Caino

Di

Editore: Feltrinelli (I Narratori)

4.0
(2323)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 142 | Formato: Paperback | In altre lingue: (altre lingue) Spagnolo , Portoghese , Catalano , Greco , Inglese , Tedesco

Isbn-10: 8807018063 | Isbn-13: 9788807018060 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Traduttore: Rita Desti

Disponibile anche come: Altri , Copertina morbida e spillati

Genere: Narrativa & Letteratura , Filosofia , Religione & Spiritualità

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Descrizione del libro
A vent'anni dal "Vangelo secondo Gesù Cristo", José Saramago torna a occuparsi di religione. Se in passato il premio Nobel portoghese ci aveva dato la sua versione del Nuovo Testamento, ora si cimenta con l'Antico. E sceglie il personaggio più negativo, la personificazione biblica del male, colui che uccide suo fratello: Caino. Capovolgendo la prospettiva tradizionale, Saramago ne fa un essere umano né migliore né peggiore degli altri. Il dio che viene fuori dalla narrazione è un dio malvagio, ingiusto e invidioso, che non sa veramente quello che vuole e soprattutto non ama gli uomini. È un dio che rifiuta, apparentemente solo per capriccio e indifferenza l'offerta di Caino, provocando così l'assassinio di Abele. Il destino di Caino è quello di un picaro che viaggia a cavallo di una mula attraverso lo spazio e il tempo, in una landa desolata agli albori dell'umanità. Ora da protagonista, ora da semplice spettatore, questo avventuriero un po' mascalzone attraversa tutti gli episodi più significativi della narrazione biblica: la cacciata dall'Eden, le avventure con l'insaziabile Lilith, il sacrificio di Isacco, la costruzione della Torre di Babele, la distruzione di Sodoma, l'episodio del vitello d'oro, le prove inflitte a Giobbe, e infine la vicenda dell'arca di Noè. Riscrittura ironica e personale della Bibbia, invenzione letteraria di uno scrittore nel pieno della maturità, compone un'allegoria che mette in scena l'assurdo di un dio che appare più crudele del peggiore degli uomini.
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  • 5

    Be'...

    Quale sovrumano controllo della prosa; quale stile impareggiabile per sublime complessità; quale caustica e sagace ironia e spregiudicata irriverenza! Un libriccino che si legge in qualche ora, eppure ...continua

    Quale sovrumano controllo della prosa; quale stile impareggiabile per sublime complessità; quale caustica e sagace ironia e spregiudicata irriverenza! Un libriccino che si legge in qualche ora, eppure un sunto perfetto del modus operandi di Saramago. È esattamente con questo piccolo capolavoro che l'ho conosciuto e da lì è iniziata la mia dipendenza.

    ha scritto il 

  • 2

    Di Saramago meritano altri libri

    Chi mi conosce sa che amo Saramago, adoro il suo stile e la sua intelligenza dissacrante. Ma questo viaggio biblico in compagnia di Caino mi ha detto proprio poco. Non ho provato fastidio verso il tem ...continua

    Chi mi conosce sa che amo Saramago, adoro il suo stile e la sua intelligenza dissacrante. Ma questo viaggio biblico in compagnia di Caino mi ha detto proprio poco. Non ho provato fastidio verso il tema trattato, ma noia e mancanza di spunti di riflessione, come se il libro risultasse un po' tirato via... è la prima volta che mi capita con Saramago... comunque stile sempre altissimo!!

    ha scritto il 

  • 4

    Il dio scrittore

    Mai come in questo romanzo il narcisismo creativo di Saramago scopre le sue carte palesemente al lettore. Saramago è dio delle sue creazioni, questo lo sappiamo, ma qui ingaggia un dialogo/scontro con ...continua

    Mai come in questo romanzo il narcisismo creativo di Saramago scopre le sue carte palesemente al lettore. Saramago è dio delle sue creazioni, questo lo sappiamo, ma qui ingaggia un dialogo/scontro con il dio della Bibbia, a dimostrare quanto è vendicativo, ingiusto e rancoroso, condannando l’umanità, fatta a sua immagine e somiglianza, a condividere lo stesso difetto di fabbrica.

    Il Caino di Saramago, dopo aver ucciso Abele per colpa di dio, è costretto a vagare per il mondo in un viaggio spaziale e temporale che lo porterà ad essere testimone degli episodi più cruenti e sanguinosi della bibbia in cui dio punisce la disobbedienza e la degradazione morale dell'umanità. E mentre dio uccide senza pietà, Caino non si perdona il proprio assassinio, diventando così l’accusatore del dio spietato e vendicativo. Fino alla vendetta finale.

    In questo libro Saramago è molto ironico e divertente ma ha tutti i difetti dello scrittore narcisista che non lascia spazi al lettore ma anzi usa il proprio potere creativo per spiazzarlo, invece che per portarlo con sé. Sono gli stessi difetti che avevo rilevato in Cecità. Qui però, almeno per me, il divertimento riesce a far dimenticare il fastidio.

    ha scritto il 

  • 0

    Sorprendente.

