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Cacciatore di mafiosi. Le indagini, i pedinamenti, gli arresti di un magistrato in prima linea

Di

Editore: Mondadori

4.1
(37)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: | Formato: Altri

Isbn-10: 8804586990 | Isbn-13: 9788804586999 | Data di pubblicazione: 

Genere: Biography

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Descrizione del libro
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  • 4

    Eppure c'è stato un periodo in qui lo Stato ha veramente contrastato la mafia...
    In questo libro Sabella, che ai tempi era sostituto procuratore del pool antimafia diretto da Gian Carlo Caselli presso la procura della Repubblica di Palermo, racconta come sia stato possibile catturare boss m ...continua

    Eppure c'è stato un periodo in qui lo Stato ha veramente contrastato la mafia...
    In questo libro Sabella, che ai tempi era sostituto procuratore del pool antimafia diretto da Gian Carlo Caselli presso la procura della Repubblica di Palermo, racconta come sia stato possibile catturare boss mafiosi del calibro di Leolulca Bagarella, Giovanni Brusca, Pasquale Cuntrera.
    Ben scritto e per nulla pesante questo libro ti fa vedere tutti i retroscena della cattura di un boss mafioso, dagli appostamenti alle intercettazioni, ai pedinamenti ed infine alla cattura.

    ha scritto il 

  • 0

    Presentazione

    DOMENICA 11 SETTEMBRE
    Ore 10,30
    Nella rassegna della “V ed. Premio d'inchiesta Marco Nozza” GIORNALISMO INVESTIGATIVO E INFORMAZIONE CRITICA

    Ricordando Roberto Morrione

    Presiede Primo Sardi
    Intervengono: Giuseppe Arca, Gianluca Bottazzi, Stefano Bovis, Domenico Di ...continua

    DOMENICA 11 SETTEMBRE
    Ore 10,30
    Nella rassegna della “V ed. Premio d'inchiesta Marco Nozza” GIORNALISMO INVESTIGATIVO E INFORMAZIONE CRITICA

    Ricordando Roberto Morrione

    Presiede Primo Sardi
    Intervengono: Giuseppe Arca, Gianluca Bottazzi, Stefano Bovis, Domenico Di Carlo, Marco de Marco.
    Per visionare l'intera serata, immagini, resoconti, videointerviste:
    http://www.isaporidelgiallo.it/pages/PremioNozza2011.html

    Giuseppe Arca introduce “Cacciatore di mafiosi” di Alfonso Sabella, ricordando come la chiamata di Caselli a Palermo nel '93 porta alla costituzione di un pool che riparte da zero con risposte importanti per salvaguardare la tenuta Paese. Tra i magistrati del Pool viene chiamato Sabella magistrato della procura di Termini Imprese un vero “cacciatore di mafiosi”. Il testo offre il ritratto di una mafia fatta di soggetti braccati, ricercati che devono tutelare la propria condizione. È un testo crudo di catture nel primo livello mafioso quello dei Luca Bagarella e di tanti componenti dei gruppi di fuoco.

    Per Alfonso Sabella , dice Arca, le vecchie strategie di indagine devono prendere il sopravvento: i mafiosi non cadono spesso per la soffiata del collaborante quanto piuttosto per il seguire l’istinto ancestrale dell’uomo, scivolano sulla donna dalla quale non sanno separarsi. Seguendo le compagne del momento, gli investigatori, trovano i nascondigli, mafiosi. Oppure li trovano seguendo il prete poiché con logica incomprensibile alcuni mafiosi coltivano una spiritualità. La caccia è tanto pressante che Sabella citando una battuta di Bagarella rilasciata dal carcere de L’Aquila, si chiede se il cacciatore stesso non diventi preda di un sistema.

