Caino

Di

Editore: Feltrinelli (I Narratori)

4.0
(2361)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 142 | Formato: Paperback | In altre lingue: (altre lingue) Spagnolo , Portoghese , Catalano , Greco , Inglese , Tedesco

Isbn-10: 8807018063 | Isbn-13: 9788807018060 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Traduttore: Rita Desti

Disponibile anche come: Altri , Copertina morbida e spillati

Genere: Narrativa & Letteratura , Filosofia , Religione & Spiritualità

Ti piace Caino?
Iscriviti ad aNobii per vedere chi dei tuoi amici lo ha letto, e scopri libri simili!

Registrati gratis

ACQUISTA LIBRO
Acquisto non disponibile
per questo libro
Descrizione del libro
A vent'anni dal "Vangelo secondo Gesù Cristo", José Saramago torna a occuparsi di religione. Se in passato il premio Nobel portoghese ci aveva dato la sua versione del Nuovo Testamento, ora si cimenta con l'Antico. E sceglie il personaggio più negativo, la personificazione biblica del male, colui che uccide suo fratello: Caino. Capovolgendo la prospettiva tradizionale, Saramago ne fa un essere umano né migliore né peggiore degli altri. Il dio che viene fuori dalla narrazione è un dio malvagio, ingiusto e invidioso, che non sa veramente quello che vuole e soprattutto non ama gli uomini. È un dio che rifiuta, apparentemente solo per capriccio e indifferenza l'offerta di Caino, provocando così l'assassinio di Abele. Il destino di Caino è quello di un picaro che viaggia a cavallo di una mula attraverso lo spazio e il tempo, in una landa desolata agli albori dell'umanità. Ora da protagonista, ora da semplice spettatore, questo avventuriero un po' mascalzone attraversa tutti gli episodi più significativi della narrazione biblica: la cacciata dall'Eden, le avventure con l'insaziabile Lilith, il sacrificio di Isacco, la costruzione della Torre di Babele, la distruzione di Sodoma, l'episodio del vitello d'oro, le prove inflitte a Giobbe, e infine la vicenda dell'arca di Noè. Riscrittura ironica e personale della Bibbia, invenzione letteraria di uno scrittore nel pieno della maturità, compone un'allegoria che mette in scena l'assurdo di un dio che appare più crudele del peggiore degli uomini.
Ordina per
  • 4

    "Meglio tardi che mai, rispose l'angelo con prosopopea, come se avesse appena enunciato una verità elementare, Ti sbagli, mai non è il contrario di tardi, il contrario di tardi è troppo tardi, gli ris ...continua

    "Meglio tardi che mai, rispose l'angelo con prosopopea, come se avesse appena enunciato una verità elementare, Ti sbagli, mai non è il contrario di tardi, il contrario di tardi è troppo tardi, gli rispose caino."

    ha scritto il 

  • 3

    Il cattivo Caino visse a lungo - scrive Saramago: tanto da poter raccontare "l'episodio di un uomo di nome Abramo a cui il Signore aveva ordinato di sacrificargli il proprio figlio, poi quello di una ...continua

    Il cattivo Caino visse a lungo - scrive Saramago: tanto da poter raccontare "l'episodio di un uomo di nome Abramo a cui il Signore aveva ordinato di sacrificargli il proprio figlio, poi quello di una grande torre con cui gli uomini volevano arrivare al cielo e che il Signore abbattè con un soffio, subito dopo quello di una città dove gli uomini preferivano andare a letto con altri uomini e del castigo di fuoco e zolfo che il Signore aveva fatto cadere su di loro senza risparmiare i bambini, che non sapevano ancora ciò che avrebbero voluto nel futuro, successivamente quello di un enorme assembramento di gente alle pendici di un monte che chiamavano Sinai e la fattura di un vitello d'oro che adorarono e perciò morirono in tanti, quello della città di Madian che osò uccidere trentasei soldati di un esercito denominato israelita e la cui popolazione fu sterminata fino all'ultimo bambino, quello di un'altra città, chiamata Gerico, le cui mura furono abbattute dal clamore di trombe fatte con corni d'ariete e poi la distruzione di tutto quanto vi era all'interno, compresi, oltre a uomini e donne, giovani e vecchi, anche i buoi, le pecore e i giumenti". Eccetera, eccetera.
    Il cattivo Caino visse a lungo - scrive Saramago: tanto da toccare con mano la cattiveria di Dio.

