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Camere separate

Di

Editore: Bompiani

4.1
(1598)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 216 | Formato: Tascabile economico | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Spagnolo

Isbn-10: 8845216950 | Isbn-13: 9788845216954 | Data di pubblicazione: 

Disponibile anche come: Paperback , Copertina rigida , Altri

Genere: Family, Sex & Relationships , Fiction & Literature , Gay & Lesbian

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Descrizione del libro
"Camere separate" è uno straordinario e felice romanzo d'amore e di morte, di nostalgia e maturità, di impotenza e grandezza, nel quale riconosciamo la cisi del nostro tempo e le sue misteriosi ragioni. (Cesare De Michelis)
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  • 4

    Nel presente Leo deve superare la morte di Thomas in una società in cui il periodo di lutto non gli è riconosciuto. Nel passato Leo conosce Thomas e se ne innamora con tutti i tira e molla del caso.
    L ...continua

    Nel presente Leo deve superare la morte di Thomas in una società in cui il periodo di lutto non gli è riconosciuto. Nel passato Leo conosce Thomas e se ne innamora con tutti i tira e molla del caso.
    Le prime pagine mi hanno conquistato, sia per lo stile che per la ricerca di una categoria in cui far rientrare Thomas (è un Chez Maxim's, un Whitman, un wrong blond o un Vondel Park?). Poi qualcosa è cambiato.
    Non fraintendetemi: certi passaggi (la madre e le zie di Leo), certi incontri (il padre sull'aereo), certe situazioni (droga e sesso) e certe battute («Abbiamo bisogno di molto tempo per accettare la brutalità del fatto di non essere più soli»), nonché il concetto di camere separate del titolo, mi hanno colpito per bellezza e verità. Il fatto è che, per quanto Tondelli ci dica quello che Leo prova, quello di cui ha bisogno e quello che non capisce di se stesso, lo fa con un punto di vista tale (esterno, da narratore che parla del suo personaggio) che non posso che escludermi dal forte sentimento di angoscia che sembra accomunare tutti i fan di Camere separate.
    Restituirò il libro in biblioteca con ammirazione per Tondelli e un generico sentimento di tristezza per Leo e Thomas. Niente struggimento. Ma va bene così.

    ha scritto il 

  • 3

    …..poiché l’amore, come il dolore non può né crescere, né diminuire.

    Tempo fa:
    Un buon libro, che merita d’essere letto, anche se alcune pagine le ho trovate lente e ripetitive. Ma le riflessioni di Leo (Tondelli ) sono davvero forti, dolorose e i sentimenti espressi c ...continua

    Tempo fa:
    Un buon libro, che merita d’essere letto, anche se alcune pagine le ho trovate lente e ripetitive. Ma le riflessioni di Leo (Tondelli ) sono davvero forti, dolorose e i sentimenti espressi coinvolgenti e intensi. Un percorso senz’altro difficile e delicato, soprattutto per lui che "non era di questo mondo, sentiva di non esserlo mai stato, non aveva genitori, non aveva figli, non aveva nessuno che lo amasse. Era solo, perduto nel buio del firmamento, sparato sempre più lontano, sempre più distante. Per sempre."
    Dopo la morte di Thomas doveva cercare e ritrovare una sua dimensione, fatta di solitudine, cercata come necessaria, anche se, ad un certo punto, Leo stesso si chiede se l’aver voluto contenere il proprio dolore in una sfera intima e inaccessibile agli altri, l’averlo distillato goccia a goccia in solitudine, abbia reso impossibile l’elaborazione finale del suo lutto.
    http://youtu.be/coE5DNuUWVc

    ha scritto il 

  • 3

    questo libro è un regalo. sono grata a chi mi regala autori che non ho mai letto e me li presenta, pure. se poi mi porta in un posto dove si mangia molto bene e si spende poco, e per finire mi accompa ...continua

