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Cani neri

Di

Editore: Einaudi

3.7
(1300)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 165 | Formato: Copertina rigida | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Lettone

Isbn-10: 8806129708 | Isbn-13: 9788806129705 | Data di pubblicazione: 

Traduttore: Susanna Basso

Disponibile anche come: Paperback , Tascabile economico

Genere: Family, Sex & Relationships , Fiction & Literature , Romance

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Descrizione del libro
Jeremy, il protagonista, ha perso i genitori a otto anni in un incidentestradale: da allora è in cerca di sostituti che trova nelle figure di June eBarnard, i genitori della ragazza che ha sposato.Da questo momento il romanzo diventa la storia di June e Barnard. Il loroincontro, il loro amore e la fede di entrambi nell'ideale comunista. Poi ladisgregazione del loro rapporto che nasce da inconciliabili modi di credere evedere la vita. A Jeremy che vuole trovare la chiave di queste due esistenzeresterà l'eterno dubitare su chi dei due ha un approccio vincente con la vita.
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  • 5

    Per me, il secondo tempo di Lettera a Berlino. Anche questa volta sdraiato sul letto, allora per riposare prima della maratona, oggi per il dolore alla schiena. All'indomani della caduta del Muro, ecco il riaffacciarsi del Male, o del fare i conti con il Male che l'agonismo della guerra aveva sol ...continua

    Per me, il secondo tempo di Lettera a Berlino. Anche questa volta sdraiato sul letto, allora per riposare prima della maratona, oggi per il dolore alla schiena. All'indomani della caduta del Muro, ecco il riaffacciarsi del Male, o del fare i conti con il Male che l'agonismo della guerra aveva soltanto sopito. Gli schieramenti allora forzosi, il razionale e lo spirituale, il politico e il teologico, sintetizzati nei personaggi di Bernard e June, tornano ad allontanarsi, ad aprire i ranghi ad allentare le file e lì, prima lentamente poi con più decisione, ecco avanzare senza ostacoli, scivolare quasi, i Cani Neri, il nuovo Male che si espande sull'Europa. Perché torna? Perché alberga in noi, nella nostra profondità.

    ha scritto il 

  • 3

    Mai come questa volta mi è difficile scrivere una recensione. Il libro è una metafora, altrimenti risulterebbe sciatto e privo di interesse. Bella la scelta stilistica di far raccontare la storia di una coppia con gli occhi di un narrante protagonista. I due personaggi vengono raccontati in due m ...continua

    Mai come questa volta mi è difficile scrivere una recensione. Il libro è una metafora, altrimenti risulterebbe sciatto e privo di interesse. Bella la scelta stilistica di far raccontare la storia di una coppia con gli occhi di un narrante protagonista. I due personaggi vengono raccontati in due momenti diversi e alla fine il lettore trae le proprie conclusioni. La metafora è politica, altamente politica e questo (al netto dei giudizi storici) abbassa ulteriormente il mio voto. Preferisco quel tipo di narrativa che ti comunica le idee dell'autore senza spiattellarle chiaramente o, tantomeno, proporle sotto forma di metafora. Ad altri è piaciuto, qualcuno lo considera un capolavoro. Per me è così così.

    ha scritto il 

  • 3

    Un libro di cui si può fare a meno. La cosa veramente interessante di questo libro è che lo stile è così fluido e scorrevole che alla fine sembra, tutto il romanzo, una parte della biografia dello scrittore. Non è vero niente. Come si evince dall'appendice i fatti, seppure non del tutto inventati ...continua

    Un libro di cui si può fare a meno. La cosa veramente interessante di questo libro è che lo stile è così fluido e scorrevole che alla fine sembra, tutto il romanzo, una parte della biografia dello scrittore. Non è vero niente. Come si evince dall'appendice i fatti, seppure non del tutto inventati, sono molto meno veri di quanto sembri. La parte più bella del libro (per la mia sensibilità) è quella della vita da orfano, in tenera età, dell'autore che, tra l'altro, un bellissimo prologo introduce, rendendolo ancora più veritiero. Alla fine la finzione ha preso il colore della menzogna, e questo, credo, dipenda dal fatto che di "letteratura" non ve ne sia molta. Le cose sono narrate in modo asciutto e raramente appassionato, le azioni sono banali e non prendono la dimensione dell'allegoria letteraria, proprio per questo, la prima persona singolare sembra imporsi come una "confessione" sulla propria vita. La devozione per i suoceri nasce infatti dal fatto che l'io narrante è stato orfano e quindi la rende il vero soggetto di questo romanzo. Il fatto che tutto sia stato inventato di sana pianta, beh, non fa una grande impressione, toglie solo l'unica cosa che di interessante sembrava avesse, il romanzo.

