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Caino

Di

Editore: Feltrinelli (I Narratori)

4.0
(2258)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 142 | Formato: Paperback | In altre lingue: (altre lingue) Spagnolo , Portoghese , Catalano , Greco , Inglese , Tedesco

Isbn-10: 8807018063 | Isbn-13: 9788807018060 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Traduttore: Rita Desti

Disponibile anche come: Altri

Genere: Fiction & Literature , Philosophy , Religion & Spirituality

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Descrizione del libro
A vent'anni dal "Vangelo secondo Gesù Cristo", José Saramago torna a occuparsi di religione. Se in passato il premio Nobel portoghese ci aveva dato la sua versione del Nuovo Testamento, ora si cimenta con l'Antico. E sceglie il personaggio più negativo, la personificazione biblica del male, colui che uccide suo fratello: Caino. Capovolgendo la prospettiva tradizionale, Saramago ne fa un essere umano né migliore né peggiore degli altri. Il dio che viene fuori dalla narrazione è un dio malvagio, ingiusto e invidioso, che non sa veramente quello che vuole e soprattutto non ama gli uomini. È un dio che rifiuta, apparentemente solo per capriccio e indifferenza l'offerta di Caino, provocando così l'assassinio di Abele. Il destino di Caino è quello di un picaro che viaggia a cavallo di una mula attraverso lo spazio e il tempo, in una landa desolata agli albori dell'umanità. Ora da protagonista, ora da semplice spettatore, questo avventuriero un po' mascalzone attraversa tutti gli episodi più significativi della narrazione biblica: la cacciata dall'Eden, le avventure con l'insaziabile Lilith, il sacrificio di Isacco, la costruzione della Torre di Babele, la distruzione di Sodoma, l'episodio del vitello d'oro, le prove inflitte a Giobbe, e infine la vicenda dell'arca di Noè. Riscrittura ironica e personale della Bibbia, invenzione letteraria di uno scrittore nel pieno della maturità, compone un'allegoria che mette in scena l'assurdo di un dio che appare più crudele del peggiore degli uomini.
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  • 3

    ... casomai a qualcuno mancassero altre argomentazioni per contestare certe incongruenze bibliche!
    Caino mi fa tanta simpatia, e un po' di tenerezza. Lettura interessante... anche se ho sentito la man ...continua

    ... casomai a qualcuno mancassero altre argomentazioni per contestare certe incongruenze bibliche!
    Caino mi fa tanta simpatia, e un po' di tenerezza. Lettura interessante... anche se ho sentito la mancanza della punteggiatura.

    ha scritto il 

  • 4

    Il Saramago "biblico" che mi è piaciuto di più

    Saramago odia Dio (anzi, dio) e ama gli uomini. O almeno si schiera dalla loro parte, convinto dell'inspiegabilità di certe verità date per certe sulla divinità. Forse è il Saramago biblico che mi è p ...continua

    Saramago odia Dio (anzi, dio) e ama gli uomini. O almeno si schiera dalla loro parte, convinto dell'inspiegabilità di certe verità date per certe sulla divinità. Forse è il Saramago biblico che mi è piaciuto di più: immaginare Caino viaggiatore nel tempo, che incontra Abramo, Noè, che vede cadere Sodoma e Gomorra, la torre di Babele, Gerico... è un modo insolito per riprendere in mano il catechismo di quando ero piccola.
    Alla fine, accetti che ci sia un po' di Caino in ognuno di noi.

    ha scritto il 

  • 4

    Saramago usa la figura di Caino per evidenziare la meschinità e la cattiveria di cui è intrisa la Bibbia. Lo fa errare avanti e indietro attraverso il vecchio testamento (da Adamo e Eva a Sodoma e Gom ...continua

    Saramago usa la figura di Caino per evidenziare la meschinità e la cattiveria di cui è intrisa la Bibbia. Lo fa errare avanti e indietro attraverso il vecchio testamento (da Adamo e Eva a Sodoma e Gomorra, da Gerico alla Torre di Babele, dal sacrificio di Abramo all’arca di Noe, ecc.) e in modo anarchico e con sottile umorismo descrive un Dio sterminatore senza scrupoli.
    E’ un libro di facile lettura (nonostante la punteggiatura e l’uso delle maiuscole in modo aleatorio o forse proprio grazie a questi espedienti) e scorrevole. Ma fa riflettere.
    Posso anche capire le critiche della chiesa cattolica portoghese all’uscita del libro.
    A me è piaciuto molto.
    Nelle varie recensioni ho letto che Il vangelo secondo Gesù Cristo è ancora meglio: va diretto nelle mia wishlist!

    ha scritto il 

  • 5

    Come nel suo altissimo e inarrivabile Vangelo, Saramago torna a confrontarsi con il divino e lo fa con voce ferma e fermo intendimento: qui, la religione si fa carne e sangue; umano è divino sono div ...continua

