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Canale Mussolini

Di

Editore: A. Mondadori (Numeri primi)

4.0
(2840)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 460 | Formato: Tascabile economico | In altre lingue: (altre lingue) Francese , Tedesco , Inglese , Olandese , Danese

Isbn-10: 8866210080 | Isbn-13: 9788866210085 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Disponibile anche come: Copertina rigida , eBook , Paperback

Genere: Fiction & Literature , History , Political

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Descrizione del libro
Canale Mussolini è l'asse portante su cui si regge la bonifica delle Paludi Pontine. Su questa terra nuova di zecca, bonificata dai progetti ambiziosi del Duce, vengono fatte insediare migliaia di persone arrivate dal Nord. Tra di loro ci sono i Peruzzi, gli eroi di questa saga straordinaria. A farli scendere dalle pianure padane sono il carisma e il coraggio di zio Pericle. Con lui si trasferiscono i vecchi genitori, tutti i fratelli, le nuore. E poi la nonna, dolce ma inflessibile. Il vanitoso Adelchi, più adatto a comandare che a lavorare. E poi c'è lei, l'Armida, la moglie di Pericle, la più bella, la più generosa, la più strana, una strega forse. Un poema grandioso che, con il respiro delle grandi narrazioni, intreccia le vicende drammatiche e sorprendenti dei suoi protagonisti a quelle, non meno travagliate, di mezzo secolo di storia italiana.
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  • 3

    ordinarie storie di fascismo spesso seppellite dalla memoria

    La narrazione del ventennio vista attraverso lo sguardo di una famiglia di mezzadri del nord-est: poveri, ignoranti, grandi lavoratori con l'hobby dell'assassinio, molto fascisti. Ne esce quella versi ...continua

    La narrazione del ventennio vista attraverso lo sguardo di una famiglia di mezzadri del nord-est: poveri, ignoranti, grandi lavoratori con l'hobby dell'assassinio, molto fascisti. Ne esce quella versione del fascismo a cui si perdonano tanti misfatti perché in fondo "ci ha fatto stare meglio e ha portato un po' di ordine". Credo sia in effetti quel lato della nostra storia recente che troppo facilmente abbiamo voluto (ci è convenuto) dimenticare.

    ha scritto il 

  • 4

    una cavalcata storica divertente che ti prende e non ti mola più: puoi anche esser di idee diverse dai personaggi, ma a tutti finisci per affezionarti, e vorresti che la storia non finisse più.
    grande ...continua

    una cavalcata storica divertente che ti prende e non ti mola più: puoi anche esser di idee diverse dai personaggi, ma a tutti finisci per affezionarti, e vorresti che la storia non finisse più.
    grande pennacchi!

    ha scritto il 

  • 2

    a metà libro avrei voluto morire. mi interessava moltissimo ma è scritto talmente "strano" che avrei picchiato l'autore. quello che mi è rimasto è "ognuno ha le sue ragioni" ...anche per come narra, ...continua

    a metà libro avrei voluto morire. mi interessava moltissimo ma è scritto talmente "strano" che avrei picchiato l'autore. quello che mi è rimasto è "ognuno ha le sue ragioni" ...anche per come narra, probabilmente

    ha scritto il 

  • 5

    Firmato Peruzzi

    Per decenni la visione del fascio e di mussolini non è stata altra se non quella dell'antifascismo. Che è giusta e va divulgata, ma è limitata ad una sola sfaccettatura. L'amministrazione Mussolini, p ...continua