    ha scritto il 

  • 3

    Premetto che questo libro non mi ha esaltato granchè. E' un discreto libello di 150 pagine circa che si legge molto velocemente, scritto con uno stile molto fluido nonostante non sia un'opera molto nazionalpopolare. Il libro si divide sostanzialmente in due parti, la prima molto psicologica nella ...continua

    Premetto che questo libro non mi ha esaltato granchè. E' un discreto libello di 150 pagine circa che si legge molto velocemente, scritto con uno stile molto fluido nonostante non sia un'opera molto nazionalpopolare. Il libro si divide sostanzialmente in due parti, la prima molto psicologica nella quale si dà uno spessore e una voce propria ai personaggi (pochi, grazie a Dio, apprezzo molto la semplicità), il secondo più descrittivo e, a mio modestissimo parere, più coinvolgente. Tutto il romanzo ruota sull'opposta visione della vita da parte di due anziani coniugi, il marito, comunista convinto, razionale e distaccato, la moglie profondamente legata al mondo spirituale e alle passioni. Questa contrapposizione nasce da un episodio giovanile vissuto dalla coppia e che vede come protagonisti anche due enormi cani neri che si pensa possano rappresentare il Maligno. Molto bella la seconda parte del romanzo in cui delle splendide descrizioni del paesaggio bucolico francese lo rendono scorrevole e godibilissimo. E certo io non sono un amante delle descrizioni! Da leggere, se non altro perchè si finisce in pochissimi giorni e si può prontamente passare oltre!

    ha scritto il 

  • 3

    Non è il mio genere e mcewan non è certo il mio autore preferito, ma riconosco che questo romanzo ha un certo fascino e non faccio fatica a credere che molti ne possano rimanere colpiti.

    ha scritto il 

  • 4

    Romanzo breve ma intenso scritto da Ian McEwan nel 1992.
    Orfano inconsolabile, aveva perso i suoi all’età di 8 anni, Jeremy trascorre l’adolescenza alla ricerca di genitori putativi spesso trovati nelle famiglie dei suoi amici.
    Attraverso spostamenti cronologici e geografici tra Inghilterra, Fra ...continua

    Romanzo breve ma intenso scritto da Ian McEwan nel 1992. Orfano inconsolabile, aveva perso i suoi all’età di 8 anni, Jeremy trascorre l’adolescenza alla ricerca di genitori putativi spesso trovati nelle famiglie dei suoi amici. Attraverso spostamenti cronologici e geografici tra Inghilterra, Francia e Germania, dagli anni 40 agli anni 90, Jeremy si farà portavoce della storia dei suoceri, con i quali ha stretto un forte legame di ascolto empatico. June e Bernard, i genitori di Jenny la donna che ha sposato, diventano così i personaggi principali del racconto che dalla sfera privata si sposta lentamente in quella dell’analisi storica e politica su un’Europa appena uscita dal disastro delle guerre e del nazismo, fino alle intuitive conseguenze sulla rottura di alcuni equilibri politici post bellici. Particolarmente significativo il viaggio a Berlino di Jeremy e Bernard effettuato proprio in occasione della caduta del muro. Così il racconto di alcune vite private diventa allegoria di un processo storico e generazionale. La stessa necessità di Jeremy di trovare un senso alla propria vita, attraverso le esistenze di una donna e un uomo che hanno vissuto a pieno il loro tempo, incarnando quella parte di umanità capace di riprendere in mano le redini di un secolo devastato guidandolo alla rinascita, rappresenta l’urgenza da parte di un’intera generazione di colmare quel vuoto di impegni civili e richiami spirituali di cui è affetta. Le personalità opposte di June e Bernard simbolizzano i due aspetti preponderanti dell’atteggiamento umano nei confronti della vita: la spiritualità di June e lo scetticismo di Bernard, il cambiamento individuale di June in nome di una rivoluzione interiore indispensabile a quella collettiva e l’ostinazione di Bernard sulle sue statiche posizioni mentali, se pur motivate da un profondo senso di giustizia. Eppure si erano incontrati ed amati follemente, anche se destinati a stare separati per sempre. Tutto ciò diventa spunto per Jeremy ad una riflessione superiore, distaccata, sulla quale si esime dall’esprimere giudizi proprio come se entrambi gli aspetti fossero esclusivamente da riconoscere in quanto esistenti e, nonostante l’apparente contrapposizione, sicuramente complementari. Inquietante quanto accattivante l’incontro di June con i cani neri. Entità allegoriche del male che aveva imperversato durante il nazismo e soprattutto allegoria di una forza malefica che campeggia costantemente all’interno della natura umana. Illuminanti le riflessioni che ne conseguono: i cani neri non dimorano mai da una parte sola. Essi vagano con la loro forza agghiacciante e vagamente sensuale alla ricerca di nuovi territori dell’anima disponibili ad essere conquistati, diventando così i manipolatori degli eventi storici determinando le sorti dell’umanità. Un’unica forza si oppone ai cani neri, indubbiamente, la forza dell’Amore, e questo June lo aveva senz’altro compreso.

