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Caino

Di

Editore: Feltrinelli (I Narratori)

4.0
(2188)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 142 | Formato: Paperback | In altre lingue: (altre lingue) Spagnolo , Portoghese , Catalano , Greco , Inglese , Tedesco

Isbn-10: 8807018063 | Isbn-13: 9788807018060 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Traduttore: Rita Desti

Disponibile anche come: Altri

Genere: Fiction & Literature , Philosophy , Religion & Spirituality

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Descrizione del libro
A vent'anni dal "Vangelo secondo Gesù Cristo", José Saramago torna a occuparsi di religione. Se in passato il premio Nobel portoghese ci aveva dato la sua versione del Nuovo Testamento, ora si cimenta con l'Antico. E sceglie il personaggio più negativo, la personificazione biblica del male, colui che uccide suo fratello: Caino. Capovolgendo la prospettiva tradizionale, Saramago ne fa un essere umano né migliore né peggiore degli altri. Il dio che viene fuori dalla narrazione è un dio malvagio, ingiusto e invidioso, che non sa veramente quello che vuole e soprattutto non ama gli uomini. È un dio che rifiuta, apparentemente solo per capriccio e indifferenza l'offerta di Caino, provocando così l'assassinio di Abele. Il destino di Caino è quello di un picaro che viaggia a cavallo di una mula attraverso lo spazio e il tempo, in una landa desolata agli albori dell'umanità. Ora da protagonista, ora da semplice spettatore, questo avventuriero un po' mascalzone attraversa tutti gli episodi più significativi della narrazione biblica: la cacciata dall'Eden, le avventure con l'insaziabile Lilith, il sacrificio di Isacco, la costruzione della Torre di Babele, la distruzione di Sodoma, l'episodio del vitello d'oro, le prove inflitte a Giobbe, e infine la vicenda dell'arca di Noè. Riscrittura ironica e personale della Bibbia, invenzione letteraria di uno scrittore nel pieno della maturità, compone un'allegoria che mette in scena l'assurdo di un dio che appare più crudele del peggiore degli uomini.
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  • 4

    ★★★★½

    Caino è protagonista e voce narrante. È lui che racconta della blasfema convivenza fra Eva e il cherubino Azaele, l'assassinio del fratello Abele e il suo successivo dialogo filosofico con dio, la maledizione, il marchio e l'incontro con l'insaziabile Lilith nella città di Nod. E attraverso i suo ...continua

    Caino è protagonista e voce narrante. È lui che racconta della blasfema convivenza fra Eva e il cherubino Azaele, l'assassinio del fratello Abele e il suo successivo dialogo filosofico con dio, la maledizione, il marchio e l'incontro con l'insaziabile Lilith nella città di Nod. E attraverso i suoi occhi che assistiamo al sacrificio di Isacco, alla costruzione della Torre di Babele, alla distruzione di Sodoma. E lui che dialoga con Mosé in attesa sul monte Sinai e che vede nascere l'identità israelita, fino a un ultimo duro confronto con dio. Se nel Vangelo secondo Gesù Cristo José Saramago ci ha regalato la sua visione del Nuovo Testamento, con Caino irrompe l'Antico, e ancora una volta Saramago, dichiaratamente non credente, rivendica il diritto a dire la sua in materia di religione. E lo fa, anche questa volta, a voce ben alta, con quella sua inconfondibile ironia capace di trasformare in sublime letteratura la storia di un Caino che accetta, si, il proprio castigo per l'uccisione di Abele e il destino di errante, ma, insieme, insorge contro un dio crudele e sanguinario che considera corresponsabile. E a questo dio che Saramago, per voce di Caino, chiede spiegazioni, per affermare ancora una volta che "la storia degli uomini è la storia dei loro fraintendimenti con dio, perché lui non capisce noi, e noi non capiamo lui". Ed è essenzialmente l'uomo, nella cui mente solo esiste il dio, a essere il protagonista di queste pagine.
    In queste che suonano come un’invettiva Saramago propone una sua tesi sull’inesistenza di Dio, di un Dio connivente, anzi causa e provocazione dell’uccisione di Abele da parte di Caino, ma non solo, si fanno riferimento anche ad altri eventi biblici come le distruzioni di Sodoma e Gomorra, le iniquità, le prove altamente crudeli ed oltre ogni bene possibile.
    Un libro che ti pone dinanzi a tanti interrogativi portandoti degli esempi concreti, mi viene da pensare anche a Primo Levi che ha affermato: “C'è Auschwitz, dunque non può esserci Dio. Non trovo una soluzione al dilemma. La cerco, ma non la trovo”. Dio esiste o no? Un quesito forse inspiegabile, che però va affrontato con gli occhi della consapevolezza (verso anche la figura di Caino stesso oltre che del Dio).

