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Canale Mussolini

By Antonio Pennacchi

(486)

| Mass Market Paperback | 9788866210085

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Book Description

Canale Mussolini è l'asse portante su cui si regge la bonifica delle Paludi Pontine. Su questa terra nuova di zecca, bonificata dai progetti ambiziosi del Duce, vengono fatte insediare migliaia di persone arrivate dal Nord. Tra di loro ci sono i Peru Continue

Canale Mussolini è l'asse portante su cui si regge la bonifica delle Paludi Pontine. Su questa terra nuova di zecca, bonificata dai progetti ambiziosi del Duce, vengono fatte insediare migliaia di persone arrivate dal Nord. Tra di loro ci sono i Peruzzi, gli eroi di questa saga straordinaria. A farli scendere dalle pianure padane sono il carisma e il coraggio di zio Pericle. Con lui si trasferiscono i vecchi genitori, tutti i fratelli, le nuore. E poi la nonna, dolce ma inflessibile. Il vanitoso Adelchi, più adatto a comandare che a lavorare. E poi c'è lei, l'Armida, la moglie di Pericle, la più bella, la più generosa, la più strana, una strega forse. Un poema grandioso che, con il respiro delle grandi narrazioni, intreccia le vicende drammatiche e sorprendenti dei suoi protagonisti a quelle, non meno travagliate, di mezzo secolo di storia italiana.

721 Reviews

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  • 1 person finds this helpful

    un'altra saga familiare e italiana a un tempo,che copra tutta la prima metà del novecento raccontato con un occhio un po diverso dal solito
    interessante asnche se molto corposo

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    Villaloraine said on Aug 22, 2014 | Add your feedback

  • 2 people find this helpful

    Un discendente diretto racconta oggi le travagliate vicende, nella prima metà del ‘900, della famiglia contadina Peruzzi, vicende che si incrociano con quelle della Storia d’Italia - guerre, ventennio fascista e tutto il resto. Racconta, il narratore ...(continue)

    Un discendente diretto racconta oggi le travagliate vicende, nella prima metà del ‘900, della famiglia contadina Peruzzi, vicende che si incrociano con quelle della Storia d’Italia - guerre, ventennio fascista e tutto il resto. Racconta, il narratore, dei Peruzzi rossi socialisti che, legati al rosso socialista Mussolini e a certi suoi fedelissimi anche da conoscenza personale, diventarono neri agli albori del fascismo, un po’ per credenza e un po’ per convenienza, come tanti; e dei Peruzzi che nel 1932 migrarono “per fame” - una di tremila famiglie - dalla pianura veneto-romagnola all’Agro Pontino, territorio laziale già paludoso in corso di imponente bonifica; e dei Peruzzi che rimasero riconoscenti per quella Terra Promessa da coltivare per vivere; e di quelli tra loro che diedero in cambio la vita, e degli altri che in qualche modo sopravvissero… Racconta, il narratore, “la verità dei Peruzzi”: la loro visione dei fatti, ovviamente di parte.
    Quello che si legge è un romanzo ottimamente scritto, molto coinvolgente - cioè capace di indurre reazioni forti, di segno vario - e storicamente ben documentato: un romanzo (non un libro di storia!) nel quale io non ho trovato quella “esaltazione del fascismo” di cui ha parlato qualcuno - magari ricordando anche il Pennacchi di destra, prima che di sinistra e infine forse di centro… No, il senso critico storico non difetta, nel fondo di queste pagine. Ma forse occorre ripetere: “Canale Mussolini” (titolo che fa riferimento all’opera chiave per la bonifica dell’Agro Pontino, un canale che nel 1944 vide anche fronteggiarsi sui due argini i tedeschi-repubblichini e gli anglo-americani) è il bellissimo romanzo, premiato con lo Strega 2010, che racconta i Peruzzi, la loro storia, la loro “verità”.

