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Calende greche

Di

Editore: Bompiani

4.1
(83)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 231 | Formato: Altri

Isbn-10: 884525304X | Isbn-13: 9788845253041 | Data di pubblicazione:  | Edizione 4

Disponibile anche come: Copertina rigida

Genere: Fiction & Literature

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Descrizione del libro
'Calende greche' si dice di giorni che non verranno mai. Qui è inteso comegiorni che non furono mai, o furono altrimenti. A imitazione di quelle stampepopolari che rappresentano le varie età della vita dell'uomo dalla culla allatomba, quest'opera di Bufalino sviluppa la parabola di una vita immaginaria,le cui stereotipe vicende vengono contraffatte con tanta abilità da apparirepiù spesso favole che memorie.
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    "Domani o dopo domani riuscirò, su una pagina vergine, con una stilografica nuova, non so ancora se a lavarmi il cuore o a truccarlo, se a certificarmi o a inventarmi. Vorrò, dal subbuglio dei giorni perduti, estrarre un colore, una vista, un rumore..."

    Orrore purissimo e travolgente esaltazione. Un miscuglio sapiente e intelligentemente distillato: prima ha il colore dorato del miele, ed un gusto sin troppo dolce (c'è una luce, davanti); poi ...continua

    Orrore purissimo e travolgente esaltazione. Un miscuglio sapiente e intelligentemente distillato: prima ha il colore dorato del miele, ed un gusto sin troppo dolce (c'è una luce, davanti); poi diventa catrame, melma, s'impasta d'ombra e di dolore, di piccoli dolori che si sommano (ora la luce è dietro, lentamente s'allontana). Il canto ininterrotto dell'esistenza (ininterrotto ed impossibile da interrompere poiché nemmeno dopo la morte esso cessa di risuonare; tuttalpiù di acquieta, si calma, divenendo più sottile) tessuto dalla lingua barocca, pienissima di Bufalino mi ha turbata: c'è troppa realtà in ciò che egli racconta; troppo forti sono i segni di una decadenza impietosa che contagia, morbo incontrastabile, persino quel vitalismo che altrove avevo conosciuto prepotente, e che più volte mi aveva fatta arrossire (la sensualità di B. mal si sposa con il mio rigore). Triste fanfara che vive momenti di delicata, goffa, dolce malinconia, Calende greche è il racconto disordinato (la struttura, forzata, emerge da un'organizzazione postuma dei frammenti che lo compongono) di un'educazione sentimentale ed alla vita condotto in modo travolgente, ma soprattutto crudo e crudele. Feriscono l'idea di un tempo che avanza saltando, non scorrendo, un odio inveterato per gli anni che si accumulano, vaghi rimpianti, un amore proibito e doloroso per la letteratura tiranna, che danna più di quanto non riesca a salvare. La sensazione che Bufalino si stia prendendo amichevolmente gioco di noi consola appena la grande amarezza.

    Eppure l'idea di una corrispondenza epistolare mi seduce ancora.

    http://www.youtube.com/watch?v=5zLeM6m_smM

    ha scritto il 

  • 0

    Bufalino tra Proust e Mallarmé: due letture di "Calende Greche" (di Marco Cicirello)

    E l’idea di un’esistenza che si dispiega attraverso la metafora della scrittura potrebbe ricondurre il lettore alla Recherche di Proust...

    LEGGI SU ...continua

    E l’idea di un’esistenza che si dispiega attraverso la metafora della scrittura potrebbe ricondurre il lettore alla Recherche di Proust...

    LEGGI SU www.ilpickwick.it: http://www.ilpickwick.it/index.php/letteratura/item/594-bufalino-tra-proust-e-mallarm%C3%A9-due-letture-di-calende-greche

    ha scritto il 

  • 4

    Di Calende Greche trovo sia molto apprezzabile sia la costruzione che l’intento narrativo che vi è dietro. Il titolo così come l’idea di narrare fatti mai avvenuti, ma al limite ...continua

    Di Calende Greche trovo sia molto apprezzabile sia la costruzione che l’intento narrativo che vi è dietro. Il titolo così come l’idea di narrare fatti mai avvenuti, ma al limite dell’autobiografico, mi hanno convinto ad andare fino in fondo nella lettura. Purtroppo non disponevo al momento di molto tempo libero e questo si è fatto sentire quando Bufalino inserisce dei capitoli più “riflessivi”, quindi più avanti nel libro, perciò non sono sicuro di averlo apprezzato appieno. Ciò che mi ha incuriosito di più è che a posteriori lo scrittore riesce anche a rendere bene l’atmosfera che pervade il momento narrato, quindi tra la prima e la seconda parte, la narrazione è più veloce, mentre nei capitoli della maturità e della vecchiaia il narratore diventa più riflessivo. Interessanti tentativi di forme diverse di narrazione si insediano volte nel romanzo per rinfrescare l’attenzione che effettivamente può essere a volte impigrita dal lessico e dalla peculiare forma di narrare adottata in questo libro. Specialmente nei primi capitoli, dove il narratore, incapace di agire, per rendere l’idea di lontananza, è costretto a usare una terza persona e usare sequenze descrittive più che d’azione. In conclusione, come ho già detto, ho molto apprezzato lo stile, l’idea e in generale l’organizzazione del libro, ma purtroppo ritengo necessiti di una lettura più tranquilla e soprattutto da farsi più avanti nel tempo, non penso infatti di poter cogliere appieno alla mia età i capitoli conclusivi, nè di avere una visione sufficientemente chiara della vita da poter dare il giusto peso al contenuto.

