Crea la tua biblioteca Iscriviti

Insieme troveremo i libri migliori

[−]
  • Cerca Conteggio caratteri ISBN valido ISBN non valido Codice a barre valido Codice a barre non valido loading search

Canone inverso

Di

Editore: A. Mondadori (Oscar contemporanea)

3.8
(3004)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 150 | Formato: Paperback | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Tedesco , Portoghese

Isbn-10: 8804595205 | Isbn-13: 9788804595205 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Disponibile anche come: Copertina rigida , Altri

Genere: Fiction & Literature , Musica , Mystery & Thrillers

Ti piace Canone inverso?
Iscriviti ad aNobii per vedere chi dei tuoi amici lo ha letto, e scopri libri simili!

Registrati gratis
Descrizione del libro
Il "canone inverso" è nel linguaggio tecnico musicale, una forma di fuga molto più complessa, perché non è basata sulla ripetizione dello stesso tema. A Vienna per la stagione concertistica, il narratore della storia incontra un suonatore ambulante in una taverna di Grinzing. Un po' per scherzo, un po' per scherno, gli chiede un pezzo difficilissimo: una ciaccona di Bach. L'ambulante la esegue alla perfezione, stende il cappello e riceve una ricca mancia dallo stupito ascoltatore. Il giorno dopo lo scrittore incontra di nuovo il singolare musicista che gli rivolge una domanda: ha mai raccontato una storia ambientata nel mondo della musica? Lui ne conosce una forte e misteriosa: una storia terribile. In seguito a quali disavventure un artista eccelso si è ridotto a trascinare per bettole e osterie un talento che avrebbe potuto aprirgli i palcoscenici dei teatri più celebri del mondo? Qual è la forza terribile che è entrata nella sua vita? Maurensig costruisce un'avventura in cui le sorprese, i trasalimenti, i colpi di scena non sono puri espedienti narrativi, ma simboli drammatici dello scontro tra le inquietudini, la delicatezza delle anime individuali e la ferocia della storia di questo secolo.
Ordina per
  • 4

    Raccontare questo libro senza svelare il "trucco" e rovinare quindi la lettura a chi non lo avesse ancora terminato è davvero difficile. Riassumendo si parla di musica, di amicizia e di un violino. Il ...continua

