Caino

Di

Editore: Feltrinelli (I Narratori)

4.0
(2344)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 142 | Formato: Paperback | In altre lingue: (altre lingue) Spagnolo , Portoghese , Catalano , Greco , Inglese , Tedesco

Isbn-10: 8807018063 | Isbn-13: 9788807018060 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Traduttore: Rita Desti

Disponibile anche come: Altri , Copertina morbida e spillati

Genere: Narrativa & Letteratura , Filosofia , Religione & Spiritualità

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Descrizione del libro
A vent'anni dal "Vangelo secondo Gesù Cristo", José Saramago torna a occuparsi di religione. Se in passato il premio Nobel portoghese ci aveva dato la sua versione del Nuovo Testamento, ora si cimenta con l'Antico. E sceglie il personaggio più negativo, la personificazione biblica del male, colui che uccide suo fratello: Caino. Capovolgendo la prospettiva tradizionale, Saramago ne fa un essere umano né migliore né peggiore degli altri. Il dio che viene fuori dalla narrazione è un dio malvagio, ingiusto e invidioso, che non sa veramente quello che vuole e soprattutto non ama gli uomini. È un dio che rifiuta, apparentemente solo per capriccio e indifferenza l'offerta di Caino, provocando così l'assassinio di Abele. Il destino di Caino è quello di un picaro che viaggia a cavallo di una mula attraverso lo spazio e il tempo, in una landa desolata agli albori dell'umanità. Ora da protagonista, ora da semplice spettatore, questo avventuriero un po' mascalzone attraversa tutti gli episodi più significativi della narrazione biblica: la cacciata dall'Eden, le avventure con l'insaziabile Lilith, il sacrificio di Isacco, la costruzione della Torre di Babele, la distruzione di Sodoma, l'episodio del vitello d'oro, le prove inflitte a Giobbe, e infine la vicenda dell'arca di Noè. Riscrittura ironica e personale della Bibbia, invenzione letteraria di uno scrittore nel pieno della maturità, compone un'allegoria che mette in scena l'assurdo di un dio che appare più crudele del peggiore degli uomini.
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  • *** Attenzione: di seguito anticipazioni sulla trama (SPOILER) ***

    3

    Rivisitazione sarcastica e dissacrante del Vecchio Testamento, dove un dio (scritto minuscolo) crudele, capriccioso e tirannico decide, a suo esclusivo piacimento, la sorte di quegli esseri umani che ...continua

    Rivisitazione sarcastica e dissacrante del Vecchio Testamento, dove un dio (scritto minuscolo) crudele, capriccioso e tirannico decide, a suo esclusivo piacimento, la sorte di quegli esseri umani che ha creato
    Gli si oppone Caino, l’uomo con tutti i suoi limiti, ma mentalmente libero che rifiuta la cieca e insensata obbedienza pretesa dal creatore. Caino viaggia nel tempo e assiste inorridito ad una serie di episodi biblici che vengono in parte reinterpretati, stragi insensate come quella di Sodoma e Gomorra, in cui tutti gli abitanti vengono giustiziati, bambini compresi. 
Caino cerca di contrastare dio sia dialetticamente che nei fatti e alla fine riuscirà a beffarlo
    Non è il romanzo di Saramago che mi è piaciuto di più, ma sicuramente l’episodio finale è notevole e la scrittura con pochissima punteggiatura e senza virgolette è quella tipica dell’autore.

    ha scritto il 

  • 3

    È il primo libro che leggo dell'autore e ne ho apprezzato il sarcasmo.
    Direi che si tratta di un romanzo dissacrante, ma la verità è che con la sua lucida ironia Saramago non fa che portare alla luce ...continua

    È il primo libro che leggo dell'autore e ne ho apprezzato il sarcasmo.
    Direi che si tratta di un romanzo dissacrante, ma la verità è che con la sua lucida ironia Saramago non fa che portare alla luce le contraddizioni intrinseche delle Sacre Scritture, in particolare dell'Antico Testamento, che ha per protagonista un Dio volubile e incostante che punisce gli uomini quasi per un suo capriccio, tratto decisamente molto poco divino e ben più umano (la mancanza di rispetto dell'autore si rinviene nella scelta di non usare la maiuscola per i nomi propri).
    Non è molto di mio gradimento la mancanza di virgolette per il discorso diretto, tanto che i dialoghi appaiono quasi più come un flusso di pensiero dello stesso Caino. Capisco l'artificio narrativo voluto, ma in alcuni punti la lettura diventa decisamente zoppicante e disagevole.

    ha scritto il 

  • 5

    Be'...