    questo libro è un regalo. sono grata a chi mi regala autori che non ho mai letto e me li presenta, pure. se poi mi porta in un posto dove si mangia molto bene e si spende poco, e per finire mi accompagna sulla piazza dei "morti di reggio emilia", è difficile desiderare di più. questo tondelli l'ho letto con molto piacere malgrado la malinconia che mi ha calato addosso. ho trovato il "mio" personaggio, l'amico michael che dice la verità a leo - oui, c'est moi. ancora non mi ha sedotta, ma anche se di più non avrei potuto desiderare, l'amica mi ha regalato un secondo tondelli. e allora ce la vedremo.

    ha scritto il 

  • 3

    Qualcuno mi presti un fazzoletto. Non riciclato.

    In Camere separate le parole narrano d’amore e di morte diventando musica classica di gran pregio, da leggere con assoluta concentrazione. Anche se poi, in alcune pagine, ti senti come una principian ...continua

    In Camere separate le parole narrano d’amore e di morte diventando musica classica di gran pregio, da leggere con assoluta concentrazione. Anche se poi, in alcune pagine, ti senti come una principiante che non sa distinguere bene le note e fa casino fa il sol e il re, o una dislessica che fatica ad elaborare ciò che legge.
    Questa è la dichiarazione ufficiale, peraltro doverosa, Tondelli è un Signor Scrittore.

    Ora però, ragazzi, tutti nel mio studio, devo dirvi qualcosa a microfoni spenti. Sedetevi e ascoltate! Non ci spiano? Niente telecamere nascoste? Striscia e le Iene sono impegnati altrove?
    Allora è giunta l’ora di confessare. Leggendo, ho pianto. Ebbene sì! Tre volte.

    La prima perché si tratta di un altro libro che parla di maschi italiani che s’arrangiano fra loro. Già gli scapoli degni di considerazione sono rari, se poi non vogliono più donne, come faranno le signorine in età da marito e le zitelle?!!?
    E' una tragedia.

    La seconda quando ho letto questo: L’immagine che vedeva era il viso di una persona non più tanto giovane, con pochi capelli fini in testa, gli occhi gonfi, le labbra turgide e un po’ cascanti, la pelle degli zigomi screziata da capillari. Un viso che subiva la corruzione e i segni del tempo. Ha compiuto 32 anni. E’ consapevole di non avere un’età definita anziana. Ma sa di non essere più giovane.
    Gasp! Son corsa nel bagno del man, ha uno specchio che se fai clic diventa over50 per farsi la barba da ganzi senza mettere gli occhiali, ma anche senza dover andare al pronto soccorso ogni volta che uno si rade. Ti vedi un faccione immenso. Mi sono esaminata a lungo. Cercavo rughe, labbra cascanti, capillari, occhi da bue, gonfiori sospetti. Niente!
    Ho pianto di sollievo.

    E poi ... non sono riuscita a trattenermi quando sono arrivata qui: [..] decine di uomini fra i trenta e i cinquant’anni con calzoni di pelle nera, giubbotti di cuoio adorni di borchie e catene, canotte nere tesissime sui ventri gonfi. Molti portavano orecchini o collari di strass. Alcuni pantaloni corti tirolesi. Chiamavano il cameriere che indossava un paio di calze a rete, aveva tacchi altissimi, baffi neri, e un giubbotto di cuoio. Gli lanciavano pacche sul culo.
    Sto ancora piangendo. Potete farlo anche voi con me, se volete.

