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Camminare

Di

Editore: SE (Piccola enciclopedia; 66)

3.8
(384)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 80 | Formato: Copertina morbida e spillati

Isbn-10: 8877107235 | Isbn-13: 9788877107237 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Traduttore: Maria Antonietta Prina ; Curatore: Franco Meli

Disponibile anche come: Altri , Tascabile economico , Paperback

Genere: Fiction & Literature , Philosophy , Religion & Spirituality

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Descrizione del libro
Figura memorabile del gruppo trascendentalista americano, Henry David Thoreau è considerato una delle voci più autentiche, vigorose ed essenziali della letteratura americana. "Walking" è il testo di una conferenza tenuta da Thoreau per la prima volta al Concord Lyceum il 23 aprile 1851; divenuto ben presto il suo testo preferito e più noto, fu letto più volte negli anni successivi e progressivamente ampliato. In esso, centrale è il simbolismo legato all'escursione come modello di vita: l'anelito al movimento è nella sua essenza desiderio di liberazione dall'ansia e dal malessere avvertiti nel mondo.
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  • *** Attenzione: di seguito anticipazioni sulla trama (SPOILER) ***

    0

    Considero infatti l'uomo più come abitante, come parte integrante della natura che come membro della società.


    credo di non poter conservare la mia salute e il mio animo se non trascorro almeno quattro ore al giorno - spesso di più - passeggiando per i boschi, sulle colline e nei campi, del ...continua

    Considero infatti l'uomo più come abitante, come parte integrante della natura che come membro della società.

    credo di non poter conservare la mia salute e il mio animo se non trascorro almeno quattro ore al giorno - spesso di più - passeggiando per i boschi, sulle colline e nei campi, del tutto libero da tutti gli impegni materiali.

    a volte, quando mi torna in mente che i meccanici e i negozianti rimangono nei loro negozi e officine non solo per tutta la mattina ma anche per tutto il pomeriggio, seduti a gambe incrociate, - come se le gambe fossero state inventate per sedersi e non per rimanere in piedi o camminare - mi viene da pensare che molti di loro meritino gli onori per non essersi suicidati tempo addietro.

    sono lieto di constatare quanto poco spazio occupano nel paesaggio l'uomo e i suoi affari , la chiesa e lo stato, la scuola, gli affari e il commercio, l'industria e l'agricoltura, persino la politica, la cosa più allarmante tra tutte.

    è sentimentalismo considerare candido e puro ciò che riposa durante il giorno, lontano dal colore e dalla callosità dell'esperienza.

    oggigiorno, nelle vicinanze, la miglior parte della terra non è proprietà privata, il paesaggio non appartiene a nessuno e il camminatore gode di una relativa libertà. Ma verrà forse il giorno in cui tutto ciò sarà spartito nei cosiddetti terreni di diletto, in cui poche persone ne potranno godere solo in modo angusto ed esclusivo, in cui le recinzioni si moltiplicheranno,

    Credo che il clima abbia effetto sull'uomo poichè c'è qualcosa nell'aria di montagna che alimenta lo spirito e genera ispirazione. Non raggiungerà l'uomo sotto tali influenze, una maggiore perfezione intellettuale e fisica?

    Derivo la maggior parte della mia sussistenza più dalle paludi che circondano la mia cittadina natale che dagli orti nel villaggio. non esistono ai miei occhi parterre più ricchi delle dense aiuole di andromeda nana (Cassandra calyculata)che coprono quei luoghi delicati sulla superficie terrestre.

    Le nazioni civilizzate, la Grecia, Roma, l'Inghilterra sono state sostenute dalle foreste primitive che, in tempi remoti, marcivano dove esse si ergono ora. Sopravvivono fino a quando il terreno non si esaurisce. ahimè per la cultura umana! c'è poco da aspettarci da una nazione che ha esaurito la forma vegetale e che viene costretta a produrre concime con le ossa dei suoi padri. li, il poeta si sostiene solo con il proprio grasso superfluo e il filoso con il proprio midollo osseo.

    le stesse mucche vengono condotte ai loro pascoli prima della fine di maggio; benchè abbia sentito parlare di un allevatore snaturato che teneva la sua mucca nella stalla e che le dava solo fieno da mangiare per tutto l'anno.

