Candido ovvero l'ottimismo

Di

Editore: Baldini Castoldi Dalai

3.9
(7336)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 143 | Formato: Tascabile economico | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Francese , Portoghese , Tedesco , Spagnolo , Svedese , Catalano , Olandese , Ceco

Isbn-10: 8860735181 | Isbn-13: 9788860735188 | Data di pubblicazione: 

Disponibile anche come: Paperback , Altri , Copertina rigida , Copertina morbida e spillati , CD audio , eBook

Genere: Narrativa & Letteratura , Umorismo , Filosofia

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Descrizione del libro
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  • *** Attenzione: di seguito anticipazioni sulla trama (SPOILER) ***

    2

    Candido, ovvero la Tristezza

    Ho un problema: quando leggo non faccio dietrologie del tipo “Oh, ma che lucida critica alla filosofia sulla visione del mondo! Che cinica denuncia delle miserie umane! Che ironica rappresentazione de ...continua

    Ho un problema: quando leggo non faccio dietrologie del tipo “Oh, ma che lucida critica alla filosofia sulla visione del mondo! Che cinica denuncia delle miserie umane! Che ironica rappresentazione dei disgraziati eventi che affliggono la civiltà!”.

    Quando leggo mi gusto la storia. E lo stile.

    Lo stile è ottimo: ha un buon ritmo e non risente del tempo.
    Ma lo storia è di una tristezza infinita.

    Può sembrare una favola da “1000 e una notte” con un intreccio interminabile della solita manciata di personaggi che si separano e si rincontrano nelle più disparate disavventure che la malasorte pone loro davanti.
    Il protagonista è di una stupidità e antipatia unici. Passa metà libro a rincorrere l’amata Cunegonda e la seconda metà a sfuggire da lei e dalla “noia”.
    “Noia” perché ormai è tanto abituato a prenderle che se passa un po’ di tempo senza che gli capiti qualche sfortuna, si tedia. Ed inizia a chiedersi come può tornare a contraddire il testardo mentore che gli ha fatto il lavaggio del cervello con il principio del “tutto è per lo meglio”.

    E alla fine è proprio la noia che prende il sopravvento sul lettore.

    ha scritto il 

  • 5

    “È dimostrato che le cose non possono essere altrimenti: essendo infatti tutto creato per un fine, tutto è necessariamente per il miglior fine”

    Candido Voltaire.
    Primo capitolo di una trilogia casareccia, basata sul Candido di Voltaire, con materiale reperito in loco a costo zero.
    Prima parte dedicata al testo originale…

    Voltaire, in questo r ...continua

    Candido Voltaire.
    Primo capitolo di una trilogia casareccia, basata sul Candido di Voltaire, con materiale reperito in loco a costo zero.
    Prima parte dedicata al testo originale…

    Voltaire, in questo racconto filosofico/letterario descrive, in maniera soprattutto ironica, le mirabolanti avventure di Candido, con il fine di confutare diverse teorie filosofiche, spesso in contraddizione tra loro, oltre che di saggiarne l’effettiva e potenziale applicazione quando possibile.
    Come detto, il protagonista è Candido, nome adatto per il personaggio in questione, che vivrà un’esistenza tranquilla e serena, all’interno del castello dove è ospite, fino a quando le circostanze non lo obbligheranno, uscendo dal sicuro rifugio, ad avventurarsi in giro per contrade dove subirà ogni sorta di vessazioni e ingiustizie, rendendosi conto che il mondo esterno non è propriamente, come si suol dire, un oasi di felicità, ma una realtà dove la morale imperante sembra essere che solo i più furbi vivono e prosperano, in un contesto che non tutela affatto i più deboli e gli ingenui, (ma quando mai…) e dove le teorie filosofiche, tra guerre e pestilenze, calamità naturali o indotte dall’uomo, lasciano un po’ il tempo che trovano.
    Tra la combriccola che si ritroverà a girare il mondo, una volta fuori dal castello, c’è il filosofo di famiglia “Pangloss” la cui figura risulta tra le altre poco simpatica, per il fatto che con le sue strambe teorie, tra cui quella del titolo sopra, arriva a giustificare tutto, anche l’assurdo, facendoci ricordare in fondo che il compito dei filosofi è sempre stato quello di spacciare qualsiasi scempiaggine per verità assoluta, e forse Voltaire, Pangloss, ce l’ha messo proprio per ricordarci questo…
    Per fortuna Candido saprà imparare dai propri errori riuscendo a riportare alla fine un po’ di serenità nella truppa residua, impiegandoli tutti in una promettente azienda agricola: come dire che forse la felicità si cela nell’orto di casa, ma non senza poter fare a meno, purtroppo, delle impertinenti teorie filosofiche dell’esimio Pangloss…

