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Cacciatori di corpi

La verità su farmaci killer e medicina corrotta

Di

Editore: Nuovi Mondi Media

3.6
(8)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 275 | Formato: Paperback

Isbn-10: 8889091444 | Isbn-13: 9788889091449 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Traduttore: D. Conti

Genere: Medicine

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Descrizione del libro
Un vecchio motto dell'industria farmaceutica recita "è bene avere una pillolache cura la malattia, ma è ancora meglio avere una pillola che va presa tuttii giorni". Affinché questi farmaci - spesso inutili, spesso semplici fotocopiedi medicinali già esistenti e ancor più spesso pericolosi - vengano approvatie quindi immessi sul mercato, le case farmaceutiche devono dimostrare diaverli sperimentati sull'uomo. Ed è così che i giganti del farmaco sgomitanoalle porte dell'India, del Brasile, della Russia, della Cina e persino dellecliniche e dei campus universitari americani ed europei alla ricerca di cavieumane, spesso inconsapevoli, su cui testare nuovi prodotti. Farmaci perabbassare il colesterolo, per combattere la depressione e per alleviare ladisfunzione erettile maschile, ma anche medicinali killer come il Conterganche, prescritto alle donne incinta, fece nascere ondate di bimbi focomelici oil recentissimo anticolesterolo Lipobay, ritirato perché ha causato decine di morti.
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    Sonia Shah Cacciatori di Corpi, La verità su farmaci killer e medicina corrotta
    Editore: Nuovi Mondi Media Data pubblicazione: Gennaio 2007 Formato: Libro - Pag 275
    Vi siete mai chiesti come si fa ad essere sicuri che un farmaco funzioni? Da chi vengono svolte le ricerche? Su chi ven ...continua

    Sonia Shah Cacciatori di Corpi, La verità su farmaci killer e medicina corrotta
    Editore: Nuovi Mondi Media Data pubblicazione: Gennaio 2007 Formato: Libro - Pag 275
    Vi siete mai chiesti come si fa ad essere sicuri che un farmaco funzioni? Da chi vengono svolte le ricerche? Su chi vengono testati i nuovi farmaci? Chi controlla che ogni passaggio del processo, dalla scoperta di un meccanismo molecolare alla produzione industriale, sia corretto? Se non lo avete ancora fatto, dovreste iniziare a farlo. In ogni caso a fornire qualche risposta ci ha pensato Sonia Shah con un libro-inchiesta che fa luce sull'operato dell'industria farmaceutica.
    Un vecchio motto dell'industria farmaceutica recita "è bene avere una pillola che cura la malattia, ma è ancora meglio avere una pillola che va presa tutti i giorni". Affinché questi farmaci - spesso inutili, spesso semplici fotocopie di medicinali già esistenti e ancor più spesso pericolosi - vengano approvati e quindi immessi sul mercato, le case farmaceutiche devono dimostrare di averli sperimentati sull'uomo. Ed è così che i giganti del farmaco sgomitano alle porte dell'India, del Brasile, della Russia, della Cina e persino delle cliniche e dei campus universitari americani ed europei alla ricerca di cavie umane, spesso inconsapevoli, su cui testare nuovi prodotti. Farmaci per abbassare il colesterolo, per combattere la depressione e per alleviare la disfunzione erettile maschile, ma anche medicinali killer come il Contergan che, prescritto alle donne incinte, fece nascere ondate di bimbi focomelici o il recentissimo anticolesterolo Lipobay, ritirato perché ha causato decine di morti.
    Le risposte della Shah (giornalista per Washington Post, Boston Globe, New Scientist, Nation) sono parziali - nel senso che non tengono conto di alcun contraddittorio - ma circostanziate e documentate...
    Da quando i farmaci sono diventati un elemento essenziale per la sopravvivenza e per preservare la salute come è cambiato l'esercizio della professione medica e l'attenzione al malato? "Non c'è industria più redditizia di quella della salute" è la risposta che si legge tra le righe, in un codice per nulla criptato, di Cacciatori di corpi. La salute è un diritto, il fatto che diventi merce su cui guadagnare e speculare fa urlare allo scandalo.
    La vita di molti di noi continua grazie alla medicina moderna, una vera e propria arte scientifica che, nonostante sia progredita in modo discontinuo, ha sempre fatto affidamento su solide basi di ricerca clinica. I medicinali che permettono di sopravvivere a un taglio cesareo praticato d’urgenza, quelli che consentono di respirare nonostante l’asma allergica e quelli che correggono i deficit ormonali, tanto per citare alcuni casi, ci vengono somministrati oggi in modo sicuro ed efficace.
    Il perché, in realtà, lo sappiamo tutti. Tali farmaci emergono dal pantano di un’innumerevole serie di esperimenti falliti, ognuno condotto su decine e decine di corpi umani vivi, alcuni dei quali è probabile ne siano stati danneggiati in modo irreparabile. Il fatto che la ricerca medica comporti un prezzo alto da pagare è una verità che non amiamo riconoscere, che non ci piace, che suona sinistro. Eppure, siamo costantemente alla ricerca di pillole che alleviino i nostri malesseri o stimolino il nostro rendimento. Da tempo, persino da quando gli scienziati britannici alla metà dell’Ottocento iniziarono a coprire col segreto il loro lavoro di macelleria sugli animali vivisezionati, viviamo questa contraddizione. Il problema vero è che il peso dei possibili abusi tende a ricadere su quanti si ritrovano tra i più poveri e socialmente vulnerabili. Infatti, i farmaci sono stati sperimentati su larga scala anche nei paesi in via di sviluppo ma mentre in occidente l'AIDS è diventata una malattia con la quale si può convivere, in Africa muoiono circa due milioni di persone ogni anno tra cui molti bambini. Il motivo? Il costo dei farmaci non sostenibile per l'economia dei paesi più poveri. Cacciatori di corpi è un libro di denuncia, e non è una lettura facile perché prendere consapevolezza di alcune realtà che ci circondano non sempre è una pillola facile da mandare giù. A pensarci bene, mai immagine fu più calzante.

    ha scritto il