Crea la tua biblioteca Iscriviti

Insieme troveremo i libri migliori

[−]
  • Cerca Conteggio caratteri ISBN valido ISBN non valido Codice a barre valido Codice a barre non valido loading search

Canne al vento

I grandi della narrativa - Novecento italiano Vol. 8

Di

Editore: San Paolo: Supp. a Famiglia Cristiana

3.9
(2504)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 226 | Formato: Copertina rigida | In altre lingue: (altre lingue) Inglese

Isbn-10: A000035173 | Data di pubblicazione: 

Disponibile anche come: Tascabile economico , Paperback , Altri , eBook

Genere: Family, Sex & Relationships , Fiction & Literature , History

Ti piace Canne al vento?
Iscriviti ad aNobii per vedere chi dei tuoi amici lo ha letto, e scopri libri simili!

Registrati gratis
Descrizione del libro
Suppl. a Famiglia Cristiana n. 22 del 28 maggio 1997
Ordina per
  • 3

    E' sempre emozionante scoprire per la prima volta un testo così famoso, così discusso. E Canne al vento è sicuramente un testo molto particolare: la vena verista dell'autrice si mescola bene con uno stile evocativo: le descrizioni della Deledda ci portano a piè pari in una Sardegna estrema ...continua

    E' sempre emozionante scoprire per la prima volta un testo così famoso, così discusso. E Canne al vento è sicuramente un testo molto particolare: la vena verista dell'autrice si mescola bene con uno stile evocativo: le descrizioni della Deledda ci portano a piè pari in una Sardegna estrema, caratterizzata dai contrasti, da una religione che è più superstizione e soprannaturale che religione vera e propria, in un paesino e, in particolare, nella casa delle tre sorelle Pintor, famiglia ormai in decadenza ma ancora abbastanza orgogliosa da vendere i frutti di un piccolo podere di nascosto (perché non è appropriato, per delle dame, vendere merce), ma non abbastanza da non poter accettare che il loro servo lavori senza essere pagato.

    Il mondo di Canne al vento è un mondo composto di dolore, di delusioni e di fatalismo. Un fatalismo che permea tutto (nonostante i molteplici tentativi del servo Efix di guidare gli avvenimenti). C'è sempre qualcuno che vuole sfidare la sorte e le tradizioni cercando di crearsi la propria strada, ma la lotta tra il vecchio e il nuovo è ancora all'ultimo sangue e normalmente queste persone non ottengono degli ottimi risultati. Certo questo fatalismo non mi piace, ma sicuramente la dimensione descritta dalla Deledda era ancora una realtà a inizio secolo. A volte è difficile capire le reazioni dei personaggi, in parte per questa mentalità fatalista, in parte perché alcune cose vengono dette/non dette e quindi magari durante la lettura sfuggono. Sicuramente una lettura molto interessante, anche se non mi sono innamorata.

    ha scritto il 

  • 5

    Una società chiusa, profondamente maschilista, dove le donne e i loro desideri non contano nulla, soprattutto nell'alta società. Un padre prepotente, che segrega le 4 figlie nell'attesa di un buon matrimonio. Una si ribella e scappa. La storia si svolge molti anni dopo, dopo la morte del padre, q ...continua

    Una società chiusa, profondamente maschilista, dove le donne e i loro desideri non contano nulla, soprattutto nell'alta società. Un padre prepotente, che segrega le 4 figlie nell'attesa di un buon matrimonio. Una si ribella e scappa. La storia si svolge molti anni dopo, dopo la morte del padre, quando le tre figlie rimaste, ormai zitelle, vivono in povertà, mantenute di fatto da un servo fedele . Bellissime le descrizioni della natura e le riflessioni del servo, che è il personaggio più profondo e complesso del libro.

    ha scritto il 

  • 4

    siamo canne, e la sorte è il vento

    Sempre difficile giudicare un classico. lo consiglierei comunque per conoscere un po' della cultura sarda e un premio nobel della letteratura.

