Cadavere squisito

Voto medio di 179
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Da un'autrice dal talento straordinario, un cupo romanzo di fine millennio, crudo, tagliente, dallo sconvolgente impatto. Con una scrittura abile, precisa e algidamente distaccata, Poppy Brite scatena un'esplosione di adrenalina, precipitando il ...Continua
Ha scritto il 06/05/15
Uno dei libri più macabri e schifosi che abbia mai letto. Sarebbe da dimenticare senza indugi ma certe scene dopo tanti anni le ho ancora in mente.
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Ha scritto il 15/01/13
La gola fa fare cose strane, se poi il cibo concupito è la carne umana, le conseguenze possono essere disastrose.Chiaramente ispirato alla storia di Jeffrey Dahmer, l'assassino cannibale di Milwaukee, compreso l'episodio della vittima che sfugge al ...Continua
Ha scritto il 12/11/12
Una storia d'amore, quello che cambia è solo il concetto di "normale" (astenersi moralisti ed omofobi)
Ha scritto il 13/02/12
poco adatto ai deboli di stomaco... visionario, surreale, avvincente, spiazzante ma anche morboso,sofferente, a tratti quasi perverso... Poppy Z. Brite è una scrittrice violenta e senza censure che con questo libro trascina il lettore in un vortice ...Continua
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Ha scritto il 05/01/12
un'imbarazzante schifezza morbosa
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Ha scritto il Sep 17, 2010, 19:22
Arthur lo afferrò ai fianchi e con il cazzo in erezione perlustrò la fessura tra le natiche. «Jay, ti spiace se...» «Vuoi incularlo? Certo, fa' pure.» «Non è che interferisca con quello che vuoi fare tu?» Jay ridacchiò. «Il tuo cazzo non ...Continua
Pag. 234
Ha scritto il Sep 17, 2010, 19:21
"Ma perché non rompi gli indugi e non l'assaggi?"Andrew inarcò le sopracciglia. "Assaggio che cosa?...""So che sei curioso. Ho visto che ti leccavi le labbra la prima volta che ti ho portato nell'alloggio degli schiavi. Quel giorno hai inghiottito ...Continua
Pag. 180
Ha scritto il Sep 17, 2010, 19:21
Jay era accanto alla porta, appoggiato al muro. Aveva l'aria ciucca come me. «Dovevo pisciare», mi disse, «ma nel tragitto verso il bagno ho bevuto tre tequila.» «Perché tre?» «Una per ogni volta in cui mi hai fatto irritare.» Mi lanciò ...Continua
Pag. 158
Ha scritto il Sep 17, 2010, 19:21
Infine mi chiese: «Come ti chiami?» Nella mia vita precedente, avevo sempre detto il mio vero nome ai ragazzi. Non mi era mai parso necessario fare altrimenti. Stasera mi ero presentato come Arthur, dato che non ero stato abbordato da nessun tipo ...Continua
Pag. 156

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