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Caffè al veleno a Piccadilly

Di

Editore: Polillo (I bassotti n.85)

3.9
(47)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 296 | Formato: Tascabile economico | In altre lingue: (altre lingue) Inglese

Isbn-10: 8881543567 | Isbn-13: 9788881543564 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Traduttore: Dario Pratesi

Genere: Fiction & Literature , Mystery & Thrillers

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Descrizione del libro
È un normale pomeriggio londinese quando Ambrose Chitterwick si ferma per un drink al lussuoso Piccadilly Palace Hotel. Nel salone affollato nota una signora di circa sessantanni intenta a discutere animatamente con un giovanotto, forse il nipote. Incuriosito, osserva la scena, ma il suo interesse viene avvertito dall'uomo, che lo guarda con palese irritazione; per fortuna di Chitterwick, l'arrivo di una telefonata inaspettata, che gli fa lasciare il salone, lo salva da una situazione spiacevole. Quando rientra, poco dopo, l'uomo non c'è più e la donna sembra essersi addormentata davanti al suo caffè. Con un certo imbarazzo, Chitterwick si alza per andare a svegliarla, ma lo attende una macabra scoperta: la signora è passata a miglior vita. Il medico, accorso d'urgenza, trova nel pugno chiuso della morta una fialetta vuota di acido prussico. Suicidio? Chitterwick, che aveva visto il giovane armeggiare con la tazzina del caffè mentre la sua compagna era distratta, non è di questo avviso e chiede all'amico Moresby, ispettore capo di Scotland Yard, di svolgere delle indagini. La sua testimonianza conduce agevolmente all'arresto dell'uomo... ma è proprio sicuro di aver visto? Incalzato dalla moglie del presunto assassino, Chitterwick dovrà ripassare al vaglio tutte le sue certezze, con esiti insospettabili. Già, perché in questo mystery del 1929, finora inedito in Italia, nulla è ciò che sembra.
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  • 5

    Ottimo giallo classico, al livello delle migliori opere di un grande come Berkeley. Chitterwick non è Sheringham, ma, dopo un inizio in cui risulta quasi antipatico nella sua inettitudine sociale (succube della zia, ha comportamenti ben oltre il limite dell'ingenuità), si riscatta ampiamente nel ...continua

    Ottimo giallo classico, al livello delle migliori opere di un grande come Berkeley. Chitterwick non è Sheringham, ma, dopo un inizio in cui risulta quasi antipatico nella sua inettitudine sociale (succube della zia, ha comportamenti ben oltre il limite dell'ingenuità), si riscatta ampiamente nel finale con una serie di deduzioni degne dei migliori investigatori dilettanti del giallo.
    La vicenda, apparentemente banale (avvelenamento di una vecchia zia con veleno nel caffé), in realtà si dipana tra molti colpi di scena, pur non avendo un numero troppo elevato di personaggi (il che, forse, può aiutare ad arrivare alla soluzione anche semplicemente attraverso un processo di eliminazione). Dico forse perché, personalmente, ho avuto l'illuminazione sul nome dell'omicida un centinaio di pagine prima della fine, andando a ricontrollarne le basi nelle pagine già lette.
    Anche se devo dire che ho ipotizzato una soluzione ancor più arzigogolata di quella poi in realtà adottata dall'autore (in effetti certe evoluzioni del testo successive dovevano portarmi ad escludere queste ipotesi laterali al nome dell'omicida; ma, a quel punto, la storia poteva benissimo seguire sulla strada che si era tracciata nella mia mente). Berkeley utilizza un metodo non inedito, ma sempre efficace, per spiegare come sono potuti avvenire l'avvelenamento e le successive fasi in cui vengono fatte sparire le prove. Tutto sommato, dunque, merita il massimo dei voti (anche se, se fosse prevista, non la lode).

    ha scritto il 

  • 0

    Interessante, ma un po' macchinoso

    Che altro dire?
    Bello, se vi piacciono i gialli classici. Solo che a 3/4 dalla fine perde un po' il filo, si avvolge su se stesso.
    finale carino, decisamente "demodè".

    ha scritto il 

  • 5

    Ottimo

    Uno dei migliori bassotti della Polillo letti finora. L'attenzione del lettore per l'indagine è sempre sollecitata ed inoltre la caratterizzazione di Mr. Chitterwick è spettacolare.
    Qualche obiezione sulla solidità del finale, tuttavia non tali da inficiare la piacevolezza della lettura.

    ...continua

    Uno dei migliori bassotti della Polillo letti finora. L'attenzione del lettore per l'indagine è sempre sollecitata ed inoltre la caratterizzazione di Mr. Chitterwick è spettacolare.
    Qualche obiezione sulla solidità del finale, tuttavia non tali da inficiare la piacevolezza della lettura.

    ha scritto il 

  • 3

    Ambrose Chitterwick , socio del club del Crimine, si trova coinvolto, suo malgrado, nell'omicidio di un'anziana signora, avvenuto al Piccadilly Palace Hotel dove era andato a bere un drink. La curiosita' lo porta ad indagare, anche perche' la moglie del presunto assassino chiede il suo aiuto. Il ...continua

    Ambrose Chitterwick , socio del club del Crimine, si trova coinvolto, suo malgrado, nell'omicidio di un'anziana signora, avvenuto al Piccadilly Palace Hotel dove era andato a bere un drink. La curiosita' lo porta ad indagare, anche perche' la moglie del presunto assassino chiede il suo aiuto. Il racconto non e' all'altezza de "Il caso dei cioccolatini avvelenati" ma la simpatia tutta British di Ambrose lo rende una lettura gradevole. E' uno dei pochi gialli in cui sono riuscita a capire chi era l'assassino prima della comsueta spiegazione.

    ha scritto il 

  • 5

    Giallo molto elegante e divertente. La trama è originale e così il simpatico investigatore (una volta tanto non onnisciente) che si trova coinvolto suo malgrado in una vicenda dove tutto pare scontato, mentre non lo è. Leggo romanzi gialli da sempre e questa volta sono rimasta piacevolmente sorpr ...continua

    Giallo molto elegante e divertente. La trama è originale e così il simpatico investigatore (una volta tanto non onnisciente) che si trova coinvolto suo malgrado in una vicenda dove tutto pare scontato, mentre non lo è. Leggo romanzi gialli da sempre e questa volta sono rimasta piacevolmente sorpresa, trovando una trama più originale di quanto non mi aspettassi. Naturalmente si tratta del classico giallo di scuola inglese che, come ha osservato un altro lettore, nella caratterizzazione dei personaggi ricorda il grande Wodehouse.

    ha scritto il 

  • 2

    All'inizio lo humour tipicamente british di Berkeley crea alcune situazioni estremamente divertenti. Ma l'indagine che segue è costellata da ingenuità eccessive, anche per un giallo degli Anni Venti, e la soluzione finale è scarsamente convincente.
    Un'opera minore per l'autore di quel capol ...continua

    All'inizio lo humour tipicamente british di Berkeley crea alcune situazioni estremamente divertenti. Ma l'indagine che segue è costellata da ingenuità eccessive, anche per un giallo degli Anni Venti, e la soluzione finale è scarsamente convincente.
    Un'opera minore per l'autore di quel capolavoro che è "Il caso dei cioccolatini avvelenati".

    ha scritto il 

  • 5

    Piacevolissima lettura: indagine e divertimento ottimamente miscelati in questo mystery britannico che ricorda, nella caratterizzazione dei personaggi e nelle ambientazioni, il meglio di Wodehouse. Una bella scoperta questo autore.

    ha scritto il 

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