Camera oscura

Di

Editore: Skira

3.2
(151)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 114 | Formato: Copertina rigida

Isbn-10: 8857206122 | Isbn-13: 9788857206127 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Disponibile anche come: Altri

Genere: Narrativa & Letteratura , Storia , Rosa

Ti piace Camera oscura?
Iscriviti ad aNobii per vedere chi dei tuoi amici lo ha letto, e scopri libri simili!

Registrati gratis

ACQUISTA LIBRO
Acquisto non disponibile
per questo libro
Descrizione del libro
Lewis Carroll amava i bambini ed era un grande affabulatore. Di mestiere professore di matematica alla Christ Church di Oxford, talvolta portava le figlie del preside Liddell a fare dei picnic. La piccola Alice Liddell era la sua preferita e per lei scrisse Alice nel paese delle meraviglie.
Il libro, si sa, fu uno strepitoso successo e Lewis Carroll fu sempre più attorniato dalle sue piccole ammiratrici, che lui, un pioniere della fotografia, amava ritrarre in costumi esotici, in tableaux vivants e, dal 1867, anche nude.
Tutte le famiglie rimasero soddisfatte delle fotografie delle figlie ignude, fuorché una, che pose fine bruscamente alle sedute.
Ordina per
  • 2

    CAMERA OSCURA

    “ Chi può mai considerarvi importanti?
    Non siete altro che un mazzo di carte!”

    Su richiesta della Casa Editrice Skira per la Collana Art Stories, dedicata a storie inedite, notizie e curiosità rigua ...continua

    “ Chi può mai considerarvi importanti?
    Non siete altro che un mazzo di carte!”

    Su richiesta della Casa Editrice Skira per la Collana Art Stories, dedicata a storie inedite, notizie e curiosità riguardanti i grandi maestri dell’arte, Simonetta Agnello Hornby pubblica nel 2010 “ Camera Oscura” raccontandoci del famoso Lewis Carroll, pseudonimo di Charles Lutwidge Dodgson, autore amato soprattutto per i suoi libri più famosi: “Alice nel Paese delle Meraviglie” e “Attraverso lo specchio e quel che Alice vi trovò”.
    L’autrice si sofferma a mettere in luce un aspetto particolare della personalità di Carroll, diacono svogliato ma provvisto di vitalizio e poco interessato a diventare sacerdote della Christ Church di Oxford, poliedrico insegnante di matematica, amante dei giochi di logica, proveniente da una famiglia benestante nella quale erano quasi tutti balbuzienti, lui compreso. Quest’uomo alto, sottile e pallido, che portava i capelli ondulati lunghi sulle orecchie in modo effeminato e che si vestiva sempre con abiti neri clericali dalla lunga giacca attillata sotto la quale portava camicia e cravatta bianche, con il cilindro sempre posto alla ventitré, era in realtà narcisista e vanitoso, sempre più convinto della sua grande genialità e creatività capaci di generare rispettabilità assoluta e fama. Aveva una grande “passione”: intrattenersi da solo con bambine di buona famiglia in età preadolescenziale che amava divertire e sorprendere ma anche fotografare nelle pose più esotiche e persino nella loro nudità, esposta in maniera artistica.
    Seducente, mellifluo, morbosamente impulsivo, sembrava possedere “un’assenza di morale” che gli impediva di chiedersi se il suo comportamento ambiguo potesse mai arrecare danno alle sue piccole “amiche”. Queste venivano spinte dalle famiglie stesse alla frequentazione amichevole del celebre personaggio e propendevano a lasciarle fotografare per il grande onore di serbare orgogliosamente delle immagini delle loro figlie riprodotte da un così grande artista. Ma qualcosa, sicuramente, non andava sempre per il verso giusto e le molteplici lettere ritrovate nell’archivio dello scrittore, rivolte alle famiglie delle bambine e nelle quali richiedeva ossessivamente che esse fossero “baciabili” e “toccabili”, lasciano forti dubbi sulla sua vera natura.
    La maggior parte delle foto e dei documenti del suo archivio, furono secretate dagli eredi per ben 74 anni e moltissime furono distrutte.
    La famiglia di Ruth Mattehws, fin da piccola completamente plagiata e innamorata del suo mentore, fu l’unica, ad un certo punto, ad interrompere bruscamente questo rapporto morboso, con grande sofferenza da parte della ragazza ormai cresciuta (non più “papabile” né “palpabile”) e larga indifferenza da parte di lui, che forse amò veramente soltanto una di loro, la famosa Alice Liddel, ispiratrice della sua opera maggiore.
    Attenta a non dare un giudizio preciso, ma lasciando intendere ad ogni pagina il termine con il quale, in cuor suo, avrebbe certamente definito Carroll, la Hornby traccia un ritratto interessante e controverso di un uomo singolare, incastonato in un’epoca, quella vittoriana, che ravvedeva nell’infanzia femminile senza veli un’immagine di purezza e di innocenza, sottolineando più di un sospetto intorno alla sua figura e gettando lunghe ombre sulla sua penna ingegnosa e immaginifica.

    ha scritto il 

  • 3

    Il protagonista di questo breve racconto di Simonetta Agnello Hornby è Lewis Carroll, famosissimo autore di “Alice nel paese delle meraviglie”.

