Cani selvaggi

Di

Editore: Playground

4.1
(341)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 167 | Formato: Paperback | In altre lingue: (altre lingue) Inglese

Isbn-10: 8889113243 | Isbn-13: 9788889113240 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Traduttore: Daniela Fortezza , Caterina Cartolano

Genere: Famiglia, Sesso & Relazioni , Narrativa & Letteratura , Gay & Lesbo

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Descrizione del libro
In una piccola città della provincia canadese, la chiusura di un mobilificio vero centro economico dell'area - genera inquietudine. Le vittime di un clima a tratti pesante sono soprattutto le donne, i bambini e i cani. Proprio sei cani, senza apparenti avvisaglie, fuggono o sono spinti a fuggire dalle case dove sono cresciuti e dove sono stati nutriti, scegliendo di vivere nel bosco, di essere selvaggi, liberi. I loro padroni - Alice, Jamie, Lily, Walter, Malcolm e una misteriosa biologa - ogni sera si ritrovano in un campo ai margini del bosco e chiamano i loro cani nella speranza che tornino a casa. Fra i sei padroni si stabilisce un legame molto stretto, che sovrappone all'attesa del ritorno dei cani, speranze di amore, di amicizia e di risoluzione delle proprie solitudini, mentre, sullo sfondo, si prepara la resa dei conti, la dolorosa soluzione alla incomprensibile e "intollerabile" storia dei cani che hanno scelto di diventare selvaggi.
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  • 4

    Reading Challenge 2017, Un libro che parli di fragilità

    «L'amore è come quei cani selvaggi. Se ti salta addosso, non molla la presa. E quello che non puoi mai sapere all'inizio è con quale intensità e quanto a lungo amerai; in quali modi un amore finito ti ...continua

    «L'amore è come quei cani selvaggi. Se ti salta addosso, non molla la presa. E quello che non puoi mai sapere all'inizio è con quale intensità e quanto a lungo amerai; in quali modi un amore finito ti darà la caccia, un salto dopo l'altro come fuoco misterioso che ti scorre nelle vene. I cani selvaggi esistono davvero. Sono lì fuori, oltre la sicurezza delle strade e delle case, oltre le luci della città. E uno di quei cani è il mio»

    Ecco, leggere questo stralcio dà già l’idea della dimensione evocativa di Helen Humphreys, scrittrice canadese, che si è dedicata per lungo tempo alla poesia, per poi approdare alla narrativa.
    Perché cani selvaggi?
    Un gruppo di cani domestici è diventato selvaggio, vive nel bosco, questi cani domestici sono stati abbandonati dai parenti dei proprietari per motivi diversi, e alcuni di questi proprietari la sera si ritrovano in prossimità del bosco a chiamare il proprio animale, ora selvaggio, una volta domestico. Come una ritualità, questa abitudine nel romanzo si ripresenterà più volte.
    La domanda che attraverso il linguaggio poetico, struggente ed evocativo sembra riemergere da tutto la lettura è la seguente: che cosa veramente ci appartiene?
    Il racconto è alternato da varie voci, quella di Alice che domina più della metà del libro, quella di Jamie, di Lily, di Malcolm, di Walter, di Spencer, e di Rachel.
    Così come il branco selvaggio di animali queste persone portano con loro, iscritte sul proprio corpo tutte le delusioni, le cicatrici, le ferite, e quel richiamo che lanciano più e più volte verso la foresta, verso quegli animali che apparentemente gli appartenevano, è in realtà un richiamo verso sé stessi, verso quell’anima precaria, logora, spezzata, per arrivare a risvegliare un cuore che – ormai sedato da colpi di fucile – sembra non rispondere più alle cose, alle persone, al sentimento. Leggetelo!

    «A che cosa serve un lupo? mi chiedono le persone quando me lo trovo di fronte e chiedo loro perché ne hanno ucciso uno. A che cosa serviamo noi?
    La gente ha sempre avuto paura dei lupi. In passato si pensava che il lupo fosse il diavolo travestito. Sono sempre stati i cattivi delle favole e del folclore. Ma cos'è questa paura, in realtà? Non è forse la paura del selvaggio che è in noi? Non è forse tutta la struttura della società finalizzata a farci entrare in gabbie sempre più piccole? Più siamo imprigionati dal dovere e dall'amore, più il nostro lato selvaggio ne esce addomesticato e più pensiamo di sentirci sicuri. Ma, naturalmente, non è vero. Non ci sentiamo affatto sicuri».

    ha scritto il 

  • 0

    Sono un po' confusa in merito.
    Mi sembra che l'autrice abbia continuato a proporre- variando espressioni, suoni, poesia e metro, tutti perfetti, fra l'altro- le stesse quattro idee, ancora e ancora e ...continua

    Sono un po' confusa in merito.
    Mi sembra che l'autrice abbia continuato a proporre- variando espressioni, suoni, poesia e metro, tutti perfetti, fra l'altro- le stesse quattro idee, ancora e ancora e ancora!

    ha scritto il 

  • 4

    Amore, perdita, desiderio, possesso, vicinanza, intensità, vento, richiamo, sofferenza, abbandono.
    Selvaggi, cani selvaggi, esseri umani selvaggi, ma chi poi non lo è?
    Scivola leggero e veloce, accare ...continua