    "Che hai fatto a tuo fratello, domandò, e caino rispose con un’altra domanda, Ero forse il guardaspalle di mio fratello, L’hai ucciso, Proprio così, ma il primo colpevole sei tu, io avrei dato la vita per la sua vita se tu non avessi distrutto la mia, Ho voluto metterti alla prova, E chi sei tu per mettere alla prova colui che tu stesso hai creato, Sono il signore sovrano di tutte le cose, E di tutti gli esseri, dirai, ma non di me né della mia libertà, Libertà di uccidere, Come tu sei stato libero di lasciare che uccidessi abele quando era nelle tue mani evitarlo, sarebbe bastato che per un attimo abbandonassi la superbia dell’infallibilità che condividi con tutti gli altri dèi, sarebbe bastato che per un attimo fossi realmente misericordioso, che accettassi la mia offerta con umiltà, solo perché non avresti dovuto osare rifiutarla, gli dèi, e tu come tutti gli altri, hanno dei doveri verso coloro che dicono di aver creato...”

    “Dio non potrebbe essere mai cattivo oppure non sarebbe dio, di cattivo abbiamo il diavolo, Ma neanche può essere buono un dio che dà ordine a un padre di uccidere e bruciare sul rogo il proprio figlio solo per mettere alla prova la sua fede, questo non ordinerebbe di farlo nemmeno il più cattivo dei demoni”.

    ha scritto il 

  • 4

    "Sono il signore sovrano di tutte le cose - E di tutti gli esseri, dirai, ma non di me e della mia libertà. - Libertà di uccidere - Come tu sei stato libero di lasciare che uccidessi Abele quando era nelle tue mani evitarlo. Sarebbe bastato che per un attimo abbandonassi la superbia dell’infallib ...continua

    "Sono il signore sovrano di tutte le cose - E di tutti gli esseri, dirai, ma non di me e della mia libertà. - Libertà di uccidere - Come tu sei stato libero di lasciare che uccidessi Abele quando era nelle tue mani evitarlo. Sarebbe bastato che per un attimo abbandonassi la superbia dell’infallibilità che condividi con tutti gli altri dei, sarebbe bastato che per un attimo fossi realmente misericordioso, che accettassi la mia offerta con umiltà… Gli dei, e tu come tutti gli altri, hanno dei doveri nei confronti di coloro che dicono di aver creato."

    Saramago si confronta di nuovo con Dio dopo la meraviglia del “Vangelo secondo Gesù Cristo” e lo fa da grande scrittore, sebbene questo romanzo non abbia il tocco magico del precedente. Non ne ha la levità, né l’intensità lirica perché i toni scelti per raccontare il viaggio spirituale nel tempo e nello spazio dell’uomo errante Caino sono caustici, rabbiosi ed anche liberatori ed ironici.
    In questo libro ci viene presentato Dio, superbo, capriccioso, beffardo, padrone assoluto del mondo e l’uomo Caino che si assume sì la responsabilità dell’uccisione di suo fratello ma accusa anche il Creatore di averlo arbitrariamente ignorato e schernito e aver poi consentito indifferente che commettesse un peccato atroce.
    Umanità e divinità si contrappongono quasi alla pari, reciprocamente estranee e distinte eppure riconducibili ad unità. Caino ingaggia un duello con l’Onnipotente, i due si lanciano accuse e si fronteggiano in un estenuante testa a testa, giocando alternativamente la parte della vittima e del persecutore, in una infinita inversione e confusione dei ruoli.
    Saramago ci pone domande annose e insolute: il Signore Dio è un padre equanime, infallibile e misericordioso, o ingiusto, imperfetto e vendicativo? E l’uomo è una creatura soggiogata dalla fede, vittima della volontà indiscutibile della divinità suprema o è un individuo libero, responsabile del proprio destino e però altrettanto imperfetto e vendicativo che Dio? Caino infine guasta i piani dell’Altissimo: uccide ancora, questa volta l’umanità intera.

    ha scritto il 

  • 4

    Caino...

