Canti del caos

Di

Editore: Feltrinelli

3.7
(246)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 400 | Formato: Altri

Isbn-10: 8807015935 | Isbn-13: 9788807015939 | Data di pubblicazione: 

Disponibile anche come: Copertina rigida , Paperback

Genere: Narrativa & Letteratura

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Descrizione del libro
Il libro viene introdotto dalla prefazione di un editore. Si tratta del Gattoche i lettori di Moresco hanno già conosciuto negli "Esordi"; il suoantagonista è ancora lo stesso degli "Esordi", che però questa volta ha unsoprannome affibbiatogli dal Gatto: è il Matto. Noi leggiamo insieme al Gattoquesto libro nel momento stesso del suo farsi, mentre episodi e personaggientrano subito in gioco dentro paragrafi narrativi, ognuno con un titolo.Ciascun personaggio prende la parola in prima persona all'interno dei diversi"Canti". Il cuore del libro è un crescendo di oscenità e atti efferati, è lastoria cruda della liberazione di una donna rapita e seviziata nel mondodella pornografia estrema.
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  • 2

    Una o cinque? Due.

    Mi c'è voluto tempo per leggerlo, ma molto di più per digerirlo e valutarlo non è affatto cosa semplice. Ero e sono dibattuta tra l'apprezzamento dello sforzo e il riconoscimento del valore letterario ...continua

    Mi c'è voluto tempo per leggerlo, ma molto di più per digerirlo e valutarlo non è affatto cosa semplice. Ero e sono dibattuta tra l'apprezzamento dello sforzo e il riconoscimento del valore letterario, dell'apporto linguistico, del coraggio provocatorio del tema metaletterario, dell'approccio ultracontemporaneo e il ribrezzo. A distanza di tempo prevale il ribrezzo e rimane il rimorso d'averci dedicato tutto quel tempo, caparbia, intenzionata ad arrivare alla fine del fango, del sangue, dell'orrido e del grottesco. Ciò non toglie il suo valore letterario e linguistico, innanzitutto volgare nel senso più ampio del termine.

    ha scritto il 

  • 3

    Disgusto e sincerità

    Vero è che sempre più spesso si leggono romanzi che sembrano compitini in classe, tutti belli perfettini, con tutti gli ingredienti giusti, amalgamati e cucinati giusto per far piacere al lettore (e n ...continua

    Vero è che sempre più spesso si leggono romanzi che sembrano compitini in classe, tutti belli perfettini, con tutti gli ingredienti giusti, amalgamati e cucinati giusto per far piacere al lettore (e non solo italiani, sia ben chiaro), alla fine profondamente noiosi, perchè ti dicono cose che sai già, o che presumono di dirti cose che vorresti sentirti dire, ti mettono il cuore in pace, ti riappacificano col mondo. Questo romanzo no, questo romanzo è scomodo, osceno, violento, a volte insopportabile. Sono insopportabili certe scene di sesso estremo, violento al limite del disgusto e sono insopportabili certe ripetizioni continue di aggettivi e situazioni. Ma detto questo ha il pregio di quella che secondo me è una sincera e urgente necessità di espressione che non tiene conto nient'altro che un'ossessione e il bisogno di esprimerla senza tanto chiedersi se incontrerà i favori dei lettori.

    ha scritto il 

  • 0

    questa volta non riesco a dare un giudizio....

