Crea la tua biblioteca Iscriviti

Insieme troveremo i libri migliori

[−]
  • Cerca Conteggio caratteri ISBN valido ISBN non valido Codice a barre valido Codice a barre non valido loading search

Camp attack

Di

Editore: I Sognatori

3.4
(11)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 131 | Formato: Altri

Isbn-10: 8895068017 | Isbn-13: 9788895068015 | Data di pubblicazione: 

Ti piace Camp attack?
Iscriviti ad aNobii per vedere chi dei tuoi amici lo ha letto, e scopri libri simili!

Registrati gratis
Descrizione del libro
Ordina per
  • 3

    Felicemente spacciato per umoristico, il libro d'esordio di Larry Lisca "CAMP ATTACK" è tutt'altro: non è un romanzo, nè un racconto, ma un compendio grottesco e ansiogeno sul genere umano (o ...continua

    Felicemente spacciato per umoristico, il libro d'esordio di Larry Lisca "CAMP ATTACK" è tutt'altro: non è un romanzo, nè un racconto, ma un compendio grottesco e ansiogeno sul genere umano (o forse sarebbe meglio dire disumano) che frequenta i campeggi. Questo mio sentire, con ogni probabilità, è dovuto al fatto che sono una campeggiatrice e quindi parte in causa in questo bestiario. Ho dovuto attendere sadicamente l'ultimo capitolo per trovare finalmente una mia collocazione e tirare un sospiro di sollievo! Ci sono passaggi angoscianti, come la parte dedicata alla femme fatal ammuffita, che mi ha fatto gridare al mio compagno: "Se ti accorgi che mi sto riducendo così, sei autorizzato fin da ora ad abbattermi!" Altri invece molto esilaranti, come quello sul bambino della sala giochi, che ha fatto ridere perfino mio figlio cha ha nove anni, perchè quella visione così impietosa in fondo non è molto lontana dalla verità, in certi casi. E' ancora lì che sghignazza da quando ha letto che i bambini fino a otto anni scambiano la femme fatal ammuffita per una tartaruga ninja a causa del suo abbigliamento! Ho apprezzato i ringraziamenti iniziali a Groucho Marx, un pò meno ai fratelli Zucker, ma è una questione di gusti, di Stefano Benni non voglio parlare perchè se n'è già parlato anche troppo. Chi volesse trastullarsi può acquistare il tomo sul sito della casa editrice I SOGNATORI.

    Mi è rimasta una curiosità però: voglio vedere una foto di Bobby Cowell!!! (Se volete sapere chi è, acquistate il libro).

    ha scritto il 

  • 4

    Originale opera prima pubblicata dalla casa editrice "I Sognatori". Il campeggio visto ed interpretato da ogni angolo, un mondo tutto particolare con i vizi e le virtù dell'altro mondo che gli vive ...continua

    Originale opera prima pubblicata dalla casa editrice "I Sognatori". Il campeggio visto ed interpretato da ogni angolo, un mondo tutto particolare con i vizi e le virtù dell'altro mondo che gli vive attorno, arricchito da una scrittura ironica e mai prolissa, che fa molto sorridere. Adatto ovviamente a tutti, non-campeggiatori come la sottoscritta inclusi!

    ha scritto il 

  • 2

    brutta copia di Benni

    L'impianto del libro ricorda in modo impressionante Bar Sport e anche la caratterizzazione dei personaggi è la stessa, con la pecca, però , di non riuscire ad eguagliare, nemmeno lontanamente ...continua

    L'impianto del libro ricorda in modo impressionante Bar Sport e anche la caratterizzazione dei personaggi è la stessa, con la pecca, però , di non riuscire ad eguagliare, nemmeno lontanamente l'ironia e l'arguzia di Benni.

    ha scritto il 

  • 4

    CAMP ATTACK di LARRY LISCA

    Nel corso del tempo il lettore ha imparato a equiparare il tipico tormentone televisivo alla parola umorismo. Accade così che la comicità cabarettistica si sia sostituita all'umorismo classico ...continua