    ☆☆☆ femmine, tanto qua non corrono rischi
    + ☆ su richiesta di Omero, però riflessa nello specchio di sbiego, quindi un po' sbilenca.

    ha scritto il 

  • 0

    Bello e triste, questo romanzo. Una frase mi si è scolpita nella memoria: quella in cui il protagonista sostiene di aver sempre saputo di essere predestinato alla solitudine.
    La solitudine che accomun ...continua

    Bello e triste, questo romanzo. Una frase mi si è scolpita nella memoria: quella in cui il protagonista sostiene di aver sempre saputo di essere predestinato alla solitudine.
    La solitudine che accomuna tutti noi mortali. Dentro di noi, nei nostri pensieri, nei nostri sentimenti, siamo soli. Impossibile condividere con gli altri ogni sfumatura della nostra anima.

    ha scritto il 

  • 5

    dell'amore, dell'arte, della solitudine
    di tutto questo tratta questo racconto scritto con tale densità e comprensione profonda dei mille stati d'animo - tutti differenti, tutti feroci - a cui l'amore ...continua

    dell'amore, dell'arte, della solitudine
    di tutto questo tratta questo racconto scritto con tale densità e comprensione profonda dei mille stati d'animo - tutti differenti, tutti feroci - a cui l'amore costringe, da non lasciare indifferenti

    amore è - comunque lo si viva - amore prima e sopra ogni cosa

    e capita, che nel mezzo della lettura, una frase o un pensiero trapassino le pagine e afferrino lo stomaco in una morsa fredda, come la verità innegabile che amore è solitudine, distanza, paura...
    la scrittura secca e scorrevole attraversa la storia frantumandola nei tempi e nei luoghi fluidi del ricordo, ricostruendo la consapevolezza che amare non è incontrare l'altro ma lo strappo violento di riaffermare se stessi a discapito dell'amato, se stessi e la propria arte prima e sopra ogni cosa

    ha scritto il 

  • 4

    Con questo libro mi sono riavvicinato a Tondelli a quasi vent'anni di distanza dalla lettura di "Altri libertini", "Pao Pao" e "Un weekend postmoderno". "Camere separate", che all'epoca avevo evitato ...continua

    Con questo libro mi sono riavvicinato a Tondelli a quasi vent'anni di distanza dalla lettura di "Altri libertini", "Pao Pao" e "Un weekend postmoderno". "Camere separate", che all'epoca avevo evitato perché lo sentivo meno feroce, più lontano dalla mia realtà di ventenne, si presenta col senno di poi come un antenato nobile di quella che oggi chiameremmo autofiction. C'è però una differenza fondamentale: se questo genere viene frequentato al momento soprattutto da giornalisti e personaggi pubblici, con stanche autobiografie romanzate che servono solo a coccolarne l'ego e, quel che è peggio, alimentare presso un pubblico generalista la convinzione che la letteratura sia questo, l'ultimo romanzo di Tondelli, uscito due anni prima della sua morte, è opera letteraria nel senso più ampio del termine.
    A differenza di Harold Brodkey, che in "Questo buio feroce" dice "io", raccontando dichiaratamente di sé e della malattia che lo avrebbe portato alla morte, o di Mauro Covacich, che in "Prima di sparire" ha spiegato in una nota di chiusura la scelta di cambiare il proprio nome e quello delle persone a lui più vicine in un testo comunque basato sulla verità autobiografica, Tondelli non fornisce spiegazioni o chiavi di lettura che non siano quelle contenute nella materia del romanzo.
    E poco importa fino a che punto il suo protagonista Leo, scrittore gay poco più che trentenne che ha scelto di vivere in solitudine dopo la perdita dell'uomo amato, rappresenti una sua proiezione o ne rispecchi la biografia personale: è uscendo dalla vita mondana e dalle relazioni, rivolgendo il suo sguardo verso l'interno - per citare un'espressione usata nel libro - che la terza persona addosso al personaggio scava e porta alla luce la verità.
    Lo fa a tratti con ruvidezza, a tratti con un respiro quasi lirico, ma sempre senza perdere fede nella forza della narrazione e nel ruolo dello scrittore, orgogliosamente rivendicato nelle pagine finali. Perché scrivere è in fondo l'unico modo del tutto onesto di vivere che un vero autore conosca.

    ha scritto il 

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