    ha scritto il 

  • 5

    Un'autobiografia tra invenzione e realtà, scritta dalla magica penna di Gesualdo. "La posta del cuore" è il capitolo che ho più amato, una corrispondenza tra amanti che tutti sognerebbero d'avere ...continua

    Un'autobiografia tra invenzione e realtà, scritta dalla magica penna di Gesualdo. "La posta del cuore" è il capitolo che ho più amato, una corrispondenza tra amanti che tutti sognerebbero d'avere con qualcuno, un giorno.

    ha scritto il 

  • 5

    "Distraendomi dal cielo, ti guardavo tutte le volte che il lampo ti illuminava e ti induceva sul viso un' affluenza del sangue, una radiosa intermittenza di rose"

    Calende greche, Posta del cuore - G. ...continua

    "Distraendomi dal cielo, ti guardavo tutte le volte che il lampo ti illuminava e ti induceva sul viso un' affluenza del sangue, una radiosa intermittenza di rose"

    Calende greche, Posta del cuore - G. Bufalino

    "Hai visto morire un soldato tedesco, colpito al ventre, in un lettino adiacente al tuo. Gli hai offerto l' ultima sigaretta, impastata con le dita. Hai visto morire tuo padre, e fu un colpo d' accetta tra gli occhi, quindi una subitanea funebre euforia : d' aver preso tu da quell' istante il suo posto nel braccio dei condannati; ma soprattutto d' essere tu, da quell' istante, il solo guardiano dei suoi ricordi, il solo che sapesse di lui due o tre cose che nessun altro sapeva, che lui stesso non sapeva più. Hai visto morire tanti alla Rocca, ma avvenne in un' aria di romanzo, sono ormai dentro di te creature di nuvola, fumi, leggende..."

    Calende greche, Consuntivo- G. Bufalino

    ha scritto il 

  • 4

    Un'autobiografia in cui si mescolano elementi realistici e finzione narrativa. Un Bildungsroman vibrante che penetra la psiche di Bufalino, emblema della vita di ogni uomo che conosce la guerra, la ...continua

    Un'autobiografia in cui si mescolano elementi realistici e finzione narrativa. Un Bildungsroman vibrante che penetra la psiche di Bufalino, emblema della vita di ogni uomo che conosce la guerra, la malattia, la guarigione, l'amore. Un libro ben scritto, distante dal fragoroso sperimentalismo classicista di altri romanzi (come Diceria dell'untore o L'uomo invaso).

    ha scritto il 

  • 5

    "Ultimo è il sonno, la smemorata cecità del letargo, dove guizzano sogni - i primi!- e sono ombre nere su nero, un cinema di vagabondi tropismi, proiettati sul lenzuolo d'una notte senza fine, ...continua

    "Ultimo è il sonno, la smemorata cecità del letargo, dove guizzano sogni - i primi!- e sono ombre nere su nero, un cinema di vagabondi tropismi, proiettati sul lenzuolo d'una notte senza fine, ondosi come'è ondosa, da muro a muro, la sua barca-culla che un braccio di donna spinge avanti e indietro, incoraggiandosi con una nenia..."

    ha scritto il 

  • 4

    Bufalino riconferma in ogni libro questa sua densità linguistica oggi praticamente introvabile tra i nuovi. Ci prova Camilleri, ma con dubbi risultati, secondo me.
    Speriamo di non dover rimandare ...continua

    Bufalino riconferma in ogni libro questa sua densità linguistica oggi praticamente introvabile tra i nuovi. Ci prova Camilleri, ma con dubbi risultati, secondo me.
    Speriamo di non dover rimandare alle calende greche... per trovare un altro scrittore come lui.

    ha scritto il 

  • 4

    "Eccomi a rimuginare il dilemma di questa ibrida vocazione al grido e al silenzio; e a dedurne una miserabile ipotesi: che scrivo altrettanto per amore di me che per una urgente, astiosa, travestita ...continua

    "Eccomi a rimuginare il dilemma di questa ibrida vocazione al grido e al silenzio; e a dedurne una miserabile ipotesi: che scrivo altrettanto per amore di me che per una urgente, astiosa, travestita volontà di distruggermi. Provinciale Don Giovanni che non trova da sedurre se non se medesimo e ingegnosamente si adesca, quindi s'abbandona, nè mai paga pegno, essendogli vietata perfino l'apoteosi o catastrofe del dannarsi. No, io non sprofondo, io affondo. Tanto si conviene a chi ha scelto, sebbene con un grandissimo riso nascosto, di vivere in una palude..."

    ha scritto il