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Cani selvaggi

Di

Editore: Playground

4.1
(298)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 167 | Formato: Paperback | In altre lingue: (altre lingue) Inglese

Isbn-10: 8889113243 | Isbn-13: 9788889113240 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Traduttore: Daniela Fortezza , Caterina Cartolano

Genere: Family, Sex & Relationships , Fiction & Literature , Gay & Lesbian

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Descrizione del libro
In una piccola città della provincia canadese, la chiusura di un mobilificio vero centro economico dell'area - genera inquietudine. Le vittime di un clima a tratti pesante sono soprattutto le donne, i bambini e i cani. Proprio sei cani, senza apparenti avvisaglie, fuggono o sono spinti a fuggire dalle case dove sono cresciuti e dove sono stati nutriti, scegliendo di vivere nel bosco, di essere selvaggi, liberi. I loro padroni - Alice, Jamie, Lily, Walter, Malcolm e una misteriosa biologa - ogni sera si ritrovano in un campo ai margini del bosco e chiamano i loro cani nella speranza che tornino a casa. Fra i sei padroni si stabilisce un legame molto stretto, che sovrappone all'attesa del ritorno dei cani, speranze di amore, di amicizia e di risoluzione delle proprie solitudini, mentre, sullo sfondo, si prepara la resa dei conti, la dolorosa soluzione alla incomprensibile e "intollerabile" storia dei cani che hanno scelto di diventare selvaggi.
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  • 3

    L’amore è un cavallo.

    Titolo alternativo, sostituito all’ultimo istante: Fino a quando l’onomatopea del lupo sarà “UUUUUUUUU!” e quella del cane “BAUBAUBAU!”, ci credo che uno sogni una storia con un lupo e non con un cane ...continua

    Titolo alternativo, sostituito all’ultimo istante: Fino a quando l’onomatopea del lupo sarà “UUUUUUUUU!” e quella del cane “BAUBAUBAU!”, ci credo che uno sogni una storia con un lupo e non con un cane. Io al lupo farei dire “BUUUUUUUUUH” e al cane “UOUOUOUOUO!”

    Deve essere piena, una parte d’America, di cittadine simili: il grande mobilificio che quando ha chiuso ha provocato depressione generalizzata, il fiume che s’intorbida nelle immediate vicinanze, i boschi, la dozzinalità della vita civica e i freaks a cui hanno tolto i cani.

    Se penso all’Italia vedo le grandi fabbriche abbandonate, i fiumi inquinati, i boschi incendiati, la vita civica che fa fatica, ma una depressione generalizzata no e neppure i freaks a cui nessuno si sognerebbe di togliere i cani che ne sono la parte più rassicurante. Siamo troppo meravigliosamente e vessatamente contadini nel codice genetico, per farci smuovere il fatalismo, per farcela prendere con in cani.

    Ma io penso mi sa a un’Italia di una volta precedente alla mia volta, era più l’Italia dei miei e dei miei dei miei, forse. La mia Italia è sempre più americana e se si duole lo fa a voce alta. La loro Italia era cavernicola, la sofferenza era compresa nel pacchetto.

    Humphreys conosce l’irruenza delle parole quando inventa una voce per Alice; la storia di Alice vale tutto il romanzo, infatti per migliorarlo andrebbero cancellate le parti grossolanamente mimetiche in cui Humphreys prova a dare voce a Jimie vittima del padre e del patrigno, a Lily vittima di tutti, a Walter vittima della famiglia di sua figlia, a Malcolm vittima della famiglia d’origine, al cacciatore smidollato che se la prende con il suo matrimonio quindi con la sua famiglia, a Rachel vittima della sua paura di non amare come solo un lupo sa amare: amando alla svelta, più per il piacere di ululare poi per gli amori passati che per quello di guaire di piacere per l’amore corrente.

    Il bello del romanzo sono le parole che Alice ha per l’amore, per dirsi la sua verità sull’amore. Del suo amore per Rachel, la donna dei lupi, in effetti non si sa quasi niente. Si incontrano nel cortile di una fattoria, una volta lei la becca su un sentiero e suona il clacson del furgone e abbassa il finestrino e si sente il profumo soprattutto di tuberose, c’è una grande passione, dormono assieme nella capanna dei pionieri nel bosco, un giorno Rachel va a caccia di lupi e Alice aspetta in tenda, Rachel torna tutta scazzata e finisce la storia d’amore. Freddamente, come storia d’amore non mi sembra granché.