    ha scritto il 

  • 5

    "Egli s'accomodò sulle spalle la bisaccia e uscì. Sugli scalini del portone scosse i piedi uno dopo l'altro per non portare via neppure la polvere della casa che abbandonava".
    Un romanzo suggestivo, uno spaccato di una terra lontana e che tale vuol rimanere. Valori e sentimenti forti, parti ...continua

    "Egli s'accomodò sulle spalle la bisaccia e uscì. Sugli scalini del portone scosse i piedi uno dopo l'altro per non portare via neppure la polvere della casa che abbandonava".
    Un romanzo suggestivo, uno spaccato di una terra lontana e che tale vuol rimanere. Valori e sentimenti forti, partire e ritornare...l'eterna necessità di ogni uomo che ha forti radici. Consigliato!

    ha scritto il 

  • 4

    Ammetto che il titolo di questo libro è la prima cosa che mi ha colpita, oltre la magnifica copertina con "La libecciata" di Giovanni Fattori.
    Il perchè di questo magnifico titolo, già si evince dalle prime pagine, ma dobbiamo saper attendere per comprenderlo appieno.
    Le canne sono l' ...continua

    Ammetto che il titolo di questo libro è la prima cosa che mi ha colpita, oltre la magnifica copertina con "La libecciata" di Giovanni Fattori.
    Il perchè di questo magnifico titolo, già si evince dalle prime pagine, ma dobbiamo saper attendere per comprenderlo appieno.
    Le canne sono l'immagine del destino degli uomini e della fatalità, due elementi importanti nel romanzo. Ogni personaggio è permeato dal suo destino oppure ne è schiacciato. Le canne frusciano al vento, suonano la loro musica sublime e quasi inafferrabile, ma che tutti i protagonisti sentono, sopratutto Efix.
    Le canne pregano e avvertono l'uomo che la vita è fragile, basta un soffio di vento per spezzarla. Ma le canne sono anche solide, possono resistere ai colpi più duri, accettarli. Per gli uomini il loro destino è come quello di una canna, Efix l'ha capito e lo spiega a Donna Ester:
    "Ma dimmi, dimmi Efix", proseguì accorata, "non è una gran cattiva sorte, la nostra? Giacinto che ci rovina e sposa quella pezzente, e Noemi che rifiuta invece la buona fortuna. Ma perchè questo Efix, dimmi, tu che hai girato il mondo: è da per tutto così? Perchè la sorte ci stronca come canne?" "Sì, siamo proprio come canne al vento, donna Ester. Ecco perchè. Siamo canne, e la nostre sorte è il vento."...

    ha scritto il 

  • 5

    Ero molto dubbioso se iniziare questo libro o no. Di primo acchito la trama non mi entusiasmava; tre nobili dame in rovina e il loro servo, ambientato in un recondito paesino della Sardegna... non erano affatto le premesse ideali per farmi piacere questo romanzo, tuttavia volevo leggere qualcosa ...continua

    Ero molto dubbioso se iniziare questo libro o no. Di primo acchito la trama non mi entusiasmava; tre nobili dame in rovina e il loro servo, ambientato in un recondito paesino della Sardegna... non erano affatto le premesse ideali per farmi piacere questo romanzo, tuttavia volevo leggere qualcosa di questa autrice e questo libro già lo possedeva mia madre, quindi gli ho dato una possibilità e non me ne pento per niente. Lo ho trovato un grandissimo libro, uno stile elaborato ma allo stesso tempo una prosa che scorre agevole; vi sono grandi scene immaginifiche che definirei quasi dei quadri di parole.

    ha scritto il 

  • 4

    Profondo Indaco

    E' come leggere un quadro impressionista per le descrizioni favolose.
    E' come leggere l'Inferno di Dante dal punto di vista di un popolano che scandaglia il suo personale tormento fino al riscatto.

    Da leggere.

    ha scritto il 

  • 4

    Empatica allegoria della fragilità dell'umana esistenza. Paesaggi antropomorfizzati che riflettono le inquietudini dei personaggi. Accorato, coinvolgente racconto d'una grande narratrice.

    ha scritto il 

Ordina per