    Sabella ricorda la propria attività di magistrato antimafia. Il suo compito era indagare sul ventre di Cosa Nostra. Cosa Nostra non era forte perché aveva agganci con la politica ma il contrario. In controtendenza, Sabella afferma, che Cosa Nostra aveva agganci con la politica perché era forte. Sabella dichiara di aver scritto “Cacciatore di mafiosi” per due ragioni. La prima era contrastare l’immagine patinata della mafia: i mafiosi sono dei pezzi di merda, sono mossi da due cose, potere e denaro. La seconda ragione era evitare che si identificassero gli anni ‘90 come gli anni di guerra ai mafiosi politici. Non è così. Negli anni ‘90 lo Stato fa sul serio: ha localizzato Brusca per esempio, pur non avendo salvato il piccolo Di Matteo morto strangolato a 12 anni. Brusca aveva un GSM, Sabella riferisce che sapevano soltanto però che Brusca si trovava in un’area di 2 chilometri quadrati ad Agrigento. Un’indicaizone del genere non poteva bastare se si sa quanto sono ben occulati i covi mafiosi. Il rifugio dove era tenuto il piccolo Di Matteo per esempio, racconta Sapella, era celato nel sotterraneo di un cascinale tanto diroccato da essere insospettabile. Tuttavia entrando su un pavimento su cui le suole faticavano a non appiccicarsi per quanto era sporco, posando i piedi in un punto preciso, il pavimento si abbassava rivelando al di sotto un bunker dotato di un armamentario completo di missili terra aria.

    Tornando alla difficoltà di individuare il covo di Brusca, fu segnalata l’esistenza di una macchina della British Telecom in grado di individuare con precisione il GSM. Tuttavia la macchina non veniva concessa in affitto, per utilizzarla bisognava acquistarla. Costava un miliardo di lire, eppure dopo due ore dalla richiesta le autorità diedero l’autorizzazione. Poi il telefono cellulare di Brusca fu individuato con vecchi sistemi. Fu fatta transitare nella zona un'auto smarmittata durante l'intercettazione di una chiamata. Il rifugio fu inividuato quando si udì risuonare nell'apparecchio il rumore dell'auto. «Abbiamo avuto tanti successi, afferma Sabella, ma abbiamo avuto la sensazione che ci fosse una parte di Cosa Nostra che bisognasse lasciar in piedi perché il sistema non crollasse.»
    (a cura di Monica Montanari)

    ha scritto il 

  • 4

    Molto interessante questo libro che ci parla della spietata ferocia dei mafiosi,della potenza in mano ai capimafia,ma soprattutto del grande lavoro del magistrato Sabella,del pool antimafia e,non dimentichiamoli, di tutti quegli uomini e donne che lavorano "dietro le quinte" come ad esempio agent ...continua

    Molto interessante questo libro che ci parla della spietata ferocia dei mafiosi,della potenza in mano ai capimafia,ma soprattutto del grande lavoro del magistrato Sabella,del pool antimafia e,non dimentichiamoli, di tutti quegli uomini e donne che lavorano "dietro le quinte" come ad esempio agenti, tecnici e guardie del corpo. Sono persone tenaci e lo dimostrano nel superare le tante difficoltà e i momenti tragici che hanno visto la morte di coraggiosi colleghi e sono arrivati a conseguire dei grandi risultati. Sabella racconta e le sue parole spero vengano lette da molti,la sua è una storia vera,una storia che contiene anche molti particolari atroci,raccapriccianti,ma purtroppo reali.

    ha scritto il 

  • 4

    Tanto di cappelli a uomini come l'autore di questo interessante libro e di chi, con lui, si sbatte a combattere una guerra per molti dimenticata o sottovalutata.
    Racconti di catture ma, sopratutto, di quello che ha preceduto la cattura, le indagini...niente di pesante o soporifero, niente d ...continua

    Tanto di cappelli a uomini come l'autore di questo interessante libro e di chi, con lui, si sbatte a combattere una guerra per molti dimenticata o sottovalutata.
    Racconti di catture ma, sopratutto, di quello che ha preceduto la cattura, le indagini...niente di pesante o soporifero, niente dati tecnici incomprensibili ma lo scorrere rapido come un romanzo. E che spesso ti lascia a bocca aperta per le 'trovate' descritte che purtroppo non sono idee create dallo scrittore ma la triste e agghiacciante verità.

    ha scritto il 

  • 4

    Impressionante gia' dall'inizio.
    Svela come si e' arrivati alla cattura dei vari boss.E come le armi per contrastare la Mafia ci siano,solo che lo stato va a corrente alternata.E le gelosie interne alla Magistratura aiutano poco.Bravo Sabella!

    ha scritto il 

  • 4

    Cacciatore di mafiosi è uno di quei libri che riesci a leggere tutto di un fiato, perché la curiosità è tanta. Sabella ha arrestato mafiosi di primo ordine, e tutto ciò che ha fatto in carriera è davvero lodevole. E' stato davvero un "magistrato in prima linea".


