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Cakes And Ale

By

Publisher: Random House

3.7
(244)

Language:English | Number of Pages: 224 | Format: eBook | In other languages: (other languages) Italian , German , Spanish

Isbn-13: 9781409077862 | Publish date: 

Contributor: Nicholas Shakespeare

Also available as: Paperback , Hardcover , Audio Cassette , Others , Mass Market Paperback

Category: Non-fiction

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Book Description

WITH AN INTRODUCTION BY NICHOLAS SHAKESPEARE





Cakes and Ale is both a wickedly satirical novel about contemporary literary poseurs and a skilfully crafted study of freedom. As he traces the fortunes of Edward Driffield and his extraordinary wife Rosie, one of the most delightful heroines of twentieth-century literature, Maugham's sardonic wit and lyrical warmth expertly combine in this accomplished and unforgettable novel.

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  • 4

    A suo tempo fece scandalo e si capisce perché. Intanto per il tema dell'adulterio. Credo non ci sia uno scrittore che abbia scritto così tanto sull'adulterio, soprattutto dal lato femminile. E con la ...continue

    A suo tempo fece scandalo e si capisce perché. Intanto per il tema dell'adulterio. Credo non ci sia uno scrittore che abbia scritto così tanto sull'adulterio, soprattutto dal lato femminile. E con la libertà di pensiero, il cinismo e insieme la complicità con cui lo ha fatto Maugham. Poi c’è il modo in cui smonta e ridicolizza gli stereotipi, gli ambienti, gli schemi mentali e sociali che sono retaggio dell’età vittoriana. Due argomenti che, si capisce, lo divertono o con i quali forse ha un conto sospeso. Certo è che li viviseziona con un umorismo perfido e con un’aria di annoiata innocenza che sembra vera, quasi senza mostrare di accorgersene.
    Reincontrare Maugham è sempre un piacere. Anche non in una delle sue prove più felici, come in questo caso (la trama sembra un vestito fatto di pezzi cuciti con lo spago grosso, divaga e teorizza troppo, eccede un po’ nei dettagli: ma per chi ama Maugham sono dettagli, appunto).
    Alcune pagine peraltro sono veramente notevoli. Quelle sulla retorica della “bellezza” per esempio, che è tornata di moda, ultimamente.
    (“Confessiamolo, la bellezza è noiosa… La bellezza è perfetta e la perfezione - così è la natura umana - avvince la nostra attenzione solo per un breve istante….La bellezza è un vicolo cieco, è la cima di un monte che si raggiunge ma non conduce in nessun luogo.” )

    Impietosa fino alla ferocia e quindi divertente è anche la descrizione che fa del suo ambiente, quello degli scrittori. Dietro ai tre romanzieri inventati, protagonisti della storia, non s’è mai saputo chi ci fosse davvero (si aprì un bailamme di pettegolezzi), ma lui c’era di sicuro. In uno e nascosto in tutti e tre. Il libro d’altronde è interessante anche per gli aspetti autobiografici. Infine, c’è sempre in Maugham qualche passaggio che emoziona e fa pensare.
    “Ho notato che quando sono più serio la gente si sente portata a ridere di me; in realtà, quando dopo un certo tempo rileggo certi passaggi che ho scritto con l’impeto più sincero del mio cuore, mi sento tentato di riderne io stesso. Dev’esserci qualcosa di naturalmente assurdo in un’emozione sincera. Tuttavia, perché mai debba esser così, io non posso capire; a meno che l’uomo, abitante effimero di un pianeta insignificante, con tutte le sue sofferenze e i suoi sforzi, non sia che lo zimbello di una mente eterna.”

    said on 

  • 3

    ha scritto di meglio

    E' sempre un piacere leggere i racconti di Maugham. Il suo modo di scrivere è impeccabile e scorrevole. Peccato che questa storia sia poco interessante.

    said on 

  • 4

    ✰✰✰✰ molto buono

    Non è un caposaldo della letteratura maughamiana, ma ….

    Se la sua scrittura fosse un attore avrebbe potuto essere David Niven o Cary Grant (combinazione due britannici); se un fiore una camelia o una ...continue

    Non è un caposaldo della letteratura maughamiana, ma ….

    Se la sua scrittura fosse un attore avrebbe potuto essere David Niven o Cary Grant (combinazione due britannici); se un fiore una camelia o una rosa bianche, se un vino un Porto Vintage, se un suono il clarinetto all’inizio della Rapsodia in blu e così via nel segno dell’eleganza.

    Elegante nello stile, nell’uso dell’ironia (apparentemente facile, ma basta poco per cadere nel sarcasmo!) dell’umorismo. Insomma un vero piacere.
    In più è narratore dalla mano felice: lo seguo anche quando sembra non raccontare nulla e invece non è così.

    C’è molto di Maugham nel racconto di Ashenden (il suo alter ego) sulla propria adolescenza e sulla conoscenza di un Maestro della Letteratura Inglese iniziata quando questi non era ancora stato giubilato.
    Non solo di lui, ma anche dell’affascinante prima moglie, donna deliziosa che gestisce la sensualità con la stessa naturalezza e semplicità con le quali si offrirebbe del tè caldo in un pomeriggio nebbioso. Donna che non piaceva molto alle signore allora e forse neppure oggi.
    Cose che racconterà solo a noi e che mai nessuno saprà.
    Soprattutto nel suo ambiente che è quello degli scrittori.
    Le prime pagine sono un capolavoro di presentazione di uno scrittore sulla cresta dell’onda: solo elogi il cui risultato è la demolizione dell’individuo. Nulla di insultante o denigratorio, ma il risultato finale è che Alroy Keat non è oro, ma solo princisbecco.

