Cani neri

Di

Editore: Einaudi

3.7
(1395)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 165 | Formato: Copertina rigida | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Lettone

Isbn-10: 8806129708 | Isbn-13: 9788806129705 | Data di pubblicazione: 

Traduttore: Susanna Basso

Disponibile anche come: Paperback , Tascabile economico

Genere: Famiglia, Sesso & Relazioni , Narrativa & Letteratura , Storia

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Descrizione del libro
Jeremy, il protagonista, ha perso i genitori a otto anni in un incidentestradale: da allora è in cerca di sostituti che trova nelle figure di June eBarnard, i genitori della ragazza che ha sposato.Da questo momento il romanzo diventa la storia di June e Barnard. Il loroincontro, il loro amore e la fede di entrambi nell'ideale comunista. Poi ladisgregazione del loro rapporto che nasce da inconciliabili modi di credere evedere la vita. A Jeremy che vuole trovare la chiave di queste due esistenzeresterà l'eterno dubitare su chi dei due ha un approccio vincente con la vita.
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  • 2

    CANI NERI

    Il libro inizia col racconto della giovinezza di Jeremy, un orfano con un disperato bisogno di affetto, sentimento che riuscirà a trovare nella famiglia dei genitori della moglie Jenny. Da quel moment ...continua

    Il libro inizia col racconto della giovinezza di Jeremy, un orfano con un disperato bisogno di affetto, sentimento che riuscirà a trovare nella famiglia dei genitori della moglie Jenny. Da quel momento il romanzo si trasforma nel racconto della vita degli suoceri, June e Bernard, attraverso gli occhi di Jeremy. June e Bernard si sono conosciuti in giovanissima età e si sono amati finché la loro inflessibilità li ha portati a dividersi, senza però cancellare il profondo legame che continuerà ad unirli. Scopriremo che l’inizio del precipitare della loro storia è coinciso con l’incontro di June con due minacciosi cani neri di innaturali proporzioni, avvenuto durante un’escursione in luna di miele. “I cani procedevano nella loro avanzata. June camminava all’indietro; non osava mettersi a correre. Gridò il nome di Bernard una, due, tre volte. La sua voce risuonò acuta nell’aria piena di sole. E fece affrettare il passo dei cani, che ruppe quasi in un trotto. Non doveva far vedere che aveva paura. Ma quelli tanto l’avrebbero fiutata, la sua paura. Perciò, non doveva proprio provarla.”
    Devo ammettere che il romanzo non mi ha convinto, si ha la sensazione di rimanere in sospeso, in attesa di qualcosa che non arriva. Forse non ne ho capito il messaggio, la simbologia, comunque rimane l’opera di McEwan che mi è piaciuta di meno.

    ha scritto il 

  • 4

    June e Bernard, cuore e ragione, sono il centro di un romanzo tiepido nel suo dipanarsi, ma che impenna sul finale.
    La storia, specchio dilatato della vita umana, porta con sè il Male come il Bene, la ...continua

    June e Bernard, cuore e ragione, sono il centro di un romanzo tiepido nel suo dipanarsi, ma che impenna sul finale.
    La storia, specchio dilatato della vita umana, porta con sè il Male come il Bene, la Rivoluzione come l'involuzione, la pace e la guerra. I cani neri, la natura, un pastore sulla via, una vedova che piange la scomparsa dei propri cari, una vita che scalpita nel ventre, sono segnali pulsanti del confronto tra i due poli. Sta all'individuo scegliere se attribuirne un significato o limitarsi ad accettarli come pure immagini, se dal significato ottenerne un insegnamento, cambiare la propria prospettiva o contiunare ad accettarli come tangibile realtà immobile. L'individuo può cambiare o rimanere fermo, ma la scelta modifica tutto quello che lo circonda.
    June lo comprende lavorando su sè stessa, Bernard lo comprende a modo suo.

