Cakes And Ale

By

Publisher: Random House

3.7
(264)

Language: English | Number of Pages: 224 | Format: eBook | In other languages: (other languages) Italian , German , Spanish , Japanese

Isbn-13: 9781409077862 | Publish date: 

Contributor: Nicholas Shakespeare

Also available as: Paperback , Hardcover , Audio Cassette , Others , Mass Market Paperback

Category: Non-fiction

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Book Description

WITH AN INTRODUCTION BY NICHOLAS SHAKESPEARE





Cakes and Ale is both a wickedly satirical novel about contemporary literary poseurs and a skilfully crafted study of freedom. As he traces the fortunes of Edward Driffield and his extraordinary wife Rosie, one of the most delightful heroines of twentieth-century literature, Maugham's sardonic wit and lyrical warmth expertly combine in this accomplished and unforgettable novel.

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  • 3

    ll calore del sole e il profumo dei fiori

    Arguta, ironica, elegante, British quel tanto che basta a non sforare nel manierismo, la prosa di Maugham delude raramente, ricca com'è di succosi spunti di riflessione.
    Interessante per chi voglia co ...continue

    Arguta, ironica, elegante, British quel tanto che basta a non sforare nel manierismo, la prosa di Maugham delude raramente, ricca com'è di succosi spunti di riflessione.
    Interessante per chi voglia conoscere i retroscena dell'ambiente letterario post vittoriano, il romanzo procede su un filone in parte autobiografico, passando in rassegna con satira sottile i costumi del periodo e i vari scrittori di riferimento (anche se l'autore, dopo lo scandalo suscitato, negò di aver fatto riferimento a persone realmente esistite).
    Scandaloso, all'epoca della pubblicazione, fu considerato trattare un argomento inopportuno come l'adulterio seriale da parte di una donna, nonché una visione piuttosto anticonformista dello stesso e in generale di fatti e persone.
    Tra queste ultime spicca per bellezza ed esuberanza proprio l'adultera, la prima moglie di un eminente scrittore, uno di quei ritratti femminili che restano impressi nella memoria:
    “Si dava con la stessa naturalezza con cui il sole dà calore e i fiori il loro profumo”.
    A farle da contraltare, la decorosissima seconda moglie, che del culto del marito come illustre uomo di lettere farà la sua missione.
    Dialoghi ben strutturati, che mettono mirabilmente in luce anche personaggi secondari, e scene bucoliche a tinte pastello di proustiana memoria, completano un quadro che acquista vigore man mano che si procede nella lettura, comunicando al lettore la nostalgia per un passato narrato attraverso sapienti passaggi spazio-temporali.
    Qualche digressione in meno, caratterizzata da considerazioni personali un po' superflue, avrebbe reso più fluida la narrazione, che resta comunque molto gradevole.

    said on 

  • 4

    Nella quarta di copertina di un Maugham letto qualche tempo fa c'era la splendida immagine di come la macchina narrativa di questo autore fosse assimilabile agli ingranaggi di un orologio, uno di quel ...continue

    Nella quarta di copertina di un Maugham letto qualche tempo fa c'era la splendida immagine di come la macchina narrativa di questo autore fosse assimilabile agli ingranaggi di un orologio, uno di quelli tanto piccoli che solamente con grandissima precisione possono essere assemblati e continuare a funzionare nel tempo. Maugham è un orologiaio, e questo "Il fantasma nell'armadio" (o "Lo scheletro nell'armadio", a seconda della traduzione) ne è un ottimo esempio: se le sue storie sono, ad un primo impatto, semplicissime, è solamente perché per un autore come Maugham è un gioco da ragazzi riuscire a raccontarcele. Ma mai come in questo libro riesce a stupire pagina dopo pagina: si parte da un evento insignificante e si finisce, un colpo di scena alla volta, ad assistere ad una storia dai risvolti quasi incredibili.

    Trama: la morte di un anziano e famoso scrittore, fra i più grandi del suo periodo e riconosciuto come un letterato inimitabile, è l'occasione per la vedova di raccogliere il materiale rimasto e farne una biografia che ne racconti tutti gli aspetti. Incaricato un giovane scrittore di aiutarla, i due trovano in un terzo scrittore — il narratore — uno dei pochi ad averlo conosciuto in gioventù. Per quest'ultimo è l'occasione di ripensare proprio alla sua infanzia e al primo incontro con questo famoso scrittore, quando era ancora solo un insignificante marinaio con la passione per la scrittura e i suoi capolavori erano ben al di là da divenire, ma soprattutto ricordarsi della prima moglie di lui. È questo misterioso personaggio, di cui negli anni si è perso quasi il ricordo, a giocare un ruolo principale nella storia di Maugham e nella storia del famoso scrittore stesso: proveniente da una piccola cittadina, essa viene ricordata come una poco di buono, ma soprattutto per essere tutto ad un tratto fuggita, abbandonando il marito tanto alla sua disperazione quanto al suo successo come scrittore.