    Sarebbe meglio dire dissacrante, ironico e sarcastico quel che basta per mettere nero su bianco le contraddizioni di un dio davvero poco umano. Il ribaltamento delle parti, caino che sorprende per i s ...continua

    Sarebbe meglio dire dissacrante, ironico e sarcastico quel che basta per mettere nero su bianco le contraddizioni di un dio davvero poco umano. Il ribaltamento delle parti, caino che sorprende per i suoi atteggiamenti così umani e una capacità di disamina veramente profonda. Un libro sorpresa che entra nel novero dei miei preferiti.

    ha scritto il 

  • 4

    Dopo il Vangelo secondo Gesù Cristo stavolta Saramago è alle prese con il Vecchio Testamento, Adamo ed Eva, Abramo e Isacco, ma soprattutto con la figura rivisitata, a modo suo, di Dio. E' un libro co ...continua

    Dopo il Vangelo secondo Gesù Cristo stavolta Saramago è alle prese con il Vecchio Testamento, Adamo ed Eva, Abramo e Isacco, ma soprattutto con la figura rivisitata, a modo suo, di Dio. E' un libro complesso e profondo, fa pensare e riflettere, originale, di quelli che fa irretire, la struttura narrativa è diretta ed immediata, descrive un Caino che incute forti passioni e sentimenti di violenta irritazione e paura, sconforto, timore, isolamento, di desiderio di ribellarsi ad un destino già deciso da un Dio lontano e tiranno. E' in questo modo che il Caino di Saramago assomiglia ad un eroe che combatte contro la propria tragica sorte, non viene rappresentato come un assassino fratricida e crudele, ma come un paladino che ha imparato a distinguere il bene dal male. La domanda che il lettore fa alla fine e che indirettamente l'A. suggerisce, è quella se un simile Dio possa essere considerato così misericordioso e benevolo nei confronti delle debolezze umane. In questo penso stia il succo di tutto il racconto: nel ribaltamento della tipica figura malvagia guidata da quella forza oscura e che soprendentemente viene tradotta e ricostituita in una figura buona e soggetta al potere di un Dio senza ragione, un Dio crudele nei confronti di ciò che lui stesso è riuscito a creare.

    ha scritto il 

  • 1

    Odio i libri senza punteggiatura.. Era una critica verso la religione in se, verso coloro che credono ciecamente nella religione o verso coloro che si professano religiosi e poi di religioso hanno sol ...continua

    Odio i libri senza punteggiatura.. Era una critica verso la religione in se, verso coloro che credono ciecamente nella religione o verso coloro che si professano religiosi e poi di religioso hanno solo una croce appesa al collo?
    Bè se era tutto questo sono d'accordo, però sta di fatto che non mi piace come scrive e alla fine il libro mi è risultato illegibile e mi sono imposta di finirlo solo perché voglio bene a chi me lo ha consigliato. Flavia parlo di te ❤️

    ha scritto il 

  • 4

    surreale

    questo libro arriva dopo vent'anni dal vangelo secondo gesù cristo e il lettore viene preso in giro alla grande. forse saramago voleva farci dispetto e lasciare che i suoi capolavori restassero altri. ...continua

    questo libro arriva dopo vent'anni dal vangelo secondo gesù cristo e il lettore viene preso in giro alla grande. forse saramago voleva farci dispetto e lasciare che i suoi capolavori restassero altri. qui caino viene mandato su e giù nel tempo per conoscere i principali protagonisti del vecchio testamento, in sfida continua contro quel dio vendicativo e diffidente che lo contraddistingue.
    dove sta l'aspetto surreale? nel fatto che la potenzialità ironica di saramago ha sempre fatto capolino, nei suoi libri, ma mai in maniera così lampante.

    ha scritto il 

  • 3

    Un Dio diverso

    Non un capolavoro, ma dopo averlo letto ci si porta via un punto di vista, quello di una persona (Caino, Saramago) libera dai preconcetti e dagli insegnamenti con cui ogni cristiano viene cresciuto, t ...continua

    Non un capolavoro, ma dopo averlo letto ci si porta via un punto di vista, quello di una persona (Caino, Saramago) libera dai preconcetti e dagli insegnamenti con cui ogni cristiano viene cresciuto, tra cui quello di un Dio sempre giusto, misericordioso, che ama l’uomo. Reinterpretando e romanzando alcuni episodi salienti dell’Antico Testamento, Saramago mette in dubbio la “moralità” di un Dio che annienta Sodoma perché piena di peccatori, che mette alla prova i suoi fedeli con le peggiori disgrazie per testarne la fede, che con un diluvio distrugge l’intera umanità perché troppo corrotta. E guarda con occhio critico alla fede cieca, alla totale sottomissione ad una volontà superiore propria dei patriarchi ebrei (Abramo, Noè, Mosè etc) che mai misero in dubbio la parola di Dio.

    ha scritto il 

  • 3

    El Antiguo Testamento a los ojos de un impío.

    Saramago tiene muy definidas sus ideas sobre la religión y los textos sagrados. De muchas de sus obras -esta es una de ellas-, se desprende que tiene muy claro que la religión es un instrumento que mu ...continua

    Saramago tiene muy definidas sus ideas sobre la religión y los textos sagrados. De muchas de sus obras -esta es una de ellas-, se desprende que tiene muy claro que la religión es un instrumento que muchos han utilizado a lo largo de la Historia para dominar y reprimir a otros. Y los textos religiosos que se consideran normalmente la transcripción indudable de la palabra divina, son la herramienta que se utiliza como excusa para afianzar ese poder perverso. Pues bien, en esta novela desmonta a base de parodia y no poca burla algunos de los tópicos del Antiguo Testamento: Caín no es ese tipo malvado y odioso que todos creen, y el mismísimo Dios actúa movido por sentimientos muy poco divinos, es más bien un ser caprichoso y demasiado impetuoso que con frecuencia se deja dominar por el mal, como le pasaría a cualquier simple mortal.
    La novela se impregna de un aire jocoso en ocasiones, pero me da la sensación de que a Saramago se le escapa un poco el tino a la hora de inventar peripecias en las muchas idas y venidas de Caín a lo largo del argumento.
    El estilo se caracteriza por la espontaneidad de la escritura, con mezcla de diálogos, narraciones y descripciones sin solución de continuidad, sin apenas utilizar signos de puntuación. De ese modo la fluidez narrativa es total.

    ha scritto il 

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