    Come nel suo altissimo e inarrivabile Vangelo, Saramago torna a confrontarsi con il divino e lo fa con voce ferma e fermo intendimento: qui, la religione si fa carne e sangue; umano è divino sono divisi ma si dividono anche gli stessi tempi e spazi; soprattutto, per l'Uomo è Dio vale la stessa cosa: il peggiore dei mali, il vero peccato, e' l'esistenza

    ha scritto il 

  • 4

    Frasi dal libro

    “Abele aveva il suo bestiame, caino il suo agro, e, come dettavano la tradizione e il dovere religioso, offrirono al signore le primizie del proprio lavoro, bruciando abele la tenera carne di un agnel ...continua

    “Abele aveva il suo bestiame, caino il suo agro, e, come dettavano la tradizione e il dovere religioso, offrirono al signore le primizie del proprio lavoro, bruciando abele la tenera carne di un agnello e caino i prodotti della terra, un mucchietto di spighe e sementi. il fumo della carne offerta da abele salì in linea retta fino a sparire nello spazio infinito, segno che il signore accettava il sacrificio e se ne compiaceva, mentre il fumo dei vegetali di caino, coltivati con un amore quanto meno uguale, non andò lontano, disperdendosi immediatamente lì, a poca altezza dal suolo, il che significava che il signore lo rifiutava senza alcun riguardo.”
    https://frasiarzianti.wordpress.com/2015/04/02/caino-jose-saramago/

    ha scritto il 

  • *** Attenzione: di seguito anticipazioni sulla trama (SPOILER) ***

    3

    Il Caino di Saramago

    Se si legge l’Antico Testamento come la storia dell’umanità rivelata da Dio e quindi anche come testimonianza di Verità, ne risulta un miscuglio di inesattezze, di incongruenze logiche, scientifiche e ...continua

    Se si legge l’Antico Testamento come la storia dell’umanità rivelata da Dio e quindi anche come testimonianza di Verità, ne risulta un miscuglio di inesattezze, di incongruenze logiche, scientifiche e assurdità morali. Se si leggesse la Divina Commedia come verità rivelata, risulterebbe parimenti assurda. Però l’opera di Dante è un’allegoria poetica e armoniosa, inventata da un genio assoluto e nessuno ha mai osato affermare che fosse una testimonianza della Verità. È una grandiosa opera d’arte.
    Forse sarebbe considerata un’opera d’arte anche la Bibbia se fosse letta come una lunga favola allegorica? Forse, ma non di quelle da leggere ai propri figli o nipoti prima della nanna e sicuramente avrebbe un valore letterario inferiore rispetto alla Commedia dantesca, al Paradiso di Milton, ai mirabolanti Viaggi di Gulliver, all’Orlando furioso, innamorato e via dicendo.
    Saramago parte dal fatto che per molti la Bibbia non è una pura invenzione, che gran parte dell’umanità non la considera e non l’ha mai considerata per secoli una storia di pura fantasia. Così il Nostro dimentica per una volta il suo ateismo e, usando la sua abile penna, combatte il racconto “rivelato” dal Dio giudaico-cristiano sul suo stesso campo, usando le sue stesse armi. Ne risulta un racconto ironico e divertente che fa riflettere soprattutto i credenti, perché a loro è principalmente indirizzato.
    Caino rappresenta l’uomo con la sua forza e le sue debolezze, con la sua intelligenza e le sue pulsioni e soprattutto non è né cattivo né buono, ma un insieme delle due cose. Egli salva Isacco dal sacrificio che Abramo sta per compiere sul figlio, ma va fino in fondo quando decide di uccidere la famiglia di Noè per gettare alle ortiche il perfido progetto della divinità. Il dio di Saramago è il secondo protagonista del racconto. Irascibile, vendicativo, disordinato, indeciso e illogicamente, inutilmente cattivo. Questo dio supera in malvagità persino Satana che appare davvero un povero diavolo al suo confronto. Insomma non è assolutamente onnisciente, onnipotente e infinitamente buono come ci hanno insegnato da bambini.
    In conclusione, Caino è il protagonista di un racconto che rivaluta la figura dell’uomo assegnandogli il ruolo di ribelle contro l’ideologia religiosa. Egli rappresenta il raziocinio contrapposto alla cieca ubbidienza, lo spirito libero contro la sottomissione acritica.
    Alla fine del racconto la satira diventa assoluta padrona della storia: il finale deciso da dio viene completamente stravolto, annullato e con esso la creazione stessa dell’umanità così come dio l’aveva concepita.
    Unica nota negativa: la sciagurata scelta dell'autore (o dell’editore) di scrivere senza punteggiatura. Quale valore narrativo aggiunto acquista un libro scritto tutto di seguito, dove i discorsi diretti sono segnati solo dalla maiuscola e nient'altro?

    ha scritto il 

  • 4

    Chapeau, Josè

    Quante conversioni all'ultimo istante!
    E quanti anticlericali, agnostici o atei dichiarati hanno un prete per amico!
    Un prete è per sempre.
    Un prete che in questi casi- la morte improvvisa o il preci ...continua

    Quante conversioni all'ultimo istante!
    E quanti anticlericali, agnostici o atei dichiarati hanno un prete per amico!
    Un prete è per sempre.
    Un prete che in questi casi- la morte improvvisa o il precipitare di un malanno del mangiapreti- è sempre pronto a giurare che l'amico, fresco defunto, fosse stato un credente inconsapevole il cui dubbio o la professione aperta e spesso arrogante di libero pensatore non era altro che una dichiarazione d'amore mascherata. E giù con l'olio santo per agevolare l'apertura dei cardini arrugginiti del vetusto portone del paradiso e l’aggiunta di un bel funerale religioso con relativo applauso.

