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Camminare

Di

Editore: SE (Piccola enciclopedia; 66)

3.8
(422)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 80 | Formato: Copertina morbida e spillati

Isbn-10: 8877107235 | Isbn-13: 9788877107237 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Traduttore: Maria Antonietta Prina ; Curatore: Franco Meli

Disponibile anche come: Altri , Tascabile economico , Paperback

Genere: Fiction & Literature , Philosophy , Religion & Spirituality

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Descrizione del libro
Figura memorabile del gruppo trascendentalista americano, Henry David Thoreau è considerato una delle voci più autentiche, vigorose ed essenziali della letteratura americana. "Walking" è il testo di una conferenza tenuta da Thoreau per la prima volta al Concord Lyceum il 23 aprile 1851; divenuto ben presto il suo testo preferito e più noto, fu letto più volte negli anni successivi e progressivamente ampliato. In esso, centrale è il simbolismo legato all'escursione come modello di vita: l'anelito al movimento è nella sua essenza desiderio di liberazione dall'ansia e dal malessere avvertiti nel mondo.
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  • 3

    Il mio rapporto con Thoreau continua ad essere difficile. Pur condividendo con il filosofo di Concord un amore incondizionato per la natura selvaggia, un malcelato disprezzo per la società e l'anelito ...continua

    Il mio rapporto con Thoreau continua ad essere difficile. Pur condividendo con il filosofo di Concord un amore incondizionato per la natura selvaggia, un malcelato disprezzo per la società e l'anelito ad una vita semplice non corrotta dai mali della modernità, trovo la sua visione troppo utopica e slegata dalla realtà. Thoreau fu un pioniere nel denunciare gli esiti devastanti dell'economia industriale sull'ambiente e sull'Uomo e gli va riconosciuto il merito di non essersi limitato a filosofeggiare, ma di aver applicato alla propria vita i principi che andava propugnando. Il suo stile di vita radicale, oggi come allora, è tuttavia impraticabile, se non per pochi privilegiati. Va trovato il giusto equilibrio, la giusta via di mezzo, tra il progresso, che può avere i suoi aspetti positivi quando amplia gli orizzonti dell'Uomo e lo slega da un'esistenza di pura sussistenza, e la conservazione dell'ambiente, tra la tecnologia e la natura, tra l'individuo e la società. Tra vivere in catene e cercare realizzazione in un ideale di libertà estrema. Il nostro destino come civiltà dipende dal raggiungimento di questo equilibrio: nel passato non è mai esistita un’Età dell’Oro, ma potrebbe esistere in futuro.

    ha scritto il 

  • 4

    Avete deciso di farvi una passeggiata e qualcuno vi ha detto: "Beato te
    che hai tempo da perdere".Nulla di strano in una societa in cui ogni cosa deve avere la sua utilita, deve avere un motivo, e la ...continua

    Avete deciso di farvi una passeggiata e qualcuno vi ha detto: "Beato te
    che hai tempo da perdere".Nulla di strano in una societa in cui ogni cosa deve avere la sua utilita, deve avere un motivo, e la fretta la fa da padrona.
    E godersi una passeggiata è una perdita di tempo, da spendere al massimo nel cosidetto "tempo liber0"
    I nostri progenitori, vivevano in una condizione atemporale, in cui il mondo non era separato dalla vita, e "camminare",
    era naturale, spontaneo. Camminare è una disposizione d'animo.
    E' lo stesso Thoreau, in questo breve pamplhet,a definire la camminata una nobile arte,che implica il tempo necessario, la liberta e l'indipendenza.
    Quando Thoreau parla di "camminare" si riferisce ovviamente alle passeggiate nel bosco, a contatto con la natura(e non potrebbe essere altrimenti) e non a quelle in un qualsiasi centro cittadino o parco pubblico, lontano da qualsiasi pensiero mondano e frastuono cittadino.
    Perche è spesso il nostro corpo a muoversi meccanicamente, piu che la nostra anima( camminare è anche un viaggio interiore,un'avventura dell'anima, alla scoperta di se stessi),assillati come siamo da preoccupazioni che non ci lasciano(o non permettiamo loro di lasciarci), nemmeno quando camminiamo.
    Del resto la nostra vita molto raramente si svolge all'aria aperta, fin dall'inizio veniamo rinchiusi da qualche parte:la scuola,la casa, negozio,chiesa, l'ufficio,l'azienda, in automobile...è una continua prigione , che a volte ci autoinfliggiamo anche.
    E lo spazio dedicato al gusto dell'avventura, dell'avventurarsi, è pochissimo.
    Dove possiamo camminare ? si chiede Thoreau. "Non è indifferente quale strada percorriamo. Esiste una strada giusta, è tutta
    colpa della nostra disattenzione se prendiamo quella sbagliata."