    In Nuova Inghilterra si usa dire che pochi e sempre meno piccioni ci visitano da un anno all'altro. le nostre foreste non forniscono loro nessun nutrimento. allo stesso modo, sembrerebbe che pochi e sempre meno pensieri visitino ogni uomo da un anno all'altro poichè la piantagione nella nostra mentre rimane incolta, venduta per alimentare inutili fuochi di ambizioni, o mandata al mulino, e rimane a stento un ramoscello per permettere loro di appollaiarcisi. non nidificano ne prolificano più in noi. in qualche stagione più mite, forse, una leggera ombra attraversa il paesaggio della mente, proiettata dalle ali di qualche pensiero nella sua migrazione primaverile o autunnale, ma quando alziamo lo sguardo siamo incapaci di scorgere l'essenza del pensiero stesso. i nostri pensieri alati diventano pollame. non spiccano più il volo e raggiungono solo una grandezza simile a quella di Shangai o Cocincina. Quei gra-a-andi(gra-a-ate) pensieri, quei gra-a-andi uomini di cui si sente parlare.

    ha scritto il 

  • 5

    Ho amato Thoreau fin dalla prima volta che sentii i suoi versi: fu nell'Attimo Fuggente, un film capolavoro che porto sempre dentro di me e la cui filosofia, basata sul carpe diem, aveva in Thoreau il suo indiscusso ispiratore; filosofia che anche qui emerge in quello che lui stesso definisce il ...continua

    Ho amato Thoreau fin dalla prima volta che sentii i suoi versi: fu nell'Attimo Fuggente, un film capolavoro che porto sempre dentro di me e la cui filosofia, basata sul carpe diem, aveva in Thoreau il suo indiscusso ispiratore; filosofia che anche qui emerge in quello che lui stesso definisce il Vangelo dell’attimo presente: “Soprattutto non possiamo non vivere nel presente. Beato tra i mortali colui che non spreca un istante della propria vita fuggevole rievocando il passato.” Bella botta per chi, come me, apprezza invece perdersi in fantasticherie storiche. Ricordo con che emozione vissi la scena del film in cui Robin Williams porta i suoi studenti a vedere le bacheche con le foto delle classi degli anni passati: ragazzi belli, giovani, forti, pieni di sogni, con la vita davanti, eppure… oggi ragazzi morti: scena forte e commovente. Ci sono altri aspetti per cui amo Thoreau, perché mi accomunano a lui: l’amore per la Natura selvaggia, per le foreste, un afflato mistico-ecologista che fa tanta più impressione se pensiamo che viene da un uomo che visse 200 anni fa e che, grazie alla sua acuta sensibilità, riuscì a precorrere i tempi come solo le grandi menti illuminate sanno fare, al punto che tuttora il suo messaggio è assolutamente attuale, anzi, direi più che mai. Di Thoreau lessi Walden, perché affascinato dalla sua volontà di unione totale con la Natura, di rifiuto della cosiddetta “civiltà”, o almeno dei suoi aspetti più deteriori: anche in quel caso fu una lettura ispirante. Sebbene di poche pagine questo libro racchiude diverse perle; ne riporto solo qualcuna: “Penso che non riuscirei a mantenermi in buona salute, sia nel corpo che nello spirito, se non trascorressi almeno quattro ore al giorno – e generalmente sono di più – vagabondando per i boschi, per le colline e per i campi, totalmente libero da ogni preoccupazione terrena.” “Io, che non riesco a rimanere nella mia stanza neppure un giorno senza ricoprirmi di ruggine, quando mi accade di poter predisporre la mia passeggiata soltanto alle undici, […], sento di aver commesso un peccato che devo espiare […]” “Ai nostri giorni quasi ogni cosiddetto miglioramento a cui l’uomo possa por mano, come la costruzione di case e l’abbattimento di foreste e di alberi secolari, perverte in modo irrimediabile il paesaggio e lo rende sempre più addomesticato e banale.” “Qui intorno, attualmente, la parte migliore della terra non è proprietà privata; il paesaggio non appartiene a nessuno, e il camminatore gode di una relativa libertà. Ma verrà forse il giorno in cui questa terra sarà smembrata in parchi per così dire di svago, di cui solo pochi godranno in modo limitato ed esclusivo, in cui i recinti saranno moltiplicati […]. Godere di qualcosa in modo esclusivo generalmente significa essere esclusi dal suo autentico godimento.” “Da sincero patriota, mi vergognerei di pensare che Adamo abbia goduto in paradiso di una condizione migliore di quella di un tagliaboschi nel nostro paese.” “Dalla foresta e dalla natura selvaggia derivano il tonico e la scorza che fortificano l’umanità.” “Quel che è più vivo è più selvaggio, e quel che non è ancora soggetto all’uomo lo rinvigorisce.” “La speranza e il futuro per me non sono nei prati e nei campi coltivati, non sono nei villaggi e nelle città, ma nelle paludi mobili e impervie.” “Entro in una palude come in un luogo sacro, come in un sancta sanctorum.” “E come la terra ha bisogno di molto concime per essere fertile, così necessitano all’uomo, per la sua salute, grandi spazi intorno a sé.” “Povera cultura umana! Ben poco si può sperare da una nazione che abbia esaurito la propria matrice vegetale […].” “Quanto poco sappiamo apprezzare la bellezza del paesaggio! Ci è stato insegnato che i Greci chiamavano il mondo Cosmos, ossia Bellezza, Ordine, ma non ne comprendiamo chiaramente la ragione; la riteniamo, nel migliore dei casi, una semplice curiosità filologica.” “Sarei pronto a inseguire una chimera per paludi e acquitrini inconcepibili, pur di giungere ad una vita naturale, ma né la luna né le lucciole mi hanno mai mostrato il cammino.” Mi costringo a fermarmi qui altrimenti tanto varrebbe che trascrivessi tutto il libro, ma forse avrei qualche problemino di copyright! Un piccolo Vangelo, da assimilare e interiorizzare.