    Alla Humphreys sembra interessare relativamente meno cosa ci sia stato dentro la storia d’amore di Alice e Rachel, è più attratta dalle dure premesse e dalle dolorose conseguenze. Io la preferisco quando descrive la vita degli animali nel bosco, e c’è l’episodio dell’annegamento di un cervo che è un racconto in sé dalla durata perfetta di un paragrafo. In queste parti c’è tutta l’amorevolezza della sua scrittura. Alice che parla di sé è il cane selvaggio che promette il libro: non un lupo né un cane addomesticato; è un cane selvaggio, che si fida abbastanza delle persone al punto di potersi innamorare di una di loro ma che conserva il giusto grado di diffidenza animale che non ti fa cadere nella grande tagliola dall’Amore.

    L’Amore è la sadica invenzione degli esseri umani più luciferini. Ci sono gli amori, c’è l’imprevedibilità del loro accadere come gli acquazzoni primaverili o come i terremoti in Nepal, e non c’è nient’altro, anzi fin troppo spesso c’è chi siccome ha vissuto un amore infelice è convinto di aver capito tutto dell’amore: una disgrazia, che quando va bene ovvero è andata male ma con che passione! è una disgrazia sexy. Tante volte perché non ci si aspettava altro, o perché ci si aspettava troppo, o comunque ci si misurava sempre con l’Amore, questa Balla Epocale.

    Gli amori infelici non sanno niente di più sull’amore degli amori felici, che pure non ne sanno niente. L’amore non cambia niente, il primo errore è questo: arriva l’Amore, e tutto cambierà. Mancano solo il prete, l’ostia e l’Otto per Mille, poi il quadretto è quello.

    Macché, l’amore non è proprio possibile, se non sei tu a cambiare qualcosa, prima, nei dentro, nei fuori, attivando la tua voglia di cambiamento, cambiando senza rabbia però, e quando cambi senza rabbia cos’è quel sentimento che è il contrario della rabbia attraverso il quale stai cambiando il tuo stare tra le cose?

    Io ho vissuto da lupo, terrorizzato dall’Amore e dai suoi fucili e dai suoi scuoiamenti specialmente di coglioni, poi fu un cane a insegnarmi l’amore prima che m’innamorassi di una persona, e ho capito solo due cose, valide sicuramente per me, per gli altri non so: chi ti ama ti insegna a amare; se ami nessuno avrà il potere di renderti infelice, nemmeno la persona che ami, hai amato, avresti voluto amare, che ameresti se. Se ami – quando hai iniziato, non smetti più; se smetti, non avevi ancora iniziato davvero – sei uscito dal bosco. Adesso possono pure farti secco, tu il tuo l’hai preso, quando sei riuscito a uscire dalla gabbia caotica della paura selvaggia e a darti. L’amore non è selvaggio, è gentile. Questo non significa che quando si ama (flashback orripilante “Quando si ama” era il nome di una soap che seguiva mia madre. Se da piccolo ti fanno guardare una soap è un’epopea crescere senza il rischio di diventare un coglione seriale: bisogna parlare molto e leggere molto, e tutt’altro che d’Amore, per scartavetrarti via le mille menzogne dell’Amore; e dai dodici anni in su mi ero preparato all’operazione di sfregamento: non ho mai visto un serial adolescenziale-generazionale che fosse uno, nella mia vita: questo mi ha procurato mooolta più dissocazione degli altri ma in più nessun aborto terapeutico, nessun coma etilico, nessun padre spirituale, nessuna sfiducia nell’amore – soltanto un simpatico disinteressamento, un lucido non-fa-per-me, fino a quando non mi è stato cacciato in corpo –, nessun paio di manette per essere attaccato al letto che altrimenti non mi viene duro a me e non le viene morbida a lei, nessuna lista civica, nessun festival letterario, nessun benscritto dattiloscritto sull’amore) [Questo non significa che quando si ama] non si farà più del sesso selvaggio, ma che il sangue ti ecciterà di più sapendolo al sicuro dentro al corpo che ami e non sparpagliato in giro durante un rituale osceno di sfogo dell’ira.

    Sono difficilissimi i romanzi d’amore, per questo – ho il sospetto – si scrivono tanti romanzi sull’Amore che spesso è infelice e che quando è felice è aberrante. Un Amore o un amore infelice ce lo possiamo inventare tutti. Per inventarsi un amore infelice basta inventarsi una voce sola: la tua, e le sue lamentazioni, il suo chiedere indietro, il suo fare i conti, il suo aver fatto tutto per e il suo non essersi meritato che. Per inventarsi un amore felice invece bisogna inventare almeno due voci e gli equivoci e gli imbarazzi e le incapacità di dirsi e l’amarsi nonostante non ci siano buone ragioni e proprio perché non è nelle ragioni che ci trovi le tracce sempre fresche del suo passaggio, del suo muoversi in circolo nelle tue vicinanze.