    "Tanto poi diranno solo: apologia della violenza, pornografia, immoralismo, moralismo, romanticismo, minimalismo, massimalismo, reazione, rivoluzione, insurrezione, eiaculazione, transustanziazione... ...continua

    "Tanto poi diranno solo: apologia della violenza, pornografia, immoralismo, moralismo, romanticismo, minimalismo, massimalismo, reazione, rivoluzione, insurrezione, eiaculazione, transustanziazione...E' uscito un nuovo libro di quel pazzo furioso...Canti del caos, si è messo in testa di intitolarlo addirittura.." Ecco appunto...diciamo che quello che potevo dire lo dice lo stesso Moresco all'incirca nel mezzo del cammino delle 1000 e passa pagine di questo libro considerato capolavoro da alcuni e grande bluff da altri. Io comunque per non sbilanciarmi preferisco non dare una valutazione...molto modestamente credo di non averne gli strumenti, pur ammettendo che ci sono pagine davvero notevoli, la mole e la ripetizione parossistica di certe costruzioni stilistiche hanno reso il libro, a me personalmente, abbastanza pesante ed è lo stesso scrittore, coprotagonista nel romanzo, se di romanzo e trama si può parlare, che ad un certo punto del libro dice: "Mi si è formata una piaga al culo, per tutto il tempo che sono stato seduto a scrivere questo libro"...precisamente quindici anni. Per chi fosse invece curioso di affrontarne la lettura, c'è una buona notizia: occorrono molto meno di quindici anni!

    ha scritto il 

  • 2

    Sull'analità di una aggettivazione forzata.

    Sull'onda emozionata, esaltata degli 'esordi' approdo dopo minima pausa al secondo capitolo della mastodontica trilogia di Moresco. Mi servono due mesi interi per mettermi dietro alle spalle la mostru ...continua

    Sull'onda emozionata, esaltata degli 'esordi' approdo dopo minima pausa al secondo capitolo della mastodontica trilogia di Moresco. Mi servono due mesi interi per mettermi dietro alle spalle la mostruosità di questo libro enorme, scoppiato, tatuato.

    L'ottimismo di cui m'aveva infuso il primo libro svanisce rapidamente quando la struttura che si stabilisce nelle prime cento pagine viene soppiantata da un'alternanza scostumata di voci, personaggi, sogni, interpretazioni, perversioni. L'ampia narrazione e il surrealismo del primo romanzo sono spariti e lasciano il posto a una scrittura volutamente saltellante, incompleta - incomprensibile? - e, soprattutto, non narrativa. La forma del romanzo (ma anche la forma del periodo e anche la forma della frase e anche la forma della parola) è scomparsa ed è diventata giustapposizione, accumulo, aggettivazione forzata e reiterazione. Se eliminassimo la ricorrenza della parola 'scoppiato' in tutte le sue varianti di genere e numero, ad esempio, il libro perderebbe immediatamente un centinaio di pagine. La volgarità è soffocante, pregna, e circonda e nasconde ogni idea e ogni trama: quello che sopravvive è una serie interminabile di descrizioni approssimative (e tutte uguali) di rapporti anali, di prostituzione, di pornografia sciatta e senza forma e un piacere prepubescente per la coprolalia.

    Ora, Picasso diceva che gli sono serviti dieci anni per imparare a dipingere come Raffaello e che ha impiegato invece una vita per imparare a disegnare come un bambino. In un certo senso, la quantità di tempo spropositato in cui Moresco ha scritto questo libro e la forma con cui ha deciso di realizzarlo è l'equivalente letterario di quella affermazione. Anche la discesa nella sessualità e l'infantilità - soprattutto lessicale - con cui la si affronta sembrano in tutto e per tutto una riproposizione della fase anale del bambino. Moresco rivive l'infanzia della scrittura, piega le regole e le fa sue e crea qualcosa che non era mai stato creato prima (proprio lui, così fissato con l'increazione). Il capovolgimento anzi lo stravolgimento totale della forma romanzo, dell'idea di narrazione ha raggiunto il parossismo e trasforma l'esperimento in qualcosa di illeggibile e pretenzioso. Coraggioso, vero, ma illeggibile e pretenzioso: tutto ciò che di positivo esiste nei Canti del Caos svanisce perché leggere uno scrittore (uno che abbiamo visto scrivere bene, con ampissimo respiro) scrivere male apposta è un colpo al cuore.

