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Caligula suivi de Le Malentendu

By Albert Camus

(102)

| Paperback | 9782070360642

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Book Description

8 Reviews

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  • 1 person finds this helpful

    Le Malentendu - Albert Camus

    Non male...una pièce un po' corta ma con dei sentimenti e un senso profondi.

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    Fla said on Feb 19, 2012 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    Hélicon: Il faut un jour pour faire un sénateur et dix ans pour faire un travailleur.
    Caligula: Mais j'ai bien peur qu'il en faille vingt pour faire un travailleur d'un sénateur

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    albachiara said on Sep 29, 2011 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    Commento che vale per tutto il Camus che ho letto
    Albert Albert, quanto mi hai fatto disperare. Ho seriamente preso in considerazione l’idea di non dare l’esame per colpa tua. Ti do del tu perchè ormai ti conosco e ho capito che sei stato un uomo mol ...(continue)

    Commento che vale per tutto il Camus che ho letto
    Albert Albert, quanto mi hai fatto disperare. Ho seriamente preso in considerazione l’idea di non dare l’esame per colpa tua. Ti do del tu perchè ormai ti conosco e ho capito che sei stato un uomo molto triste, cupo, pessimista. E non mi interessa se hai sempre dichiarato che in realtà pessimista non lo sei mai stato, per me resti una pesante palla al piede che ha riempito pagine su pagine con parole tristi, pesanti, assurde. A ben vedere sei proprio tu l’emblema dell’assurdità della vita. “Le malentendu” è un dramma che non andrei mai a vedere a teatro, ma proprio mai, nemmeno se mi regalassero i biglietti, nemmeno se a recitarlo ci fosse Gerard Butler nudo. Cioè su cinque personaggi tre fanno una brutta fine, uno non parla e una rimane vedova, la fiera dell’allegrezza. “Lo straniero” invece lo sono andata a vedere a teatro, anni fa, all’Ariston di Mantova. Sono scappata via con la mia amica Giulia, dopo mezz’ora dall’inizio, ci stavamo addormentando. “Il mito di Sisifo” invece racchiude tutte le premesse teoriche sull’assurdo, quindi è l’allegra rassegna dell’allegrezza più gaudente: c’è un solo problema filosofico degno di essere affrontato, il suicidio. Perchè restare al mondo? Albert ma piuttosto chiediti come si fa a non ammazzarsi dopo aver letto i tuoi libri. Io, guarda, ho capito le tue idee eh, ho imparato a memoria tutto il tuo pensiero e posso anche arrivare a condividerlo in parte. Ma perchè dedicare la propria vita a tutto ciò? Perchè?! Per una fama imperitura? Per essere violentemente insultato da orde di studenti come me? Ma non era meglio viverla, la vita, invece che passare le giornate a meditarci sopra?
    Io non ho mai provato uno sconforto così grande come quello provato leggendo e studiando Camus. Mi sono ritrovata a piangere in giardino, domandandomi perchè dovessi sprecare delle ore per studiare la triste opera di un trist’uomo. E’ angosciante, tutti i suoi lavori sono angoscianti, pesanti, macigni. Non fatevi fregare dalla brevità dei suoi lavori, sono un concentrato inesauribile di malmostosità, di tristezza, di quella tristezza profonda che ti fa venire voglia di dar fuoco a tutti i libri e di dedicarti ad altro.

    http://ladydarcy.wordpress.com/2011/07/12/esame-di-lett…

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    Margherita Dolcevita said on Jul 12, 2011 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    Caligola è stata una sberla in faccia e mi aveva quasi riconciliata con Camus.
    Poi ho letto Le Malentendu. E siam daccapo

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    K. said on Jan 13, 2011 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    Distinzione

    Forse non ho capito bene Caligula, fatto sta che non mi è piaciuto. A questo darei voto 3.
    E' invece un 5 pieno per Le malentendu. Magnifico.

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    Golden Jubilee said on Aug 27, 2010 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    Mi limiterò al Malinteso

    Anche questo in realtà lo sto ascoltando da una vecchia puntata del Consiglio teatrale di Radio 3 (questa: http://svil.radio.rai.it/radio3/radio3_suite/consiglio_teatrale/mostra_evento.cfm?Q_EV_ID=98555 che si può anche scaricare da qui: http://www.m ...(continue)

    Anche questo in realtà lo sto ascoltando da una vecchia puntata del Consiglio teatrale di Radio 3 (questa: http://svil.radio.rai.it/radio3/radio3_suite/consiglio_… che si può anche scaricare da qui: http://www.mediafire.com/?sharekey=633aa49c4a912c0d852a… ). A parte il godimento di ascoltare una produzione teatrale in cui tutti sono molto convinti di quello che fanno, mi appare soprattutto pieno di buchi logici. Perché Maria non prende la camera insieme a Jan? Certo qualcuno deve dire le cose che Maria dice, il richiamo del mare e del sole, della salute che non capisce perché si debba corteggiare il destino e la morte. In una edizione moderna potrebbero sentirsi al cellulare, dallo spazio discreto della camera. Perché ovviamente Jan deve essere solo, dare l'idea della vittima ideale. Ma - altro buco logico - le conversazioni che avranno con lui sia Martha sia la madre, avrebbero dovuto convincerle che sapevano troppo poco di questo strano ospite per ucciderlo così presto.

    All'inizio del dramma, la frase che ho preferito. Martha ricorda alla madre il giorno in cui assistevano al recupero dei cadaveri nella chiusa del fiume dove anche le due assassine hanno buttato i loro ospiti: "vous me disiez mère ce sont le notre qui souffrent le moins, la vie est plus cruelle que nous".

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    finO said on Dec 13, 2009 | Add your feedback

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