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Cannibali e Missionari

Di

Editore: A. Mondadori (Medusa. Serie '80 ; 32)

3.0
(2)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 515 | Formato: Tascabile economico

Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Traduttore: Bruno Oddera ; Postfazione: Furio Colombo

Genere: Fiction & Literature

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Descrizione del libro
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  • 4

    In a mellow tone

    Un libro “straordinariamente sereno e rigorosamente pessimista.”
    Mary McCarthy ha il raro dono di andare in profondità con leggerezza.
    Un gruppo di terroristi, di varia provenienza, dirotta un aereo destinato in Persia facendolo atterrare in un polder olandese. Nella prima classe dell ...continua

    Un libro “straordinariamente sereno e rigorosamente pessimista.”
    Mary McCarthy ha il raro dono di andare in profondità con leggerezza.
    Un gruppo di terroristi, di varia provenienza, dirotta un aereo destinato in Persia facendolo atterrare in un polder olandese. Nella prima classe dell’aereo viaggia un gruppo di collezionisti americani di opere d’arte e in classe economica una delegazione americana piuttosto composita inviata per verificare lo stato delle carceri sotto il regime dello Scià.
    La presenza dei collezionisti si rivela un colpo di fortuna insperato per i dirottatori che decidono di sfruttare la situazione a proprio vantaggio dettando alle autorità olandesi, tra le condizioni per la liberazione degli ostaggi, anche la consegna delle opere d’arte appartenute ai collezionisti.
    Con il ritmo di un noir, la solita ironia e un gusto del paradosso più spiccato che altrove, la McCarthy affronta i meccanismi perversi che si instaurano nei gruppi, il ruolo dei mass media, le interazioni tra ricchi di diversa estrazione, il rapporto ipocrita con l’arte e quello con la religione.
    Rispetto al suo romanzo più conosciuto “Il gruppo”, la McCarthy dimostra un interesse rinnovato per le dinamiche dei gruppi – in questo caso tre - con meno coinvolgimento nella vicenda e più distacco nei confronti dei personaggi.
    Notevole è lo studio psicologico dei modi attraverso cui i pensieri e i comportamenti delle persone vengono influenzati da situazioni estreme, l’interazione tra classi sociali, la rivalità che si instaura tra ostaggi di prima e seconda classe - convinti entrambi di essere la ragione del rapimento - e tra carnefici e vittime.
    La geniale ironia della scrittrice contribuisce ad alleggerire la drammaticità della vicenda: memorabile la descrizione del reverendo che riempie la valigia ricordandosi di portare i molari di ricambio o di Aileen, elettrizzata dalla situazione avventurosa in cui si è trovata, che passa in rassegna gli uomini dei vari gruppi – gay e reverendi compresi – e rimane affascinata da uno dei rapitori.
    Come non trovare fulminante la descrizione del menù predisposto dai rapitori dal quale vengono escluse appositamente le prugne per evitare problemi di salute agli ostaggi?
    I segnali della tragedia si accumulano nel libro in un crescendo che avrà il suo epilogo in un finale a sorpresa, più tragico che mai.
    Perché siamo, tutti, cannibali e missionari in occasioni differenti.

    Nota : Non vi consiglierei di rimandare l’incontro con Il Gruppo di Mary McCarthy….
    Splendida la postfazione di Furio Colombo.

    In a mellow tone
    http://www.youtube.com/watch?v=1MjIiLx1Nw0

    ha scritto il