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Canale Mussolini

Di

Editore: Mondadori (Scrittori italiani e stranieri)

4.0
(2829)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 460 | Formato: Copertina rigida | In altre lingue: (altre lingue) Francese , Tedesco , Inglese , Olandese , Danese

Isbn-10: 8804546751 | Isbn-13: 9788804546757 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Disponibile anche come: eBook , Tascabile economico , Paperback

Genere: Fiction & Literature , History , Political

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Descrizione del libro
Canale Mussolini è l'asse portante su cui si regge la bonifica delle Paludi Pontine. I suoi argini sono scanditi da eucalypti immensi che assorbono l'acqua e prosciugano i campi, alle sue cascatelle i ragazzini fanno il bagno e aironi bianchissimi trovano rifugio. Su questa terra nuova di zecca, bonificata dai progetti ambiziosi del Duce e punteggiata di città appena fondate, vengono fatte insediare migliaia di persone arrivate dal Nord. Tra queste migliaia di coloni ci sono i Peruzzi. A farli scendere dalle pianure padane sono il carisma e il coraggio di zio Pericle. Con lui scendono i vecchi genitori, tutti i fratelli, le nuore. E poi la nonna, dolce ma inflessibile nello stabilire le regole di casa cui i figli obbediscono senza fiatare. Il vanitoso Adelchi, più adatto a comandare che a lavorare, il cocco di mamma. Iseo e Temistocle, Treves e Turati, fratelli legati da un affetto profondo fatto di poche parole e gesti assoluti, promesse dette a voce strozzata sui campi di lavoro o nelle trincee sanguinanti della guerra. E una schiera di sorelle, a volte buone e compassionevoli, a volte perfide e velenose come serpenti. E poi c'è lei, l'Armida, la moglie di Pericle, la più bella, andata in sposa al più valoroso. La più generosa, capace di amare senza riserve e senza paura anche il più tragico degli amori. E Paride, il nipote prediletto, buono e giusto, ma destinato, come l'eroe di cui porta il nome, a essere causa della sfortuna che colpirà i Peruzzi e li travolgerà.
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  • 2

    a metà libro avrei voluto morire. mi interessava moltissimo ma è scritto talmente "strano" che avrei picchiato l'autore. quello che mi è rimasto è "ognuno ha le sue ragioni" ...anche per come narra, ...continua

    a metà libro avrei voluto morire. mi interessava moltissimo ma è scritto talmente "strano" che avrei picchiato l'autore. quello che mi è rimasto è "ognuno ha le sue ragioni" ...anche per come narra, probabilmente

    ha scritto il 

  • 5

    Firmato Peruzzi

    Per decenni la visione del fascio e di mussolini non è stata altra se non quella dell'antifascismo. Che è giusta e va divulgata, ma è limitata ad una sola sfaccettatura. L'amministrazione Mussolini, p ...continua

    Per decenni la visione del fascio e di mussolini non è stata altra se non quella dell'antifascismo. Che è giusta e va divulgata, ma è limitata ad una sola sfaccettatura. L'amministrazione Mussolini, pur se forse per motivi non strettamente di giustizia sociale, si è comunque prodigata a riorganizzare campagne, costruire città, portare la tecnologia nelle aree rurali e cercare di uniformare la cultura e le tradizioni del paese. Non è inverosimile quindi immaginare come una famiglia contadina possa aver amato, almeno per larga parte, le imposizioni e le leggi del fascismo, oltre che essersi innamorata di una figura che, indubbiamente, aveva un fascino all'epoca raro. Inoltre tutto il libro è ricco di cenni storici reali, ricostruzioni temporali, aneddoti e particolarità (oltre che fantasie, ovviamente). La strutturazione della trama è non lineare, ed estremamente avvincente. Un libro che ha vinto secondo me, meritatamente, il Premio Strega 2010

    ha scritto il 

  • 4

    Un libro molto bello e interessante dal punto di vista storico e sociologico. Il racconto della storia di una famiglia di contadini veneti, dai primi del '900 fino alla fine della seconda guerra mondi ...continua

    Un libro molto bello e interessante dal punto di vista storico e sociologico. Il racconto della storia di una famiglia di contadini veneti, dai primi del '900 fino alla fine della seconda guerra mondiale. Le condizioni di vita estrema, il comunismo, poi il fascismo, la fiducia di questa gente nel comunismo prima e nel fascismo poi. La figura di Mussolini vista dal popolo, la bonifica dell'agro pontino, l'abbrutimento e la fatica di tutti i giorni e la fiducia nell'impero. La brutalità, la violenza, gli omicidi, la condizione della donna, la sopraffazione visti con occhi innocenti di chi non e' intrinsecamente cattivo ma neanche ha gli strumenti culturali per riconoscere quello che e' sbagliato. "Ognuno ga le su razon" capiranno, in parte, poi. Il tutto raccontato da un personaggio vecchio, non molto colto che filtra le storie attraverso l'affetto per la sua famiglia. Bellissima la lingua, questo veneto un po' imbastardito dal friulano da dialetti laziali e chissà che altro. Un libro che serve a capire anche perché agli italiani una dittatura come il fascismo andava molto bene. Un libro che serve a capire perché, tutto sommato, potrebbe stare bene a molta gente anche oggi.