    Questa deliziosa raccolta di pensieri di Thoreau, è dunque un' esaltazione della natura selvaggia e della vita all'aria aperta.
    Il vero "camminatore" è colui che non semplicemente segue e ripete stancamente i propri passi ogni giorno,ma sa staccarsi dai propri pensieri quotidiani e vivere in armonia con la natura e con la parte piu intima e vera di se stessi.
    Camminare diventa quindi un (ri) avvicinamento alla natura, un esperienza lontana dalla corruzione della civilta. E un'esperienza meravigliosa di lettura che consiglio a tutti.

    ha scritto il 

  • 3

    Buon saggio ma non fondamentale, serve un'introduzione più accurata,

    Il pensiero più arguto e interessante di Thoreau risiede nella corrispondenza con Harrison Blake (Se tremi sull'orlo), in Walden e ne La disobbedienza civile; non è in questo breve saggio che il pensa ...continua

    Il pensiero più arguto e interessante di Thoreau risiede nella corrispondenza con Harrison Blake (Se tremi sull'orlo), in Walden e ne La disobbedienza civile; non è in questo breve saggio che il pensatore americano esprime il meglio della sua visione "naturista" pur essendo certamente un'opera non priva di interesse.

    Si tratta di un piacevole corollario della filosofia di Thoreau ma risulta meno ispirato rispetto ai capisaldi del suo corpus letterario.
    L'edizione Oscar Mondadori, di buona fattura, necessita forse di un'introduzione più ragionata e con più mordente sul piano critico.

    ha scritto il 

  • 5

    Cercasi Thoreau

    I "Desaparecidos" della Letteratura
    di Ermanno Bartoli n.6
    Autori Introvabili o quasi

    "CERCASI THOREAU"

    HENRY DAVID THOREAU
    (1817 - 1862)

    «Andai nei boschi perché desideravo vivere con saggezza, per ...continua

    I "Desaparecidos" della Letteratura
    di Ermanno Bartoli n.6
    Autori Introvabili o quasi

    "CERCASI THOREAU"

    HENRY DAVID THOREAU
    (1817 - 1862)

    «Andai nei boschi perché desideravo vivere con saggezza, per affrontare solo i fatti essenziali della vita, e per vedere se non fossi capace di imparare quanto essa aveva da insegnarmi, e per non scoprire, in punto di morte, che non ero vissuto. Non volevo vivere quella che non era una vita, a meno che non fosse assolutamente necessario. Volevo vivere profondamente, e succhiarne tutto il midollo...»
    (H.D. Thoreau; “Walden: vita nei boschi”)
    «Di cuore faccio mia l'affermazione: "Il migliore dei governi è quello che governa meno" e vorrei vederla messa in pratica più rapidamente e sistematicamente.»
    (H.D. Thoreau «La disobbedienza civile»)