    Incrociamo le dita per il terzo volume. Più avanti, per adesso basta: mi serve una pausa.

    ha scritto il 

  • *** Attenzione: di seguito anticipazioni sulla trama (SPOILER) ***

    1

    Libro insopportabile. Perché buttare in mezzo tutti questi personaggi mantenendo sempre lo stesso registro monotono, e alla lunga banale? Perché questi inutili picchi di perversione? L'obbiettivo semb ...continua

    Libro insopportabile. Perché buttare in mezzo tutti questi personaggi mantenendo sempre lo stesso registro monotono, e alla lunga banale? Perché questi inutili picchi di perversione? L'obbiettivo sembra quasi il disperdere qualche piccola buona idea, e qualche lucido lirismo, in un letame di dozzinale volgarità. Poi c'è questa cosa degli aggettivi accoppiati, raddoppiati, che mi ha fatto uscire di senno. Pesante!
    Detto ciò, simpatica la parte della ragazza con l'abbondante flusso, ma bastava quella per rendere l'idea.

    ha scritto il 

  • 4

    Come si fa a farne una recensione? Non si capisce nemmeno che cazzo è...
    Più di mille pagine di delirio, questo sicuro... poi?
    Poi boh, personaggi grotteschi, sub-umani, iper violenti, dissociati, amp ...continua

    Come si fa a farne una recensione? Non si capisce nemmeno che cazzo è...
    Più di mille pagine di delirio, questo sicuro... poi?
    Poi boh, personaggi grotteschi, sub-umani, iper violenti, dissociati, amputati, sporchi ecc ecc...
    Il senso di tutto?
    Ah non lo so...
    Le prime 600 pagine circa scorrono veloci, posso dire che leggevo meravigliato dai contenuti e dallo stile, quindi tutto ok; le restanti 400 però una specie di calvario, ripetitivo, ancora piu convulso e disarticolato si fa il testo, noioso perche veramente non si capisce dove vuole andare a parare... in parte tenta di darne una spiegazione Antonio stesso nelle ultime pagine, ma il senso generale che permane alla fine della lettura è quello di un viaggio allucinato e delirante nelle mente dello scrittore, e tutto nell'attimo stesso in cui quest'ultimo probabilmente schivava per chissa quale fortunosa combinazione ancestrale tipo un ictus cerebrale; sicuramente ci sará stato un attimo in cui il cervello di Antonio, accortosi dell'attacco improvviso, si è "contratto" come ultima ed estrema forma di difesa, di sopravvivenza...
    Ci riesce cazzo, il cervello di Moresco riesce a sopravvivere! Riesce a respingere questo inceppo cerebrale...
    La lotta dura una frazione di secondo, un istante solo... uno solo in cui però nella testa le immagini, i ricordi, le sensazioni, le idee e quant'altro il suo cranio poteva contenere, tutto quanto collide, si fonde, si scombina, esplode splatterandosi sulle ossa craniche.
    Ecco... considero il libro una finestra, uno squarcio da cui abbiamo potuto assistere al tutto... a quell'istante "di tempo immobilizzato, increato".

    ...non aspettatevi di capirci una sega per essere chiari.

    ha scritto il 

  • 1

    Mah... di certo il caos non manca

    E' l'unico commento che mi sento di fare a quest'opera elefantiaca, ridondante, ripetitiva, confusa, della quale mi sfugge il senso.
    Mi mancano meno di 200 pagine per finirla e, ormai, l'unica cosa ch ...continua

    E' l'unico commento che mi sento di fare a quest'opera elefantiaca, ridondante, ripetitiva, confusa, della quale mi sfugge il senso.
    Mi mancano meno di 200 pagine per finirla e, ormai, l'unica cosa che mi spinge a terminarla è cercare di capire dove vuole andare a parare l'autore. Ho come la sensazione che il mio desiderio rimarrà deluso.
    ...
    Finito!! E, come sospettavo, il desiderio è stato totalmente deluso.

    ha scritto il