    Voltaire dispensa morali e insegnamenti a piene mani, tutta roba di altissimo livello elaborata dalla storia degli uomini senza neanche esagerare troppo, dove ognuno può riconoscere i propri principi etici e farne ciò che vuole, da parte mia la conferma che l’umanità forse si salverà in futuro da altre disgrazie, ma non dal pensiero filosofico…

    Continua…

    ha scritto il 

  • 3

    Per i cristiani Dio ha creato l'uomo, per gli Illuministi l'uomo ha creato Dio, per Voltaire Satana ha creato Dio e l'uomo è passato di lì per caso.

    A distanza di tempo, penso che Candido, più che una critica alla filosofia di Leibniz, sia una critica alla stessa modernità illuminista. Alla follia di aver dischiuso il migliore dei mondi possibili ...continua

    A distanza di tempo, penso che Candido, più che una critica alla filosofia di Leibniz, sia una critica alla stessa modernità illuminista. Alla follia di aver dischiuso il migliore dei mondi possibili ( quello che per Habermas è e rimane tuttora il principio regolativo universale ), il destino manifesto necessario. Peccato che il Bene, se esiste, esiste per caso, parentesi nel Male radicale e ordinario.

    ha scritto il 

  • 3

    Surreale e reale al tempo stesso. Pessimismo allo stato puro. Succedono a tutti di cotte e di crude e "il mondo non va a meraviglia così" come dicono i filosofi.
    Lettura scorrevole e molto riflessiva. ...continua

    Surreale e reale al tempo stesso. Pessimismo allo stato puro. Succedono a tutti di cotte e di crude e "il mondo non va a meraviglia così" come dicono i filosofi.
    Lettura scorrevole e molto riflessiva.

    ha scritto il 

  • 4

    Candido con il cuore pesante ma con l’animo leggero decide che il suo scopo nella vita è ritrovare e ricongiungersi con il suo amore Cunegonda, intraprende questo viaggio avventuroso attraverso i vari ...continua

    Candido con il cuore pesante ma con l’animo leggero decide che il suo scopo nella vita è ritrovare e ricongiungersi con il suo amore Cunegonda, intraprende questo viaggio avventuroso attraverso i vari continenti inizialmente pieno di speranza e ottimismo inculcatogli dal suo amato precettore. Ottimismo di cui inizia a dubitare nel proseguire del viaggio quando di imbatte in spiacevoli vicissitudini e nella malafede delle persone.
    “Cos’è l’ottimismo?”
    “Ahimè” disse Candide “è la mania di sostenere che tutto va bene quando si sta male”
    Una storia che fa riflettere sul destino, gli incontri e il libero arbitrio e l’animo umano.

    ha scritto il 

  • 4

    Un romanzo per riflettere, ma anche un'avventura che scorre veloce, di scena in scena si susseguono avvenimenti intrecciati e paradossali.
    Il racconto è carico di situazioni travagliate e grottesche, ...continua

