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Cannery Row

By John Steinbeck

(51)

| Paperback | 9780140177381

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Book Description

This is a first British edition published in 1945 by William Heinemann. Both book and dust jacket are in very good condition. There are some small chips with slight sunning and rubbing to the dust jacket. Goldstone & Payne A22c, variant 1 of binding Continue

This is a first British edition published in 1945 by William Heinemann. Both book and dust jacket are in very good condition. There are some small chips with slight sunning and rubbing to the dust jacket. Goldstone & Payne A22c, variant 1 of binding (orange-yellow cloth).

66 Reviews

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  • 1 person finds this helpful

    Citazione

    Il Dottore disse: «Guardateli. Ecco i veri filosofi. Credo», continuò, «che Mack e i ragazzi sappiano tutto quello che è accaduto a questo mondo, e forse anche quello che accadrà. Credo che sopravvivano in questo nostro mondo meglio dell'altra gen ...(continue)

    Il Dottore disse: «Guardateli. Ecco i veri filosofi. Credo», continuò, «che Mack e i ragazzi sappiano tutto quello che è accaduto a questo mondo, e forse anche quello che accadrà. Credo che sopravvivano in questo nostro mondo meglio dell'altra gente. In un'età in cui la gente si logora per ambizione, per nervosismo, per avidità, loro riposano. Tutti i cosiddetti uomini che hanno successo sono malati, con lo stomaco e l'anima malandati, ma Mack e i ragazzi sono sani e stranamente puri. Possono fare quello che vogliono. Possono soddisfare i loro appetiti senza dare a essi un altro nome».«Potrebbero guadagnarne», disse il Dottore. «Potrebbero rovinarsi la vita e far denaro. Mack ha delle qualità geniali. Sono tutti molto intelligenti, quando vogliono qualche cosa. Ma conoscono la natura delle cose troppo bene, per rendersi schiavi dei desideri.»

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    Miss Kamala said on Sep 21, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    I gatti scivolano oltre le siepi e colano giù come sciroppo alla ricerca di teste di pesce. Cani silenziosi e mattinieri si muovono maestosi cercando e scegliendo giudiziosamente un luogo dove pisciare. I gabbiani scendono sbattendo le ali sui tet ...(continue)

    I gatti scivolano oltre le siepi e colano giù come sciroppo alla ricerca di teste di pesce. Cani silenziosi e mattinieri si muovono maestosi cercando e scegliendo giudiziosamente un luogo dove pisciare. I gabbiani scendono sbattendo le ali sui tetti degli stabilimenti, ad aspettare i rifiuti della giornata. Dagli scogli viene il ruggito dei leoni marini, simile al latrato dei cani. Nei giardinetti dietro le case i topitalpa, sollevando cumuli mattutini di terra fresca e umida, vengono fuori e si portano fiori nelle loro tane.

    Vicolo? Difficile pensare a un vicolo, anche ai tempi di Steinbeck. Cannery Row è un’ampia strada, parallela all’Oceano, fiancheggiata da ristoranti, negozi di souvenir – non solo paccottiglia turistica, il lusso vuole la sua parte – e dalle cannery, gli stabilimenti di sardine in scatola. E, al centro, il monumento al suo cantore, John Steinbeck, che in questo libro riprende i temi picareschi di “Pian de la Tortilla” – anche Danny e i suoi amici, di tanto in tanto, riuscivano a lavorare precariamente nelle fabbriche di sardine.

    Non ho dubbi che Fabrizio De André, che amava Steinbeck, abbia pescato in questo romanzo molti degli stilemi per rappresentare i suoi eroi di Via del Campo, della Città vecchia e di altre canzoni. Il capitolo introduttivo contiene assonanze molto forti.
    I suoi abitanti sono, come disse uno una volta, “Bagasce, ruffiani, giocatori e figli di mala femmina”. Se costui avesse guardato attraverso un altro spiraglio avrebbe potuto dire: “Santi e angeli e martiri e uomini di Dio”, e il significato sarebbe stato lo stesso.

    Steinbeck non si limita a parlarci degli uomini, dei perdigiorno, del Dottore, di Dora e le sue ragazze, di Lee Chong. Ci sono tanti animali, da quelli che scorrazzano in – o volano su – Vicolo Cannery a quelli che il Dottore raccoglie con intenti scientifici. Una sorta di contrappunto alle vite degli uomini, così che il penultimo capitolo, la storia di un topotalpa narrata con l’immedesimazione dei favolisti greci, sembra la chiave di lettura del libro, il bisogno di una libertà per cui bisogna essere disposti a pagare, anche il prezzo della solitudine.