    Di pagina in pagina il narratore, sempre in prima persona, svela pian piano tutta la storia: da un inizio in cui, furbescamente, al lettore viene fatto pensare che non ci sia niente dietro questa vicenda, ci troviamo in breve alle prese con tanti colpi di scena. Maugham non scriveva gialli, ma la sua capacità di mostrare man mano al lettore le sue carte è un qualcosa che in questo tipo di narrativa non sempre è riscontrabile. Se a questo uniamo un gusto per l'ironia e la voglia di raccontare i vizi più segreti degli uomini (quando nel 1930 questo libro venne pubblicato provocò enorme scandalo per il suo essere tanto libertino), il risultato è un quadro perfetto, o un orologio preciso in tutti i suoi ingranaggi.

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  • 3

    Lettura piacevole, ricca di humor inglese soprattutto nella perfida caratterizzazione dello "scrittore di successo" dell'epoca (scritto negli anni '30 con ambientazione londinese).
    Scrittori che ricor ...continue

    Lettura piacevole, ricca di humor inglese soprattutto nella perfida caratterizzazione dello "scrittore di successo" dell'epoca (scritto negli anni '30 con ambientazione londinese).
    Scrittori che ricordano, scrittori che si raccontano e che vorrebbero non essere mai dimenticati e scrittori morti che forse non vorrebbero nemmeno essere ricordati: proprio in occasione della stesura di una biografia di un famoso romanziere appena deceduto che si dipanano i ricordi di chi l'ha conosciuto, di chi è ha conoscenza dello "scheletro nell'armadio" e che forse dovrebbe restare tale...

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  • 4

    A suo tempo fece scandalo e si capisce perché. Intanto per il tema dell'adulterio. Credo non ci sia uno scrittore che abbia scritto così tanto sull'adulterio, soprattutto dal lato femminile. E con la ...continue

    A suo tempo fece scandalo e si capisce perché. Intanto per il tema dell'adulterio. Credo non ci sia uno scrittore che abbia scritto così tanto sull'adulterio, soprattutto dal lato femminile. E con la libertà di pensiero, il cinismo e insieme la complicità con cui lo ha fatto Maugham. Poi c’è il modo in cui smonta e ridicolizza gli stereotipi, gli ambienti, gli schemi mentali e sociali che sono retaggio dell’età vittoriana. Due argomenti che, si capisce, lo divertono o con i quali forse ha un conto sospeso. Certo è che li viviseziona con un umorismo perfido e con un’aria di annoiata innocenza che sembra vera, quasi senza mostrare di accorgersene.
    Reincontrare Maugham è sempre un piacere. Anche non in una delle sue prove più felici, come in questo caso (la trama sembra un vestito fatto di pezzi cuciti con lo spago grosso, divaga e teorizza troppo, eccede un po’ nei dettagli: ma per chi ama Maugham sono dettagli, appunto).
    Alcune pagine peraltro sono veramente notevoli. Quelle sulla retorica della “bellezza” per esempio, che è tornata di moda, ultimamente.
    (“Confessiamolo, la bellezza è noiosa… La bellezza è perfetta e la perfezione - così è la natura umana - avvince la nostra attenzione solo per un breve istante….La bellezza è un vicolo cieco, è la cima di un monte che si raggiunge ma non conduce in nessun luogo.” )

    Impietosa fino alla ferocia e quindi divertente è anche la descrizione che fa del suo ambiente, quello degli scrittori. Dietro ai tre romanzieri inventati, protagonisti della storia, non s’è mai saputo chi ci fosse davvero (si aprì un bailamme di pettegolezzi), ma lui c’era di sicuro. In uno e nascosto in tutti e tre. Il libro d’altronde è interessante anche per gli aspetti autobiografici. Infine, c’è sempre in Maugham qualche passaggio che emoziona e fa pensare.
    “Ho notato che quando sono più serio la gente si sente portata a ridere di me; in realtà, quando dopo un certo tempo rileggo certi passaggi che ho scritto con l’impeto più sincero del mio cuore, mi sento tentato di riderne io stesso. Dev’esserci qualcosa di naturalmente assurdo in un’emozione sincera. Tuttavia, perché mai debba esser così, io non posso capire; a meno che l’uomo, abitante effimero di un pianeta insignificante, con tutte le sue sofferenze e i suoi sforzi, non sia che lo zimbello di una mente eterna.”