    Per decenni la visione del fascio e di mussolini non è stata altra se non quella dell'antifascismo. Che è giusta e va divulgata, ma è limitata ad una sola sfaccettatura. L'amministrazione Mussolini, pur se forse per motivi non strettamente di giustizia sociale, si è comunque prodigata a riorganizzare campagne, costruire città, portare la tecnologia nelle aree rurali e cercare di uniformare la cultura e le tradizioni del paese. Non è inverosimile quindi immaginare come una famiglia contadina possa aver amato, almeno per larga parte, le imposizioni e le leggi del fascismo, oltre che essersi innamorata di una figura che, indubbiamente, aveva un fascino all'epoca raro. Inoltre tutto il libro è ricco di cenni storici reali, ricostruzioni temporali, aneddoti e particolarità (oltre che fantasie, ovviamente). La strutturazione della trama è non lineare, ed estremamente avvincente. Un libro che ha vinto secondo me, meritatamente, il Premio Strega 2010

    ha scritto il 

  • 4

    Un libro molto bello e interessante dal punto di vista storico e sociologico. Il racconto della storia di una famiglia di contadini veneti, dai primi del '900 fino alla fine della seconda guerra mondi ...continua

    Un libro molto bello e interessante dal punto di vista storico e sociologico. Il racconto della storia di una famiglia di contadini veneti, dai primi del '900 fino alla fine della seconda guerra mondiale. Le condizioni di vita estrema, il comunismo, poi il fascismo, la fiducia di questa gente nel comunismo prima e nel fascismo poi. La figura di Mussolini vista dal popolo, la bonifica dell'agro pontino, l'abbrutimento e la fatica di tutti i giorni e la fiducia nell'impero. La brutalità, la violenza, gli omicidi, la condizione della donna, la sopraffazione visti con occhi innocenti di chi non e' intrinsecamente cattivo ma neanche ha gli strumenti culturali per riconoscere quello che e' sbagliato. "Ognuno ga le su razon" capiranno, in parte, poi. Il tutto raccontato da un personaggio vecchio, non molto colto che filtra le storie attraverso l'affetto per la sua famiglia. Bellissima la lingua, questo veneto un po' imbastardito dal friulano da dialetti laziali e chissà che altro. Un libro che serve a capire anche perché agli italiani una dittatura come il fascismo andava molto bene. Un libro che serve a capire perché, tutto sommato, potrebbe stare bene a molta gente anche oggi.

    ha scritto il 

  • 3

    Sono un po' perplessa. Ho alcune osservazioni da fare su questo romanzo: prima di tutto è eccessivamente prolisso. L'autore ripete certe cose due, tre, quattro volte e questo alla lunga risulta un po' ...continua

    Sono un po' perplessa. Ho alcune osservazioni da fare su questo romanzo: prima di tutto è eccessivamente prolisso. L'autore ripete certe cose due, tre, quattro volte e questo alla lunga risulta un po' fastidioso. Ci sono poi alcune precisazioni e osservazioni piuttosto banali, come il continuo ripetere "A quel tempo non c'era questo... a quel tempo non c'era quello..." che nulla aggiungono se non l'impressione che Pennacchi pensi che siamo tutti un po' stupidi e non sappiamo nulla di come era la vita nei primi 40 anni del '900.
    D'altra parte la storia che viene raccontata è davvero originale e scritta con uno stile particolarissimo. Praticamente è una lunga intervista al nipote del nonno Peruzzi che, insieme alla numerosissima famiglia, nel 1932, si è trasferito dalla campagna veneta all'Agro Pontino di recente bonifica.
    Tutto sommato un piacevole ripasso della nostra storia recente vista dalla parte di chi al Duce e all'Italia fascista ha creduto profondamente.
    Sarebbe un bel libro se avesse circa 200 pagine in meno e anche meno banalità.

    ha scritto il 

  • 4

    Alla fine coinvolge

    La voce narrante è perfetta, sembra di sentir parlare i nostri nonni contadini. Interessante e non faziosa la ricostruzione degli eventi storici. Forse è più aneddotica che letteratura ma alla fine co ...continua

    La voce narrante è perfetta, sembra di sentir parlare i nostri nonni contadini. Interessante e non faziosa la ricostruzione degli eventi storici. Forse è più aneddotica che letteratura ma alla fine coinvolge. Noi italiani di oggi riusciamo a fare poesia solo se parliamo del passato...

    ha scritto il 

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