    In momenti storici come questo; nel quale sull'Europa si sganciano bombe e soffiano venti di guerra, messaggi come quelli del padre della «Dissobedienza Civile» paiono ancor più amabili e attuali. In Walden, Thoreau parla della sua esperienza vissuta in un anno d'isolamento da tutto e da tutti, in una capanna che si era costruita sulle rive del lago Walden, come di un fatto per lui di una grandezza unica. Vivere con quello che gli dava la natura e nient'altro... Via da tutti le cacofonie interne ed esteriori che la cosiddetta società civile elargisce. Ma in momenti come questo è più prepotente il richiamo dell'altra sua grande opera: «La dissobedienza Civile».
    Perché Thoreau disobbedì al potere del suo Stato (gli Stati Uniti d'America), rifiutandosi di pagare quel cinque per cento delle tasse che sarebbe andato in armamenti per la guerra che gli States si accingevano a combattere contro il Messico.
    «Non voglio che i miei soldi siano spesi per comprare armi che serviranno ad uccidere dei miei fratelli», aveva ribadito più volte. E Thoreau pagò per questo col carcere. Da quell'esperienza, nacque «Civil Disobedience» che sarebbe stato il vademecum culturale di quanti in America furono contrari a guerre sbagliate o d'invasione (Vietnam in testa). Quel «Civil Disobedience» che altri scrittori e intellettuali di tutto il mondo riscopriranno a abbracceranno nelle più diverse situazioni e che fu definito da molti: un classico del pensiero libertario. Secoli dopo, Thomas More, un altro uomo aveva posto un nuovo pilastro, imprescindibile, sul cammino dell'emancipazione umana dalle storture del buio.
    Tra tutti gli autori che si rifanno all'opera di Thoreau per andare - però - mirabilmente per strade proprie, parrà strano ma voglio citarne uno di fantascienza: l'americano Eric Frank Russell che negli anni Cinquanta scrisse uno dei più bei romanzi, non solo di fantascienza, sull'Utopia realizzabile che mai sia stato scritto: «Galassia che vai». In quest'opera, Russell pone il problema della "disobbedienza necessaria"... (necessaria per obbedire in primis a se stessi - alle proprie istanze interiori, secondo Thoreau) in termini di rifiuto ad andare contro la propria natura; rifiuto che si estrinseca in quella che Russell definisce la più potente di tutte le armi che l'uomo potrà mai costruire, ma che difficilmente mette in cantiere: l'I.M.R... Cioè il... "Io mi rifiuto". Quante sofferenze inutili e quanto sangue allora evitato! Per questo motivo Thoreau è e resterà, per me - almeno per me - un grande. Peccato che i richiami del bene siano così facilmente eludibili. Peccato che non solo nelle librerie, ma anche nelle coscienze al ribasso che ogni epoca pare voglia elargirci con solerte magnanimità e perizia, essi rimangano quasi puntualmente inascoltati.
    L'augurio che questo non sia un momento di così totale sordità di globalizzazione e guerra come parrebbe volerci sembrare.

    (Ermanno Bartoli - 1998)

    ha scritto il 

  • 3

    "Se sei un uomo libero, allora sei pronto a metterti in cammino"

    Un grido di aiuto nella speranza che qualcuno percepisca che stiamo affondando, che il progresso non ha fatto altro che demolire le for ...continua

    "Se sei un uomo libero, allora sei pronto a metterti in cammino"

    Un grido di aiuto nella speranza che qualcuno percepisca che stiamo affondando, che il progresso non ha fatto altro che demolire le foreste e il verde di cui l'animo umano ha bisogno di nutrirsi costantemente per rigenerarsi.
    Sono convinta che chiunque soffra di ansia, stress o attacchi di panico, al giorno d'oggi è difficile trovare persone che non ne soffrono, e questi mi daranno ragione quando dico che la natura è ciò di cui abbiamo bisogno per trovare la nostra essenza.
    Camminare in un bosco, nuotare nel mare, passeggiare in campagna sono tutte attività che l'uomo cerca per staccarsi dalla vita caotica e frenetica che abbiamo oggi.
    Questo libro, scritto ormai secoli fa, è attuale e veritiero, a volte anche inqueitante.
    Quanti di noi possono camminare in un bosco senza incontrare strade, autostrade, o case per un ora? Pochi ormai e questo perchè stiamo distruggendo l'unica fonte di benessere che ci permette di rigenerare lo spirito la mente e il corpo: la natura.

    ha scritto il 

  • *** Attenzione: di seguito anticipazioni sulla trama (SPOILER) ***

    0

    Considero infatti l'uomo più come abitante, come parte integrante della natura che come membro della società.

    credo di non poter conservare la mia salute e il mio animo se non trascorro almeno quattro ...continua

    Considero infatti l'uomo più come abitante, come parte integrante della natura che come membro della società.

    credo di non poter conservare la mia salute e il mio animo se non trascorro almeno quattro ore al giorno - spesso di più - passeggiando per i boschi, sulle colline e nei campi, del tutto libero da tutti gli impegni materiali.

    a volte, quando mi torna in mente che i meccanici e i negozianti rimangono nei loro negozi e officine non solo per tutta la mattina ma anche per tutto il pomeriggio, seduti a gambe incrociate, - come se le gambe fossero state inventate per sedersi e non per rimanere in piedi o camminare - mi viene da pensare che molti di loro meritino gli onori per non essersi suicidati tempo addietro.

    sono lieto di constatare quanto poco spazio occupano nel paesaggio l'uomo e i suoi affari , la chiesa e lo stato, la scuola, gli affari e il commercio, l'industria e l'agricoltura, persino la politica, la cosa più allarmante tra tutte.

