Calcio nei coglioni

Porcate, imbrogli e fregnacce: cronache pallonare senza censura

Di

Editore: Kaos

3.3
(35)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 174 | Formato: Tascabile economico

Isbn-10: 8879531735 | Isbn-13: 9788879531733 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Genere: Sport, Attività all\'aperto & Avventura

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Descrizione del libro
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  • 3

    Questa settima pubblicazione per Kaos ha il tono dell’invettiva, pur limitandosi a una somma di episodi, e l’autore non può aggiungervi nulla di autobiografico (il valore aggiunto delle sue opere migl ...continua

    Questa settima pubblicazione per Kaos ha il tono dell’invettiva, pur limitandosi a una somma di episodi, e l’autore non può aggiungervi nulla di autobiografico (il valore aggiunto delle sue opere migliori): è un attacco diretto al mondo del calcio italiano, di cui certifica l’irriformabilità. Dopo lo scandalo esploso nel maggio 2006, troppa gente è rimasta al proprio posto,
    Di Calciopoli, Petrini pensa sia emersa solo una parte: la “banda Moggi” sapeva di essere sottoposta a intercettazioni, facile immaginare che le illegalità più gravi siano state organizzate senza usare il telefono.

    Petrini definisce coglioni quei tifosi che gridano al tradimento, quando uno dei loro idoli cambia maglia, “perché non hanno ancora capito che nel mondo pallonaro anche i sentimenti – odio e amore, non fa differenza – sono a pagamento. E i proventi finiscono nei paradisi fiscali”.

    Fine giugno 2002: scoppia lo scandalo Viva Lain, dal nome di un centro massaggi di Torino frequentato da calciatori di Juventus e Toro. Nessun giornale pubblica la notizia che era assiduamente frequentato anche dal designatore degli arbitri Pier Luigi Pairetto. La cui vicinanza al club juventino è stata resa evidente da un fatto: “La Fiat Auto metteva a disposizione della Juventus moggiana decine di automobili nuove con sconti da 50% in giù, e il designatore Pairetto ne approfittava a piene mani, per sé e per un tot di amici”.

    Diego Della Valle, nel 2004, cerca di mettere in discussione i vertici del potere pallonaro, e Moggi reagisce con metodi che, secondo i carabinieri, raggiungono “livelli elevati di spessore criminale”, facendo ricorso a dossier finalizzati a costringere l’industriale “a lasciare libero il campo a vantaggio di Adriano Galliani e degli interessi da questi rappresentati”. La Fiorentina è ripetutamente penalizzata dagli arbitraggi e Della Valle è costretto a scendere a patti, con la mediazione del vicepresidente Figc, Innocenzo Mazzini.

    Febbraio 2005: Ermanno Pieroni, ex presidente dell’Ancona, rilascia un’intervista a Corrado Zunino (Repubblica), nella quale spiega buona parte del sistema Moggi: dal condizionamento di otto squadre di Serie A al ruolo della Gea. Attraverso il giornalista Rai Ignazio Scardina, Moggi si preoccupa di riallacciare i rapporti con Pieroni, fino a trovargli un nuovo lavoro: direttore sportivo dell’Arezzo.

    27 aprile 2005: su Raidue va in onda il filmato in cui Cannavaro si fa una flebo prima della partita (il fatto risale all’11 maggio 1999, quando lo stopper giocava nel Parma).
    Il farmaco che il venticinquenne Cannavaro si iniettava è il Neoton, solitamente somministrato a chi subisce interventi di chirurgia cardiaca. A sportivi sani (come i calciatori della Juventus fra il 1994 e il 1998) il Neoton veniva iniettato prima delle partite per resistere meglio alla stanchezza, non era una cura ma una scelta finalizzata ad “alterare la prestazione agonistica dell’atleta, incrementando le naturali capacità di resistenza e di sopportazione della fatica” (dalla sentenza del giudice Casalbore).
    Seguono pagine sulle disinvolte capriole di Cannavaro per andare alla Juve, i dialoghi Moggi-Lippi circa la sua gestione in nazionale, le sue dichiarazioni a favore di Moggi poi smentite per l’intervento di Guido Rossi, la fuga milionaria a Madrid dopo la retrocessione bianconera, da eroe, perché dopo la vittoria dei Mondiali l’Italia dimentica tutto e il capitano che ha alzato la coppa “viene automaticamente santificato”.

    Nel marzo 2007 la Cassazione ha confermato in via definitiva che la Juventus degli anni 1994-98 ha commesso il reato di frode sportiva, imbottendo i calciatori di medicinali (compresi antidepressivi e cardiotonici) per alterare le prestazioni. Petrini cita Dick Pound, presidente Wada (agenzia mondiale antidoping): “La Juve tutta dovrebbe essere punita. Quello che facevano non era a caso, il doping era deliberato e programmato… la Juventus ha frodato, e ha guadagnato su quella frode: in fama, soldi e pubblicità”.

    Il capitolo più inquietante è dedicato a Pierluigi Collina. Nel 2003, l’arbitro ha pubblicato un libro per Mondadori, pubblicizzato sulle televisioni del presidente del Milan; certe telefonate con Meani rivelano una familiarità impressionante; in una di queste telefonate, il 18 aprile 2005 Collina chiede a Meani di organizzare un incontro riservato con Galliani, incontro che si svolgerà nel ristorante di Meani, il giorno di chiusura; nell’estate 2005 Collina firma un contratto favoloso con la Opel, all’epoca sponsor del Milan, e per le polemiche che ne seguono, decide di smettere di arbitrare; nel luglio 2007 viene archiviato il deferimento di Collina per il suo coinvolgimento con Meani e pochi giorni dopo viene nominato designatore arbitrale, con un compenso di 500 mila euro a stagione.