    La Humphreys ha inventato una sola voce, ha dato dignità e ascolto alla sola voce di Alice, per questo il suo infine è un bel romanzo infelice al di là dell’amara storia d’amore che fa da pista principale al romanzo: è infelice perché c’è dentro una voce sola.

    Di più dannoso dell’Amore c’è solo il dolore d’Amore. Amare secondo i dettami dell’Amore non è mica obbligatorio cavolo, si vivono certe vite grandiose senza Amore! Se uno si libera dell’Amore altro che cani o lupi: è a cavallo. E da lì in avanti è tutta avventura, come in amore.

    ha scritto il 

  • 4

    ci penso.
    non lo so.
    sono confuso.
    succede a volte con i libri.

    c'e' sempre di mezzo il maledetto dio/demone dell'amore.
    pensi di aver capito tutto, poi capisci che non hai capito, perche' tutto si mu ...continua

    ci penso.
    non lo so.
    sono confuso.
    succede a volte con i libri.

    c'e' sempre di mezzo il maledetto dio/demone dell'amore.
    pensi di aver capito tutto, poi capisci che non hai capito, perche' tutto si muove e cambia. ti si ribalta tutto. finisci a testa in giu'.

    forse ha ragione rachel: meglio prendere, andar via, scappare, nascondersi tra i lupi.
    forse ha ragione alice: meglio restare, subirlo, viverlo.

    no, non lo so. ci sono giorni in cui preferirei essere fanatico di squadra di calcio. una qualsiasi, mica dovrebbe vincere sempre e per forza. che diamine.

    ha scritto il 

  • 0

    "Tutto è perduto. Lo sento in quel momento. E la cosa tremenda è che lo spazio che occupa qualcosa di vicino a noi è ancora lì quando quel qualcosa se n'è andato, solo che è pieno di niente. E' pieno ...continua

    "Tutto è perduto. Lo sento in quel momento. E la cosa tremenda è che lo spazio che occupa qualcosa di vicino a noi è ancora lì quando quel qualcosa se n'è andato, solo che è pieno di niente. E' pieno del senso della perdita."

    ha scritto il 

  • 3

    "Essere selvaggio significa vivere d'istinto e non d'immaginazione. Vivere selvaggiamente significa non poterlo raccontare"

    Accade, a volte, che la cornice sia più bella e preziosa del quadro che contiene.

    Il mattino è arrivato disfatto e tutte le cose peggiori, le cose di cui bisogna aver paura, si sono riversate in quest ...continua

    Accade, a volte, che la cornice sia più bella e preziosa del quadro che contiene.

    Il mattino è arrivato disfatto e tutte le cose peggiori, le cose di cui bisogna aver paura, si sono riversate in questo giorno.

    ha scritto il 

  • 5

    “Tutto è perduto. Lo sento in quel momento. E la cosa tremenda è che lo spazio che occupa qualcosa di vicino a noi è ancora lì quando quel qualcosa se n’è andato, solo che è pieno di niente. E’ pieno ...continua

    “Tutto è perduto. Lo sento in quel momento. E la cosa tremenda è che lo spazio che occupa qualcosa di vicino a noi è ancora lì quando quel qualcosa se n’è andato, solo che è pieno di niente. E’ pieno del senso di perdita.”
    Difficile da spiegare come l’amore possa essere condannato a convivere con il senso di solitudine e di perdita. Difficile da spiegare con altrettanta forza emotiva quanto concreta e dolorosa possa essere questa condizione fatta di contrasti che appartengono irrimediabilmente gli uni agli altri; cosa sia il senso dell’attesa privo d’illusioni, e la ferma volontà di emanciparsi da tutto questo...
    “Non penso più che la mia vita riguardi ciò che mi è successo. Riguarda ciò che ho scelto di credere. Non è quello che vedo, ma quello che penso sia lì fuori…”.

    ha scritto il 

  • 0

    Perfetta partitura polifonica - come l’ululato dei lupi - con un incipit misterioso e vibrante che racchiude tutto il libro (ma lo capisci solo dopo).
    C’è Alice che ama i cani. Ama il suo cane. Il suo ...continua

