Canne al vento

Di

Editore: Mondadori

3.9
(2714)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 226 | Formato: Altri | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Tedesco , Chi semplificata

Isbn-10: 8804333685 | Isbn-13: 9788804333685 | Data di pubblicazione: 

Disponibile anche come: Tascabile economico , Paperback , Copertina rigida , eBook

Genere: Famiglia, Sesso & Relazioni , Narrativa & Letteratura , Storia

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Descrizione del libro
Nella casa di Pintor, Ruth, Noemi, Ester, discendenti da una famiglia nobileandata in rovina, il servo Efix con grande fatica riesce a conservare il decoro, coltivando l'ultimo podere rimasto. In passato una quarta sorella, Lia,era fuggita in continente e Efix era stato involontariamente causa della mortedel padre che cercava di fermarla. Morta anche Lia, torna alla casa maternaGiacinto, suo figlio, un giovane dissoluto che manda in rovina le zie. Noemi,legata da un ambiguo sentimento al nipote, rifiuta le nozze con don Predu acui era stato venduto il podere. Efix che si era allontanato dalla casa da luicreduta maledetta per sua colpa, vi fa ritorno e muore il giorno stesso dellenozze tra Noemi e don Predu, avendo ritrovato la pace.
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  • 4

    Di motivi per scrivere ce ne sono tanti, non ultimo l’amore per la propria terra.

    Efix è il custode e curatore di un poderetto, unico sostentamento rimasto alle tre sorelle Pintor, nobildonne nubili e decadute del cui splendore passato conservano soltanto i titoli. È Efix a prender ...continua

    Efix è il custode e curatore di un poderetto, unico sostentamento rimasto alle tre sorelle Pintor, nobildonne nubili e decadute del cui splendore passato conservano soltanto i titoli. È Efix a prendersi cura di loro, a preoccuparsi delle necessità primarie, ad affaccendarsi acciocché mantengano intatta la dignità, anche a discapito della propria, giacché gli stipendi arretrati hanno fatto catasta. Solo l’amore leale e servile da cane bastonato e, in una certa misura, i rimorsi di coscienza e la volontà di riparare ad una vecchia colpa lo tengono legato alle tre padrone. L’arrivo di Giacinto, figlio della quarta fu sorella Lia, decreterà la loro rovina. Niente paura, c’è un lieto fine.

    Ma che cadano pure nell’ombra sinossi e personaggi, loro non contano. La vera protagonista, iraconda e sfavillante nella sua selvatica bellezza fatata, è la Sardegna. Come tutte le isole considerevolmente discoste dal continente sorda ai richiami dell’ammodernamento, al riparo dagli influssi dei repentini cambiamenti novecenteschi. Troviamo così immutate tradizioni popolari antiche, di quella vetustà affascinante e dignitosa riservata alle cose ormai perdute, preservate da un incantesimo contro il decorso delle decadi. L’eretica ma pacifica convivenza di religione e anacronistiche credenze riverite con la medesima dose di fede, Cristo a braccetto coi folletti; l’egemonia dell’Onore nel ponderare le condotte dei paesani qualora violassero i percorsi tracciati della decenza; la frugale laboriosità delle incombenze domestiche a cui attendere con paziente devozione. E poi l’urgente melodia delle canne battute l’una contro l’altra dalla brezza notturna, il profumo dell’euforbia, i grappoli d’oro e i vapori lunari, le goti bianche di farina e le montagne violette, i cortili polverosi e le ombre danzanti attorno al fuoco, il croccare delle cipolle crude e le passeggiate nottetempo degli spettri.