    Spassosa reinterpretazione di molti tra gli eventi biblici più famosi da parte di Saramago, che usa come filo conduttore il protagonista di uno tra i più citati di questi, appunto, Caino!
    Un Caino che nel suo peregrinare dopo l'uccisione del fratello, tra la distruzione di Sodoma e Gomorra ...continua

    Spassosa reinterpretazione di molti tra gli eventi biblici più famosi da parte di Saramago, che usa come filo conduttore il protagonista di uno tra i più citati di questi, appunto, Caino!
    Un Caino che nel suo peregrinare dopo l'uccisione del fratello, tra la distruzione di Sodoma e Gomorra e quella di Gerico, cosucce da qualche migliaio di morti, donne, vecchi e bambini compresi, non perde occasione per rinfacciare al Signore il suo modo un po' troppo disinvolto di amministrare il suo rapporto con gli uomini, con confronti molto serrati ma che non porteranno a nulla di costruttivo, come insegnano gli eventi biblici che si sono succeduti!
    Devo dire che questa lettura mi è servita, tra l'altro, a riabilitare nella mia memoria la figura di Caino, protagonista di uno tra i miei primi traumi infantili, rimastomi impresso molto di più del fratricidio di Romolo verso Remo, perchè nel suo caso non riuscii a capire bene cosa poteva aver portato Caino ad uccidere un fratello buono come Abele, adesso ho capito i motivi, che Saramago spiega così bene nel suo ottimo libro, i disegni del Signore sono imperscrutabili, e non è dato a noi miseri mortali di capirli...

    ha scritto il 

  • 5

    "Nessuno è una persona sola, tu, caino, sei anche abele."

    Dissacrante e irriverente ritratto del cattivo per antonomasia. Caino, dopo l'omicidio di Abele, suo fratello, scende a patti con Dio, che lo costringe a vagare sulla terra, tra gli uomini. Nel suo errare solitario, si trova ad assistere a vari accadimenti. Incontra Abramo con suo figlio Isacco, ...continua

    Dissacrante e irriverente ritratto del cattivo per antonomasia. Caino, dopo l'omicidio di Abele, suo fratello, scende a patti con Dio, che lo costringe a vagare sulla terra, tra gli uomini. Nel suo errare solitario, si trova ad assistere a vari accadimenti. Incontra Abramo con suo figlio Isacco, assiste alla caduta di Sodoma e Gomorra, aspetta che Mosè torni dal monte Sinai e contribuisce alla costruzione dell'arca di Noè. Nel frattempo litiga e discute con Dio, e la sua presenza a questi eventi cambia il corso della storia e della religione, fino al suo geniale e strepitoso epilogo. La sua feroce litigata con l'angelo che cerca di fermare la mano di Abramo, per me resterà sempre negli annali della letteratura. Geniale!!

    ha scritto il 

  • 4

    Impiegherò poche parole per non descrivere e non dire assolutamente nulla sull'affascinante Caino di Saramago, che è sì un Caino ben diverso da quello che conosciamo noi, ma al tempo stesso così familiare da arrivare al punto di chiederci se per caso non si tratta della descrizione di qualche nos ...continua

    Impiegherò poche parole per non descrivere e non dire assolutamente nulla sull'affascinante Caino di Saramago, che è sì un Caino ben diverso da quello che conosciamo noi, ma al tempo stesso così familiare da arrivare al punto di chiederci se per caso non si tratta della descrizione di qualche nostro amico o parente storico. Del genere che il classicone fritto e rifritto del Tutti i luoghi e i personaggi qui descritti sono di pura invenzione e ogni riferimento a fatti o luoghi realmente esistenti è puramente casuale qui non ha nessun motivo di occupare abusivamente le righe della prima pagina. Perché effettivamente non solo ciò che non è successo biblicamente è in realtà già avvenuto milioni di volte nella nostra assurda e accettata quotidianità, ma anche perché ciò che si penserebbe che sia inequivocabile blasfemia è in realtà il pensiero scontato e in fin dei conti innocente di molti di noi, atei agnostici credenti o cattolici che siamo. L'unica piccola differenza è che noi pensiamo e leggiamo da esseri umani, e lo scrittore pensa e scrive da Saramago. Impossibile reggere il confronto. Pertanto accingiamoci in una grande révérence al Maestro e prepariamoci alla grossa delusione che seguirà lo scoprire che qualsiasi tentativo di imitazione di Saramago sarà sempre e per sempre completamente vano. Amen.