    Quale sovrumano controllo della prosa; quale stile impareggiabile per sublime complessità; quale caustica e sagace ironia e spregiudicata irriverenza! Un libriccino che si legge in qualche ora, eppure ...continua

    Quale sovrumano controllo della prosa; quale stile impareggiabile per sublime complessità; quale caustica e sagace ironia e spregiudicata irriverenza! Un libriccino che si legge in qualche ora, eppure un sunto perfetto del modus operandi di Saramago. È esattamente con questo piccolo capolavoro che l'ho conosciuto e da lì è iniziata la mia dipendenza.

    ha scritto il 

  • 2

    Di Saramago meritano altri libri

    Chi mi conosce sa che amo Saramago, adoro il suo stile e la sua intelligenza dissacrante. Ma questo viaggio biblico in compagnia di Caino mi ha detto proprio poco. Non ho provato fastidio verso il tem ...continua

    Chi mi conosce sa che amo Saramago, adoro il suo stile e la sua intelligenza dissacrante. Ma questo viaggio biblico in compagnia di Caino mi ha detto proprio poco. Non ho provato fastidio verso il tema trattato, ma noia e mancanza di spunti di riflessione, come se il libro risultasse un po' tirato via... è la prima volta che mi capita con Saramago... comunque stile sempre altissimo!!

    ha scritto il 

  • 4

    Il dio scrittore

    Mai come in questo romanzo il narcisismo creativo di Saramago scopre le sue carte palesemente al lettore. Saramago è dio delle sue creazioni, questo lo sappiamo, ma qui ingaggia un dialogo/scontro con ...continua

    Mai come in questo romanzo il narcisismo creativo di Saramago scopre le sue carte palesemente al lettore. Saramago è dio delle sue creazioni, questo lo sappiamo, ma qui ingaggia un dialogo/scontro con il dio della Bibbia, a dimostrare quanto è vendicativo, ingiusto e rancoroso, condannando l’umanità, fatta a sua immagine e somiglianza, a condividere lo stesso difetto di fabbrica.

    Il Caino di Saramago, dopo aver ucciso Abele per colpa di dio, è costretto a vagare per il mondo in un viaggio spaziale e temporale che lo porterà ad essere testimone degli episodi più cruenti e sanguinosi della bibbia in cui dio punisce la disobbedienza e la degradazione morale dell'umanità. E mentre dio uccide senza pietà, Caino non si perdona il proprio assassinio, diventando così l’accusatore del dio spietato e vendicativo. Fino alla vendetta finale.

    In questo libro Saramago è molto ironico e divertente ma ha tutti i difetti dello scrittore narcisista che non lascia spazi al lettore ma anzi usa il proprio potere creativo per spiazzarlo, invece che per portarlo con sé. Sono gli stessi difetti che avevo rilevato in Cecità. Qui però, almeno per me, il divertimento riesce a far dimenticare il fastidio.

    ha scritto il 

  • 0

    Sorprendente.

    Sarebbe meglio dire dissacrante, ironico e sarcastico quel che basta per mettere nero su bianco le contraddizioni di un dio davvero poco umano. Il ribaltamento delle parti, caino che sorprende per i s ...continua

    Sarebbe meglio dire dissacrante, ironico e sarcastico quel che basta per mettere nero su bianco le contraddizioni di un dio davvero poco umano. Il ribaltamento delle parti, caino che sorprende per i suoi atteggiamenti così umani e una capacità di disamina veramente profonda. Un libro sorpresa che entra nel novero dei miei preferiti.

    ha scritto il 

  • 4

    Dopo il Vangelo secondo Gesù Cristo stavolta Saramago è alle prese con il Vecchio Testamento, Adamo ed Eva, Abramo e Isacco, ma soprattutto con la figura rivisitata, a modo suo, di Dio. E' un libro co ...continua

    Dopo il Vangelo secondo Gesù Cristo stavolta Saramago è alle prese con il Vecchio Testamento, Adamo ed Eva, Abramo e Isacco, ma soprattutto con la figura rivisitata, a modo suo, di Dio. E' un libro complesso e profondo, fa pensare e riflettere, originale, di quelli che fa irretire, la struttura narrativa è diretta ed immediata, descrive un Caino che incute forti passioni e sentimenti di violenta irritazione e paura, sconforto, timore, isolamento, di desiderio di ribellarsi ad un destino già deciso da un Dio lontano e tiranno. E' in questo modo che il Caino di Saramago assomiglia ad un eroe che combatte contro la propria tragica sorte, non viene rappresentato come un assassino fratricida e crudele, ma come un paladino che ha imparato a distinguere il bene dal male. La domanda che il lettore fa alla fine e che indirettamente l'A. suggerisce, è quella se un simile Dio possa essere considerato così misericordioso e benevolo nei confronti delle debolezze umane. In questo penso stia il succo di tutto il racconto: nel ribaltamento della tipica figura malvagia guidata da quella forza oscura e che soprendentemente viene tradotta e ricostituita in una figura buona e soggetta al potere di un Dio senza ragione, un Dio crudele nei confronti di ciò che lui stesso è riuscito a creare.

    ha scritto il 

  • 1

    Odio i libri senza punteggiatura.. Era una critica verso la religione in se, verso coloro che credono ciecamente nella religione o verso coloro che si professano religiosi e poi di religioso hanno sol ...continua

    Odio i libri senza punteggiatura.. Era una critica verso la religione in se, verso coloro che credono ciecamente nella religione o verso coloro che si professano religiosi e poi di religioso hanno solo una croce appesa al collo?
    Bè se era tutto questo sono d'accordo, però sta di fatto che non mi piace come scrive e alla fine il libro mi è risultato illegibile e mi sono imposta di finirlo solo perché voglio bene a chi me lo ha consigliato. Flavia parlo di te ❤️

    ha scritto il 

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