Canale Mussolini

I Capolavori del Premio Strega - 42

Di

Editore: Il Sole 24 Ore su licenza Mondadori

4.1
(3215)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 460 | Formato: Copertina rigida | In altre lingue: (altre lingue) Francese , Tedesco , Inglese , Olandese , Danese

Data di pubblicazione: 

Prefazione: Stefano Salis

Disponibile anche come: eBook , Tascabile economico , Paperback

Genere: Narrativa & Letteratura , Storia , Politica

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Descrizione del libro
" Fu un esodo. Trentamila persone nello spazio di tre anni - diecimila all'anno - venimmo portati quaggiù dal Nord. Dal Veneto, da Friuli, dal Ferrarese. Portati alla ventura in mezzo a gente straniera che parlava un'altra lingua. Ci chiamavano "polentoni" o peggio ancora "cispadani". Ci guardavano storto. E pregavano Dio che ci facesse fuori la malaria. "
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  • 4

    Maladeti Zorzi Vila!

    Un libro da leggere. Grandioso, mi verrebbe da dire. Ci sono alcune parti molto lente e anche molto noiose: parlano di storia del fascismo e di tecnica delle colture e di nomi e date eccetera. Però, p ...continua

    Un libro da leggere. Grandioso, mi verrebbe da dire. Ci sono alcune parti molto lente e anche molto noiose: parlano di storia del fascismo e di tecnica delle colture e di nomi e date eccetera. Però, poi ci sono passi che sconfinano nel sublime, nel tragico, nel comico. Una saga epica, quella dei Peruzzi. Con un'impostazione realistica e storica, ma con personaggi che sembrano usciti dai libri di Jodorosky o da Cent'anni di solitudine di Marquez, al quale, secondo me, non è blasfemo avvicinare Canale Mussolini.
    Ed è un vero spasso sentire litigare Mussolini e Hitler in dialetto veneto, o leggere le vicende delle api dell'Armida che sempre in veneto la rimproverano o la coccolano.
    Perché non 5 stellette allora? Perché molte pagine sono pesanti e perché il finale è troppo oltre tutto quello che è stato fin lì narrato.
    Comunque, da leggerlo e goderselo, maladeti Zorzi Vila!

    ha scritto il 

  • 5

    eccezionale

    Libro, quasi geniale, per trama e scrittura. L'autore con un linguaggio colloquiale e popolare, a volte colorito, ha raccontato la bonifica dell'agro pontino e le vicende di una famiglia di coloni ven ...continua

    Libro, quasi geniale, per trama e scrittura. L'autore con un linguaggio colloquiale e popolare, a volte colorito, ha raccontato la bonifica dell'agro pontino e le vicende di una famiglia di coloni veneti dai primi anni del 900 alle seconda guerra mondiale, intrecciando episodi storico politici con le avventure dei protagonisti in maniera magistrale.

    ha scritto il 

  • 4

    Un romanzo "nazionale"

    Un romanzo che finalmente cerca di riconciliare il paese con la sua storia.
    Una storia forse non del tutto "vera" fino all´ultimo dettaglio ma frutto di un compromesso che vuole guardare avanti, super ...continua

    Un romanzo che finalmente cerca di riconciliare il paese con la sua storia.
    Una storia forse non del tutto "vera" fino all´ultimo dettaglio ma frutto di un compromesso che vuole guardare avanti, superando la guerra di posizione e i revisionismi che ci logorano da troppi decenni.
    Un romanzo anche privo delle consuete condanne morali pronunciate da ciascuna parte contro l´altra ma che conosce e riconosce il confine tra Bene e Male che durante quegli anni e' stato piu' volte attraversato. Una storia italiana possibile, da condividere, che non dimentica nulla, tantomeno le aberrazioni del fascismo ma che può essere adottata da tutti perche' in essa tutti possono riconoscersi con l'intero carico di cose "buone" e "meno buone" che ci tiriamo da decenni dietro.
    Struttura coinvolgente e narrazione molto vivace, con le accelerazioni in avanti ben dosate e amalgamate al plot principale, lingua assolutamente interessante.
    Spunti divertenti e ironici, se non esplicitamente comici, che rendono la lettura ancora più godibile e serena. Non di rado la drammaticita' del racconto si stempera e si dissolve grazie a delle belle e liberatorie risate.
    Insomma ... veramente qualcosa di buono.

    ha scritto il 

  • 1

    Didascalico, nell'accezione negativa del termine; scritto male; ammiccante. L'ho abbandonato, indignata, dopo una trentina di pagine e, cosa che non faccio mai, me ne sono addirittura liberata regalan ...continua

    Didascalico, nell'accezione negativa del termine; scritto male; ammiccante. L'ho abbandonato, indignata, dopo una trentina di pagine e, cosa che non faccio mai, me ne sono addirittura liberata regalandolo ad un'amica. Inoltre, "La storia siamo noi" non l'ha inventata Pennacchi (personaggio oltremodo sgradevole): è, a mio parere, una delle più belle canzoni di De Gregori.

    ha scritto il 

  • 4

    Ho rimandato la lettura di questo romanzo per anni perchè convinta contenesse un'apologia al fascismo che non avrei sopportato, invece ho scoperto un bravissimo romanziere che narra, in maniera ironic ...continua

    Ho rimandato la lettura di questo romanzo per anni perchè convinta contenesse un'apologia al fascismo che non avrei sopportato, invece ho scoperto un bravissimo romanziere che narra, in maniera ironica e a tratti sottile, un periodo della storia d'Italia ai più noto solo storicamente. Sono sempre stata convinta che per capire i fatti avvenuti è indispensabile conoscere e approfondire le esigenze del popolino,cosa che queste pagine fanno in modo magistrale. Si nota anche come l'abitudine tutta italiana di stare sempre dalla parte del più forte abbia radici antiche...

    ha scritto il 

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