    Amore, perdita, desiderio, possesso, vicinanza, intensità, vento, richiamo, sofferenza, abbandono.
    Selvaggi, cani selvaggi, esseri umani selvaggi, ma chi poi non lo è?
    Scivola leggero e veloce, accarezza la pelle e in alcuni punti entra dentro, affilato.
    Immagini chiare e vive compongono il vortice di un romanzo poetico in cui più vite si fondono e si integrano pur non completandosi mai tra tinte grige e quadri neri nella cornice di una storia comune e di una perdita condivisa.
    Vicinanze ed illusioni, credere di trovarsi senza aversi mai o aversi per sempre nella certezza del non viversi.

    ha scritto il 

  • 5

    Cani selvaggi è quel libro che non avevi mai visto in libreria e ti viene consigliato caldamente, e per caldamente intendo che te ne viene messa in mano una copia sottolineata, dicendoti che lì dentro ...continua

    Cani selvaggi è quel libro che non avevi mai visto in libreria e ti viene consigliato caldamente, e per caldamente intendo che te ne viene messa in mano una copia sottolineata, dicendoti che lì dentro è facile ritrovarsi. E ti ci ritrovi, ti ci ritrovi eccome. Scoperta, esposta, quasi come fossi nuda e tutti ti guardassero.
    Cani selvaggi è un libro speciale in cui ci sono anche io.

    ha scritto il 

  • 3

    Bella l'idea dei cani che persi o abbandonati ritornano selvaggi, un po' come i loro padroni, ancora più soli senza di loro. Però l'ho trovato un poco ripetitivo e melenso.

    ha scritto il 

  • 5

    Questo è un libro che mi ha fatto emozionare. Ha una storia, un punto di vista, personaggi con cuore e anima, contesto originale e al tempo stesso avvicinabile, ha pensiero, stile, relazioni credibili ...continua

    Questo è un libro che mi ha fatto emozionare. Ha una storia, un punto di vista, personaggi con cuore e anima, contesto originale e al tempo stesso avvicinabile, ha pensiero, stile, relazioni credibili. È un libro che vi consiglio di leggere e poi, magari, di venire a parlarne (anche) con me.

    ha scritto il 

  • 5

    Canada. Sei persone, per ragioni diverse, perdono i loro cani, che si rifugiano in un bosco lì vicino e formano un branco selvaggio. I sei personaggi si riuniscono tutte le sere ai margini del bosco e ...continua

    Canada. Sei persone, per ragioni diverse, perdono i loro cani, che si rifugiano in un bosco lì vicino e formano un branco selvaggio. I sei personaggi si riuniscono tutte le sere ai margini del bosco e aspettano il ritorno degli animali; qualcosa di atroce sta per accadere e sconvolgere la loro vita e quella dei loro cani. Pagine dense di umana introspezione, l'autrice conosce i sentieri reconditi dei pensieri, le tensioni che sottendono alle relazioni umane e ce li mostra alla luce del nostro naturale richiamo, e allo stesso tempo atavico terrore, verso il selvaggio.

    ha scritto il 

  • 5

    Amore a prima lettura

    “L’amore è come quei cani selvaggi. Se ti salta addosso, non molla la presa. E quello che non puoi mai sapere all’inizio è con quale intensità e quanto a lungo amerai; in quali modi un amore finito ti ...continua

    “L’amore è come quei cani selvaggi. Se ti salta addosso, non molla la presa. E quello che non puoi mai sapere all’inizio è con quale intensità e quanto a lungo amerai; in quali modi un amore finito ti darà la caccia.”

    ha scritto il 

  • 5

    Take a Walk on the Wild Side

    E’ intorno al concetto di “selvaggio” in tutte le sue accezioni che ruota questo sorprendente romanzo, con pagine di grande bellezza ed una struttura ondivaga e ammaliante a partire dall’incipit con i ...continua

    E’ intorno al concetto di “selvaggio” in tutte le sue accezioni che ruota questo sorprendente romanzo, con pagine di grande bellezza ed una struttura ondivaga e ammaliante a partire dall’incipit con i sei personaggi in cerca di amore, in cerca del proprio animaletto che rappresenta in qualche modo la parte selvaggia che, più o meno nascosta, cova in ognuno di loro e, come ci viene suggerito neppure tanto velatamente, in ognuno di noi.

    Personaggi, diversi per età, sesso, coscienza ma accomunati da storie personali di abbandono, emarginazione, frustrazione, isolamento che precedono il tempo presente del romanzo.

    Ancor più a monte c’è una storia di abbandono collettivo nella piccola cittadina canadese, un tempo cresciuta intorno a un’importante fabbrica di mobili e poi andata incontro a una decadenza economica, sociale, psicologica dopo la chiusura della stessa e la conseguente perdita del fulcro vitale della comunità.

    Su questo assunto, neppure originalissimo, è tuttavia non una scrittrice ma una poetessa che ci introduce a modo suo in questo spicchio di realtà alla deriva, dove i legami si spezzano e casualmente si ricompongono, dove la bellissima ricorrente immagine dei “margini del bosco dietro ai campi della fattoria di Cooper” sembra segnare il confine fra una modesta civiltà alle spalle e di fronte l’immensa, misteriosa e pericolosamente affascinante presenza della foresta, nella quale ci si può inoltrare, perdersi, immaginare di studiarne i dettagli razionalmente, ma sempre con un riverbero di paura dentro al cuore.

    Ed è emozionante vedere e seguire, anche intimamente tramite lo spostamento dell’io narrante, il percorso di ognuna di queste anime erranti che, pur in diverso modo, giungono tutte allo stesso snodo interiore: ”E’ possibile che non ci sia altra scelta che essere la cosa selvaggia oppure sparare alla cosa selvaggia?”

    ha scritto il 

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