    E allora Chapeau a Saramago, vigile fino all’ultimo con quella sua “fissa” del dio dell’antico testamento, sulle contraddizioni del fatale racconto (Leggi Bibbia) con cui si sono misurate, fino al 1789, tutte le forme di governo dell’occidente (leggi teocratico si/no) dopo il successo ottenuto dall’ultimo dei suoi profeti Leggi povero Cristo).
    O, meglio, il penultimo perché quello salito agli onori seicento anni dopo non solo ne ha superato il successo, ma ha scatenato un gara che alimenta, ancora oggi, le ultime industrie che tirano, quelle belliche.
    Chi di noi non ha imprecato tra sé e sé contro l’assurdo dictat a quei due poveretti di doversene stare a guardare i profumati pomi marcire sull’albero senza allungare le mani?
    E chi non si è sentito ribollire il sangue sentendo magnificare padre Abramo che, così, un giorno tenta di sgozzare il suo figliolo e senza chiedersi del perché e del per come il suo dio ha avuto quel ghiribizzo di ordinarglielo!
    Di Abele, però, avevo sempre avuto un ottimo concetto e mai avrei sospettato quanto subdola fosse stata quella bontà. Bastava riflettere che, a lui il pastore, non gli costava niente scannare un agnellino per variare la dieta, altrimenti limitata al latte e ai suoi derivati – col rischio di diventare intollerante-, chiamandolo sacrificio e farsi bello a discapito del fratello, contadino e gran lavoratore?
    E allora: Caino forever!
    Il meschinello, senza colpa alcuna come del resto papà e mamma, si ritrova a dover mettere pezze alle malefatte presenti e future del vecchi barbuto.
    Va avanti e indietro nel tempo, roba da scombussolare anche le menti più temprate.
    Si trova in compagnia di fratelli e sorelle disseminati dal vecchio demente fuori da quell’eden, che alla fin fine non doveva che essere un’oasetta, venuto fuori per caso dal suo abracadabra che sarà stata la creazione.
    E’ costretto a fare il toro da monta per tamponare gli sballati progetti del vecchio beone Noè, incredibilmente prescelto per salvare l’umanità. E per giunta tenta di salvarla ( l’umanità) dalle assurde guerre scatenate sempre da quell’inverosimile padre eterno.
    E allora Chapeau a Saramago. Ottimo e coerente testamento, Josè!

    P.S. Il commento è stato postato tre anni e tanticchia fa. Non lo ho ritrovato ma io ho la certelletta sul pc con tutte le recensioni, perciò li ho fregati! Anche la data :-))

    ha scritto il 

  • 3

    Poco

    Non so quanto mi sia divertito. Anzi, lo so: poco. Dopo aver letto Caino sono anche poco più ateo di prima, poco più vecchio, poco più saggio e poco o pochissimo più stronzo, anche perché, modestament ...continua

    Non so quanto mi sia divertito. Anzi, lo so: poco. Dopo aver letto Caino sono anche poco più ateo di prima, poco più vecchio, poco più saggio e poco o pochissimo più stronzo, anche perché, modestamente, sto già messo bene per conto mio. Insomma, ci sono libri che, zitti zitti, hanno saputo infilarsi nelle smagliature della mia anima con maggior efficacia e hanno fatto più danni. O, almeno, mi hanno fatto riflettere, mi hanno intrattenuto piacevolmente o mi hanno imbrogliato o mi hanno fatto ridere o piangere.
    "Caino" due pregi li ha. Uno, una trama decisamente originale. Due: la capacità di irritare il colon. Non per i contenuti, ma per la sciagurata scelta dell'autore di scrivere senza punteggiatura. Che cazzo di valore aggiunto è questo? Qualcuno lo sa? Quale valore artistico acquista un libro scritto tutto di seguito, dove i discorsi diretti sono segnalati da una maiuscola e null'altro? Che idea fighissima! Non ci aveva pensato nessuno! Ci voleva un premio Nobel come Saramago per arrivarci. Ma vaffanculo!
    Per cui, a chi consiglio Caino? Sicuramente a qualche ateo che abbia finito il Sudoku e non abbia altro nella cesta in bagno. Invece, non lo consiglio certamente ai dislessici, non ai credenti perché potrebbero non gradire i calci in culo (metaforici) che Caino rifila a Dio, non a chi ama i thriller, perché tensione zero, non a chi mi chiedesse un consiglio per un buon libro. Ah, dimenticavo, va da sé che non lo consiglio nemmeno ad Abele.

    ha scritto il 

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