Canne al vento

Di

Editore: Opportunity Books

3.9
(2791)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 207 | Formato: Altri | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Tedesco , Chi semplificata

Isbn-10: 8881294796 | Isbn-13: 9788881294794 | Data di pubblicazione: 

Disponibile anche come: Tascabile economico , Paperback , Copertina rigida , eBook

Genere: Famiglia, Sesso & Relazioni , Narrativa & Letteratura , Storia

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Descrizione del libro
In un piccolo paese che sorge a ponente della terra Sarda, alcune dame,appartenenti alla ristretta nobiltà dei possidenti terrieri, non sono in gradodi adattarsi ad una società in rapido cambiamento. L'autrice, attraverso Efix,intorno al quale ruota il dramma umano della piccola comunità paesana,inserita in un più ampio contesto di una terra aspra, misteriosa e al tempostesso affascinante, esplora, con sapienza, tutti i temi dell'animo umano chehanno reso affascinante la letteratura ottocentesca.
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  • *** Attenzione: di seguito anticipazioni sulla trama (SPOILER) ***

    5

    Dalla terra alla terra

    Il paesaggio di queste pagine racconta di una Sardegna che profuma del suo Tempo, della sua Storia. Delle sue persone, della sua natura, della vita che è dura e dove gli incroci tra le persone su di u ...continua

    Il paesaggio di queste pagine racconta di una Sardegna che profuma del suo Tempo, della sua Storia. Delle sue persone, della sua natura, della vita che è dura e dove gli incroci tra le persone su di un'isola sono, vuoi o non vuoi tra parenti. E qui sta il rapporto di fondo tra dentro e fuori. Tra chi viene da fuori, come Giacinto, che viene "corrotto" dal quadro, dal contesto; e chi invece è riuscito ad uscirne, come la sorella Lia. O come Efix che prima ci prova scappando a zonzo per l'Isola e alla fine a suo modo ci riesce con la sublimazione del definitivo andar via nel magnifico finale.
    Che belli i personaggi, tutti! Grande Deledda.

    ha scritto il 

  • 4

    Canne al vento racconta una storia essenzialmente verista, di lotta contro la povertà, la fame, le febbri, la spietatezza del mondo, il rigore intransigente della rettitudine e il peso della colpa. Il ...continua

    Canne al vento racconta una storia essenzialmente verista, di lotta contro la povertà, la fame, le febbri, la spietatezza del mondo, il rigore intransigente della rettitudine e il peso della colpa. Il tutto è inserito però in un contesto favolistico: una Sardegna abitata da creature fatate, da spettri, da mostri in agguato nella notte. Il mix è paradossale, affascinante per merito della Deledda, che riesce a coniugare i due opposti in un grande romanzo.

    ha scritto il 

  • 5

    Ciò che non si ha

    Romanzo molto bello che descrive attraverso la storia della famiglia Pintor e del loro servo Efix ciò che la maggior parte di noi utilizza per giudicare la nostra vita: guardando ciò che non abbiamo s ...continua

    Romanzo molto bello che descrive attraverso la storia della famiglia Pintor e del loro servo Efix ciò che la maggior parte di noi utilizza per giudicare la nostra vita: guardando ciò che non abbiamo senza riflettere su quel che ci è stato dato...purtroppo è la vita.
    Lettura consigliata.

    ha scritto il 

  • 5

    Da meditazione

    «Perché la sorte ci punisce così come punirebbe le canne?» Efix: «Sì, siamo esattamente come le canne al vento. Noi siamo le canne e la sorte il vento». Ester: «Sì, va bene, ma perché questa sorte?» E ...continua

    «Perché la sorte ci punisce così come punirebbe le canne?» Efix: «Sì, siamo esattamente come le canne al vento. Noi siamo le canne e la sorte il vento». Ester: «Sì, va bene, ma perché questa sorte?» Efix: «È perché il vento? Solo Dio lo sa».

    Questo è uno di quei libri messi in wish – list da anni e poi dimenticati, probabilmente per la fretta di leggere le ultime novità letterarie o, forse, perché abbiamo sempre meno spazio per le letture importanti, complice probabilmente una routine che ci accelera troppo e influisce anche sulle scelte letterarie.
    Forse sarebbe rimasto lì dimenticato se non mi fosse arrivato un po’ a sorpresa da un caro amico.
    Iniziando questa lettura, ho messo da parte la mia voracità letteraria e mi ci sono buttato dentro ma, gustandomela, come si fa con un buon calice (o bottiglia) di vino a fermentazione tardiva. Meditando.
    Se chiudo gli occhi, mi ci vedo nelle campagne arcaiche del nuorese, in una terra arida e ingenerosa, nella quale i ciechi riescono a guardare ancora gli animi delle persone buone e i poveri sono più generosi dei ricchi. Un tempo che sembra lontano, dove i cristiani si infliggono pene immotivate e gli usurai si arricchiscono alle spalle dei pezzenti, una terra in cui tra lo schiavo e il padrone, in punto di morte, non ci sono differenze perché la spiritualità di ognuno di quegli esseri che sembrano senz’anima è, invece, forte e pervasa da un affascinante alone carico di magia.
    Vorrei, oggi, accompagnare Efix (personaggio meraviglioso) lungo il suo viaggio tra le colline e Grixenda all’altare per sposare finalmente il suo Giacinto e non pensare alla miseria che contraddistingue i loro mondi ma alla felicità che li rende fieri di appartenerci.
    Sto scrivendo un commento che non è una recensione, lo so, forse mi sto allungando un bel po’ senza dire nulla ma, se siete arrivati a leggere fin qui, sappiate che il libro mi è piaciuto. E tanto pure.
    Consigliatissimo.
    Gennaro, grazie ancora.