    ha scritto il 

  • 4

    Leggere Caino in metropolitana e non accorgersi del tempo che passa, per lo più ridendo: perché l'opera di Saramago ha, nel dissacrare la materia biblica delle origini, un che di esilarante. Caino, a ...continua

    Leggere Caino in metropolitana e non accorgersi del tempo che passa, per lo più ridendo: perché l'opera di Saramago ha, nel dissacrare la materia biblica delle origini, un che di esilarante. Caino, a parte la "piccola" parentesi rabbiosa del fratricidio, è un saggio umile e contrito che si muove tra vari spazi temporali non sempre consecutivi, incontrando personaggi monumentali come Noè, Giobbe, Giosuè, Lot, Isacco, Abramo, che, spesso, il suo buon senso banalizza e ridicolizza, come dire che il Cattivo non è (quasi) mai più negativo degli altri. Ma il peggior personaggio che Caino incontra sulla sua strada è Dio: scaltro, vendicativo, paranoico, suscettibile, anaffettivo, antipatico, borioso. Se non ci si scandalizza di questo, l'opera si legge bene e con piacere fino al geniale ed imprevedibile finale.
    Inoltre, se non fosse stata scritta senza punteggiatura (che viziaccio...), avrei dato un punteggio più alto; ma la mancanza degli ordinari riferimenti visivi mi hanno un po' affaticato.

    ha scritto il 

  • 1

    Pessimo libro, scritto male, ripetitivo, populista e demagogico nella continua ripetizione dell'"orrore per i bambini morti bruciati a Sodoma" (sic).
    Tanto ho amato il Vangelo, opera sublime, di immen ...continua

    Pessimo libro, scritto male, ripetitivo, populista e demagogico nella continua ripetizione dell'"orrore per i bambini morti bruciati a Sodoma" (sic).
    Tanto ho amato il Vangelo, opera sublime, di immensa forza, inno supremo alla primazia dell'Uomo sul dio, invidioso, megalomane, sanguinario, assetato di potenza, tanto mi ha irritato Caino. Ancor di più, poi, dacché, prima di leggerlo, amando Saramago e conoscendolo bene, avevo immaginato cosa questi avrebbe potuto fare con una materia narrativa di tale potenza.
    Ecco ha fatto una lista della spesa che a un bambino veniva meglio. I personaggi sono abbozzati, la storia inconcludente, impalpabile, inutile. Non aggiunge nulla, non intrattiene nemmeno. Pure la scrittura, di solito in Saramago eccelsa, con il lungo periodare musicale, qui è spezzettata, quasi affaticata. Tutti si invecchia dopotutto e ci sta.
    I libri sono scritti bene o sono scritti male. Quando un autore ha un obiettivo differente, dimostrare qualcosa, sbaglia. Non dovrebbe scrivere un romanza ma un manifesto politico o culturale, cose bellissime certo, importanti, ma non arte. E qui Saramago ha sbagliato.
    Succede.

    ha scritto il 

  • *** Attenzione: di seguito anticipazioni sulla trama (SPOILER) ***

    3

    Rivisitazione sarcastica e dissacrante del Vecchio Testamento, dove un dio (scritto minuscolo) crudele, capriccioso e tirannico decide, a suo esclusivo piacimento, la sorte di quegli esseri umani che ...continua

    Rivisitazione sarcastica e dissacrante del Vecchio Testamento, dove un dio (scritto minuscolo) crudele, capriccioso e tirannico decide, a suo esclusivo piacimento, la sorte di quegli esseri umani che ha creato
    Gli si oppone Caino, l’uomo con tutti i suoi limiti, ma mentalmente libero che rifiuta la cieca e insensata obbedienza pretesa dal creatore. Caino viaggia nel tempo e assiste inorridito ad una serie di episodi biblici che vengono in parte reinterpretati, stragi insensate come quella di Sodoma e Gomorra, in cui tutti gli abitanti vengono giustiziati, bambini compresi. 
Caino cerca di contrastare dio sia dialetticamente che nei fatti e alla fine riuscirà a beffarlo
    Non è il romanzo di Saramago che mi è piaciuto di più, ma sicuramente l’episodio finale è notevole e la scrittura con pochissima punteggiatura e senza virgolette è quella tipica dell’autore.