    ha scritto il 

  • 3

    Sono un po' perplessa. Ho alcune osservazioni da fare su questo romanzo: prima di tutto è eccessivamente prolisso. L'autore ripete certe cose due, tre, quattro volte e questo alla lunga risulta un po' ...continua

    Sono un po' perplessa. Ho alcune osservazioni da fare su questo romanzo: prima di tutto è eccessivamente prolisso. L'autore ripete certe cose due, tre, quattro volte e questo alla lunga risulta un po' fastidioso. Ci sono poi alcune precisazioni e osservazioni piuttosto banali, come il continuo ripetere "A quel tempo non c'era questo... a quel tempo non c'era quello..." che nulla aggiungono se non l'impressione che Pennacchi pensi che siamo tutti un po' stupidi e non sappiamo nulla di come era la vita nei primi 40 anni del '900.
    D'altra parte la storia che viene raccontata è davvero originale e scritta con uno stile particolarissimo. Praticamente è una lunga intervista al nipote del nonno Peruzzi che, insieme alla numerosissima famiglia, nel 1932, si è trasferito dalla campagna veneta all'Agro Pontino di recente bonifica.
    Tutto sommato un piacevole ripasso della nostra storia recente vista dalla parte di chi al Duce e all'Italia fascista ha creduto profondamente.
    Sarebbe un bel libro se avesse circa 200 pagine in meno e anche meno banalità.

    ha scritto il 

  • 4

    Alla fine coinvolge

    La voce narrante è perfetta, sembra di sentir parlare i nostri nonni contadini. Interessante e non faziosa la ricostruzione degli eventi storici. Forse è più aneddotica che letteratura ma alla fine co ...continua

    La voce narrante è perfetta, sembra di sentir parlare i nostri nonni contadini. Interessante e non faziosa la ricostruzione degli eventi storici. Forse è più aneddotica che letteratura ma alla fine coinvolge. Noi italiani di oggi riusciamo a fare poesia solo se parliamo del passato...

    ha scritto il 

  • 5

    Firmato Peruzzi!

    Finito di leggere da pochi giorni, ho deciso di recensire questa vera e propria meraviglia.

    L’arco di tempo narrato parte dai primi del Novecento fino alla Seconda Guerra Mondiale e la famiglia protag ...continua

    Finito di leggere da pochi giorni, ho deciso di recensire questa vera e propria meraviglia.

    L’arco di tempo narrato parte dai primi del Novecento fino alla Seconda Guerra Mondiale e la famiglia protagonista del racconto è la Peruzzi la quale viveva tra Rovigo e Ferrara.
    Non erano sicuramente anni facili per diversi fattori tra i quali la povertà e le guerre che hanno segnato molto l’Italia.
    Lo scrittore ha deciso di raccontarci questo frammento di storia attraverso gli occhi di questa famiglia di mezzadri talvolta utilizzando il loro linguaggio ed i loro modi di dire per far entrare meglio il lettore nella storia.
    L’autore ha partorito un vero e proprio capolavoro intriso di storia e di vita contadina.
    È il racconto di un “pezzo” di Italia strappato dalla propria terra natia e fatto emigrare quasi in un “paese straniero” dove le vacche non erano le stesse, la lingua era diversa e la gente li disprezzava per i loro modi di fare.

    Uno dei pezzi che più mi ha colpito è stata la nonna di Zero Branco che si è messa ad urlare perché voleva ritornare alle sue terre che anche se povere erano a lei care e conosciute.

    Molto scorrevole nella lettura e per nulla noioso anche se le pagine non sono poche l’autore è riuscito a catturare l’attenzione del lettore dall’inizio alla fine. I protagonisti sono stati descritti dettagliatamente ed ognuno di loro ha un carattere forte e deciso.

    Sinceramente se non intraprendevo questa lettura non avrei mai scoperto dell’esistenza di questo canale e di questo spaccato di storia che ha colpito anche parte del territorio dove abito.

    Naturalmente consiglio a tutti di leggerlo perché è un libro davvero interessante che talvolta sa anche divertire ed inoltre penso che il premio “Strega” è stato davvero meritato!

    ha scritto il 

  • 0

    tra storia famiglia e fascismo

    un romanzo sulla storia epica della famiglia dei Peruzzi grazie a cui si scopre in modo migliore una versione sulla storia d'Italia e del fascismo. Dopo averlo sottovalutato questo lbiro mi ha convin ...continua

    un romanzo sulla storia epica della famiglia dei Peruzzi grazie a cui si scopre in modo migliore una versione sulla storia d'Italia e del fascismo. Dopo averlo sottovalutato questo lbiro mi ha convinto molto, mi ha fatto capire molte cose su un periodo storico molto importante del mio Paese e poi il dialetto di Pennacchi mi piace proprio

    ha scritto il 

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