    è sentimentalismo considerare candido e puro ciò che riposa durante il giorno, lontano dal colore e dalla callosità dell'esperienza.

    oggigiorno, nelle vicinanze, la miglior parte della terra non è proprietà privata, il paesaggio non appartiene a nessuno e il camminatore gode di una relativa libertà. Ma verrà forse il giorno in cui tutto ciò sarà spartito nei cosiddetti terreni di diletto, in cui poche persone ne potranno godere solo in modo angusto ed esclusivo, in cui le recinzioni si moltiplicheranno,

    Credo che il clima abbia effetto sull'uomo poichè c'è qualcosa nell'aria di montagna che alimenta lo spirito e genera ispirazione. Non raggiungerà l'uomo sotto tali influenze, una maggiore perfezione intellettuale e fisica?

    Derivo la maggior parte della mia sussistenza più dalle paludi che circondano la mia cittadina natale che dagli orti nel villaggio. non esistono ai miei occhi parterre più ricchi delle dense aiuole di andromeda nana (Cassandra calyculata)che coprono quei luoghi delicati sulla superficie terrestre.

    Le nazioni civilizzate, la Grecia, Roma, l'Inghilterra sono state sostenute dalle foreste primitive che, in tempi remoti, marcivano dove esse si ergono ora. Sopravvivono fino a quando il terreno non si esaurisce. ahimè per la cultura umana! c'è poco da aspettarci da una nazione che ha esaurito la forma vegetale e che viene costretta a produrre concime con le ossa dei suoi padri. li, il poeta si sostiene solo con il proprio grasso superfluo e il filoso con il proprio midollo osseo.

    le stesse mucche vengono condotte ai loro pascoli prima della fine di maggio; benchè abbia sentito parlare di un allevatore snaturato che teneva la sua mucca nella stalla e che le dava solo fieno da mangiare per tutto l'anno.

    In Nuova Inghilterra si usa dire che pochi e sempre meno piccioni ci visitano da un anno all'altro. le nostre foreste non forniscono loro nessun nutrimento. allo stesso modo, sembrerebbe che pochi e sempre meno pensieri visitino ogni uomo da un anno all'altro poichè la piantagione nella nostra mentre rimane incolta, venduta per alimentare inutili fuochi di ambizioni, o mandata al mulino, e rimane a stento un ramoscello per permettere loro di appollaiarcisi. non nidificano ne prolificano più in noi. in qualche stagione più mite, forse, una leggera ombra attraversa il paesaggio della mente, proiettata dalle ali di qualche pensiero nella sua migrazione primaverile o autunnale, ma quando alziamo lo sguardo siamo incapaci di scorgere l'essenza del pensiero stesso. i nostri pensieri alati diventano pollame. non spiccano più il volo e raggiungono solo una grandezza simile a quella di Shangai o Cocincina. Quei gra-a-andi(gra-a-ate) pensieri, quei gra-a-andi uomini di cui si sente parlare.

    ha scritto il 

  • 5

    Ho amato Thoreau fin dalla prima volta che sentii i suoi versi: fu nell'Attimo Fuggente, un film capolavoro che porto sempre dentro di me e la cui filosofia, basata sul carpe diem, aveva in Thoreau il ...continua

