d'accordo: è una storia amara, triste e di profonda ingiustizia. D'altronde racconta dei poveri disgraziati che lavorano (come schiavi) nelle piantagioni di cacao in Brasile per una miseria, del modo in cui i padroni li trattano e li considerano (una rabbia che non vi dico.. Altro che bestie!!). Insomma, a me ha messo un magone!!!!
    Il romanzo non è altro che una serie di episodi sparsi, che sembra di vedere a sprazzi come richiamati alla memoria del protagonista: non una scelta che mi dispiace al cento per cento, per carità.. Però non l'ho trovato incisivo ma anzi, piuttosto dispersivo!
    Forse se l'autore avesse sviluppato di più la storia, dando qualche altro dettaglio, qualche caratterizzazione maggiore.. Peccato!

    E' pur vero però che è una delle prime opere che ha scritto e aveva 20 anni e questa è la prima opera che leggo di suo..Senza dubbio devo recuperare altro e farmi un'idea più precisa!

    ha scritto il 

  • 4

    Storia di una fazenda

    Il libro all’inizio ha una struttura quasi episodica, ci vuole qualche capitolo per entrare nel dipanarsi della storia e delle relazioni tra i personaggi. Si racconta la vita di una fazenda dedicata alla produzione di cacao con una particolare attenzione alle differenze tra i ricchi padroni, i br ...continua

    Il libro all’inizio ha una struttura quasi episodica, ci vuole qualche capitolo per entrare nel dipanarsi della storia e delle relazioni tra i personaggi. Si racconta la vita di una fazenda dedicata alla produzione di cacao con una particolare attenzione alle differenze tra i ricchi padroni, i braccianti poveri e la vita della piccola città vicina con il suo bordello e le sue feste locali. Ci vuole qualche pagina per entrare nel clima, ma il libro si rivela piacevolissimo e con un finale positivo che lascia nel lettore la speranza che qualche cambiamento sia possibile.

    ha scritto il 

  • 3

    Una buona descrizione di ciò che è accaduto, con un punto di vista interno, quello di chi ha vissuto quell'esperienza. Però manca qualcosa, non saprei dire cosa ma il racconto non è completo...

    ha scritto il 

  • 1

    Piatto... (servito freddo)

    Come da Amado esplicitano, Cacao non vuole essere né un romanzo e né qualsiasi genere possa essergli attribuito. L'intento era quello di raccontare, semplicemente raccontare. Oggetto di questa fotografia doveva essere la vita dei braccianti dell'America del Sud, sporchi di cacao, di mais e con i ...continua

    Come da Amado esplicitano, Cacao non vuole essere né un romanzo e né qualsiasi genere possa essergli attribuito. L'intento era quello di raccontare, semplicemente raccontare. Oggetto di questa fotografia doveva essere la vita dei braccianti dell'America del Sud, sporchi di cacao, di mais e con i piedi gonfi e scorticati. La dura legge del più forte che schiavizza il più debole, dove è normale “affittare” non soltanto oggetti, ma persone, senza neppure sentirsi in colpa di farlo. Il rispetto tra i braccianti, la loro umiltà, accompagnata però da una grande rabbia per la loro precarietà fanno da sfondo a questo racconto di vita quotidiana. Braccianti, lavoratori, prostitute: il duro lavoro predomina e diventa il vero protagonista della storia.

    Per quanto riguarda la narrazione non posso biasimare l'autore per questa piattezza del racconto: il suo non vuole essere né un romanzo e né altro, e lo stesso Amado si rende conto di aver creato un libro ben diverso dagli altri, a tratti piatto, a tratti inconcludente e senza un punto d'arrivo. Di fatto non abbiamo una reale storia, una di quelle che ti prende e ti trasporta. Abbiamo tanti personaggi, a volte accennati, a volte lievemente descritti, ma ciò che sappiamo di loro è quanto basta ( e a volte nemmeno) per capire ciò di cui si sta parlando.
    Per me non è sufficiente: voglio qualcosa di più dalle storie, sì sì, mi aspetto decisamente altro.

    ha scritto il 

  • 4

    A distanza di neanche tanto tempo la storia e i personaggi di questo breve romanzo cominciano già a sfumare nell'oblio. Di esso mi rimangono sensazioni, immagini, frammenti... Il calore ed i colori di una terra lontana nello spazio e nel tempo.
    Non è un libro deludente, questo no. Tuttavia ...continua

    A distanza di neanche tanto tempo la storia e i personaggi di questo breve romanzo cominciano già a sfumare nell'oblio. Di esso mi rimangono sensazioni, immagini, frammenti... Il calore ed i colori di una terra lontana nello spazio e nel tempo.
    Non è un libro deludente, questo no. Tuttavia prendendolo in mano dopo un capolavoro come Capitani della Spiaggia, le cui pagine mi hanno fatto innamorare del modo di raccontare di Amado, avrei dovuto immaginare che dal confronto ne sarebbe uscito immiserito.

    ha scritto il 

  • 4

    Pensare che a 20 anni Amado abbia scritto un libro così bello mi ha lasciato stupito...ero curioso di leggere qualcosa di questo autore e adesso sicuramente ne leggerò degli altri! Così giovane aveva già la maturità per capire le sofferenze degli operai nelle piantagioni di cacao e le prevaricazi ...continua

    Pensare che a 20 anni Amado abbia scritto un libro così bello mi ha lasciato stupito...ero curioso di leggere qualcosa di questo autore e adesso sicuramente ne leggerò degli altri! Così giovane aveva già la maturità per capire le sofferenze degli operai nelle piantagioni di cacao e le prevaricazioni dei padroni, cosa che comunque non gli impedirà di innamorarsi proprio della figlia del suo padrone. Bello e profondo.

    ha scritto il 

  • 0

    Esplicito.
    Rispetto ad altra letteratura impegnata degli anni trenta, penso a Steinbeck, il libro è esplicito.
    Sia politicamente che a livello di linguaggio.
    Del resto, in un ambiente dove non si hanno remore a definire un uomo 'affittato', qualsiasi inibizione per lo scr ...continua

    Esplicito.
    Rispetto ad altra letteratura impegnata degli anni trenta, penso a Steinbeck, il libro è esplicito.
    Sia politicamente che a livello di linguaggio.
    Del resto, in un ambiente dove non si hanno remore a definire un uomo 'affittato', qualsiasi inibizione per lo scrittore può automaticamente cadere.

    ha scritto il 

  • 4

    Vita dei braccianti nelle coltivazioni di cacao, brasile anni ’30…sintetico spaccato del mondo all’origine di una delle polveri più buone che conosca. La lotta di classe non si sapeva ancora cosa fosse, c’era la coscienza di classe e il senso di appartenenza ma non avevano ancora un nome.

    ha scritto il 

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