    ha scritto il 

  • 4

    Altro bel libro di Saramago. Caino è sì l'uccisore del fratello, ma il disegno che sta dietro al suo agire è delineato da un dio con enormi poteri usati in modo cattivo e maldestro. Una rilettura nuova e critica di alcuni episodi dell'Antico Testamento che con l'ironia tipica dello scrittore port ...continua

    Altro bel libro di Saramago. Caino è sì l'uccisore del fratello, ma il disegno che sta dietro al suo agire è delineato da un dio con enormi poteri usati in modo cattivo e maldestro. Una rilettura nuova e critica di alcuni episodi dell'Antico Testamento che con l'ironia tipica dello scrittore portoghese non può che far piacere ai suoi estimatori.

    ha scritto il 

  • 4

    "La storia degli uomini è la storia dei loro fraintendimenti con dio, né lui capisce noi, né noi capiamo lui."

    "E che razza di signore è questo che ordina a un padre di uccidere il proprio figlio, E il signore che abbiamo, il signore dei nostri antenati, il signore che c’era già quando siamo nati, E se quel signore avesse un figlio, farebbe uccidere anche lui, domandò isacco, Lo dirà il futuro..."


    ...continua

    "E che razza di signore è questo che ordina a un padre di uccidere il proprio figlio, E il signore che abbiamo, il signore dei nostri antenati, il signore che c’era già quando siamo nati, E se quel signore avesse un figlio, farebbe uccidere anche lui, domandò isacco, Lo dirà il futuro..."

    Questo romanzo mi è stato consigliato da mia sorella e devo dire che mi è piaciuto, purtroppo devo dire che non ho apprezzato il finale che non porta da nessuna parte!
    L'idea di Saramago è geniale, quella di prendere il personaggio più negativo della Bibbia e trasformarlo in una sorta di errante filosofo/eroe/salvatore/vendicatore, ma non solo, Saramago è blasfemo anche nella scrittura oltre che nella narrazione, usando le lettere minuscole per i vari nomi biblici (non sono proprio stinchi di santo e?) non risparmiando ovviamente anche il suo/nostro caro dio, un Dio (io devo usare la maiuscola)rancoroso, malvagio, pigro, bugiardo e soprattutto geloso.
    "La gelosia è il suo grande difetto,invece di essere orgoglioso dei figli che ha, ha preferito dar voce all'invidia, è chiaro che il signore non sopporta di vedere gente felice."

    ha scritto il 

  • 5

    "[...] Era scritto però, che la vita di caino non sarebbe finita qui, soprattutto perché non sarebbe valsa la pena che il signore avesse perso tanto tempo a maledirlo se poi doveva venire a morire in questa landa[...]."

    Irriverente, sarcastico, brillante Saramago (questa volta, si , usiamo la lettera maiuscola)dà la propria revisione dell'Antico Testamento.
    L'autore trasforma il personaggio più negativo della Bibbia in uno scanzonato avventuriero che dimostrerà ai lettori, proprio come se fosse un teorema ...continua

    Irriverente, sarcastico, brillante Saramago (questa volta, si , usiamo la lettera maiuscola)dà la propria revisione dell'Antico Testamento.
    L'autore trasforma il personaggio più negativo della Bibbia in uno scanzonato avventuriero che dimostrerà ai lettori, proprio come se fosse un teorema di matematica, la malvagità di dio.
    "[...]La storia degli uomini è la storia dei loro fraintendimenti con dio, né lui capisce noi, né noi capiamo lui[...]"
    Da leggere!

    ha scritto il 

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