    In realtà l’autrice cerca di mettere in evidenza un aspe ...continua

    Il protagonista di questo breve racconto di Simonetta Agnello Hornby è Lewis Carroll, famosissimo autore di “Alice nel paese delle meraviglie”.

    In realtà l’autrice cerca di mettere in evidenza un aspetto particolare della personalità di Carroll. Egli era un grande appassionato di fotografia e amava circondarsi di bambine, le quali erano il suo soggetto fotografico preferito.

    Tutte le famiglie dell’epoca ambivano al possesso di una foto scattata dal famoso Lewis Carroll ed egli, attraverso una fitta corrispondenza con la famiglia, otteneva il permesso di ritrarle anche nude.

    Secondo quanto è noto dalle cronache dell’epoca, tutte le famiglie rimasero contente delle foto scattate alle loro figlie…tranne una.

    Ed è da qui che parte l’autrice. In realtà credo si sia solo ispirata a questa vicenda e che poi abbia un po’ romanzato il tutto; sta di fatto che ci narra la storia di questa bambina, ormai giovane donna, e della brusca interruzione del rapporto e delle foto che avevano lei per soggetto.

    L’insinuazione è, ovviamente, che ci sia stata una parte oscura in Carroll.

    Non conoscevo questo aspetto dell’autore, lo associavo soltanto alla famosissima Alice letteraria, che tra l’altro ho letto, ma non apprezzato.

    Si è rivelata, comunque, una lettura estremamente interessante ed inquietante. Emerge un uomo pieno di sé che richiede agli altri un rispetto che, forse, non ha mai meritato!

    ha scritto il 

  • 3

    Questo racconto non è servito a chiarirmi le idee, anzi. Del resto, non ci sono prove se non quelle lettere... davvero inquietanti, a mio parere.
    E mi fanno rabbrividire ancor di più i genitori che co ...continua

    Questo racconto non è servito a chiarirmi le idee, anzi. Del resto, non ci sono prove se non quelle lettere... davvero inquietanti, a mio parere.
    E mi fanno rabbrividire ancor di più i genitori che consentivano alle bambine di posare nude per le foto. Foto artistiche? Un onore? Bah!

    ha scritto il 

  • 4

    Che Lewis Carroll non fosse l'uomo irreprensibile che tutti avremmo sperato fosse, purtroppo lo sapevo già. Dopo avere letto questo libro è soprattutto le lettere che scriveva ai genitori delle bambin ...continua

    Che Lewis Carroll non fosse l'uomo irreprensibile che tutti avremmo sperato fosse, purtroppo lo sapevo già. Dopo avere letto questo libro è soprattutto le lettere che scriveva ai genitori delle bambine che fotografava, la cosa più gentile che penso di lui è che fosse un viscido manipolatore (potete immaginare le meno gentili).
    Fatta questa premessa, però, il libro mi è piaciuto molto. È scorrevole, ben scritto e tiene attaccati dalla prima all'ultima riga.

    ha scritto il 

  • 1

    La pifferaia magica

    La Simonetta Agnello Hornby dovrebbe leggersi attentamente la biografia di Karoline Leach uscita in Italia per Castelvecchi con il titolo "La vera storia del papà di Alice". E anche le persone che han ...continua