    Raccontare questo libro senza svelare il "trucco" e rovinare quindi la lettura a chi non lo avesse ancora terminato è davvero difficile. Riassumendo si parla di musica, di amicizia e di un violino. Il grosso della storia è ambientato nell'Austria di fine anni Trenta. Ci sono diversi piani di lettura a cui bisogna prestare un filo di attenzione: un uomo acquista all'asta un violino particolare, viene raggiunto da un romanziere che vuole vedere il violino e che gli racconta di aver conosciuto a Vienna un tale Jeno il quale a sua volta gli ha raccontato la storia della sua adolescenza all'interno di un severissimo Collegio musciale dove aveva incontrato e fatto amicizia con un coetaneo di nome Kuno. La maggior parte del libro contiene la narrazione di questa vicenda, che si conclude all'incirca con lo scoppio della seconda guerra mondiale.
    Al termine del romanzo ho avuto bisogno di qualche minuto per ricapitolare chi fosse chi, quando e riepilogare come si fosse conclusa la vicenda di ogni personaggio: non che sia confuso, ma il libro regala proprio il piacere di dover ricostruire a ritroso alcuni aspetti per fare in modo che ogni pezzo della storia si incastri al posto giusto.
    La musica la fa da padrona:
    "La musica eleva i sentimenti e la stessa natura dell'uomo, ma le vie per arrivarci devono passare attraverso lo stridore, il fragore, la dissonanza.
    Dietro la musica, eseguita con levità e perfezione, come la possiamo ascoltare nell'esecuzione raffinata di un'orchestra, o di un quartetto d'archi, c'è l'attrito dei nervi che si contraggono, il fiotto del sangue, il tumulto dei cuori. Tutt'a un tratto mi sorpresi a considerare la mia amata arte sotto un'altra luce. Immaginai l'infinità di suoni che si levano notte e giorno in tutto il mondo, e mi sovvenne lo sforzo di quella moltitudine di individui sparsi in ogni dove, i quali continuano a lottare per tenere in vita la musica, come un esercito che, decimato dal fuoco nemico, proceda al passo e rimpiazzi le perdite con forze sempre nuove, lasciando sul campo una lunga semina di morti." (pag. 19)
    "L'inquietudine più assurda, che mi coglieva di notte, e mi provocava ore e ore di insonnia, era la constatazione che la musica esisteva solo nel momento in cui ero io a produrla, e che mi abbandonava tutte le volte che sollevavo l'archetto, senza darmi la certezza di tornare. Dovevo alzarmi dal letto e andare a pizzicare le corde del violinovper assicurarmi che vibrassero ancora, che la musica fosse ancora lì, presente, seppure assopita, e che si sarebbe risvegliata quando volevo. Ma poi mi chiedevo: una volta tornata, la musica sarebbe rimasta sempre la stessa? Quante volte il mio stato d'animo, il mio umore l'avevano influenzata al punto di non poterla più riconoscere. Quante volte quelle corde, che solo poche ore prima sembravano fatte d'aria o di una materia ancora più sottile, diventavano sorde budella, grezzo spago, quante volte il mio archetto, invece di volare, si appesantiva fino a torcermi il polso come una sbarra di piombo, e la voce del mio violino si faceva sgraziata, stridula, volgare, una voce che non riconoscevo." (pag. 50)
    Il tema del talento non tarda ad arrivare: nel libro c'è la contrapposizione tra chi è convinto che l'arte musicale sia frutto del talento e chi invece sostiene che dipenda che sia una questione di "sangue", di famiglia, di genetica. Non è difficile (siamo in Austria, fine anni Trenta) leggere in queste considerazioni l'idea della superiorità di alcune razze rispetto ad altre. Nel libro non si fa mai esplicito riferimento al nazismo ma il tema della superiorità genetica è molto presente ed è presentato come opinione diffusa e "normale" per l'epoca.
    Nel libro si parla anche molto dell'amicizia tra i due ragazzi talentuosi: due ragazzi molto diversi e con storie opposte (Kuno giovane rampollo di una famiglia nobile austriaca mentre Kuno è ungherese e figlio di madre vedova) ma uniti dall'amore per il violino. L'incontro avviene all'interno di un terribile Collegio musicale dove gli insegnanti, musicisti falliti, sembravano fare di tutto per nascondere il talento dei ragazzini sfiancandoli con inutili e freddi esercizi di tecnica. Al termine della scuola Jeno sarà ospite nel castello dei Kuno e lì la loro amicizia inizierà a vacillare.
    A mio parere la figura di Sophie è abbastanza inutile anche se conforntandomi con altri che avevano letto il libro essa può rappresentare la musa, la vera ispiratrice dell'amore per la musica nonchè l'unico elemento romantico della storia (ripeto, inutile secondo me :-) )
    Personalmente mi è piaciuta molto questa definizione della perfezione:
    "Ma che cos'è la perfezione? E' il punto di fuga di una strada senza fine, è il miraggio che si sposta davanti a noi, è l'ultimo piolo di una scala circolare.
    La perfezione ha a che fare con l'infinito, ma l'infinito non è solo infinitamente grande. C'è anche l'infinitamente piccolo. La perfezione può richiamare l'idea di movimento, ma anche l'idea di rallentamento. La ricerca della perfezione procede con un ritmo che rallenta all'infinito. E' una progressione continua che tuttavia si riduce a mano a mano che si avvicina alla meta." (pag.35)
    Dal libro nel 2000 è stato tratto un film per la regia di Ricky Tognazzi e con la colonna sonora di Ennio Morricone.
    Due note sull'autore: Paolo Maurensig è nato a Gorizia nel 1943. Il suo romanzo più famoso, quello che l'ha fatto conoscere al grande pubblico è La variante di Lüneburg uscito nel 1993 e che narra di una partita fra due maestri di scacchi, che si prolunga idealmente attraverso gli eventi storici dell'ultima guerra, con il colpo di scena finale che rivelerà la vera natura dei giocatori. E' un libro che ho letto e vi consiglio. Nel 2013 Maurensig torna al tema degli scacchi pubblicando L'arcangelo degli scacchi, biografia romanzata di Paul Morphy, campione di scacchi americano di metà Ottocento.

    ha scritto il 

  • 3

    dal blog Giramenti

    Canone inverso è un bel libro, diciamolo subito così ci leviamo il pensiero. Però, dopo aver letto La variante di Lüneburg ti accorgi che le due vicende sono ideate allo stesso modo. La variante è pre ...continua

    Canone inverso è un bel libro, diciamolo subito così ci leviamo il pensiero. Però, dopo aver letto La variante di Lüneburg ti accorgi che le due vicende sono ideate allo stesso modo. La variante è precedente al Canone e i due libri vedono la luce a tre anni di distanza: la somiglianza li dice parenti stretti.