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    Frabe said on Aug 18, 2014 | Add your feedback

  • 2 people find this helpful

    Solitamente non presto grossa attenzione alle recensioni, soprattutto per quanto riguarda autori "impegnati" e politici.
    Ancor più in questo periodo di falso ideologismo in salsa romano-brianzola.
    Ebbene, per una volta, la critica ha fatto centro.
    Sa ...(continue)

    Solitamente non presto grossa attenzione alle recensioni, soprattutto per quanto riguarda autori "impegnati" e politici.
    Ancor più in questo periodo di falso ideologismo in salsa romano-brianzola.
    Ebbene, per una volta, la critica ha fatto centro.
    Sarà che dopo un tot di interviste, "di va a morì ammazzato te e Berluscone", di insulti misti a grandi analisi, anche i circoli "bene" si sono accorti che sotto la coppola non esiste solo il personggio Pennachi, ma, anche, un gigantesco contemporaneo.
    Inseme a De luca, Nesi e pochi altri il meglio che l'Italia attuale possa sfornare in letteratura e, per fortuna, non è poca cosa, anzi.
    Il romanzo è un'epopea meravigliosa, contadina e sentimentale di una famiglia, o di migliaia di famiglie, lontana anni luce dalle retoriche ideologiche prefasciste, fasciste e della Liberazione.
    Uno dei motivi del ritardo, ingiustificabile, della ribalta per un autore di simili capacità, è certo imputabile all'analisi profonda, ustionante, precisa del fenomeno storico del fascismo, sia nella fase preparatoria, che in quella successiva, fino alla sua rovina.
    Andare contro certe incrostazioni di potere, sia politico, che economico, che culturale è davvero difficile; in questo specifico caso i tempi mutati e la capacità eccelsa hanno dato un aiuto.
    Tornando al testo, non posso che dare un consiglio: leggetelo!
    Raramente mi sono commosso su un libro, raramente mi sono trovato catapultato con simile passione in un mondo che fu centro d'esistenza per gran parte del Paese, raramente ho letto di personaggi coì vividi, veri, coriacei.
    Bellissimo e struggente come solo Pennacchi sa essere quando "sente" l'argomento.
    C'è solo da sperare che, visto il successo, non venga tratto il solito pessimo film.
    Certo,come direbbe un personaggio: "ognuno gà le su razon", ognuno ha le sue ragioni.
    Ps:sono da manuale l'incipit e la fine; questa, in particolare, è sorprendente per bellezza , poesia e significato, innestandosi perfettamente nel significato complessivo del'epopoea.
    A prova di critici che leggono le prime cinquanta e le ultime cinquanta, come ha fatto notare qualcuno.

    Aggiornamento 2014:la critica da salotto continua bellamente ad ignorare lo Strega in questione, nel frattempo sta sfondando all'estero in lingua inglese, con giudizi spesso esaltanti.
    In un sondaggio online ha vinto i mondiali dello Strega tra i lettori, classificandosi come miglior vincitore di sempre, superando operucce come "Il nome della rosa" e altre sciocchezze simili.
    Così, tanto per scrivere.

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    Libero Rossotti said on Aug 17, 2014 | 3 feedbacks

  • 1 person finds this helpful

    me l'ha segnalato mia figlia....abbiamo in comune il gusto di certe tematiche e certi stili narrativi, così sono andata a colpo sicuro!
    APPASSIONANTE INTERESSANTE DIVERTENTE....!!

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    basilico e rosmarino said on Aug 13, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    Un pezzo della nostra storia

    Bel romanzo corale, dove l'autore ci racconta la storia della famiglia Peruzzi, coloni dell'Agro Pontino.
    Quello che maggiormente ho apprezzato di questo libro è che racconta un pezzo della nostra storia in maniera molto semplice.
    Da leggere.

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    Elena ...A forza di essere vento... said on Jul 23, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    che delusione....

    pensavo decisamente meglio....di una lentezza e noia esagerata.....alla fine diventa un po' più "mosso"....per fortuna.
    Unico personaggio da ammirare è l' Armida, benché un po' "allegra" ma molto vera.....

    mi devo ricordare di non comprare più un li ...(continue)

    pensavo decisamente meglio....di una lentezza e noia esagerata.....alla fine diventa un po' più "mosso"....per fortuna.
    Unico personaggio da ammirare è l' Armida, benché un po' "allegra" ma molto vera.....

    mi devo ricordare di non comprare più un libro che ha vinto un premio "Strega", è già il secondo che mi delude.....

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    Jejeljilla said on Jul 23, 2014 | Add your feedback

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