    ha scritto il 

  • 4

    Grande Deledda

    Ce ne fossero ancora di scrittrici come lei, che ti fanno sentire i profumi, i colori, le atmosfere, i sentimenti che permeano una terra così pregna di storia come la Sardegna. Personaggi indimenticab ...continua

    Ce ne fossero ancora di scrittrici come lei, che ti fanno sentire i profumi, i colori, le atmosfere, i sentimenti che permeano una terra così pregna di storia come la Sardegna. Personaggi indimenticabili si muovono in una terra aspra, dalla bellezza selvaggia, dove ancora aleggiano atmosfere fantastiche e misteriose, in un continuo alternarsi di sacro e profano che accompagnano il lettore in un mondo governato ancora da leggi ancestrali che sembrano piegare e plasmare il destino dei protagonisti. Ma quello che più di tutto incanta è la mano della Deledda, la sua maestria di scrittrice che nulla lascia al caso.

    ha scritto il 

  • 4

    Lasciatevi ammaliare dalla Sardegna di Grazia Deledda

    Sto scoprendo atmosfere, tradizioni, paesaggi, superstizioni di un'isola che non conosco per niente. E che mi spiace di non aver conosciuto finora.
    Questo libro è una "malia": c'è qualcosa nell'aria, ...continua

    Sto scoprendo atmosfere, tradizioni, paesaggi, superstizioni di un'isola che non conosco per niente. E che mi spiace di non aver conosciuto finora.
    Questo libro è una "malia": c'è qualcosa nell'aria, che spinge le canne a ondeggiare, che cambia le persone, che le fa ammalare, impazzire o guarire.
    La Deledda è la Morante della Sardegna: entrambe sanno mostrare, anche con tinte forti, i colori veri di regioni primordiali. I personaggi sono personaggi primordiali, che rivelano forze oscure. Grandi personaggi femminili, in questo caso tre sorelle avanti con l'età che cercano di sopravvivere tra modernità e antiche credenze.
    Se volete addentrarvi nelle terre sarde, oltre alla Deledda, ovviamente, vi consiglio anche Marcello Fois o la più conosciuta Michela Murgia.

    ha scritto il 

  • 5

    Solitamente non commento mai un grande classico. Chi sono io per farlo. Mi limito a metterci delle stelle, che sono solo la cifra del mio privato gradimento.
    Eppure non posso non annotare tutte le sot ...continua

    Solitamente non commento mai un grande classico. Chi sono io per farlo. Mi limito a metterci delle stelle, che sono solo la cifra del mio privato gradimento.
    Eppure non posso non annotare tutte le sottolineature che ho fatto durante la lettura riguardo alla capacità della Deledda di raccontare un paesaggio, le luci, i colori, la natura, con brevi pennellate intense che lasciano il segno.
    "La nebbia si diradava, apparivano profili di boschi neri sull'azzurro pallido dell'orizzonte; poi tutto fu sereno. come se mani invisibili tiressero di qua e di là il mal tempo, e un grande arcobaleno di sette vivi colori e un altro più piccolo e più scialbo s'incurvarono sul paesaggio."

    Vorrei saperlo scrivere in questo modo.

    ha scritto il 

  • 5

    Gli uomini e la sorte

    Attraverso un linguaggio suggestivo e sapiente, Grazia Deledda racconta la storia delle dame Pintor, appartenenti alla decaduta nobiltà terriera, e del rapporto affettivo che le unisce al servo Efix, ...continua

    Attraverso un linguaggio suggestivo e sapiente, Grazia Deledda racconta la storia delle dame Pintor, appartenenti alla decaduta nobiltà terriera, e del rapporto affettivo che le unisce al servo Efix, uno dei protagonisti più emblematici della vicenda. Un uomo che si occupa delle sue padrone e ne cura gli interessi patrimoniali grazie alla gestione di un piccolo podere in campagna, unica fonte di sostentamento ereditata dalle tre donne. Con il passare degli anni, però, il compito di Efix si fa gravoso quando è chiamato, da una sorta di tormento morale, a proteggere le signore da un dissesto finanziario provocato dal loro giovane e sconsiderato nipote Giacinto.

    Un romanzo animato da legami di grande fedeltà, da raggiri e sconvolgimenti quotidiani sullo sfondo di una società pastorale e arcaica, dove la Sardegna, nel suo antico splendore, affascina e stride con scenari simili a un paradiso selvaggio. L'immersione profonda in una prosa d’altri tempi, una scrittura somigliante a una poesia sciolta, libera da ogni vincolo di metrica e che trova il suo più ampio respiro nelle descrizioni paesaggistiche cariche di sfumature cupe e cangianti. Un viaggio attraverso una maniera di narrare che sembra talvolta svolgersi al di fuori di ogni epoca. Un’opera dalla forte inclinazione regionalista ricca di accenti esoterici, ancestrali e folkloristici, un cerchio di antiche tradizioni e valori in cui le leggende di una terra si fondono alla sua realtà diventando parte integrante di una bellissima cultura popolare. Appassionanti sono gli aneddoti sugli spiriti evocati dalla credenza popolare, dai fantasmi degli antichi baroni che scendevano dalle rovine dei castelli, ai rumori notturni che le anime delle donne morte di parto facevano nel lavare i panni in riva al fiume. Un testo dal titolo metaforico dove queste piante dal fusto cavo e perenne simboleggiano gli uomini, mentre il vento che le fa oscillare e le scuote, non è altro che la sorte.

    ha scritto il 

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