    SEGUE su http://gaialodovica.wordpress.com/2014/09/08/canone-inverso-di-paolo-maurensig/

    ha scritto il 

  • 4

    "La musica eleva i sentimenti e la stessa natura dell'uomo, ma le vie per arrivarci devono passare attraverso lo stridore , il fragore , la dissonanza. Dietro la musica, eseguita con levità e perfezio ...continua

    "La musica eleva i sentimenti e la stessa natura dell'uomo, ma le vie per arrivarci devono passare attraverso lo stridore , il fragore , la dissonanza. Dietro la musica, eseguita con levità e perfezione, come la possiamo ascoltare nell'esecuzione raffinata, di un orchestra, o di un quartetto d'archi, c'è l'attrito dei nervi che si contraggono, il fiotto del sangue, il tumulto dei cuori. Tutt'a un tratto mi sorpresi a considerare la mia amata arte sotto un'altra luce. Immaginai l'infinità di suoni che si levano notte e giorno in tutto il mondo, e mi sovvenne lo sforzo di quella moltitudine di individui sparsi in ogni dove, i quali continuano a lottare per tenere in vita la musica, come un esercito che, decimato dal fuoco nemico, proceda al passo e rimpiazzi le perdite con forze sempre nuove, lasciando sul campo una lunga semina di morti."

    ha scritto il 

  • 5

    Canone inverso, Paolo Maurensig

    "Ma cosa è la perfezione? È il punto di fuga di una strada senza fine, è il miraggio che si sposta davanti a noi, è l'ultimo piolo di una scala circolare."

    La perfezione è quella che sembrano cercare ...continua

    "Ma cosa è la perfezione? È il punto di fuga di una strada senza fine, è il miraggio che si sposta davanti a noi, è l'ultimo piolo di una scala circolare."

    La perfezione è quella che sembrano cercare Kuno Blau e Jenö Varga, giovani violinisti dal talento innato che si conoscono al Collegium Musicum e che instaurano una forte amicizia grazie alla loro comune passione. Sarà questa stessa passione, però, a minare il loro rapporto, perché subentreranno gelosie e invidie, in un clima oscuro e pieno di misteri..
    A raccontare questa storia ad uno scrittore è lo stesso Jenö, ormai adulto, che vaga per le bettole per racimolare qualche spicciolo con la sua musica e grazie a quel violino che, anni dopo, finirà nelle mani del primo narratore, colui che sarà contattato dallo stesso scrittore.

    Questo romanzo è un piccolo gioiello della letteratura. Ha uno stile elegante, ma alla portata di qualsiasi lettore. La storia si svolge nell'arco di centocinquanta pagine come fosse le note di uno spartito musicale, suonato alla perfezione da Paolo Maurensig.
    È affascinante, con un colpo di scena finale alquanto interessante, e trascina con sé il lettore, pagina per pagina, come in un crescendo. Partendo "piano pianissimo" per continuare "appassionato con brio".
    Consiglio la lettura non tanto a chi è alla ricerca di una Storia, bensì a chi ha il piacere di lasciarsi cullare dalle parole, a chi ama la lettura, quasi anche fine a se stessa.

    ha scritto il 

  • 4

    Sulle prime non era riuscito a catturarmi, ma "Canone inverso" si è rivelato comunque una lettura interessante, di pura narrativa. A dominare è l'amore per la musica, da collocare nel contesto storico ...continua

    Sulle prime non era riuscito a catturarmi, ma "Canone inverso" si è rivelato comunque una lettura interessante, di pura narrativa. A dominare è l'amore per la musica, da collocare nel contesto storico che precede la Seconda Guerra mondiale. Questo contesto non è però determinante, se non nelle battute finali, quando il cambiamento in ambito musicale imposto dallo scoppio della guerra sarà sentito dal protagonista del testo. Quella che sembra essere la storia di un musicista e dei suoi progressi, e la storia di un'amicizia dai risvolti oscuri, si rivela essere - nel finale dove tutti (o quasi) i nodi vengono proverbialmente al pettine - molto di più. Quattro stelline (e mezzo, aggiungerei, ma secondo il sistema di valutazione anobiiano non mi è possibile farlo) che avrebbero potuto essere cinque. Lo stile fa un po' attrito, e non mi ha permesso di divorare le pagine - se non quelle finali - come avrei preferito. Lo consiglio. Forse non caldamente (poiché il genere non è proprio di mio gusto), ma confermo che ho trovato la lettura soddisfacente, una volta entrato nel ritmo della narrazione. Buona lettura.

    ha scritto il 

  • 4

    Stupendo!!! Un racconto nel racconto, l'incontro tra colui che narra la storia all'inizio e un violinista di bravura eccelsa, ma vestito quasi di stracci, e che suona non proprio nelle bettole ma quas ...continua