    Anche Mack e i ragazzi girano nelle loro orbite. Sono le Virtù, le Grazie, le Bellezze della follia frettolosa e mutilata di Monterey e della cosmica Monterey, dove gli uomini per fame e paura distruggono il loro stomaco nella lotta per assicurarsi un cibo certo, dove gli uomini avidi d’amore distruggono tutto quello che hanno di degno d’amore.
    Che vantaggio ha un uomo se fa suo il mondo intero e ne viene in possesso con un’ulcera gastrica, con la prostata mal ridotta e con le lenti bifocali?

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    F.Ramone said on Sep 8, 2014 | 1 feedback

  • 1 person finds this helpful

    Protagonista del romanzo é il vicolo Cannery e i suoi abitanti. Steinbeck ha la grande capacità di farti voler bene ai suoi personaggi, personaggi mai piatti o noiosi, Mack e i ragazzi, Lee Chong, Dora e le sue ragazze, Doc, Harry il pittore, Mr. Mal ...(continue)

    Protagonista del romanzo é il vicolo Cannery e i suoi abitanti. Steinbeck ha la grande capacità di farti voler bene ai suoi personaggi, personaggi mai piatti o noiosi, Mack e i ragazzi, Lee Chong, Dora e le sue ragazze, Doc, Harry il pittore, Mr. Malloy e signora. Per non parlare poi delle descrizioni, semplicemente magnifiche, dalla grande forza evocativa. Leggerlo in inglese é stata una scoperta: nessun traduttore delle opere che ho letto finora é riuscito a riportare in italiano la forza e la bellezza della lingua di Steinbeck.

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    Alice G. said on Aug 10, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    Tre stelle e mezzo

    "Un'avvelenata sfogliatella alla crema": ė così che Steinbeck stesso definisce il suo libro.

    Letto perché in un'intervista Christopher Moore ha dichiarato che Vicolo Cannery è stato uno dei libri che l'hanno ispirato di più. In effetti ha la stess ...(continue)

    "Un'avvelenata sfogliatella alla crema": ė così che Steinbeck stesso definisce il suo libro.

    Letto perché in un'intervista Christopher Moore ha dichiarato che Vicolo Cannery è stato uno dei libri che l'hanno ispirato di più. In effetti ha la stessa atmosfera surreale che si ritrova nei libri di Moore.
    Libro a cui non riesco a dare né tre stelle, né 4: mi rendo conto che è molto ben scritto, che è ricco di trovate geniali, di passaggi che colpiscono, ma non è stata una di quelle letture che mi ha messo addosso l'urgenza di arrivare alla fine.

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    Cristina B said on Jul 29, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    Un libro di John Steinbeck non è semplicemente una storia, ma una porta spalancata sul mondo! Pochi scrittori hanno qualità e capacità di comunicare tanta comprensione e indulgenza verso gli altri ai propri personaggi, tanto colore nei loro tratti e ...(continue)

    Un libro di John Steinbeck non è semplicemente una storia, ma una porta spalancata sul mondo! Pochi scrittori hanno qualità e capacità di comunicare tanta comprensione e indulgenza verso gli altri ai propri personaggi, tanto colore nei loro tratti e tanto calore nella narrazione.
    L’umanità che vive nei suoi libri è rappresentata fedelmente nella propria imperfezione e, che sia la virtù o il vizio a caratterizzarla, la penna dello scrittore non sembra mai volersi prender la briga di giudicare.
    “Vicolo Cannery” non è diverso di molte altre sue opere, ma è certamente uno dei suoi libri più divertenti e godibili: traspirano dalle pagine un gran senso dell’umorismo e del dramma, una sconfinata pietà unita a un lucido cinismo che non hanno eguali nei suoi contemporanei.

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    Daria49 said on Jun 19, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    scritto prima di "Quel fantastico giovedì" ne anticipa molti dei personaggi. Ma a mio avviso né è leggermente inferiore. In certi punti eccede in un lirismo che stona un po' col tono e col resto della storia

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    Julo d. said on Jan 12, 2014 | Add your feedback

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