    ha scritto il 

  • 5

    McEwan scrive in prima persona, nei panni di Jeremy, orfano dall’età di otto anni. Da allora, ha cominciato a interessarsi dei genitori degli altri. Ora di anni ne ha quasi quaranta.
    Da adolescente, J ...continua

    McEwan scrive in prima persona, nei panni di Jeremy, orfano dall’età di otto anni. Da allora, ha cominciato a interessarsi dei genitori degli altri. Ora di anni ne ha quasi quaranta.
    Da adolescente, Jeremy ha cercato affetto nei genitori altrui. Un genere di legame che si è rinnovato con Bernard e June, i genitori della moglie, che pure da tempo vivono divisi e lontani.
    Avevano condiviso forti passioni, erano stati comunisti. “Ciò che non venne mai meno fu la loro capacità, la loro voglia di credere in qualcosa”: Bernard nella scienza e nell’impegno sociale, June “trovò Dio nel 1946 in seguito a un incontro con il Maligno che le si manifestò sotto forma di due cani neri”. Quel fatto dispose delle loro vite, e li spinse a una lacerazione irrimediabile.
    Razionalità contro fede, scetticismo e spiritualismo… Nonostante il parere negativo della moglie, Jeremy ha deciso di raccogliere le confidenze della coppia (qualcosa di simile a quanto fa Art Spiegelman con il padre, in “Maus”).
    La maestria di McEwan si esalta nella gestione dei tempi della narrazione principale – diventa insostenibile l’attesa del racconto dei cani neri, continuamente rinviato – e nell’intensità di scene che sembrano nascere come semplici digressioni (i naziskin a Berlino, la visita di Jeremy e Jenny al lager di Majdanek, l’insopportabile violenza domestica che si scatena nel piccolo ristorante di St. Maurice de Navacelles)...

    ha scritto il 

  • 4

    “Cani neri” è un romanzo sull’Europa, nata dall’oscurità della guerra e ancora percorsa da ombre inquietanti…
    Forse per questo è ancora così attuale…
    Il romanzo è stato scritto nel 1992. Non è un cas ...continua

    “Cani neri” è un romanzo sull’Europa, nata dall’oscurità della guerra e ancora percorsa da ombre inquietanti…
    Forse per questo è ancora così attuale…
    Il romanzo è stato scritto nel 1992. Non è un caso che in “Espiazione” (2001) Cecilia scriva a Robbie una citazione di Auden: “Nell’incubo delle tenebre / latrano tutti i cani d’Europa”.

    Ps: certe parole possono essere futilmente evocative...
    Il titolo “Cani neri” mi ha sempre fatto venire in mente una vecchia pubblicità della McFarland, e Patsy Kensit in "I don't care" ("take these dogs away from me, before they, they bite...")
    Una volta adoravo la McFarland, e anche Patsy Kensit…

    ha scritto il 

  • 4

    Nella primavera del 1946...

    ...June e Leonard partono in viaggio di nozze verso l'Italia e la Francia, hanno vissuto la guerra relativamente al sicuro ma l'oppressione e la tristezza di quegli anni gli fanno desiderare il sole e ...continua

    ...June e Leonard partono in viaggio di nozze verso l'Italia e la Francia, hanno vissuto la guerra relativamente al sicuro ma l'oppressione e la tristezza di quegli anni gli fanno desiderare il sole e il caldo dell'Europa del sud. Entrambi iscritti al partito comunista, uniti dagli stessi ideali anche se con atteggiamenti esistenziali diametralmente opposti, cominceranno a dividersi proprio a causa di questo viaggio anche se non smetteranno mai di amarsi. L'aggressione da parte di due grossi cani neri inselvatichiti, dopo essere stati abbandonati dai nazisti nella regione della Causse, sarà per June l'inizio di un percorso esistenziale volto alla meditazione e alla scoperta del senso del sacro, percorso che la poterà ad allontanarsi da Leonard che invece continuerà il suo impegno politico da comunista prima e da laburista poi. Si amano e si ameranno e forse proprio per questo non riusciranno mai a perdonare all'altro/a la distanza che metteranno tra di loro. I cani neri incontrati da June non sono solo due randagi abbandonati e pericolosi, personificano in qualche modo l'orrore del XX secolo che, dopo la breve tregua tra la II guerra mondiale e la caduta del muro di Berlino, è pronto a ripresentarsi con la stessa crudezza impietosa della prima metà del secolo. La visione storica di McEwan è scettica, pessimista, è in fondo uno dei suoi temi ricorrenti insieme a quello della perdita e dell'infanzia, che qui ritroviamo nella condizione di orfano della narratore (marito della figlia dei due protagonisti).