    Divertenti le considerazioni sull’ambiente letterario: invidie, gelosie, false amicizie, egocentrismo, glorie di breve o brevissima durata, le regole ipocrite e censorie per scrivere una biografia di successo, il pubblico dei lettori e quello dei critici con tutti i loro difetti, le mode ….
    C’è una differenza con la situazione attuale e non è in meglio: le signore potenti in grado di influenzare mercato e critici sono sparite. oggi solo il marketing e le vendite creano fortune commerciali e fanno scomparire nomi dai cataloghi che del resto non esistono più.

    Le signore sono sparite almeno dopo il 1963: ricordo uno sketch in b/n (credo da I mostri) in cui Gassman travestito da atletica signora “bene” è disposto a sponsorizzare in un premio letterario un giovane scrittore dalla scrittura opinabile, ma di virile e ruspante sex appeal, in cambio di un ringraziamento in natura.

    rilettura del 10.04.2015

    said on 

  • 4

    Io penso che William Somerset Maugham sia un grande scrittore e qui ne da ampia prova, sebbene possa risultare una scrittura compassata, ed è forse anche lì il suo pregio, non ci risparmia particolari ...continue

    Io penso che William Somerset Maugham sia un grande scrittore e qui ne da ampia prova, sebbene possa risultare una scrittura compassata, ed è forse anche lì il suo pregio, non ci risparmia particolari interessantissimi. Attraverso il ricordo lo scrittore protagonista è costretto da circostanze a rievocare la figura di un collega appena scomparso e più grande di lui che conobbe in gioventù, il cui scopo è inserirlo tra i grandi della letteratura inglese contribuendo ad un opera che ne confermasse e ampliasse la grandezza. Il libro si trasforma in un pezzo di pregevole e profonda riflessione sull'uomo, la letteratura, la società e le convenzioni del tempo, nonché occasione di crescita personale per il lettore odierno. Dialoghi intelligenti e descrizioni paesaggistiche degne di nota. Speranze, illusioni? La vita è un passaggio che ognuno percorre a modo suo, Maugham qui ci spiattella in faccia una sensibile, sincera e sagace traccia di tale percorso attraverso i suoi personaggi. Di grande valore, intimo.

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  • 4

    Intelligente e per nulla datato. Trovato in esposizione in uno scaffale di biblioteca che recitava "autori da riscoprire": concordo appieno sull'espressione!
    Acuta ricostruzione di un panorama cultura ...continue

    Intelligente e per nulla datato. Trovato in esposizione in uno scaffale di biblioteca che recitava "autori da riscoprire": concordo appieno sull'espressione!
    Acuta ricostruzione di un panorama culturale (e simil-tale) che rimpiango di non aver mai vissuto o conosciuto a fondo, quello dell'Inghilterra tra Ottocento e Novecento: bassezze e fasti di un perbenismo che nasconde agli angoli dei fiori inattesi (come il personaggio femminile di Rosie, che - nonostante fossi donna - non ho potuto fare a meno di adorare)

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  • 4

    Cakes and Ale 1930

    Un libro scritto da un personaggio così intrigante come Somerset M. va letto, anche se è bene chiarire che trattasi certamente non di un capolavoro. Ma è comunque piacevole. Occorre proseguire con le ...continue

    Un libro scritto da un personaggio così intrigante come Somerset M. va letto, anche se è bene chiarire che trattasi certamente non di un capolavoro. Ma è comunque piacevole. Occorre proseguire con le altre opere dell'autore inglese, omosessuale dichiarato nella Londra anni '30 e agente segreto per i servizi britannici.

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  • 3

    Scrittura brillantissima, lieve, scorre via come l'acqua; piacevolissima lettura; ritratti dei personaggi da pinacoteca; umorismo British - qualunque cosa questa espressione stantia voglia dire - gocc ...continue

    Scrittura brillantissima, lieve, scorre via come l'acqua; piacevolissima lettura; ritratti dei personaggi da pinacoteca; umorismo British - qualunque cosa questa espressione stantia voglia dire - gocce di veleno qua e là come Angostura in un cocktail al Connaught; Londra una pagina dietro l'altra, com'era e forse non è più.
    Maugham non emoziona, per fortuna: il registro emozionale sarebbe troppo retorico, ruffiano. Maugham è il piacere metallico e spennellato di una barba ben fatta e tonificata alla colonia. La lama affilata, ogni tanto un taglietto. Insistente. Così, per farsi ricordare meglio.
    Si gira intorno a vite di scrittori di fama e di affamati di fama; di ragazzotte carnali e sexy dall'intelligenza lineare e pratica e dai costumi altrettanto pratici; una punta di britannico maschilismo classista.
    Che cos'è il "britannico maschilismo classista"? Leggetevi il libro, miei cari...

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  • 2

    Tra il biografico e l'autobiografico, ci si trascina in una noia pazzesca a ficcanasare tra opportunismi, vizi, perbenismi e ipocrisie di una società giunta ad una svolta della sua storia. Sicuramente ...continue

    Tra il biografico e l'autobiografico, ci si trascina in una noia pazzesca a ficcanasare tra opportunismi, vizi, perbenismi e ipocrisie di una società giunta ad una svolta della sua storia. Sicuramente Maugham s'è tolto più di un sassolino dalle scarpe in questo libro. Tutti i personaggi maschili sono rappresentati come persone mediocri e meschine e in qualche misura fuori posto, tutti i personaggi femminili sono pure nella media, non risplendono per particolari doti o bellezze e fatte salve la cameriera e la cuoca del protagonista-narratore sono tutte descritte come opportuniste, manipolatrici, sempre pronte a cercare conferme alla propria capacità di sedurre.

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