    Ho amato Thoreau fin dalla prima volta che sentii i suoi versi: fu nell'Attimo Fuggente, un film capolavoro che porto sempre dentro di me e la cui filosofia, basata sul carpe diem, aveva in Thoreau il suo indiscusso ispiratore; filosofia che anche qui emerge in quello che lui stesso definisce il Vangelo dell’attimo presente: “Soprattutto non possiamo non vivere nel presente. Beato tra i mortali colui che non spreca un istante della propria vita fuggevole rievocando il passato.” Bella botta per chi, come me, apprezza invece perdersi in fantasticherie storiche. Ricordo con che emozione vissi la scena del film in cui Robin Williams porta i suoi studenti a vedere le bacheche con le foto delle classi degli anni passati: ragazzi belli, giovani, forti, pieni di sogni, con la vita davanti, eppure… oggi ragazzi morti: scena forte e commovente.
    Ci sono altri aspetti per cui amo Thoreau, perché mi accomunano a lui: l’amore per la Natura selvaggia, per le foreste, un afflato mistico-ecologista che fa tanta più impressione se pensiamo che viene da un uomo che visse 200 anni fa e che, grazie alla sua acuta sensibilità, riuscì a precorrere i tempi come solo le grandi menti illuminate sanno fare, al punto che tuttora il suo messaggio è assolutamente attuale, anzi, direi più che mai.
    Di Thoreau lessi Walden, perché affascinato dalla sua volontà di unione totale con la Natura, di rifiuto della cosiddetta “civiltà”, o almeno dei suoi aspetti più deteriori: anche in quel caso fu una lettura ispirante.
    Sebbene di poche pagine questo libro racchiude diverse perle; ne riporto solo qualcuna:
    “Penso che non riuscirei a mantenermi in buona salute, sia nel corpo che nello spirito, se non trascorressi almeno quattro ore al giorno – e generalmente sono di più – vagabondando per i boschi, per le colline e per i campi, totalmente libero da ogni preoccupazione terrena.”
    “Io, che non riesco a rimanere nella mia stanza neppure un giorno senza ricoprirmi di ruggine, quando mi accade di poter predisporre la mia passeggiata soltanto alle undici, […], sento di aver commesso un peccato che devo espiare […]”
    “Ai nostri giorni quasi ogni cosiddetto miglioramento a cui l’uomo possa por mano, come la costruzione di case e l’abbattimento di foreste e di alberi secolari, perverte in modo irrimediabile il paesaggio e lo rende sempre più addomesticato e banale.”
    “Qui intorno, attualmente, la parte migliore della terra non è proprietà privata; il paesaggio non appartiene a nessuno, e il camminatore gode di una relativa libertà. Ma verrà forse il giorno in cui questa terra sarà smembrata in parchi per così dire di svago, di cui solo pochi godranno in modo limitato ed esclusivo, in cui i recinti saranno moltiplicati […]. Godere di qualcosa in modo esclusivo generalmente significa essere esclusi dal suo autentico godimento.”
    “Da sincero patriota, mi vergognerei di pensare che Adamo abbia goduto in paradiso di una condizione migliore di quella di un tagliaboschi nel nostro paese.”
    “Dalla foresta e dalla natura selvaggia derivano il tonico e la scorza che fortificano l’umanità.”
    “Quel che è più vivo è più selvaggio, e quel che non è ancora soggetto all’uomo lo rinvigorisce.”
    “La speranza e il futuro per me non sono nei prati e nei campi coltivati, non sono nei villaggi e nelle città, ma nelle paludi mobili e impervie.”
    “Entro in una palude come in un luogo sacro, come in un sancta sanctorum.”
    “E come la terra ha bisogno di molto concime per essere fertile, così necessitano all’uomo, per la sua salute, grandi spazi intorno a sé.”
    “Povera cultura umana! Ben poco si può sperare da una nazione che abbia esaurito la propria matrice vegetale […].”
    “Quanto poco sappiamo apprezzare la bellezza del paesaggio! Ci è stato insegnato che i Greci chiamavano il mondo Cosmos, ossia Bellezza, Ordine, ma non ne comprendiamo chiaramente la ragione; la riteniamo, nel migliore dei casi, una semplice curiosità filologica.”
    “Sarei pronto a inseguire una chimera per paludi e acquitrini inconcepibili, pur di giungere ad una vita naturale, ma né la luna né le lucciole mi hanno mai mostrato il cammino.”
    Mi costringo a fermarmi qui altrimenti tanto varrebbe che trascrivessi tutto il libro, ma forse avrei qualche problemino di copyright!
    Un piccolo Vangelo, da assimilare e interiorizzare.

    ha scritto il 

  • 4

    elogio

    ...elogio del camminare, ma non per strade battute, ma per sentieri e vie ancora da scoprire. questo breve saggio di thoreau, mi ha lasciato qualcosa che avevo dimenticato, la bellezza dello scoprire ...continua

    ...elogio del camminare, ma non per strade battute, ma per sentieri e vie ancora da scoprire. questo breve saggio di thoreau, mi ha lasciato qualcosa che avevo dimenticato, la bellezza dello scoprire nuovi orizzonti. la bellezza dell'animo umano, destinato alla scoperta, anzichè all'essere "statico": l'uomo come parte integrante del mondo che lo circonda. basta spiagge affollate, ombrelloni, ma riscoprire angoli abbandonati. per questo l'uomo è vivo, per questo deve vivere.

    ha scritto il 

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