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Cani, camosci, cuculi (e un corvo)

Di

Editore: A. Mondadori (Oscar Grandi Bestsellers)

3.7
(458)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 272 | Formato: Paperback

Isbn-10: 8804581999 | Isbn-13: 9788804581994 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Disponibile anche come: Copertina rigida , Tascabile economico , Altri , eBook

Genere: Fiction & Literature , Science & Nature

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Descrizione del libro
È delizioso ascoltare a primavera il canto del cuculo che annuncia il ritorno alla vita. Ma se il cuculo facesse sentire il suo richiamo d'inverno? Allora gli uomini dei boschi si sbircerebbero di sottecchi nelle cucine fumose, dove i cani sonnecchiano inquieti, in attesa del peggio. Perché gli animali conoscono meglio dell'uomo il mistero della vita e della morte. Al centro di questo libro, che per situazioni e atmosfere è da annoverare tra i più caratteristici di Corona, c'è il rapporto tra l'uomo e gli animali: una relazione aspra, scontrosa, fatta di incomprensioni, quando non di vere e proprie crudeltà. Ma anche di amicizie che resistono senza bisogno di parole, di intimi legami che raggiungono un'intensità sublime. Tanto più straziata quanto più silente. Racconti di fatti, di gesti e di silenzi, storie tramandate da generazioni che, come sempre in Corona, ritornano circolarmente e di nuovo e per sempre affascinano, tra verità e leggenda.
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  • 3

    Mondo cane.

    Confesso che ero sul punto di interrompere la lettura. Mi sembravano tutti episodi crudeli e truculenti imperniati sull’addestramento dei cani da caccia. Oltretutto i fatti erano abbastanza simili tra loro, monotoni e ripetitivi. E alla fine che ci andavano di mezzo erano sempre i fedeli amici a ...continua

    Confesso che ero sul punto di interrompere la lettura. Mi sembravano tutti episodi crudeli e truculenti imperniati sull’addestramento dei cani da caccia. Oltretutto i fatti erano abbastanza simili tra loro, monotoni e ripetitivi. E alla fine che ci andavano di mezzo erano sempre i fedeli amici a quattro zampe.
    I capitoli successivi, in verità, si ammorbidiscono, lasciando intravedere qualche barlume di amore dei “padroni” nei confronti dei cani. Proseguendo la lettura, poi, il modo di fare e di scrivere di Corona diventa più umano. Quasi dipendesse dal tasso etilico dello scrittore. Questo lo afferma lui, e devo ammirare la sua schiettezza. Verso la fine del libro i racconti diventano più variegati e un po’ più elaborati.
    L’ultimo capitolo diventa addirittura una condanna alla caccia e al bracconaggio. Il padre di Mauro Corona
    ricoverato in ospedale ,delirante per gli effetti dell’anestesia e dell’astensione dall’alcol, pontifica che la caccia non andrebbe più praticata. Essa aveva senso quando la si faceva esclusivamente per procurarsi del cibo. Ma ora, in questo mondo obeso ed iperalimentato andrebbe abolita. Questo il buon Corona trascrive.
    E bisogna ammettere che burbero sicuramente lo è ma anche sincero.

    ha scritto il 

  • 3

    E’ il secondo libro di Corona che leggo e si tratta di tante e brevi storie riguardanti appunto, cani, camosci cuculi ed un corvo. Essendo stato letteralmente rapito da “I fantasmi di pietra”, mi aspettavo molto di più ed, infatti, solo in pochissimi racconti, ritrovo la “magia” di tale libro. S ...continua

    E’ il secondo libro di Corona che leggo e si tratta di tante e brevi storie riguardanti appunto, cani, camosci cuculi ed un corvo. Essendo stato letteralmente rapito da “I fantasmi di pietra”, mi aspettavo molto di più ed, infatti, solo in pochissimi racconti, ritrovo la “magia” di tale libro. Sempre belle le varie descrizioni dell’ “aria di montagna”, dei luoghi , dei silenzi e di qualche leggenda delle alture del Friuli ma, purtroppo, data la grossa quantità di racconti si rischia (almeno per me è così) di ricordare poco.

    ha scritto il 

  • 1

    Mi dispiace, getto la spugna. Ho letto fino a pagina 35 poi non ce l'ho più fatta. La scrittura è un po' "rustica" ma anche piacevole da seguire, simpatica. Ma gli argomenti non li sopportavo più. La rassegna della cattiveria umana sugli animali. E la totale fiducia e dedizione dei cani verso gli ...continua

    Mi dispiace, getto la spugna. Ho letto fino a pagina 35 poi non ce l'ho più fatta. La scrittura è un po' "rustica" ma anche piacevole da seguire, simpatica. Ma gli argomenti non li sopportavo più. La rassegna della cattiveria umana sugli animali. E la totale fiducia e dedizione dei cani verso gli umani che di loro si dimenticano abbastanza facilmente. Mi dispiace, troppo triste per proseguire. Non ce l'ho fatta.

    ha scritto il 

  • 3

    Molte storie su animali che sono spesso meglio degli uomini, che sanno perdonare e a volte no l'uomo per la sua disattenzione.... bello e coinvolgente, come sempre Corona ti fa' venir voglia di andare per monti.... evitando però i montanari, troppo "crudi" sotto certi aspetti! Bellissima la stori ...continua

    Molte storie su animali che sono spesso meglio degli uomini, che sanno perdonare e a volte no l'uomo per la sua disattenzione.... bello e coinvolgente, come sempre Corona ti fa' venir voglia di andare per monti.... evitando però i montanari, troppo "crudi" sotto certi aspetti! Bellissima la storia finale!!!

    ha scritto il 

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