    Un romanzo per riflettere, ma anche un'avventura che scorre veloce, di scena in scena si susseguono avvenimenti intrecciati e paradossali.
    Il racconto è carico di situazioni travagliate e grottesche, non mancano i colpi di scena.
    Una riflessione critica sull'ottimismo, portata avanti con abile maestria ed ironia.
    Voltaire critica la società, il potere in generale, la guerra , la religione.... Evidenzia le contraddittorietà del mondo e l’assurdità della vita; la grande maggioranza degli uomini sono mossi solo dalla balordaggine, dalla cupidigia, dal fanatismo, dalla bramosia di potere e dal malcostume.
    Candido appare come un ingenuo eroe coinvolto in una serie di disavventure ricche di crudeltà e ferocia, immerso in una natura capace di provocare malanni e terribili catastrofi.
    L'autore conclude che le ragioni, le motivazioni, il senso assoluto delle cose, si sottraggono alla nostra possibilità di comprensione.
    Di fronte alla ineluttabilità del male l’uomo potrebbe almeno evitare di accrescerlo e cercare un equilibrio semplice, conducendo una vita essenziale fatta di affetti e di un lavoro svolto bene.
    Alla fine l'ottimismo vacilla e l'unica via sembra quella di “curare il proprio giardino”, la vera felicità è nelle cose semplici.
    Voltaire ci dona un classico senza tempo.

    ha scritto il 

  • 4

    "Gli sciocchi ammirano ogni cosa in un autore stimato. Io non leggo che per me; non mi piace che ciò che fa al caso mio."

    Grottesco ed esilarante, al limite del surreale con quella catena quasi cinematografica di vicende terribili e di catastrofi, Voltaire dà vita al mondo senza (apparente) morale e logica del povero Can ...continua

    Grottesco ed esilarante, al limite del surreale con quella catena quasi cinematografica di vicende terribili e di catastrofi, Voltaire dà vita al mondo senza (apparente) morale e logica del povero Candide, che si rivela inospitale per il buono e per il malvagio, per l'ottimista e per lo scettico.
    I personaggi, indistruttibili (nel vero senso della parola, dato che gliene accadono di tutti i colori e li ritroviamo sempre vivi e vegeti - anche se forse con qualche pezzo di meno), caricature stilizzate, sono mossi tramite i fili retti dal loro burattinaio, che nella sua satira interviene solo per scandire il ritmo della narrazione, raccontando le vicende con rapida sinteticità, cosicché il lettore se le possa "gustare" quasi come fossero proiettate di fronte ai suoi occhi.
    E non c'è nessuno che vince, nel finale; o, almeno, non i filosofi, né i più ricchi: il felice è "chi coltiva il proprio orto", colui che non si interroga sulle vicende della vita (affidate a una logica imperscrutabile e, per gli uomini, caotica) traendo soddisfazione dal proprio lavoro, senza "perdere troppo tempo" a ragionare su argomenti dei quali non si verrà mai a capo.

    ha scritto il 

  • 5

    «È dimostrato» diceva «che le cose non possono essere altrimenti, poiché, in quanto tutto è fatto per un fine, necessariamente tutto è per il fine migliore. Notate che i nasi sono stati fatti per regg ...continua

    «È dimostrato» diceva «che le cose non possono essere altrimenti, poiché, in quanto tutto è fatto per un fine, necessariamente tutto è per il fine migliore. Notate che i nasi sono stati fatti per reggere occhiali, e noi abbiam bene degli occhiali. Le gambe, visibilmente, sono costituite per le calze. Le pietre sono state formate per esser tagliate e far castelli, e monsignore ha ben un bellissimo castello: il maggior barone infatti della provincia, dev’essere il meglio alloggiato; e i maiali essendo fatti per essere mangiati, noi mangiamo del porco tutto l’anno: conseguentemente coloro i quali han preferito che tutto è bene, hanno detto una stoltezza; bisognava dire che tutto è per il meglio.»

    ha scritto il 

  • 4

    L'ottimismo

    Voltaire in questo suo breve romanzo fantasy ci fa riflettere sull'ottimismo degli esseri umani, ovvero sul perché dovremmo essere felici e se questo ha oppure no un senso. Non avremo una risposta ben ...continua

    Voltaire in questo suo breve romanzo fantasy ci fa riflettere sull'ottimismo degli esseri umani, ovvero sul perché dovremmo essere felici e se questo ha oppure no un senso. Non avremo una risposta ben precisa, ma almeno ci saremo divertiti seguendo le rocambolesche avventure di Candido e del suo fido Cacambo, che arriveranno fino alla mitica città dell'ElDorado dove le pietre preziose sono considerate fango.

    ha scritto il 

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