    ha scritto il 

  • 4

    elogio

    ...elogio del camminare, ma non per strade battute, ma per sentieri e vie ancora da scoprire. questo breve saggio di thoreau, mi ha lasciato qualcosa che avevo dimenticato, la bellezza dello scoprire nuovi orizzonti. la bellezza dell'animo umano, destinato alla scoperta, anzichè all'essere "stati ...continua

    ...elogio del camminare, ma non per strade battute, ma per sentieri e vie ancora da scoprire. questo breve saggio di thoreau, mi ha lasciato qualcosa che avevo dimenticato, la bellezza dello scoprire nuovi orizzonti. la bellezza dell'animo umano, destinato alla scoperta, anzichè all'essere "statico": l'uomo come parte integrante del mondo che lo circonda. basta spiagge affollate, ombrelloni, ma riscoprire angoli abbandonati. per questo l'uomo è vivo, per questo deve vivere.

    ha scritto il 

  • 4

    "Il silenzio sfronda la persona e la rende di nuovo disponibile, debella il caos nel quale si dibatte. Stando in ascolto, il viandante attento entra lentamente in cerchi diversi, ad ogni istante accede ad altri universi sonori che popolano lo spessore del silenzio. Scopre un senso nuovo, non un'a ...continua

    "Il silenzio sfronda la persona e la rende di nuovo disponibile, debella il caos nel quale si dibatte. Stando in ascolto, il viandante attento entra lentamente in cerchi diversi, ad ogni istante accede ad altri universi sonori che popolano lo spessore del silenzio. Scopre un senso nuovo, non un'accentuazione dell'udito, ma un senso collegato alla percezione del silenzio. Se ha un udito abbastanza sensibile, l'uomo ode spuntare l'erba, il dispiegarsi delle foglie sulle cime degli alberi, il processo di maturazione dei mirtilli, il lento salire della linfa.

    ha scritto il 

  • 3

    Francamente mi aspettavo di più da questo esile libricino che ho trovato quasi hippie per certi aspetti.
    Pur comprendendo bene la spinta che anima le parole dell'Autore, e pur cogliendo ottimamente come le sue motivazioni fossero sincere e autentiche, trovo il messaggio in un certo senso mitologi ...continua

    Francamente mi aspettavo di più da questo esile libricino che ho trovato quasi hippie per certi aspetti. Pur comprendendo bene la spinta che anima le parole dell'Autore, e pur cogliendo ottimamente come le sue motivazioni fossero sincere e autentiche, trovo il messaggio in un certo senso mitologico. Molto interessante il saggio sull'Autore alla fine del libro.

    ha scritto il 

  • 5

    Distillato di Thoreau

    Un breve saggio con grandi verità..
    "Il mio desiderio di conoscere è discontinuo, ma il desiderio di rigenerare la mente in atmosfere sconosciute, esplorando zone non ancora percorse dalle mie gambe, è perenne e costante."


    "Ogni cosa buona è libera e selvaggia"


    Si potrebbe riportare ...continua

    Un breve saggio con grandi verità.. "Il mio desiderio di conoscere è discontinuo, ma il desiderio di rigenerare la mente in atmosfere sconosciute, esplorando zone non ancora percorse dalle mie gambe, è perenne e costante."

    "Ogni cosa buona è libera e selvaggia"

    Si potrebbe riportare l'intero libro.. Un piacere per la mente e la lettura..

    ha scritto il 

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