    ha scritto il 

  • 3

    non so.
    l'inizio è intrigante, sembra aprire ad una storia quasi dalle parti de "il giardino di cemento" , ad oggi il mio mcewan preferito, ed invece è quasi uno spiegone per portarti a capire l'osses ...continua

    non so.
    l'inizio è intrigante, sembra aprire ad una storia quasi dalle parti de "il giardino di cemento" , ad oggi il mio mcewan preferito, ed invece è quasi uno spiegone per portarti a capire l'ossessione del protagonista per i due suoceri. che -per la verità- sarebbero stati interessanti anche senza spiegone: l'uno postcomunista che in fondo col "popolo" non ci si sa mischiare, razionale fino all'eccesso, apparentemente freddo (ma poi guardalo avere le palle di difendere il nostalgico straniero che di fronte al muro di berlino crollante osa sventolare la bandiera rossa e rischia di buscarle da dei nazi), l'altra che -apparentemente per colpa dei due cani neri del titolo, ma in realtà tra le righe fa capire che il processo era iniziato prima- da comunista diventa mistica new ager tipo quelli che su facebook ti postano le imagini dei santi e di osho e credono agli angeli e ai bambini indaco. però, molto moderni i due, bella metafora di cosa sono diventati in tanti qui e ora: bravo mcewan.
    e allora: cosa c'è che non va?
    è che manca il ritmo,ed è anche un pelino noioso, o forse son solo io che avrei dovuto legger qualcosaltro in questo periodo. però boh, l'ho divorato in due giorni senza che mi prendesse davvero.

    ha scritto il 

  • *** Attenzione: di seguito anticipazioni sulla trama (SPOILER) ***

    2

    Perché leggere questo libro del 1992 proprio ora? Dopo aver letto tanti libri di McEwan ma non i suoi ultimi due, mi capita sotto mano e il titolo mi incuriosisce. Due parole e un'immagine, un risulta ...continua

    Perché leggere questo libro del 1992 proprio ora? Dopo aver letto tanti libri di McEwan ma non i suoi ultimi due, mi capita sotto mano e il titolo mi incuriosisce. Due parole e un'immagine, un risultato appena sufficiente nel complesso. Un protagonista voce narrante di storie altrui da ricostruire, il muro di Berlino, il comunismo e tanto altro, forse troppo, che mi sembra non stare del tutto bene insieme.

    ha scritto il 

  • 2

    I cani neri si, il resto meno

    Eccitante come un te col latte. Lo snobbino che, in quanto scrittore, deve scrivere e la verve autoreferenziale non mi hanno entusiasmato. Tutta la vicenda, pure in origine intrigante, si basa sullo s ...continua

    Eccitante come un te col latte. Lo snobbino che, in quanto scrittore, deve scrivere e la verve autoreferenziale non mi hanno entusiasmato. Tutta la vicenda, pure in origine intrigante, si basa sullo scontro/incontro tra misticismo e razionalità, ma non riesce a decollare, forse non ci crede nemmeno lui, così inglese. L'unico spunto letterario di livello è la descrizione dell'incontro con i cani neri, dove si intuisce che il ragazzo se si applica è bravo. Ma è invece così annoiato e noioso...

    ha scritto il 

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