    ha scritto il 

  • 4

    not too bad

    Molti spunti di riflessione arrivano da questo libro,
    ambientato nel Wiltshire, a Londra, a Berlino e nella Francia nel dopo guerra e in parte a fine anni '80.
    La storia ruota intorno a due giovani comunisti divenuti coppia (donna e uomo ndr), la cui unione diventa da subito l'inizio di molteplic ...continua

    Molti spunti di riflessione arrivano da questo libro, ambientato nel Wiltshire, a Londra, a Berlino e nella Francia nel dopo guerra e in parte a fine anni '80. La storia ruota intorno a due giovani comunisti divenuti coppia (donna e uomo ndr), la cui unione diventa da subito l'inizio di molteplici scissioni. Tanti i temi toccati, dall'amore alla politica, dall'altanamento degli altri alla ricera della scena. Vite vissute in maniera di versa che arrivano... Consigliato solo ai fan del buon Ian.

    ha scritto il 

  • 3

    In seguito alla morte dei propri genitori Jeremy prova interesse per i genitori dei suoi amici.
    Riesce a trovare dei sostituti nei genitori della moglie, June e Bernard Tramaine, una coppia londinese il cui amore è stato fuso dai comuni ideali comunisti.
    McEwan attraverso la scrittura ripercorre ...continua

    In seguito alla morte dei propri genitori Jeremy prova interesse per i genitori dei suoi amici. Riesce a trovare dei sostituti nei genitori della moglie, June e Bernard Tramaine, una coppia londinese il cui amore è stato fuso dai comuni ideali comunisti. McEwan attraverso la scrittura ripercorre la storia dei due coniugi, di come un differente modo di vedere le cose possa indurre ad un allontanamento. I cani neri che troneggiano nel titolo ben minacciosi sono i cani che incontrò June lungo un sentiero, fu un incontro indelebile, un tarlo inoculando nel suo corpo.

    ha scritto il 

  • 4

    Per ora ne sospendo la lettura è giunto dalla biblioteca Il cavaliere svedese di Leo Perutz e i libri in prestito, per esigenze tecniche, hanno la precedenza sui libri che sono miei per sempre…appuntamento solo rimandato.


    In seguito lettura ripresa e terminata, ciò ho dedotto: ...continua

    Per ora ne sospendo la lettura è giunto dalla biblioteca Il cavaliere svedese di Leo Perutz e i libri in prestito, per esigenze tecniche, hanno la precedenza sui libri che sono miei per sempre…appuntamento solo rimandato.

    In seguito lettura ripresa e terminata, ciò ho dedotto:

    I cani neri non hanno smesso di perseguitarci.

    All’inizio non riuscivo a trovare un senso a questo libro, poi invece la direzione si è finalmente delineata ai miei occhi e alle mia mente con lucida limpidezza, svelandomi due piani di lettura: riflessione politica dell’autore sulla minaccia del male che non si è dissolta con la fine della seconda grande guerra ma striscia ancora subdola al nostro fianco di individui singoli e di entità sociali, difficoltà di un rapporto a due quando le proprie visioni dell’esistenza sono diametralmente opposte .

    ha scritto il 

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