    È divertente la ricostruzione del rapporto all’interno della redazione del Giornale, fra Tony Damascelli, juventino amicissimo di Moggi, e Franco Ordine, pennivendolo rossonero: Damascelli fa la spia sugli articoli anti-Juve che Ordine sta scrivendo, Moggi ne parla con Giraudo, che chiama Ordine, che servilmente fa retromarcia.

    La “banda Moggi”, secondo i carabinieri che hanno lavorato all’inchiesta napoletana, era “un sodalizio criminale dedito alla perpetrazione di una molteplicità di reati tutti finalizzati al raggiungimento di una posizione di assoluto dominio e controllo dell’intero sistema dello sport calcistico professionistico… L’organizzazione, avvalendosi di una strategia essenzialmente poggiata su ricatti, violenze psicologiche e soprattutto connivenze di ogni genere, è in grado di contraddistinguersi per le peculiari e inquietanti capacità di pressione diretta e costante al fine di incidere sul regolare e democratico processo elettivo delle massime cariche istituzionali (Figc e Lnp), nonché condizionare il regolare svolgimento del campionato di calcio professionistico, con il dichiarato intento di mantenere il livello di potere e di capacità finanziaria il più a lungo possibile nelle proprie mani”.

    ha scritto il 

  • 3

    In certi punti scade nel gossip (e personalmente credo che non sia particolarmente interessante sapere cosa ha fatto questo o quel giocatore a letto con la moglie di qualcun altro), ma in generale è u ...continua

    In certi punti scade nel gossip (e personalmente credo che non sia particolarmente interessante sapere cosa ha fatto questo o quel giocatore a letto con la moglie di qualcun altro), ma in generale è un breve ed efficace riepilogo del pattume emerso con Calciopoli. Come già evidenziato da altri, i temi sono trattati in maniera poco esaustiva e sintetica, ma va detto che dall'altro canto, l'argomento era talmente vasto che non sarebbero bastati dieci libri per esaurirlo.

    ha scritto il 

  • 0

    Mah, è forse l'unico di Petrini che non mi è piaciuto. Sembra un riassunto, fatto male, di tutti i suoi precedenti libri nei quali denuncia con efficacia tutti i mali del calcio italiano.
    Ma in questo ...continua

    Mah, è forse l'unico di Petrini che non mi è piaciuto. Sembra un riassunto, fatto male, di tutti i suoi precedenti libri nei quali denuncia con efficacia tutti i mali del calcio italiano.
    Ma in questo non approfondisce, come invece fa sempre, i temi trattati che sembrano buttati li un pò a caso. Alcuni sono marginali e di scarso interesse, più adatti a riviste di gossip che altro.

    ha scritto il 

  • 3

    letto uno letti tutti? non proprio, non se lo merita di certo petrini, che scrive di cuore e di rabbia. senza dubbio però rimane al di sotto del suo libro più incisivo ("nel fango del dio pallone"), f ...continua

    letto uno letti tutti? non proprio, non se lo merita di certo petrini, che scrive di cuore e di rabbia. senza dubbio però rimane al di sotto del suo libro più incisivo ("nel fango del dio pallone"), forse perchè quello era il primo ad essere pubblicato, perchè più visceralmente opportuno.
    ve lo ricordate il tipo che in mai dire goal esordiva con "è un calcio malaaaato!"? ecco, petrini ci parla di tutto il marcio che gravita intorno a questo mondo pallonaro, marcio che è visibile a tutti, ma tutti (o quasi) fanno finta di non riconoscere. tre stelle e mezzo dunque e merito soprattutto alla scrittura di petrini. pochi fronzoli e tanta sostanza; questi libri sono belli per questo.

    ha scritto il 

  • 4

    mi risale, e fa male

    Quando leggo i libri di Petrini mi risale sempre la sensazione di profonda ingiustizia e rabbia che il calcio italiano mi ispira appena mi fermo a pensare a quello che NON avviene sul rettangolo di gi ...continua

    Quando leggo i libri di Petrini mi risale sempre la sensazione di profonda ingiustizia e rabbia che il calcio italiano mi ispira appena mi fermo a pensare a quello che NON avviene sul rettangolo di gioco. Anni di soprusi e di arroganti abusi, di difese senza pudore, di schifezza neanche celate, neanche abiurate. Ogni italiano dovrebbe leggere i libri della Kaos edizioni, tenerli in casa, e ogni tanto guardarli prima di litigare con un altro tifoso. Godiamoci le partite, sapendo le schifezze che si compiono in suo nome. Il giorno che tornerà uno sport dilettantistico, penso che sarà il giorno che vorrò fare parte in qualche modo di un club, anche solo per raccontare le partite delle giovanili :)

    ha scritto il 

  • 2

    Ieri sera ero alla presentazione di questo libro. Mi ha colpito la vicenda umana e la dignità di Petrini. Ex giocatore di calcio ora sta conducendo una battaglia contro la malattia dovuta all''uso di ...continua

    Ieri sera ero alla presentazione di questo libro. Mi ha colpito la vicenda umana e la dignità di Petrini. Ex giocatore di calcio ora sta conducendo una battaglia contro la malattia dovuta all''uso di doping che gli veniva somministrato negli anni 70 senza esserne consapevole. E l'ostracismo del mondo del pallone verso di lui e le sue verità scomode. Verità scritte nei suoi libri.</p><p>Ho letto il libro..una mezza delusione..boh forse mia spettavo altro...tanti buoni spunti ma rimane l'amaro che sono poco sviluppati...anche se ben documentati...

    ha scritto il