    ha scritto il 

  • 3

    È il primo libro che leggo dell'autore e ne ho apprezzato il sarcasmo.
    Direi che si tratta di un romanzo dissacrante, ma la verità è che con la sua lucida ironia Saramago non fa che portare alla luce ...continua

    È il primo libro che leggo dell'autore e ne ho apprezzato il sarcasmo.
    Direi che si tratta di un romanzo dissacrante, ma la verità è che con la sua lucida ironia Saramago non fa che portare alla luce le contraddizioni intrinseche delle Sacre Scritture, in particolare dell'Antico Testamento, che ha per protagonista un Dio volubile e incostante che punisce gli uomini quasi per un suo capriccio, tratto decisamente molto poco divino e ben più umano (la mancanza di rispetto dell'autore si rinviene nella scelta di non usare la maiuscola per i nomi propri).
    Non è molto di mio gradimento la mancanza di virgolette per il discorso diretto, tanto che i dialoghi appaiono quasi più come un flusso di pensiero dello stesso Caino. Capisco l'artificio narrativo voluto, ma in alcuni punti la lettura diventa decisamente zoppicante e disagevole.

    ha scritto il 

  • 5

    Be'...

    Quale sovrumano controllo della prosa; quale stile impareggiabile per sublime complessità; quale caustica e sagace ironia e spregiudicata irriverenza! Un libriccino che si legge in qualche ora, eppure ...continua

    Quale sovrumano controllo della prosa; quale stile impareggiabile per sublime complessità; quale caustica e sagace ironia e spregiudicata irriverenza! Un libriccino che si legge in qualche ora, eppure un sunto perfetto del modus operandi di Saramago. È esattamente con questo piccolo capolavoro che l'ho conosciuto e da lì è iniziata la mia dipendenza.

    ha scritto il 

  • 2

    Di Saramago meritano altri libri

    Chi mi conosce sa che amo Saramago, adoro il suo stile e la sua intelligenza dissacrante. Ma questo viaggio biblico in compagnia di Caino mi ha detto proprio poco. Non ho provato fastidio verso il tem ...continua

    Chi mi conosce sa che amo Saramago, adoro il suo stile e la sua intelligenza dissacrante. Ma questo viaggio biblico in compagnia di Caino mi ha detto proprio poco. Non ho provato fastidio verso il tema trattato, ma noia e mancanza di spunti di riflessione, come se il libro risultasse un po' tirato via... è la prima volta che mi capita con Saramago... comunque stile sempre altissimo!!

    ha scritto il 

  • 4

    Il dio scrittore

    Mai come in questo romanzo il narcisismo creativo di Saramago scopre le sue carte palesemente al lettore. Saramago è dio delle sue creazioni, questo lo sappiamo, ma qui ingaggia un dialogo/scontro con ...continua

    Mai come in questo romanzo il narcisismo creativo di Saramago scopre le sue carte palesemente al lettore. Saramago è dio delle sue creazioni, questo lo sappiamo, ma qui ingaggia un dialogo/scontro con il dio della Bibbia, a dimostrare quanto è vendicativo, ingiusto e rancoroso, condannando l’umanità, fatta a sua immagine e somiglianza, a condividere lo stesso difetto di fabbrica.

    Il Caino di Saramago, dopo aver ucciso Abele per colpa di dio, è costretto a vagare per il mondo in un viaggio spaziale e temporale che lo porterà ad essere testimone degli episodi più cruenti e sanguinosi della bibbia in cui dio punisce la disobbedienza e la degradazione morale dell'umanità. E mentre dio uccide senza pietà, Caino non si perdona il proprio assassinio, diventando così l’accusatore del dio spietato e vendicativo. Fino alla vendetta finale.

    In questo libro Saramago è molto ironico e divertente ma ha tutti i difetti dello scrittore narcisista che non lascia spazi al lettore ma anzi usa il proprio potere creativo per spiazzarlo, invece che per portarlo con sé. Sono gli stessi difetti che avevo rilevato in Cecità. Qui però, almeno per me, il divertimento riesce a far dimenticare il fastidio.

    ha scritto il 

Ordina per