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  • 3

    ha scritto di meglio

    E' sempre un piacere leggere i racconti di Maugham. Il suo modo di scrivere è impeccabile e scorrevole. Peccato che questa storia sia poco interessante.

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  • 4

    ✰✰✰✰ molto buono

    Non è un caposaldo della letteratura maughamiana, ma ….

    Se la sua scrittura fosse un attore avrebbe potuto essere David Niven o Cary Grant (combinazione due britannici); se un fiore una camelia o una ...continue

    Non è un caposaldo della letteratura maughamiana, ma ….

    Se la sua scrittura fosse un attore avrebbe potuto essere David Niven o Cary Grant (combinazione due britannici); se un fiore una camelia o una rosa bianche, se un vino un Porto Vintage, se un suono il clarinetto all’inizio della Rapsodia in blu e così via nel segno dell’eleganza.

    Elegante nello stile, nell’uso dell’ironia (apparentemente facile, ma basta poco per cadere nel sarcasmo!) dell’umorismo. Insomma un vero piacere.
    In più è narratore dalla mano felice: lo seguo anche quando sembra non raccontare nulla e invece non è così.

    C’è molto di Maugham nel racconto di Ashenden (il suo alter ego) sulla propria adolescenza e sulla conoscenza di un Maestro della Letteratura Inglese iniziata quando questi non era ancora stato giubilato.
    Non solo di lui, ma anche dell’affascinante prima moglie, donna deliziosa che gestisce la sensualità con la stessa naturalezza e semplicità con le quali si offrirebbe del tè caldo in un pomeriggio nebbioso. Donna che non piaceva molto alle signore allora e forse neppure oggi.
    Cose che racconterà solo a noi e che mai nessuno saprà.
    Soprattutto nel suo ambiente che è quello degli scrittori.
    Le prime pagine sono un capolavoro di presentazione di uno scrittore sulla cresta dell’onda: solo elogi il cui risultato è la demolizione dell’individuo. Nulla di insultante o denigratorio, ma il risultato finale è che Alroy Keat non è oro, ma solo princisbecco.

    Divertenti le considerazioni sull’ambiente letterario: invidie, gelosie, false amicizie, egocentrismo, glorie di breve o brevissima durata, le regole ipocrite e censorie per scrivere una biografia di successo, il pubblico dei lettori e quello dei critici con tutti i loro difetti, le mode ….
    C’è una differenza con la situazione attuale e non è in meglio: le signore potenti in grado di influenzare mercato e critici sono sparite. oggi solo il marketing e le vendite creano fortune commerciali e fanno scomparire nomi dai cataloghi che del resto non esistono più.

    Le signore sono sparite almeno dopo il 1963: ricordo uno sketch in b/n (credo da I mostri) in cui Gassman travestito da atletica signora “bene” è disposto a sponsorizzare in un premio letterario un giovane scrittore dalla scrittura opinabile, ma di virile e ruspante sex appeal, in cambio di un ringraziamento in natura.

    rilettura del 10.04.2015

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  • 4

    Io penso che William Somerset Maugham sia un grande scrittore e qui ne da ampia prova, sebbene possa risultare una scrittura compassata, ed è forse anche lì il suo pregio, non ci risparmia particolari ...continue

    Io penso che William Somerset Maugham sia un grande scrittore e qui ne da ampia prova, sebbene possa risultare una scrittura compassata, ed è forse anche lì il suo pregio, non ci risparmia particolari interessantissimi. Attraverso il ricordo lo scrittore protagonista è costretto da circostanze a rievocare la figura di un collega appena scomparso e più grande di lui che conobbe in gioventù, il cui scopo è inserirlo tra i grandi della letteratura inglese contribuendo ad un opera che ne confermasse e ampliasse la grandezza. Il libro si trasforma in un pezzo di pregevole e profonda riflessione sull'uomo, la letteratura, la società e le convenzioni del tempo, nonché occasione di crescita personale per il lettore odierno. Dialoghi intelligenti e descrizioni paesaggistiche degne di nota. Speranze, illusioni? La vita è un passaggio che ognuno percorre a modo suo, Maugham qui ci spiattella in faccia una sensibile, sincera e sagace traccia di tale percorso attraverso i suoi personaggi. Di grande valore, intimo.

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