    Nel corso del tempo il lettore ha imparato a equiparare il tipico tormentone televisivo alla parola umorismo. Accade così che la comicità cabarettistica si sia sostituita all'umorismo classico usurpandone il posto anche in libreria. L' umorismo però non è sempre sinonimo di comicità infatti non sempre un umorista è costretto a concludere una frase con una battuta.
    Il vero umorista studia la psicologia dei personaggi di cui poi scriverà ed è in grado di tessere trame complesse e perfino interi romanzi miscelando comicità, ironia e suspance senza bisogno di far ridere forzatamente: a far sorridere sono le situazioni in cui si trovano i personaggi e non la singola gag infarcita da tormentoni.
    Maestri dell'umorismo in Italia ne abbiamo avuti a bizzeffe, basti pensare ad artisti del calibro di Giovannino Guareschi, Stefano Benni, Antonio Amurri o il più "recente" Natalino Balasso (il suo "L'anno prossimo si sta a casa" è stato per me una vera sorpresa).
    Ma sto divagando, dicevo: La "Vecchia Scuola Umoristica" è stata soppiantata dagli attuali (bravissimi per carità) cabarettisti ma il cabaret e i comici hanno, a mio avviso, mandando in seria "crisi" un genere che ha divertito e appassionato milioni di lettori in passato... o almeno così credevo.
    Capita infatti che un coraggioso editore (I sognatori) abbia dato alle stampe Camp Attack opera prima di Larry Lisca che, avvalendosi di una buona conoscenza dei ritmi umoristici tipici della "vecchia scuola", riesce nell'intento di divertire senza eccessi, tormentoni o battute scontate.
    In Camp Attack vengono descritti vari frequentatori di campeggio osservati in varie situazioni.
    Le descrizioni ricordano molto lo stile dei volumi della serie "Come ammazzare..." di quel grande autore che risponde al nome di Antonio Amurri di cui da anni auspico la ristampa dell'opera omnia.
    L'autore dimostra di aver osservato nei particolari manie e difetti dei campeggiatori (memorabile la descrizione della categoria "Supergiovane"). Non solo, vengono anche descritte abitudini e differenze attitudinali tipici della "varia umanità campeggiante". Tra le vittime designate di Larry Lisca ci sono anche i lavoratori del settore colpiti senza alcuna pietà e soprattutto senza alcuna distinzione: operai, direttori, segretarie e cassiere vengono passati al setaccio amplificandone con arte umoristica le qualità lavorative.
    Camp Attack diverte riportando fresche ventate di "dimenticato umorismo" all'Italiana.
    Un libro che forse potrebbe ben adattarsi anche a monologhi teatrali e ai tempi comici che il teatro impone.
    Mi auguro di poter leggere altre opere di Larry Lisca ma soprattutto mi auguro di vederlo all'opera su racconti di ampio respiro o di romanzi.
    Il parere in pillole:
    Pregi: Personaggi ben studiati e caratterizzati e un umorismo leggero tipico degli anni '70/80
    Difetti: A volte Larry Lisca si lascia trasportare dall'arte del narrare con una conseguente caduta del ritmo. Il suo stile forse ricorda un po' troppo spiccatamente quello classico e narrativo di Antonio Amurri ma questo, probabilmente, non può certo considerarsi un vero...difetto.
    Recensione pubblicata da Tarlo su:
    http://vitadatarlo.splinder.com

    ha scritto il 

  • 3

    Larry ha la "penna felice", non c'è che dire. Descrive con notevli dosi di umorismo categorie umane che affollano i campeggi, tratteggiandole con ricercate esagerazioni. Il suo libro alla fine è ...continua

    Larry ha la "penna felice", non c'è che dire. Descrive con notevli dosi di umorismo categorie umane che affollano i campeggi, tratteggiandole con ricercate esagerazioni. Il suo libro alla fine è come una sorta di piccolo dizionario di un'umanità "infernale", una specie di spassoso e intelligente "Bignami" sulle classi di esseri che affollano il quotidiano di ognuno di noi. Ma per avere reale senso dell'ironia, per entrare veramente in sintonia con il libro, è necessario per ognuno dei suoi lettori riconoscersi in questa sorta di "zoologia fantastica", pena l'inserimento forzato in una delle tipologie trattate. Carinissimi, tra l'altro, i disegni di Francesca Santamaria che corredano il volume.

    Qui la mia recensione per intero:

    http://cassielheaven.iobloggo.com/archive.php?eid=157&keyw=lansdale

    ha scritto il