Canone buddhista, Vol. 1

Discorsi brevi

Editore: UTET (Classici delle religioni - Le religioni orientali, 3.1)

5.0
(2)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 761 | Formato: Copertina rigida

Isbn-10: 8802026769 | Isbn-13: 9788802026763 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Curatore: Pio Filippani Ronconi

Genere: Religione & Spiritualità

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Descrizione del libro
«Non v’è per te timor di morte e neppure attaccamento alla vita: rigetterò l’armatura del corpo ben consapevole e rammemorante». Così si legge nelle Theragatha (Canti dei monaci) raccolte nel Canone buddhista curato da Pio Filippani-Ronconi.
Nelle Thera e Therigatha (Canti delle monache) è cristallizzato il culmine dell’intera vita ascetica dei più famosi discepoli del Buddha: il raggiungimento dell’illuminazione. Per questo Thera e Therigatha sono ritratti umani di un’incredibile freschezza e vivacità che colgono il travaglio interiore di chi solo con fatica e dolore trova la soluzione (o meglio la liberazione) ai suoi problemi. Ma il Canone buddhista raccoglie anche altri testi di capitale importanza per la tradizione buddhista, quali il Dhammapada (I versi della legge), l’Udana (Detti ispirati), l’Itivuttaka (Così è stato detto) e il Suttanipata (La raccolta di aforismi). Si tratta di una serie di testi in pali che costituisce il nocciolo dei cosiddetti testi canonici (in quanto considerati diretta emanazione del Buddha) e quindi la radice più antica del buddhismo.
Tradotto direttamente dal pali e corredato da un’approfondita introduzione (indispensabile al lettore occidentale per accostarsi a un genere letterario e filosofico così lontano), il Canone buddhista è un libro unico, insostituibile per comprendere la portata essenzialmente umana del messaggio del Buddha.
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    I testi sacri del Buddhismo sono raccolti in tre canoni: il Canone pāli, quello cinese e quello tibetano, così denominati in base alla lingua in cui sono stati scritti. «Non v'è per te timor di morte ...continua

    I testi sacri del Buddhismo sono raccolti in tre canoni: il Canone pāli, quello cinese e quello tibetano, così denominati in base alla lingua in cui sono stati scritti. «Non v'è per te timor di morte e neppure attaccamento alla vita: rigetterò l'armatura del corpo ben consapevole e rammemorante». Così si legge nelle Theragatha (Canti dei monaci) raccolte nel Canone buddhista curato da Pio Filippani - Ronconi.
    Nelle Thera e Therigatha (Canti delle monache) è cristallizzato il culmine dell'intera vita ascetica dei più famosi discepoli del Buddha: il raggiungimento dell'illuminazione. Per questo Thera e Therigatha sono ritratti umani di un'incredibile freschezza e vivacità che colgono il travaglio interiore di chi solo con fatica e dolore trova la soluzione (o meglio la liberazione) ai suoi problemi. Ma il Canone buddhista raccoglie anche altri testi di capitale importanza per la tradizione buddhista, quali il Dhammapada (I versi della legge), l'Udana (Detti ispirati), l'Itivuttaka (Così è stato detto) e il Suttanipata (La raccolta di aforismi). Si tratta di una serie di testi in pali che costituisce il nocciolo dei cosiddetti testi canonici (in quanto considerati diretta emanazione del Buddha) e quindi la radice più antica del buddhismo.
    Tradotto direttamente dal pali e corredato da un'approfondita introduzione (indispensabile al lettore occidentale per accostarsi a un genere letterario e filosofico così lontano), il Canone buddhista è un libro unico, insostituibile per comprendere la portata essenzialmente umana del messaggio del Buddha.
    Informazioni bibliografiche
    Titolo: Canone buddhista: Discorsi brevi, Volume 1; Discorsi lunghi, Volume 2
    Classici delle Religioni. Sezione Prima, La Religioni Orientali
    Curatori: Pio Filippani - Ronconi; Eugenio Frola
    Collaboratore: Pali Text Society
    Editore: Unione tipografico - editrice torinese, 1967, 1968

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