    Stupendo!!! Un racconto nel racconto, l'incontro tra colui che narra la storia all'inizio e un violinista di bravura eccelsa, ma vestito quasi di stracci, e che suona non proprio nelle bettole ma quasi. Quest'ultimo ci racconta tutta la propria vita, dalla nascita alla scoperta di questo amore folle per il violino e la musica, e della ricerca costante e ossessiva della perfezione...non posso dire di più, ma il libro è scritto in un modo scorrevolissimo e raffinato, con una suspence che cresce sempre di più.
    Finale a sorpresa, che forse a noi che siamo abituati a finali col botto molto intriganti in certi film non stupirà così tanto, ma...credo che Maurensig sia stato uno dei primi a inventarsi una cosa così geniale e sottile.
    Consigliato più o meno a tutti, perché è davvero un libro avvincente che tiene incollati, ma soprattutto a chi ama le atmosfere mitteleuropee, a chi ha amato Il soccombente di Bernhard, a chi ama moltissimo un certo strumento (magari proprio il violino) e sa cosa significhino l'allenamento costante e il volersi migliorare ancora e ancora e ancora, perché non sembra mai abbastanza.

    ha scritto il 

  • 4

    Un libro affascinante, questo è il primo pensiero che mi è venuto quando l’ho chiuso.

    Di Maurensig conoscevo “La variante di Lunenburg” che mi era piaciuto tantissimo e devo dire che anche in questo r ...continua

    Un libro affascinante, questo è il primo pensiero che mi è venuto quando l’ho chiuso.

    Di Maurensig conoscevo “La variante di Lunenburg” che mi era piaciuto tantissimo e devo dire che anche in questo romanzo, pur trattando un tema completamente diverso, l’autore ricrea quella tensione narrativa che lo caratterizza.

    Siamo tra Austria e Ungheria in un periodo relativamente recente, a cavallo tra le due guerre, e la musica è l’apparente protagonista della storia, in realtà attraverso il racconto di un violinista si aprono atmosfere misteriose, cupe e a tratti inquietanti sulla sua vita e sul suo passato travagliato e spinoso.

    E’ un racconto in prima persona quello che ci viene presentato, dove il narratore ci porta per mano avanti e indietro nel tempo per farci comprendere come l’amore per la musica e per il violino lo abbiano condotto in percorsi singolari, gli abbiano consentito di affrontare fantasmi e paure in una sorta di ricerca di sé e di risposte che forse nemmeno consapevolmente andava cercando, sino a condurlo al limite della pazzia.

    Il colpo di teatro finale vale tutte e quattro le stellette... ma di pancia ne avrei potute mettere cinque!

    ha scritto il 

  • 3

    Un'ossessione che dura una vta

    Poche ore dedicate a questa lettura sono state spese bene,in un crescendo di tensione e di piacere che mi ha portato a condividere l'intimità con questo personaggio enigmatico, fiero e corrosivo ad un ...continua

    Poche ore dedicate a questa lettura sono state spese bene,in un crescendo di tensione e di piacere che mi ha portato a condividere l'intimità con questo personaggio enigmatico, fiero e corrosivo ad un tempo Jenö Varga alias Yuno Braun,che poi si scoprirà essere un impostore o comunque un ladro d'identità così come si addice alla sua personalità schizoide. La storia si anima e si sviluppa appunto grazie all' alternarsi su diversi livelli narrativi come un puzzle. Una volta svelato l'enigma della pluralità delle voci narrative l'opera mantiene il suo fascino di trhiller piscologico e la sua unitarietà come appunto si verifica nella musica quando si adotta la tecnicalità del canone inverso.
    E' una lettura che consiglio soprattutto a chi è amante della musica e ne concepisce o ne condivide l'essenza artistica ma anche a chi ama Vienna e le sue atmosfere

    ha scritto il 

  • 3

    In tutta onestà io questo libro non l'ho capito e non perchè la trama sia complessa e misteriosa, anche se ambisce ad esserlo. Non l'ho capito perchè il motivo per cui l'ho acquistato è che avevo un r ...continua

    In tutta onestà io questo libro non l'ho capito e non perchè la trama sia complessa e misteriosa, anche se ambisce ad esserlo. Non l'ho capito perchè il motivo per cui l'ho acquistato è che avevo un ricordo piacevolissimo del film, ma la trama di quest'ultimo si distacca da quella del libro in molti punti arrivando a due conclusioni che hanno poco e niente in comune. Anche lo sfondo storico è appena accennato e molte situazioni potevano essere approfondite. Sarà che io non amo i libri brevi, non so, ma mi aspettavo qualcosa di più coinvolgente.

    ha scritto il 

Ordina per