    Riguardo alcuni temi da lui ...continua

    Cacciatore di mafiosi è uno di quei libri che riesci a leggere tutto di un fiato, perché la curiosità è tanta. Sabella ha arrestato mafiosi di primo ordine, e tutto ciò che ha fatto in carriera è davvero lodevole. E' stato davvero un "magistrato in prima linea".

    Riguardo alcuni temi da lui trattati, si fa fatica a credere che molti di quei fatti siano realmente accaduti. Purtroppo è tutto vero, e volte si percepisce come una rabbia dell'autore per la pochezza del supporto dello Stato, così come per altre vicende professionali.

    Un libro che deve sicuramente essere letto.

    ha scritto il 

  • 4

    Ho sentito parlare bene di questo libro da Gian Carlo Caselli, durante un incontro di presentazione del proprio "Le due guerre" (che leggerò presto), lo scorso mese di luglio ai giardini ducali a Modena. Così l'ho cercato in biblioteca e preso in prestito.
    L'autore, Alfonso Sabella, è stato ...continua

    Ho sentito parlare bene di questo libro da Gian Carlo Caselli, durante un incontro di presentazione del proprio "Le due guerre" (che leggerò presto), lo scorso mese di luglio ai giardini ducali a Modena. Così l'ho cercato in biblioteca e preso in prestito.
    L'autore, Alfonso Sabella, è stato sostituto procuratore del pool antimafia diretto da Gian Carlo Caselli presso la Procura della Repubblica di Palermo, nel periodo immediatamente successivo alle stragi dove hanno trovato la morte Giovanni Falcone e Paolo Borsellino.
    In questo libro vengono descritte le indagini e le situazioni che hanno portato all'arresto di diversi boss latitanti appartenenti a cosa nostra. Sabella è un siciliano e descrive il suo lavoro e la sua terra insieme.
    A tratti sembra di leggere la trama di un telefilm poliziesco e poi quella di un film dell'orrore. Invece sono tutte storie vere.
    Terribile la storia del rapimento e dell'uccisione del tredicenne Giuseppe Di Matteo, ostaggio di cosa nostra per 779 giorni, più di due anni, dal 23.11.1993 al 11.01.1996

    ha scritto il 

  • 4

    Un libro che sembra un film

    Ho intervistato Sabella proprio ieri ed ero quasi emozionata di trovarmi davanti questo cacciatore di mafiosi in carne e ossa. Lo ammetto, sono diventata una sua fan dopo aver letto il libro. Scritto benissimo, come un thriller, ma drammaticamente vero. Finalmente ho capito la mafia e la povertà ...continua

    Ho intervistato Sabella proprio ieri ed ero quasi emozionata di trovarmi davanti questo cacciatore di mafiosi in carne e ossa. Lo ammetto, sono diventata una sua fan dopo aver letto il libro. Scritto benissimo, come un thriller, ma drammaticamente vero. Finalmente ho capito la mafia e la povertà umana e intellettuale che circonda i magiosi.

    ha scritto il 

  • 5

    Bellissimo!...agile ed anche divertente narrazione della cattura di alcuni nomi importanti nella cupola, colpisce soprattutto l'umanità di sabella nella descrizione sia della cattura sia del suo stesso coinvolgimento.
    Mai viene meno la consapevolezza che si tratta con persone...mai viene men ...continua

    Bellissimo!...agile ed anche divertente narrazione della cattura di alcuni nomi importanti nella cupola, colpisce soprattutto l'umanità di sabella nella descrizione sia della cattura sia del suo stesso coinvolgimento.
    Mai viene meno la consapevolezza che si tratta con persone...mai viene meno la compassione con il dolore che la piaga della mafia ha inserito nell'animo di tutti noi. E non bisogna essere siciliani per capirlo.

    ha scritto il