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Canale Mussolini

Di

Editore: Mondadori (Scrittori italiani e stranieri)

4.0
(2878)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 460 | Formato: Copertina rigida | In altre lingue: (altre lingue) Francese , Tedesco , Inglese , Olandese , Danese

Isbn-10: 8804546751 | Isbn-13: 9788804546757 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Disponibile anche come: eBook , Tascabile economico , Paperback

Genere: Fiction & Literature , History , Political

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Descrizione del libro
Canale Mussolini è l'asse portante su cui si regge la bonifica delle Paludi Pontine. I suoi argini sono scanditi da eucalypti immensi che assorbono l'acqua e prosciugano i campi, alle sue cascatelle i ragazzini fanno il bagno e aironi bianchissimi trovano rifugio. Su questa terra nuova di zecca, bonificata dai progetti ambiziosi del Duce e punteggiata di città appena fondate, vengono fatte insediare migliaia di persone arrivate dal Nord. Tra queste migliaia di coloni ci sono i Peruzzi. A farli scendere dalle pianure padane sono il carisma e il coraggio di zio Pericle. Con lui scendono i vecchi genitori, tutti i fratelli, le nuore. E poi la nonna, dolce ma inflessibile nello stabilire le regole di casa cui i figli obbediscono senza fiatare. Il vanitoso Adelchi, più adatto a comandare che a lavorare, il cocco di mamma. Iseo e Temistocle, Treves e Turati, fratelli legati da un affetto profondo fatto di poche parole e gesti assoluti, promesse dette a voce strozzata sui campi di lavoro o nelle trincee sanguinanti della guerra. E una schiera di sorelle, a volte buone e compassionevoli, a volte perfide e velenose come serpenti. E poi c'è lei, l'Armida, la moglie di Pericle, la più bella, andata in sposa al più valoroso. La più generosa, capace di amare senza riserve e senza paura anche il più tragico degli amori. E Paride, il nipote prediletto, buono e giusto, ma destinato, come l'eroe di cui porta il nome, a essere causa della sfortuna che colpirà i Peruzzi e li travolgerà.
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  • 4

    Un interessante sguardo nel passato

    Scritto molto bene, riesce a dare una visione molto interessante di quel periodo storico riuscendo a non cadere in nessuna osservazione politica o politicizzata.

    ha scritto il 

  • 4

    Il più bel libro di autore italiano che ho letto in questi ultimi anni. Naturalmente non ha minimamente modificato il mio giudizio storico su quegli anni e del resto il romanzo non ha questo obbiettiv ...continua

    Il più bel libro di autore italiano che ho letto in questi ultimi anni. Naturalmente non ha minimamente modificato il mio giudizio storico su quegli anni e del resto il romanzo non ha questo obbiettivo, almeno spero. Mi restano dentro un paio di ulteriori conferme a quello che ho sempre pensato: "... maladéti i Zorzi Vila" e "ognun gàla le sò razón".

    ha scritto il 

  • 5

    Un'avvincente storia italiana raccontata in maniera diversa rispetto ai libri di scuola. Sicuramente molto istruttivo, è un romanzo che ho amato pur non apprezzando molto lo stile narrativo

    ha scritto il 

  • 4

    Questo romanzo parla della migrazione dei miei conterranei verso i lidi paludosi di Latina, del loro sforzo sovraumano per combattere la malaria e la palude, un romanzo che merita essere riletto ...continua

    Questo romanzo parla della migrazione dei miei conterranei verso i lidi paludosi di Latina, del loro sforzo sovraumano per combattere la malaria e la palude, un romanzo che merita essere riletto

    ha scritto il 

  • 5

    ZIA BISSOLA....

    Sig. Pennacchi la ringrazio, mi ha lentamente introdotto in questa sua famiglia Peruzzi e mi scusi se scettica come sono sui libri vincitori di premi ( "ognuno gà le sue razòn") ho cercato la noia, la ...continua

    Sig. Pennacchi la ringrazio, mi ha lentamente introdotto in questa sua famiglia Peruzzi e mi scusi se scettica come sono sui libri vincitori di premi ( "ognuno gà le sue razòn") ho cercato la noia, la ridondanza, l'appiglio alla critica..e invece...dopo poco e senza rendermene conto, io ero una Peruzzi,ho riso con zia Bissola, mi sono commossa con tutti loro,la ringrazio perchè mi ha divertito,incuriosito, stimolato a nuove visioni e conoscenze e perchè ha saputo creare personaggi in grado di fondere due dei nostri italici vanti: il neorealismo e la commedia all'italiana e tutto questo senza mai tradire la storia, anzi usando i Peruzzi per meglio delineare un periodo storico e fornire una conoscenza geografica e umana nel miglior modo possibile. Questo è ciò che le direi se la incontrassi Sig. Pennacchi,ma ora la lascio..devo andare a organizzare il mio viaggio in Agropontino....

    ha scritto il 

  • 3

    ordinarie storie di fascismo spesso seppellite dalla memoria

    La narrazione del ventennio vista attraverso lo sguardo di una famiglia di mezzadri del nord-est: poveri, ignoranti, grandi lavoratori con l'hobby dell'assassinio, molto fascisti. Ne esce quella versi ...continua

    La narrazione del ventennio vista attraverso lo sguardo di una famiglia di mezzadri del nord-est: poveri, ignoranti, grandi lavoratori con l'hobby dell'assassinio, molto fascisti. Ne esce quella versione del fascismo a cui si perdonano tanti misfatti perché in fondo "ci ha fatto stare meglio e ha portato un po' di ordine". Credo sia in effetti quel lato della nostra storia recente che troppo facilmente abbiamo voluto (ci è convenuto) dimenticare.

    ha scritto il 

  • 4

    una cavalcata storica divertente che ti prende e non ti mola più: puoi anche esser di idee diverse dai personaggi, ma a tutti finisci per affezionarti, e vorresti che la storia non finisse più.
    grande ...continua

    una cavalcata storica divertente che ti prende e non ti mola più: puoi anche esser di idee diverse dai personaggi, ma a tutti finisci per affezionarti, e vorresti che la storia non finisse più.
    grande pennacchi!

    ha scritto il 

  • 2

    a metà libro avrei voluto morire. mi interessava moltissimo ma è scritto talmente "strano" che avrei picchiato l'autore. quello che mi è rimasto è "ognuno ha le sue ragioni" ...anche per come narra, ...continua

    a metà libro avrei voluto morire. mi interessava moltissimo ma è scritto talmente "strano" che avrei picchiato l'autore. quello che mi è rimasto è "ognuno ha le sue ragioni" ...anche per come narra, probabilmente

    ha scritto il 

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