    La Simonetta Agnello Hornby dovrebbe leggersi attentamente la biografia di Karoline Leach uscita in Italia per Castelvecchi con il titolo "La vera storia del papà di Alice". E anche le persone che hanno commentato dando a cuor leggero del pedofilo a Carroll. La leggerezza con cui si riesce a infamare una persona, per quanto vissuta in un tempo lontanissimo, mi fa rivoltare lo stomaco. La pedofilia di Carroll resta una supposizione campata per aria, coadiuvata da indizi spesso falsati da biografi maldestri, vere e proprie invenzioni freudiane, soprattutto la reticenza della famiglia nel mostrare i diari e le carte di Dodgson. La Hornby in una intervista dice che "Il libro mi è stato proposto dalla casa editrice. Mi è stato proposto in quanto scrittrice e in quanto avvocato dei minori, su consiglio di Camilleri. All’inizio avevo rifiutato, anche io non sapevo nulla di Carroll, poi mi hanno convinta. Alice nel paese delle meraviglie non è un però libro per bambini, è una macchina pubblicitaria che continua ancora oggi a funzionare. Abbiamo tutti negli occhi il film della Disney. Ci sono molti libri migliori di questo da far leggere ai bambini. Penso a Pinocchio, ma ce ne sono molti altri." Sgradevole pensare questo Camera oscura sia un libro nato a prescindere per sfruttare appieno la mitologia fraudolenta del Carroll pedofilo. Le prove millantate sarebbero le foto delle bambine nude - ma nel contesto vittoriano, MOLTO diverso dal nostro, la nudità infantile era meno pruriginosa e artisticamente rappresentava tutt'altro che i desideri sconci e repressi di chi, cent'anni dopo, nelle foto delle bambine nude vede lo sbavo di un malato bloccato in una condizione alla Humbert Humbert; piuttosto la Honrby scrive del fatto che Carroll ebbe relazioni con donne DONNE, non bambine, e di natura sessuale? e che le amicizie che egli stesso dichiarava di troncare appena le sue child friends erano cresciute in realtà quasi sempre continuavano anche da adulte? Scandaloso che si scrivano panzane del genere impunemente. Tralasciamo il giudizio snob su Alice romanzo, dato tanto per darsi aria di lettrice e scrittrice vissuta e distaccata. Qui l'unico soggetto che travia le menti dei lettori/ascoltatori è la Hornby e chi, come lei, si è arrogata il diritto folle di sputare sulla figura di un uomo che non fu un santo ma neanche il mostro che si dipinge ormai impunemente. Partendo da questo assunto, il libro è ciarpame. Non dice mai la parola PEDOFILO, ma la instilla in modo subdolo nella testa del lettore che delle biografie di Carroll sa meno della scrittrice, che d'altra parte può essersi basata solo in modo parziale sulle parziali biografie di Cohen, Collingwood e Reed, e sulle loro omissioni, errori e vere e proprie falsificazioni di dati che Karoline Leach ha acutamente svelato e spiegato. Ed è davvero meschino questo modo di procedere. Direi avvocatesco. Ooops.

    ha scritto il 

  • 3

    Il crollo di un mito

    Che non vengano a dirmi che Lewis Carroll fosse motivato solo dalla celebrazione, dall'esaltazione dell’innocenza infantile. Perché una ragazzina di 14/15 anni non è più una bambina, e non lo era nepp ...continua

    Che non vengano a dirmi che Lewis Carroll fosse motivato solo dalla celebrazione, dall'esaltazione dell’innocenza infantile. Perché una ragazzina di 14/15 anni non è più una bambina, e non lo era neppure a fine ottocento, quando lo sviluppo puberale avveniva leggermente in ritardo rispetto ad oggi.
    Era solo un bigotto ipocrita vecchio porco, sempre in bilico sul confine incerto e pericoloso fra condiscendenza e ambiguità, che sfruttava biecamente la propria fama per avere il permesso di fotografare le bambine come piaceva a lui, preferibilmente nude, con la connivenza dei genitori, minacciandoli di troncare la sua preziosa amicizia.
    Non guarderò mai più Alice con gli stessi occhi.

    ha scritto il 

  • 4

    Le lettere con cui Caroll chiede ai genitori di poter fotografare le bambine senza vestiti sono ancora più impressionanti se si pensa che sono scritte dallo stesso autore di uno dei romanzi più belli ...continua

    Le lettere con cui Caroll chiede ai genitori di poter fotografare le bambine senza vestiti sono ancora più impressionanti se si pensa che sono scritte dallo stesso autore di uno dei romanzi più belli di tutti i tempi.
    Una storia che mi ha profondamente turbata.

    ha scritto il 

  • 4

    Avevo letto Alice nel paese delle Meraviglie con conseguente "biografia addolcita" del suo autore. Nell'edizione in mio possesso (Einaudi, credo) si accennava molto brevemente ad alcuni dissapori che ...continua

    Avevo letto Alice nel paese delle Meraviglie con conseguente "biografia addolcita" del suo autore. Nell'edizione in mio possesso (Einaudi, credo) si accennava molto brevemente ad alcuni dissapori che Carrol aveva avuto coi genitore di Alice... in seguito alla sue attenzioni al limite del decente. Questo romanzo storico (o saggio romanzato che dir si voglia) chiarisce abbastanza bene (presumo) la realtà dei fatti. Socialmente va detto che era un'epoca (la sua) in cui sposare a 30 anni una fanciulla di 15/16 era relativamente normale. Umanamente... è tutta un'altra questione. Libro utile e interessante.

    ha scritto il