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Canale Mussolini

I Capolavori del Premio Strega - 42

Di

Editore: Il Sole 24 Ore su licenza Mondadori

4.0
(2865)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 460 | Formato: Copertina rigida | In altre lingue: (altre lingue) Francese , Tedesco , Inglese , Olandese , Danese

Data di pubblicazione: 

Prefazione: Stefano Salis

Disponibile anche come: eBook , Tascabile economico , Paperback

Genere: Fiction & Literature , History , Political

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Descrizione del libro
" Fu un esodo. Trentamila persone nello spazio di tre anni - diecimila all'anno - venimmo portati quaggiù dal Nord. Dal Veneto, da Friuli, dal Ferrarese. Portati alla ventura in mezzo a gente straniera che parlava un'altra lingua. Ci chiamavano "polentoni" o peggio ancora "cispadani". Ci guardavano storto. E pregavano Dio che ci facesse fuori la malaria. "
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  • 5

    Un'avvincente storia italiana raccontata in maniera diversa rispetto ai libri di scuola. Sicuramente molto istruttivo, è un romanzo che ho amato pur non apprezzando molto lo stile narrativo

    ha scritto il 

  • 4

    Questo romanzo parla della migrazione dei miei conterranei verso i lidi paludosi di Latina, del loro sforzo sovraumano per combattere la malaria e la palude, un romanzo che merita essere riletto ...continua

    Questo romanzo parla della migrazione dei miei conterranei verso i lidi paludosi di Latina, del loro sforzo sovraumano per combattere la malaria e la palude, un romanzo che merita essere riletto

    ha scritto il 

  • 5

    ZIA BISSOLA....

    Sig. Pennacchi la ringrazio, mi ha lentamente introdotto in questa sua famiglia Peruzzi e mi scusi se scettica come sono sui libri vincitori di premi ( "ognuno gà le sue razòn") ho cercato la noia, la ...continua

    Sig. Pennacchi la ringrazio, mi ha lentamente introdotto in questa sua famiglia Peruzzi e mi scusi se scettica come sono sui libri vincitori di premi ( "ognuno gà le sue razòn") ho cercato la noia, la ridondanza, l'appiglio alla critica..e invece...dopo poco e senza rendermene conto, io ero una Peruzzi,ho riso con zia Bissola, mi sono commossa con tutti loro,la ringrazio perchè mi ha divertito,incuriosito, stimolato a nuove visioni e conoscenze e perchè ha saputo creare personaggi in grado di fondere due dei nostri italici vanti: il neorealismo e la commedia all'italiana e tutto questo senza mai tradire la storia, anzi usando i Peruzzi per meglio delineare un periodo storico e fornire una conoscenza geografica e umana nel miglior modo possibile. Questo è ciò che le direi se la incontrassi Sig. Pennacchi,ma ora la lascio..devo andare a organizzare il mio viaggio in Agropontino....

    ha scritto il 

  • 3

    ordinarie storie di fascismo spesso seppellite dalla memoria

    La narrazione del ventennio vista attraverso lo sguardo di una famiglia di mezzadri del nord-est: poveri, ignoranti, grandi lavoratori con l'hobby dell'assassinio, molto fascisti. Ne esce quella versi ...continua

    La narrazione del ventennio vista attraverso lo sguardo di una famiglia di mezzadri del nord-est: poveri, ignoranti, grandi lavoratori con l'hobby dell'assassinio, molto fascisti. Ne esce quella versione del fascismo a cui si perdonano tanti misfatti perché in fondo "ci ha fatto stare meglio e ha portato un po' di ordine". Credo sia in effetti quel lato della nostra storia recente che troppo facilmente abbiamo voluto (ci è convenuto) dimenticare.

    ha scritto il 

  • 4

    una cavalcata storica divertente che ti prende e non ti mola più: puoi anche esser di idee diverse dai personaggi, ma a tutti finisci per affezionarti, e vorresti che la storia non finisse più.
    grande ...continua

    una cavalcata storica divertente che ti prende e non ti mola più: puoi anche esser di idee diverse dai personaggi, ma a tutti finisci per affezionarti, e vorresti che la storia non finisse più.
    grande pennacchi!

    ha scritto il 

  • 2

    a metà libro avrei voluto morire. mi interessava moltissimo ma è scritto talmente "strano" che avrei picchiato l'autore. quello che mi è rimasto è "ognuno ha le sue ragioni" ...anche per come narra, ...continua

    a metà libro avrei voluto morire. mi interessava moltissimo ma è scritto talmente "strano" che avrei picchiato l'autore. quello che mi è rimasto è "ognuno ha le sue ragioni" ...anche per come narra, probabilmente

    ha scritto il 

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