    Perfetta partitura polifonica - come l’ululato dei lupi - con un incipit misterioso e vibrante che racchiude tutto il libro (ma lo capisci solo dopo).
    C’è Alice che ama i cani. Ama il suo cane. Il suo cane dorme con lei. Vabbè, niente pulizia. C’è un gruppo di persone che condivide la stessa passione di Alice, e riversa sul suo proprio cane un affetto eccessivo che inevitabilmente colma sempre qualcosa. Poi Alice si innamora di una donna. La donna dei lupi. Problemi?. Spero proprio di no. Perché il libro merita davvero. Poi infatti c’è il bosco che cela la meravigliosa magia del lato selvatico. Il lato selvaggio del bosco in sé, degli animali, di noi stessi (ognuno ne custodisce uno). E c’è la caccia immobile dell’airone, il lupo solitario cacciato dal branco, una volpe che guizza sui campi, il lento volteggiare dei falchi nel cielo, l’urlo del picchio crestato al crepuscolo, i grugniti del procione. C’è la ritualità degli uccelli che cantano all’alba o dei cervi che ogni mattina si chinano guardinghi e vulnerabili sul ruscello a bere. E poi ci sono loro, i cani selvaggi.

    ha scritto il 

  • 5

    c’erano tante cose che volevo chiederti
    ma a dire il vero, alla fine, tutto si riduce a una sola domanda:
    qual è la cosa peggiore che sarebbe potuta accadere, se mi avessi permesso di amarti? ...continua

    c’erano tante cose che volevo chiederti
    ma a dire il vero, alla fine, tutto si riduce a una sola domanda:
    qual è la cosa peggiore che sarebbe potuta accadere, se mi avessi permesso di amarti?

    ha scritto il 

  • 4

    il lato selvaggio

    Una staffetta di voci per raccontare di perdita, amore, odio, rabbia, morte e possibilità di rinascita.
    Un branco di cani divenuti selvaggi fa incontrare un gruppo stranamente assortito di personaggi. ...continua

    Una staffetta di voci per raccontare di perdita, amore, odio, rabbia, morte e possibilità di rinascita.
    Un branco di cani divenuti selvaggi fa incontrare un gruppo stranamente assortito di personaggi. All'inizio è l'affetto per gli animali perduti a tenerli insieme, poi si formano legami inaspettati d'amore e d'amicizia che cambiano le cose per qualcuno in meglio per qualcun'altro no.
    Una scrittura densa, poetica, impegnativa.

    ha scritto il 

  • *** Attenzione: di seguito anticipazioni sulla trama (SPOILER) ***

    5

    Il cuore e' una creatura selvaggia e in fuga. Il cuore e' un cane che torna a casa

    Ho adorato e divorato questo piccolo gioiello - mi ha conquistata. Sei personaggi s'incontrano all'ingresso del bosco per chiamare ed attendere i rispettivi cani che, allontanati da membri delle famig ...continua

    Ho adorato e divorato questo piccolo gioiello - mi ha conquistata. Sei personaggi s'incontrano all'ingresso del bosco per chiamare ed attendere i rispettivi cani che, allontanati da membri delle famiglie, sono entrati a far parte di un branco di selvaggi e creano disguidi alla piccola comunità. Ognuno di questi personaggi aveva, nel proprio cane, il suo punto fermo, la sua compagnia, parte della propria esistenza ed è' ovvio che la situazione crei fra loro una sorta di vicinanza. Nella prima parte, cosi come nell'ultima, la voce narrante e' quella di Alice che è' poi la protagonista.Alice ha cambiato tanti lavori e tanti amanti e, dopo aver lasciato il suo ultimo ex, che le aveva cacciato il cane, vive nel capanno di un altro dei personaggi- pittore problematico con gravi disturbi comportamentali. Poi c'è il tredicenne Jamie il cui cane e' stato allontanato dal patrigno violento, la adolescente Lily con ritardi mentali, Walcom il cui cane e' stato allontanato dalla figlia dopo che ha avuto la bambina e Raquel, la studiosa di lupi. La parte centrale segue i punti di vista di questi cinque personaggi, raccontandoci i trascorsi ed il proseguio degli eventi. Fra Raquel ed Alice scoppia una passione intensa che priva la prima della sua natura selvaggia .Raquel, a scapito del suo sentimento, rivorrà la sua libertà. Come i cani . Uno di questi, il cane di Walcom farà ritorno mentre gli altri cercano di sopravvivere in branco, continuando a creare il panico. Lily un giorno scompare e si unisce a loro che vedendo in lei un'anima debole l'accolgono. Nella comunità intanto si decide di intervenire e di sopprimere questi selvaggi e, nell'uccidere quello di Jamie e di Raquel, uccidono involontariamente la piccola Lily......un bel romanzo, un costante paragone fra la natura dei cani e quella dei sentimenti. Amore e libertà. Cosa significa essere selvaggi e cosa ne determina lo stato...veramente molto bello e consigliato.

    ha scritto il 

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