    Grazia Deledda scrive con il pennello, la punta intinta nella tavolozza di Monet e Renoir, gocciolante dei colori più brillanti e voluttuosi dell'impressionismo.

    ha scritto il 

  • 3

    Canne al vento

    Romanzo veramente poetico che esprime tutta la sua essenza soprattutto nella seconda parte. La sofferenza viene vista come un destino, un obbligo e quasi un onore. Efix è il servo e l'uomo che come un ...continua

    Romanzo veramente poetico che esprime tutta la sua essenza soprattutto nella seconda parte. La sofferenza viene vista come un destino, un obbligo e quasi un onore. Efix è il servo e l'uomo che come un moderno Cristo soffre e infine muore per gli altri.

    ha scritto il 

  • 4

    Canne al vento di Grazia Deledda | Lettura e dintorni
    https://lemieletturecommentate.wordpress.com/2016/05/03/canne-al-vento-di-grazia-deledda/

    Poiché si tratta di una recensione multimediale vi consi ...continua

    Canne al vento di Grazia Deledda | Lettura e dintorni
    https://lemieletturecommentate.wordpress.com/2016/05/03/canne-al-vento-di-grazia-deledda/

    Poiché si tratta di una recensione multimediale vi consiglio di seguire questo link.

    ha scritto il 

  • 5

    Un viaggio nell’arcaica Sardegna, fatta di miti e di superstizioni, ma anche di natura e di dura realtà.
    Si coglie fin dalle prime pagine il forte legame con la terra e il tutto è raccontato quasi in ...continua

    Un viaggio nell’arcaica Sardegna, fatta di miti e di superstizioni, ma anche di natura e di dura realtà.
    Si coglie fin dalle prime pagine il forte legame con la terra e il tutto è raccontato quasi in punta di penna: le parole scorrono, a tratti lentamente, regalandoci qualcosa di antico con momenti di lirismo sublimi.
    E con questa veste si incontra una famiglia nobile, ormai ridotta sul lastrico, e il suo umile servo Efix, il vero protagonista di questo romanzo, il veicolo verso il pensiero di Deledda. Il piccolo uomo simboleggia metaforicamente l’intera esistenza umana, dominata, così come le canne al vento, dalle fragilità e dagli eventi: a volte si può ondeggiare verso destra, a volte verso sinistra, fino a piegarsi e magari spezzarsi definitivamente. Ma ciò che conta è poi rialzarsi, redimersi, se si prova amore verso gli altri. Inevitabilmente il bene incontrerà il male (Efix non esiterà un istante per salvare Lia), e la consapevolezza e la definitiva espiazione possono essere salvifiche in determinati casi (anche se poi alcuni frutti sono più buoni solo se assaporati prima di essere troppo maturi!)

    ha scritto il 

  • 2

    L'abilità poetica e descrittiva del mondo fuori dal tempo della Deledda, la capacità di farti assaporare questo mondo di sconforto e malinconia, la consapevolezza che lo stile è confacente allo scopo ...continua

    L'abilità poetica e descrittiva del mondo fuori dal tempo della Deledda, la capacità di farti assaporare questo mondo di sconforto e malinconia, la consapevolezza che lo stile è confacente allo scopo comunicativo dell'autrice non compensano l'esasperante lentezza e inesistenza di una trama che vada oltre l'immortalità-immutabilità della sardegna. Leggi (a volte gusti anche) cento pagine e non perdi tempo con le altre cento.

    ha scritto il 

  • 5

    La grazia di Grazia

    “Ho vissuto coi venti, coi boschi, con le montagne. Ho mille volte appoggiato la testa ai tronchi degli alberi, alle pietre, alle rocce per ascoltare la voce delle foglie, ciò che dicevano gli uccelli ...continua

    “Ho vissuto coi venti, coi boschi, con le montagne. Ho mille volte appoggiato la testa ai tronchi degli alberi, alle pietre, alle rocce per ascoltare la voce delle foglie, ciò che dicevano gli uccelli, ciò che raccontava l’acqua corrente. Ho ascoltato i canti e le musiche tradizionali e le fiabe e i discorsi del popolo. Così si è formata la mia arte, come una canzone od un motivo che sgorga spontaneo dalle labbra di un poeta primitivo.”

    Grazia Deledda ha potuto studiare solo fino alla quarta elementare, la sua formazione letteraria è del tutto autodidatta. Questo non le ha impedito – unica donna italiana – di ottenere il Premio Nobel. Questa la motivazione:

    “Per la sua ispirazione idealistica, scritta con raffigurazioni di plastica chiarezza della vita della sua isola nativa, con profonda comprensione degli umani problemi”

    Leggete “Canne al vento”, è un romanzo meraviglioso!
    Date una chance alla Deledda: se la merita.

    ha scritto il 

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