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Canale Mussolini

Di

Editore: Mondadori (Scrittori italiani e stranieri)

4.0
(2852)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 460 | Formato: Copertina rigida | In altre lingue: (altre lingue) Francese , Tedesco , Inglese , Olandese , Danese

Isbn-10: 8804546751 | Isbn-13: 9788804546757 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Disponibile anche come: eBook , Tascabile economico , Paperback

Genere: Fiction & Literature , History , Political

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Descrizione del libro
Canale Mussolini è l'asse portante su cui si regge la bonifica delle Paludi Pontine. I suoi argini sono scanditi da eucalypti immensi che assorbono l'acqua e prosciugano i campi, alle sue cascatelle i ragazzini fanno il bagno e aironi bianchissimi trovano rifugio. Su questa terra nuova di zecca, bonificata dai progetti ambiziosi del Duce e punteggiata di città appena fondate, vengono fatte insediare migliaia di persone arrivate dal Nord. Tra queste migliaia di coloni ci sono i Peruzzi. A farli scendere dalle pianure padane sono il carisma e il coraggio di zio Pericle. Con lui scendono i vecchi genitori, tutti i fratelli, le nuore. E poi la nonna, dolce ma inflessibile nello stabilire le regole di casa cui i figli obbediscono senza fiatare. Il vanitoso Adelchi, più adatto a comandare che a lavorare, il cocco di mamma. Iseo e Temistocle, Treves e Turati, fratelli legati da un affetto profondo fatto di poche parole e gesti assoluti, promesse dette a voce strozzata sui campi di lavoro o nelle trincee sanguinanti della guerra. E una schiera di sorelle, a volte buone e compassionevoli, a volte perfide e velenose come serpenti. E poi c'è lei, l'Armida, la moglie di Pericle, la più bella, andata in sposa al più valoroso. La più generosa, capace di amare senza riserve e senza paura anche il più tragico degli amori. E Paride, il nipote prediletto, buono e giusto, ma destinato, come l'eroe di cui porta il nome, a essere causa della sfortuna che colpirà i Peruzzi e li travolgerà.
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  • 5

    ZIA BISSOLA....

    Sig. Pennacchi la ringrazio, mi ha lentamente introdotto in questa sua famiglia Peruzzi e mi scusi se scettica come sono sui libri vincitori di premi ( "ognuno gà le sue razòn") ho cercato la noia, la ...continua

    Sig. Pennacchi la ringrazio, mi ha lentamente introdotto in questa sua famiglia Peruzzi e mi scusi se scettica come sono sui libri vincitori di premi ( "ognuno gà le sue razòn") ho cercato la noia, la ridondanza, l'appiglio alla critica..e invece...dopo poco e senza rendermene conto, io ero una Peruzzi,ho riso con zia Bissola, mi sono commossa con tutti loro,la ringrazio perchè mi ha divertito,incuriosito, stimolato a nuove visioni e conoscenze e perchè ha saputo creare personaggi in grado di fondere due dei nostri italici vanti: il neorealismo e la commedia all'italiana e tutto questo senza mai tradire la storia, anzi usando i Peruzzi per meglio delineare un periodo storico e fornire una conoscenza geografica e umana nel miglior modo possibile. Questo è ciò che le direi se la incontrassi Sig. Pennacchi,ma ora la lascio..devo andare a organizzare il mio viaggio in Agropontino....

    ha scritto il 

  • 3

    ordinarie storie di fascismo spesso seppellite dalla memoria

    La narrazione del ventennio vista attraverso lo sguardo di una famiglia di mezzadri del nord-est: poveri, ignoranti, grandi lavoratori con l'hobby dell'assassinio, molto fascisti. Ne esce quella versi ...continua

    La narrazione del ventennio vista attraverso lo sguardo di una famiglia di mezzadri del nord-est: poveri, ignoranti, grandi lavoratori con l'hobby dell'assassinio, molto fascisti. Ne esce quella versione del fascismo a cui si perdonano tanti misfatti perché in fondo "ci ha fatto stare meglio e ha portato un po' di ordine". Credo sia in effetti quel lato della nostra storia recente che troppo facilmente abbiamo voluto (ci è convenuto) dimenticare.

    ha scritto il 

  • 4

    una cavalcata storica divertente che ti prende e non ti mola più: puoi anche esser di idee diverse dai personaggi, ma a tutti finisci per affezionarti, e vorresti che la storia non finisse più.
    grande ...continua

    una cavalcata storica divertente che ti prende e non ti mola più: puoi anche esser di idee diverse dai personaggi, ma a tutti finisci per affezionarti, e vorresti che la storia non finisse più.
    grande pennacchi!

    ha scritto il 

  • 2

    a metà libro avrei voluto morire. mi interessava moltissimo ma è scritto talmente "strano" che avrei picchiato l'autore. quello che mi è rimasto è "ognuno ha le sue ragioni" ...anche per come narra, ...continua

    a metà libro avrei voluto morire. mi interessava moltissimo ma è scritto talmente "strano" che avrei picchiato l'autore. quello che mi è rimasto è "ognuno ha le sue ragioni" ...anche per come narra, probabilmente

    ha scritto il 

  • 5

    Firmato Peruzzi

    Per decenni la visione del fascio e di mussolini non è stata altra se non quella dell'antifascismo. Che è giusta e va divulgata, ma è limitata ad una sola sfaccettatura. L'amministrazione Mussolini, p ...continua

    Per decenni la visione del fascio e di mussolini non è stata altra se non quella dell'antifascismo. Che è giusta e va divulgata, ma è limitata ad una sola sfaccettatura. L'amministrazione Mussolini, pur se forse per motivi non strettamente di giustizia sociale, si è comunque prodigata a riorganizzare campagne, costruire città, portare la tecnologia nelle aree rurali e cercare di uniformare la cultura e le tradizioni del paese. Non è inverosimile quindi immaginare come una famiglia contadina possa aver amato, almeno per larga parte, le imposizioni e le leggi del fascismo, oltre che essersi innamorata di una figura che, indubbiamente, aveva un fascino all'epoca raro. Inoltre tutto il libro è ricco di cenni storici reali, ricostruzioni temporali, aneddoti e particolarità (oltre che fantasie, ovviamente). La strutturazione della trama è non lineare, ed estremamente avvincente. Un libro che ha vinto secondo me, meritatamente, il Premio Strega 2010

    ha scritto il 

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